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domenica 8 gennaio 2012

Post di servizio per i lettori del Bignami

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Lammerda©
Cari lettori della Ciofecanovela dei Vampiri Glitter, per venire incontro a quanti vogliano recuperare alcuni post o si siano persi le parodie, ho sistemato le etichette. Grazie ai titoli qui riportati potete accedere ai bignami completi di ogni capitolo della saga: Twilight, New Moon, Eclipse e Breaking Dawn. Invece, tramite Stephenie Meyer o Bignami, avrete tutto l’ambaradan, dal post più recente a quello che ha visto gli pterodattili fare nido a Pangea. Buona lettura e grazie per le visite e i commenti che danno un senso alla lettura di tutta questa roba infame.

P.S. Se avete un senso di déjà-vu, non siete matti. Ho ri-uppato questo post dal passato per tenerlo in bella vista. Se poi capisco come metterlo in primo piano, allora lo ciocco lì e non se ne parla più.

giovedì 29 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (19 di 19) Finale!

3 commenti
I Volturi si radunano per pianificare il da farsi, e la vera battaglia. Forse! Ma anche no. Va be, adesso vediamo. Oppure… naah, non credo proprio.
 
Bella coglie il momento d’inettitudine generale e il buco nella trama per confidare a Jake e Rosmerda il piano di espatrio, così anche Ed scopre tutto lì su due piedi (d’altra parte, se Bella gli avesse raccontato qualcosa, Aro l’avrebbe scoperto mentre se lo passava come la Gazzetta). Tutti si abbracciano e salutano tra lacrimoni di commiato e senso di fine incombente, mentre le coppie si scambiano almeno un bacio e nascono promesse d’amore, come tra Garrett e Kate, tanto sentono tutti di essere a un passo dalla morte perché i Volturi sono invincibili e cicicì e cococò e bla bla bla cippirimerlo. Poi, quando Bella sente una pressione contro il suo scudo, capisce che si comincia.

Prima Jane e poi Alec attaccano, ma lo scudo tiene come un diaframma invisibile alla penetrazione powerplay dei vampiri gemelli. I Volturi discutono ancora, ma quelli che li conoscono fanno capire che questa è la prassi, il tradizionale fare salotto per ingannare il tempo (roba da Montecitorio, ecco), quando fingono di parlare mentre le guardie rendono inoffensivi gli avversari. O almeno… lo farebbero se Bella non facesse a sua volta cappa proteggendo tutti i vampyminkia buoni dai loro poteri malvagerrimi. Finita la seduta del Consiglio riunione, Aro offre il perdono a tutti (anche se i suoi soldatini non sono riusciti neanche a violare lo Scudo di Bella, e i Cullen & Co. sono ancora freschi come un  roseto) invitandoli a entrare nella Guardia dei Volturi. 

Qui ci starebbe bene una pernacchia, ma nessuno la fa. 

Non ottenendo consensi, procede al voto. Caius è subito per l’allegro sterminio e la distruzione di Rosmerda. Marcus – l’inutile Marcus, che è stato lì tutto il tempo a dire: non me ne frega, non m’interessa – non vede minacce e dice di lasciarla vivere (sempre col solito entusiasmo). Poi, prima che Aro dia il voto decisivo, Edward chiede la parola. Se il problema è solo l’imprevedibilità dello sviluppo di Rosmerda, lui ha l’asso nella manica: Nessie non è l’unica! E a testimoniare chiama Alice. 

Carramba che sorpresa! Con lei ci sono Kachiri, la terza amazzone, Huilen, una vampira sudamericana, e Nahuel, un ragazzo che si scopre essere suo nipote. Tutti sono curiosi e stupiti, perché il ragazzo non sembra del tutto umano ma neppure un vampiro. Allora Huilen, su richiesta di Aro, racconta la sua storia.

Sua sorella venne messa incinta da un vampiro centocinquanta anni fa, e partorì Nahuel che venne al mondo come uno xenomorfo di Alien, quindi esplodendole fuori dal pancino tipo brufolo grosso come un gatto e coi denti di un piranha. Una volta fuori, affamato, morse la zia vampirizzandola. Nonostante questo principiare infausto, Huilen lo crebbe come un figlio (còre de zia!) e così formarono una loro famigliola. Il vampadre si chiama Joham e si crede uno scienziato creatore di una nuova specie superiore di vampiri mutanti vattelappesca, che se ne va in giro a ingravidare poveracce per poi formare un suo clan con la propria discendenza. E come stanno messi col progetto? Ha avuto solo figlie, Nahuel è l’unico maschio e l’ha perso di vista perché Huilen ha voluto tenerli lontani. Poi, quando Nahuel è cresciuto, ha rifiutato di unirsi al padre, ma è in buoni rapporti con alcune delle sorelle (come ciò sia possibile, non si spiega). Cosa interessante – e totalmente ab cazzum, oltreché arbitraria  – è che solo Nahuel è “velenoso”, infatti le sue sorelle non riuscirebbero a vampirizzare neanche una zanzara.

Di fronte al fatto compiuto, i Volturi si ritirano. Tutti si abbracciano… 
Eh! Cosa? Ferma tutto! Un attimo prima i Volturi erano pronti a fare una strage per difendere la loro posizione sociale, e adesso mettono la coda fra le gambine solo perché sbucano questi a raccontare una storia balorda? Alla faccia dei malvagi e occulti signori del mondo, questi non riuscirebbero a ordire neppure la trama di una barzelletta. A meno che i protagonisti non siano loro, certo.
… comunque, in questo gran turbinar di affetto, viene fuori che Jacob e Rosmerda sono ancora lì. 
Ma cazzo, cosa aspettavano? Gli è andata bene che, come al solito, le terribili minacce della Meyer si risolvono in un nulla di fatto. Anche perché, se dovevano stare dietro ai riflessi di Bella per cogliere il momento giusto, stavano freschi come pinguini al banco frigo della Coop. 
La famiglia, stupida come una bolletta del gerundio (provate a dirmi che tassare il gerundio non sia una cretinata, e vi addebito la fattura) non si rende conto della sua leggerezza, così esulta dalla manica di beoti che è. Invece i Volturi sono in crisi, non solo non hanno avuto più nulla a che appigliarsi, ma hanno anche scoperto che c’è gente disposta a tenergli testa e che la fede che i vampiri deponevano in loro vacilla come una biglia sullo spigolo. Almeno questo è ciò che dice la Meyer… anche se a me pareva ci fossero gli estremi per una guerra per il predominio della specie originale su questi “ibridi” che potrebbero spodestarli prendendone il posto. Oh, non solo riescono a farsi passare più facilmente da esseri umani, ma possono nutrirsi di cibo normale oltre che di sangue! Se sono tanto paranoici e fanatici del controllo, questo dovrebbe essere più che sufficiente per mettere in moto un genocidio. Invece no, tornano a Volterra con la coda tra le gambe, con l’unico proposito – quando ce ne sarà occasione – di indagare su questo Joham e farci quattro chiacchiere. Ribadisco: Se fosse un libro furbo, l’avrebbe scritto qualcun altro.

Alice conferma che non attaccheranno per un bel pezzo, è stata la prima volta che si sono scontrati – dov’è lo scontro, ditemelo! – alla pari per la prima volta da molto tempo, e questo li ha messi in crisi, ma un giorno potrebbero tornare per attaccarli individualmente e sconfiggerli uno per uno, ma passerà del tempo e Alice saprà riconoscere il momento per organizzare la difesa. Ah, a proposito di Alice. Vi ricordate che Bella aveva preso un foglio per scriverci in grande RIO DE JANEIRO, nella speranza che Alice la vedesse e capisse il piano astuto di mandare Jake e Rosmerda in Brasile? Ecco, Alice confessa di aver visto Bella scrivere quelle parole, ma di non averci capito un cazzo (questo dimostra che la Meyer fa leggere la trama solo alla protagonista, altrimenti non arriverebbe viva alla fine del libro).
 
Dalle considerazioni post-Armageddon della Fuffa, pare che Aro temesse Bella, visto che rende inutile la sua guardia del corpo. Insomma, stanno tutti sereni che la brutta faccenda è conclusa. Però le sorelle di Irina non hanno potuto ottenere vendetta, i rumeni danno del pirla a tutti perché era l’occasione buona per chiudere la faccenda per sempre e invece questi l’hanno sprecata a parlare e tirarsi le pose, e tutti gli altri se ne tornano a casa con un nulla di fatto. Pessimismo, e fastidio! Dagli torto, dagli.

Sì, gli unici contenti sono i Cullen, che hanno fatto scoppiare il casino e poi radunato gente che non s’è capito perché abbia accettato di intervenire per una boiata del genere. Lasciatemi dire: Eh no, hai sporcato tu e lavi tu, non chiami me per farti i vetri! E ci starebbe bene anche una giornalata sul muso.

Bella nota che Nahuel fissa Rosmerda con un vivido interesse (e ti credo), ma Ed le spiega che sta pensando a come sarebbe potuta essere diversa la sua vita se avesse avuto loro come genitori. 
Uno schifo! Ma li hai visti? Piuttosto, mi farei allevare dai kurgan in una fossa piena di diavoli di Tasmania. 
Edward invece va avanti imperterrito, e dice che Nahuel lo considera un padre ideale (adesso vomito il Natale del ‘98), ma scommetto che se l’è inventato per tirarsela, vanesio com’è. Infatti quell’oca sopraffina di Bella ci casca, sdilinquendosi nell’elogiare le sue virtù paterne fino alla consueta nausea. Il ragazzo – stando sempre a Radio Edward Minuto per Minuto, direttamente dalla tua testa a farmi i cazzi tuoi! – riflette anche sul fatto che lei è viva e felice, come avrebbe meritato di essere sua madre (magari proprio al posto di Bella, che è una gattamorta bimbaminkia). Anche per Bella è una storia triste – io direi patetica, ma tant’è – Ed però le dice che no, adesso Nahuel è felice perché non si odia più per aver sfondato il ventre di sua madre, anche se tutto ciò non ha senso logico in nessuna parte dell’universo consciuto e anche di quello noto per sentito dire. 

Dopo aver sentito la storia di Nahuel e aver capito qualcosa sullo sviluppo di questi mutanti, riflettono che fra sei anni e mezzo la loro bambina sarà “adulta”, quindi il ragazzo potrebbe vederla come una compagna potenziale – oltretutto è l’unica femmina della sua “specie” con cui non è imparentato – ma di mezzo c’è sempre Jake, e insomma… si vedrà. Fanno anche un mezzo discorso egoista sul fatto che lui e sua zia saranno anche venuti fin lì per salvarli ma poi chi se ne frega, adesso basta e fuori dai coglioni! Adorabili, spero che muoiano squoiati vivi ai saldi del lustrino.

Tornati a casetta loro nel Fantabosco, mettono Rosmerda a letto e Bella getta la collana di Aro in un angolo della sua cameretta, perché ci giochi. 
Questa famiglia tratta i soldi come i kleenex. Mi stanno sul cazzo.
I vampyminkia si ritirano in camera da letto per fare le cosacce, ma Bella ferma Ed perché ha una sorpresa; Zafrina le ha insegnato come abbassare lo scudo, Così si mettono faccia a faccia e occhi negli occhi, Bella si stringe la testa tra le mani per la concentrazione, e finalmente Edward riesce a leggerle nel pensiero per la prima volta! Ci trova dentro un best of di immagini della loro patetica storia d’amore (magari anche la colonna sonora, ma non lo voglio sapere), la solita carrellata finale col meglio della stagione di quando gli sceneggiatori sono in sciopero o non sanno cosa scrivere. 
Lui ne è entusiasta e le chiede se può farlo ancora – è l’occasione d’oro per spiare anche la sua mente – ma dura poco e la capoccia di Bella si chiude a saracinesca sui titoli di coda. Si consolano pensando che hanno davanti tutta l’eternità per provarci. E a proposito di “provarci”, un’altra allusione Harmony della Meyer annuncia il momento della copula finale.
[…] E poi continuammo beati a occuparci di quella parte piccola, ma perfetta, della nostra eternità. […]
Così, sfumando in trombando, calando in scemando, scemi in crescendo, lasciamo le due merde l’una sull’altra nella lettiera del loro amore. Un finale che corona quella che si può ben dire la Cagata Letteraria del XXI sec. e ci accompagna finalmente alla tanto sospirata…
 
FINE

mercoledì 28 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (18 di 19)

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Arriva il giorno predetto da Alice e tutti si radunano nella radura (sic.) della visione per attendere i Volturi. Ci sono anche Rosmerda e Jacob, lei ha lo zaino coi documenti pronti in caso di fuga, e Bella porta al collo la collana pacchiana di Aro, tanto per metterlo di buon umore. Alla fine i Volturi arrivano, sbucano dagli alberi in formazione larga con una coreografia sincronizzata e silenziosa stile Esther Williams, ma quando si sta per scatenare l’inferno e l’aria fa scintille… parlano parlano e parlano, zero azione. Ormai lo sappiamo, la Meyer ti fa sentire odore d’arrosto e poi ti allunga il pane vecchio.

Aro vuole sapere tutto, ma leggerlo dalla mente di Edward, così saprà i piani di tutti – tranne di Bella, che fa cappa e non trasmette – allora lei fa scattare lo scudo come non era mai riuscita a fare prima (potere della strizza), poi si rende conto che bloccare lo scambio tra loro due rovinerebbe la tregua, così lo ritira. Ed si lascia leggere da Aro come la Gazzetta al bar, e lui se la prende comoda – com’è giusto che sia in tali occasioni – scoprendo tutto sulla bambina e anche di più, così accetta d’incontrare Rosmerda, dalla quale resta incantato. Dice di non voler far del male a nessuno, ma tutti sanno che mente. Fa anche un pensierino sull’asservire i Lupi, ma capisce subito che sarebbe “problematico”, intanto le chiacchiere proseguono.
Quando Aro fa un cenno alle guardie e Caius attacca a fare la comare acida, i nostri arretrano guardinghi e Bella scopre di essere padrona del suo potere – guarda te, alle volte, l’opportunismo della Meyer – e muove lo scudo come le pare e piace, coprendo tutti i suoi. Aro e Caius litigano perché il secondo vuole attaccare a tutti i costi e si rifiuta di toccare l’amico per farsi mostrare la verità (pare ci sia maretta tra i Volturi). Bisticciano anche sui Lupi. Aro dice che non sono veri licantropi – cosa che fa alzare un sopracciglio a Jake – ma “mutaforma”, visto che non si riproducono col morso ma alla buona vecchia maniera, e per via delle loro origini animiste. Se all’antenato fosse capitato davanti un altro animale al posto del lupo, sarebbero mutati in quello. Aquila, puma o moffetta che sia. Alle strette, Caius chiama in causa Irina, che ammette il suo errore nell’aver scambiato Rosmerda per una Bambina Immortale conducendo lì tutto il circo, e assumendosene tutta le responsabilità.

La sua onestà viene premiata con un capannello di guardie e uno zippo sputafuoco, e in un attimo Caius la distrugge.
[…] Tre soldati dei volturi fecero un balzo in avanti e Irina fu Completamente oscurata dai loro mantelli grigi. Nello stesso istante, dalla radura si levò un orribile stridore metallico. Caius entrò strisciando al centro della mischia grigia, e quel grido stridulo e sconvolgente esplose subito in un sorprendente geyser di scintille e lingue di fuoco. I soldati arretrarono con un balzo da quell’inferno improvviso, riprendendo subito i propri posti nella linea perfettamente retta del corpo di guardia.
Caius restò solo a fianco dei resti ardenti di Irina e l’oggetto di metallo che teneva in mano emanava ancora una densa fiammata in direzione della pira.
Con un lieve scatto, il getto di fuoco che usciva dalla mano di Caius sparì. Dalla massa di testimoni dietro i Volturi si levò un rantolo […]
Ecco, tanto per far vedere che non racconto balle.

Come da programma, la combustione di Irina provoca l’ira delle sorelle scatenando la battaglia. O forse no. Infatti i “buoni” placcano Kate e Tanya in tempo, forse bisbigliandogli all’orecchio: «Cazzo, ma non lo sapete che questo è il massimo della scena d’azione per l’autrice? State ferme!», infatti si ricomincia a parlare, coi testimoni portati dai Volturi che si domandano perché Irina sia stata uccisa.

Bella ha un’altra delle sue intuizioni bisbigliate dalla Meyer e capisce che a questo punto, fatta la stronzata, i Volturi ammazzeranno tutti i presenti per conservare la loro patina di rispettabilità, poi s’inventeranno una storia per quelli che non c’erano. Infatti già montano l’attrezzatura da mirror climbing dicendo che si è trattato di una punizione per accuse infondate, ma è debole quanto la trama di questo libro e nessuno – nemmeno i protagonisti – gli crede.

Aro interroga i testimoni dei Cullen. Amun e Kebi depongono in favore di Rosmerda e poi se la filano appena possibile, quindi Aro si arrampica un altro po’ sugli specchi finché Garrett – un nomade che fa il filo a Kate – non chiede di poter parlare, allora fa un discorso sulle vere intenzioni dei Volturi rivolgendosi a tutti i vampiri presenti, accusa i boss di abusare del loro potere e minare il libero arbitrio di tutti, accampare scuse per far fuori i Cullen e tutti quelli che non gli vanno a genio, insomma parla chiaro e senza peli sulla lingua. 

Parte dei presenti se ne vanno (e anche di fretta), convinti dalle sue parole, mentre altri indecisi restano a vedere il resto. E voi?

martedì 27 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (17 di 19)

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Bella e Jake portano Rosmerda in visita da Charlie, e lungo la strada parlano degli ospiti. Così si scopre che i rumeni hanno fatto le belle statuine lasciandosi adorare come Madonne di Pompei per molto molto tempo, finché i Volturi non hanno dato alle fiamme i loro castelli, svegliandoli e spingendoli a muoversi. Iinfatti il loro aspetto è simile ai Volturi, ma i loro occhi non sono velati dalla cataratta. Comunque la gita è solo una scusa per Bella, che vuole andare a Seattle per cercare il tipo indicatole da Alice, così molla tutti da Charlie e parte da sola con la scusa che deve fare compere natalizie.

Arriva all’indirizzo, che si trova – guarda un po’ – in una via poco raccomandabile. Qui c’è un tizio a cui chiede di J. Jenks, lui lo chiama (perché qualcuno su questo pianeta ha il cellulare) e Bella lo raggiunge al vero studio, che si trova in un centro commerciale. Jenks è un procuratore legale, ma sottobanco fornisce documenti falsi ai suoi clienti (uno dei quali è Jasper), così Bella fa dà un’altra sbirciata alla sceneggiatura e capisce che deve farsi fare i documenti falsi per Jake e Rosmerda, in modo che, se le cose si mettessero male, possano scappare all’estero. Visti gli indizi risicati e la demenzialità dello scritto, le sue illuminazioni non si spiegano altrimenti. Finita la gitarella alla James Bond dei poveri, Bella torna a casa con un ciondolo per Nessie come scusa, e si tira una pippa enorme sulla battaglia, la loro inevitabile morte, l’Aldilà con Ed e bla bla bla. L’importante è che Rosmerda e Jacob possano fuggire. Si tira un sacco d’incenso da eroina tragica, insomma.

Il giorno di Natale, la famiglia vampyminkia va da Charlie, dove ci sono anche i Lupi. Passano la festa lì, con Bella di cattivo umore che si fa un altro trip Emo sul fatto che moriranno tutti eccetera, poi tornano a casa dove trovano liti e discussioni. I rumeni dicono che i Volturi non sono quello che dicono; altro che guardiani dell’ordine, secondo loro non sono altro che intrallazzoni e profittatori!, e ridono di chi vuole a tutti i costi pensare bene di loro pur di restare con la testa ben piantata nella sabbia. I rumeni e Alistair sono gli unici con sale in zucca, infatti appaiono poco e tutta l’attenzione della Meyer è rivolta a personaggi inutili e improbabili. Come i protagonisti, per dire. Alla fine, quasi tutti dicono che combatteranno, e tanto per dire una minchiata in più si accenna al potere di Siobhan – quella che farebbe andare le cose come vuole lei – peccato che lei stessa non ne sia pienamente convinta, insomma è un potere difficile da “misurare” e stabilire se le cose si mettono così perché lo vuole lei o se è un gioco del caso. Quindi, sticazzi.

Vanno a caccia e Bella ha un’illuminazione sul suo potere e quello di Rosmerda; se la bimba può entrarle nella mente, vuol dire che il suo scudo ha una falla. Meglio tardi che mai! Ed però le spiega che il potere di Nessie è in parte quello di non poter essere fermata da nessuno scudo, e una volta che entra nella mente di qualcuno costui le crede e l’ama. Non si capisce su quali basi abbia fondato questa teoria, ma se così fosse sarebbe una manipolatrice anche più brava di lui. Tutta il suo papà!

Bella si fa un botto di paranoie sui sospetti che Ed può avere sul suo viaggetto a Seattle, anche se la scusa erano i regali di Natale e quelli ha portato, quindi non si capisce il perché di tanta strizza, anche se ricordando l’escamotage della ninja bianca bisogna pur dire che abbiamo a che fare con un pezzo da novanta quanto a idiozia. Comunque ha un’appuntamento con Jenks, s’incontrano in un ristorante con un posto accanto al fuoco, e qui c’è un momento morboso.
[…] Per mezzo secondo mi chiesi cosa avrei provato mettendo la mano nel fuoco. Cosa avrei sentito mentre bruciavo… […]
Non finirò mai di ripeterlo, questa gallina è Emo.

Arriva Jenks e Bella ritira i documenti contraffatti, poi parlano un attimo di Jasper e dell’aria angosciata che sfoggia questo poveretto quando si parla dei Cullen, così Bella annota mentalmente che se sopravviveranno a tutto questo, d’ora in poi trattare col falsario sarà compito suo, perché le spiace tanto per lui e le sue coronarie. Risolta la seconda missione alla 007, Bella torna a casa e va in camera di Alice, qui – sperando che lei la veda in una delle sue premonizioni – prende un foglio e scrive RIO DE JANEIRO a grandi lettere, nella speranza che capisca che quella sarà la destinazione di Jake e Rosmerda, così avranno una possibilità d’incontrarsi. Immagino sia convinta che anche gli altri personaggi abbiano accesso alla trama come lei, quindi un indizio a cazzo come questo dovrebbe essere sufficiante. Bah!

lunedì 26 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (16 di 19)

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Finalmente arrivano i primi pastorelli vampiri a visitare il Bambinello Rosmerda. Sono Tanya e Kate – le sorelle di Irina – con Eleazar e Carmen, anche loro membri del clan di Denali che subito fanno grandi scenate alla Jasper aspettandosi chissà che, sia da Bella che da Rosmerda, ma poi accettano piccola mutante e discutono con Edward e Bella sul da farsi per proteggerla, perché a quanto pare basta un bel faccino di bimba e la parola di una coppia di vampyminkia per convincersi che è tutto a posto e che vale la pena di mettersi contro i Volturi.

Secondo Eleazar, che è un esperto in superpoteri, Bella sarebbe uno “Scudo”, anche se subito non si capisce come funzioni. L’unica che conoscono è Renata, la guardia del corpo di Aro che devia gli attacchi fisici, ma Bella fa cappa solo ai poteri altrui, quindi può essere menata come la tradizionale zampogna. Kate trasmette elettricità a contatto causando dolore (niente scintille e Zap! Zap! da fumetto, per fortuna), ma Bella ne è immune. Pensano a come affrontare i Volturi e si rendono conto – a buffo – che Aro attacca quando gli pare (e certo, deve anche mandarti il biglietto). In più, visto che già dalla sua prima apparizione è chiaro che colleziona vampiri con poteri speciali, sospettano che anche stavolta cercherà di portarsi a casa un souvenir. In questo caso l’obbiettivo più ghiotto è Alice, che infatti s’è data alla macchia con un piano, qualunque esso sia.

La tattica di Aro è attaccare, offrire il “perdono” a chi gli interessa e tenerlo nel suo gruppo, così il Volture avrà – non si sa perché – l’eterna gratitudine di costui, anche se gli ha falciato i compagni e stravolto la vita. A questo punto si parla di Chelsea – anche voi state pensando alla figlia di Clinton che brilla di lustrini, vero? – la quale è in grado di manipolare i legami tra le persone, rafforzarli o spezzarli. Ecco come i Volturi legano a sé le guardie e come spezzano le alleanze dei loro nemici. Beh, tutto sommato a me sembra più pericolosa questa, piuttosto che i gemellini Jane e Alec. Anzi, mi domando perché Chelsea non rulli di brutto su tutti gli altri, visto che può manipolare chi le pare… ma se questo libro fosse furbo, l’avrebbe scritto qualcun altro. Vi pare?

Sospettano che oltre ad Alice vogliano pure Ed e Bella, ma arriva altra gente e bisogna continuare a recitare la Natività. Sono Peter e Charlotte, mandati da Alice, e poi pian piano la casa si riempie di vampiri come una seduta del senato. Tra l’altro, questi ciuccia emoglobina si nutrono di sangue umano e vanno a caccia appena fuori dei confini dello stato. Giusto per fare un favore ai lupi e ai Cullen, non puntando Forks e La Push. Jake prugna e fa l’occhio cattivo al pavimento, ma accetta – come tutti gli altri lupi – questa situazione di merda per il bene di Rosmerda (ho fatto la rima). Eh già, gli umani possono anche morire, tanto non sono belli belli belli in modo assurdo, quindi la patina di vampiri buoni va un po’ a farsi fottere. Per non parlare dei lupi, che dovrebbero essere lì per difendere e proteggere ma insomma, mica portano un distintivo… perciò, sticazzi.
 
Arrivano i vampiri irlandesi, e poi quelli egiziani. I Re Magi? Alcuni si fidano subito, altri no. Come Amun e Kedi, i capi egizi (che con quei nomi lì non si capisce come mai non siano più antichi dei Volturi), invece Benjamin, sempre del clan egizio e dall’impressionante potere di manipolare i quattro elementi, e la sua compagna Tia, fanno subito amicizia con Rosmerda che ha – pare – anche il potere di incantare chiunque (ecco come fanno a tirare gente semisconisciuta in questa guerra assurda).

Tra il vampirame assortito c’è Alistair, un vamp inglese “amico” di Carlisle che trova l’intera situazione stupida e rischiosa, un pasticcio in cui è pentito di essersi immischiato e dal quale vorrebbe scappare per tornare alla sua vita solitaria, lontano da tutte queste cazzate. Già mi sta simpatico. Bella invece – proprio lei – non lo sopporta, trovandolo pure musone e imbronciato. Ma misurati, prima di dar del mezzo metro a qualcun altro! ‘Sta bimbaminkia emo del ciufolo.

Arrivano persino due delle tre amazzoni, anche loro mandate da Alice che è con la terza in una missione segreta. Una di loro, Zafrina, è un’illusionista specializzata in paesaggi. Non si sa perché, ma le illusioni ottiche che crea son sempre paesaggi, si vede che coi ritratti e le nature morte è una pippa. Rosmerda ne va pazza e si diverte un mondo a guardare Zafrina Channel tutto il giorno. Bella, come una mamma Moige, si preoccupa che le trasmissioni siano appropriate.
[…] Dopo quell’episodio fu difficile tenere lontana Renesmee da Zafrina e dalle sue belle foto. Io mi preoccupavo, perché ero abbastanza sicura che Zafrina fosse capace di creare pure immagini tutt’altro che piacevoli. Ma attraverso i pensieri di Renesmee riuscivo a vedere anch’io le visioni di Zafrina nitide come nel ricordo di mia figlia, proprio come se fossero vere, e quindi a valutare se fossero appropriate o meno. […]
Ecco, ha messo il filtro a Zafrina Channel, lo sapevo che era del Moige! In più si capisce che le “donne selvagge” le fanno venire la cacarella. La cosa interessante è che, pur venendo dalla Foresta Amazzonica, sono alte una stanga e una pertica, segaligne e vestite di pelle alla Xena. Forse perché tre donne indie mezze ignude alte un tappo e un barattolo non erano abbastanza cool, vallo a sapere.

Si riprende con gli allenamenti, visto che Bella non sa lottare nemmeno col tappo deella marmellata. Edward dovrebbe insegnarle a combattere come promesso, ma qualcosa va storto.
[…] «Guardarti in quel modo, analizzarti come un bersaglio. Vedere tutti i modi in cui potrei ucciderti…». Fece una smorfia. «Rende tutto troppo reale, ai miei occhi. Non abbiamo poi tanto tempo a disposizione, non fa differenza chi sia il tuo insegnante. Chiunque ti può insegnare i fondamenti».
M’imbronciai. […]
Scusate, ma lo devo dire: che fighetta! Me lo vedo bene vestito da Gloria Swanson mentre, appeso a una tenda, piange come una vite tagliata. Una delle scene più inutili, patetiche e ridicole di tutta la saga, e il commento finale di Bella è la degna chiusura di cotanto cabaret.

Per fortuna gli altri non hanno perso la spina dorsale in un Harmony, così Emmett (memore della sconfitta a braccio di ferro) ci va giù duro e di gusto. Poi si esercitano con lo scudo, che funziona solo qualche volta. Bella dovrebbe proteggere Ed dagli attacchi di Kate, ma è una schiappa. Edward dice che va tutto bene e chiede a Kate di dire a Bella che è brava anche se fa pena, ma Kate – giustamente – si rifiuta, così mette in mezzo Rosmerda per darle una smossa.
Bella fa la sborona pensando che Kate abbia fatto il passo troppo lungo e che non capisca il legame madre figlia bla bla bla con la furia che le scatena, ma la verità è proprio il contrario. Ovviamente, Kate lo ha deciso apposta, se no questa fessa non imparerà mai. Infatti la lezione funziona, Bella estende lo scudo e copre anche Rosmerda. Kate chiede a Ed se riesce a leggere la mente della bambina, e lui ammette di no. L’unico modo per dare uno scantone a Bella era minacciarle la figlia, anche se poi Kate non avrebbe mai colpito, così scoprono che l’unico modo per insegnare qualcosa a Bella sono le giornalate sul muso.
Fanno un’altra prova coi paesaggi di Zafrina, per vedere quante persone Bella è in grado di schermare dalle frequenze di Zafrina Channel, ma riesce a includere solo Kate e un altro tizio. Va beh, fa cappa per cinque, lei inclusa. Sperano tutti che migliori, anche se ha bisogno di giornalate. Per fortuna Ed nota che dall’interno si può attaccare l’esterno perché lo scudo blocca solo i poteri che arrivano da fuori. Si sentono gallissimi.

Certo, uno può avvicinarsi, attraversare lo scudo come niente e sconocchiarli di botte, ma sono facezie.

La Natività non è finita e arrivano due vampiri rumeni, Stefan e Vladimir, con la speranza che finalmente si dia guerra ai Volturi (loro coetanei) che fanno il bello e il cattivo tempo da quando hanno fatto strage di rumeni e bruciato i loro castelli, ma vengono accolti molto male dagli altri anche se adesso sappiamo che la notizia ha fatto il giro del mondo diventando il ventordicesimo Segreto di Fatima Pulcinella. Insomma, pare che il gruppo si sia formato. 

Un ultima perla, prima di chiudere la puntata: per sfoggiare la propria ignoranza, la Meyer fa dire a Bella che Benjamin, col dominio dell’acqua, “provoca geyser”. Ah, le nozioni di scienze delle medie! Buttate a puttanopoli… per carità, non parlatele di geotermia, potrebbe pensare che la state insultando.

giovedì 22 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (15 di 19)

3 commenti
In vista della battaglia, i Cullen decidono di chiamare a raccolta e rintracciare tutti i vampiri che conoscono per chiedere aiuto, poi arriva Jake e anche lui viene informato che si saranno visite. Alice si allontana con Jasper in cerca di quiete per concentrare le proprie visioni, ma il mattino seguente non sono ancora tornati e allora scattano le ricerche.

Che siano stati presi alla sprovvista?
Come no, una che vede il futuro.

Infatti, corri corri, arrivano da Sam che gli dà un messaggio da parte di Alice, scritto su una pagina del Mercante di Venezia che appartiene a Bella.
[…] Non cercateci. Non c’è tempo da perdere. Ricordate: Tanya, Siobhan, Amun, Alistair, tutti i nomadi che riuscite a trovare. Peter e Charlotte li cercheremo noi lungo la strada. Siamo desolati di dovervi lasciare così, senza nemmeno un saluto o una spiegazione, ma era l’unico modo. Con affetto infinito. […]
Visto che non c’è niente altro da fare o dire (a parte due bestemmie per il vandalismo libresco) tornano sui loro passi, ma notano una pista con l’odore di Alice. Bella e Ed la seguono arrivando proprio a casa di Biancaneve – cioè, casa loro – dove scovano il libro mutilato e un fuoco scoppiettante nel camino.
Bella ha una di quelle illuminazioni che le prendono quando la Meyer non sa come far succedere le cose, così – senza un ma o un perché – capisce che deve essere da sola per consultare il libro. Allora chiede a Ed di aspettarla solo trenta secondi. Lui non capisce – dagli torto – ma l’accontenta, allora Bella prende in mano il libro e legge una nota.
[…] Accanto allo strappo della pagina mancante, sotto la dicitura «Il mercante di Venezia di William Shakespeare», trovai un appunto:

Poi distruggilo.

Seguivano un nome e un indirizzo di Seattle. […]
Edward entra prima del previsto, ma il libro è già tra le fiamme, così pensa che Bella sia incazzata con Alice e il rogo di Shakespeare sia solo uno sfogo di frustrazione. Oh, ma non bastava gettare solo la pagina? Pare di no.

Quando rientrano a Casa Cullen, c’è uno scambio di saluti. Gli altri partiranno in cerca di alleati, mentre Ed e Bella resteranno con Nessie (è il nuovo soprannome di Rosmerda, che essendo un “mostro” tutto nuovo ha lo stesso nomignolo di quello di Loch Ness) per presentarla a quelli che verranno a trovarli. Sì, esattamente come la Natività di Grisù Bambino. Poi avvertono Jake, dicendogli che non sarà granché amato dagli ospiti e di stare fuori dai coglioni lontano il più delle volte, e mentre Ed gli chiede di avvertire Sam che ci saranno visite, Bella cerca in rete tale J. Jenks, indicato dal messaggio segreto di Alice. E qui abbiamo una scena meravigliosa di Bella che si avvicina al computer con nonchalance per fare la sua ricerca.
[…] Fissando la foresta feci scorrere le mie dita, come soprappensiero. Chissà se i vampiri agivano soprappensiero, qualche volta? Non pensavo che qualcuno mi prestasse attenzione, ma non mi voltai per sincerarmene. Il monitor s’illuminò. Feci scivolare nuovamente le dita sui tasti. Poi le tamburellai silenziosamente sul piano di legno della scrivania, sempre fingendo un gesto casuale. Poi ripassai sui tasti.
Lessi sullo schermo con la coda dell’occhio.
Nessun J. Jenks, però c’era una Jason Jenks. Avvocato. Sfiorai la tastiera cercando di tenere il ritmo, come accarezzassi assorta un gatto che mi ero quasi dimenticata di avere in braccio. Il sito dello studio di Jason Jenks era ben fatto, ma l’indirizzo sulla homepage era sbagliato. A Seattle, sì, ma con un codice postale diverso da quanto mi risultava. Presi nota del numero di telefono e ricominciai a battere il tempo con le dita sulla tastiera. Cercai a cosa corrispondesse l’indirizzo, ma non trovai nulla, come se non esistesse. Avrei voluto guardare su una mappa, ma decisi che sarebbe stato troppo rischioso. Un’ultima passata sui tasti, a cancellare tutto…
Continuai a guardare fuori dalla finestra e sfiorai il legno un paio di volte. Udii avvicinarsi passi leggeri e mi voltai con quella che speravo fosse la stessa espressione di prima. […]
Una ninja bianca! Ma dico, non bastava andare su internet per i cazzi suoi senza questa pantomima? Poi, mai una volta che tocchi il mouse o che dimostri di sapere cos’è! Minimo è rimasta al Commodore 64, o manco quello. Tira tasti a caso e becca subito quello che cercava, sempre facendo la ninja bianca che brilla nel buio. Trovate voi le parole, perché io non ne ho o sono finite.

Bella coccola e rassicura la piccola Rosmerda, sperando che almeno lei sappia quello che sta facendo, poi convince Ed a insegnarle a combattere. A lei, non a Rosmerda (che potrebbe anche fare una figura migliore). Lui le spiega che i pericoli maggiori sono Jane e Alec; lei può causare dolore fino alla morte solo a un bersaglio per volta, lui “anestetizza” più nemici contemporaneamente deprivandoli di ogni senso.
 
Bella, che è immune ai poteri altrui, pensa di poterli battere, ma Ed non ne è tanto convinto (infatti possono sempre menarla tutti insieme appassionatamente, ma lei non ci pensa perché è una Neonata culturista).
 
Poi parlano di Eleazar, che un tempo stava coi Volturi ed è in grado di riconoscere il dono di un vampiro o – con qualche difficoltà in più – quello potenziale di un umano, e passano il tempo così tirandosi, i puntini sulle mosse e i poteri per vedere chi è il powerplaiyer che ce l’ha più lungo.

Per ora è tutto, ci leggiamo lunedì con altre stronzate. Buon fine settimana!

mercoledì 21 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (14 di 19)

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Arriva il regalo di nozze dei Volturi.
Anche a voi, con tutte queste cazzate di mezzo, il matrimonio era passato di mente?
Il dono è una collana talmente pacchiana – ma antica, eh! – da vederla bene al collo di Otelma.
[…] La collana era semplice: un cordone a scaglie d’oro spesso come una fune, una specie di liscio serpente da arrotolarsi stretto intorno al collo. Al centro pendeva un diamante bianco grosso quanto una pallina da golf. […]
Semplice, eh? Comunque, insieme alla catena da motorino tamarro (che ha già il suo posto prenotato a Ponte Milvio) c’è anche un invito che i Cullen interpretano come appena un po’ perentorio.
[…] Sono ansioso d’incontrare la nuova Signora Cullen. […]
Il biglietto è firmato da Aro e vergato in caratteri medievaleggianti (il font è riportato sul testo) con inchiostro nero su cartoncino bianco. E perché non col sangue su pergamena d’agnello e sigillo di ceralacca? No, in effetti non è chic.

Bella vuole andare sola, visto che non possono leggere nella sua mente o farle del male coi loro poteri (sì, ma possono pestarti tutti insieme come fossi una zampogna, e come meriteresti). Invece Ed fa il difficile e frigna dalla voglia di tornare a fare il bersaglio dopo che l’ultima volta Jane l’ha steso con mio gran piacere. Così, mentre lui mette il muso, Bella va con Jake e Rosmerda a caccia d’alci. Tanto per far colazione, ecco.

Seguendo il branco, Bella nota una vampira sconosciuta che li osserva, ma grazie al magico potere di una trama che fa acqua come un gavettone sul puntaspilli, capisce che si tratta di Irina, la vampira di Denali innamorata di Laurent che è stato fatto fuori dai lupi per aver attraversato i confini e aver aiutato James e la sua compagna Victoria nel tentativo di ucciderla in due diverse occasioni.
Non ditemelo. Anche a voi sembra una soap opera?
Dopo un illuminazione del genere, vi aspetterete che il cervellino di Bella imploda lasciandola stramazzata al suolo… invece chiama a raccolta tutti gli altri che partono a cercare l’intrusa. Con un giro di telefonate – menomale, qualcuno ogni tanto usa il cellulare – viene fuori che Irina era lì per fare la pace coi Cullen, visto che in effetti Laurent aveva appena un po’ pisciato fuor del secchio, ma poi ha visto Bella con Jacob (il lupo cattivo che le ha killato il boy) e l’umore è tornato nero. In più, avendo visto Rosmerda, potrebbe averla scambiata per una Bambina Immortale, come quella che ha mandato mamma al rogo. Così ci riallacciamo alle paturnie di inizio libro, giusto per morderci la coda e far vedere che c’era una ragione se la menava con questi bebè vampiro. Ora, triste e incacchiata, Irina vaga senza meta.

Alice non vede nulla di certo, ma sa che non sta tornando a Denali dalle sorelle. Grazie, Alice, telefonare a casa per chiedere: «È tornata, Irina?», in effetti non era abbastanza tuailesco.

A giorni, Bella deve partire per l’Italia in ottemperanza alla cortese richiesta dei Volturi, ma tutti sono fissati con l’Amazzonia. Pare che le ricerche sui casi simili a Rosmerda abbiano portato a galla leggende della tribù Ticuna che parlano di baby vampiri, e neanche a farlo apposta Carlisle conosce un paio di vampire che vivono da quelle parti. Ma guarda te! Così, mentre i ragazzi fanno i ganzi all’idea di ciucciarsi giaguari e pantere… pantere in Amazzonia? Certo, e allora perché non i canguri? Almeno Emmett ha la fissa dell’anaconda, quindi se non altro – anche se è il gorilla del cioppo – sa dove stanno andando. Le ragazze invece pensano alle valigie, cosa portare e cosa no. Perché i maschi sono maschi e le femmine sono femmine, come negli anni ‘50.

Mentre sono lì a fare la famigliola vacanziera, Alice fa cadere un vaso e resta pietrificata dopo aver avuto una visione dei Volturi al gran completo con tanto di corpo di guardia e mogli (di cui non sapevamo nulla e che pare non abbiano mai lasciato la città prima d’ora), tutti in assetto di guerra diretti proprio a casa loro. Allora capiscono che verranno per Rosmerda, e che Irina li condurrà lì tra un mese, così i piani cambiano e tutti si organizzano per la difesa. Niente vacanza, c’è da proteggere il castello!

Dite la verità che questo colpo di scena vi ha sconvolto la vita e fatto ricredere su tutta la saga! No, eh? Neanche a me. In effetti, è la solita merda riscaldata. Però non abbiamo ancora finito di servirla. Alla prossima!

martedì 20 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (13 di 19)

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Dio solo sa perché – ne eravamo stati informati nei volumi precedenti – i Neonati sono super forti per tutto il periodo immediatamente successivo la loro creazione. Quanto? Mesi? Anni? E chi lo sa! Così, dietro insistenza di Ed, Bella sfida Emmet a braccio di ferro. E vince. Tutti prendono per il culo Emmett, ma il meglio è la scena in sé.
Per affrontarsi, si appoggiano su un masso di granito, e lo rompono. Lui ne raccoglie un pezzo da terra e per la frustrazione lo stringe tra le dita, sbriciolandolo come farina, però non succede nulla perché sono tutti amici, e poi l’autrice non è in grado di gestire rapporti complessi o conflittuali tra i personaggi, che comunque – ve lo ricordo – restano delle macchiette. Infatti la scena si chiude coi Cullen che ridono brillando al sole, ‘ste Winx di merda.

Sue Clearwater (la madre di Leah e Seth) si prende la briga di guidare Charlie nell’accettazione di quel mondo, intanto sua figlia diventa il Secondo, o Beta (come dice Bella) di Jacob.

Ecco, vorrei spendere due paroline sul fatto che Bella usa i termini applicati in etologia ai branchi di lupi, ossia Alfa per il capo o la coppia dominante, Beta per i secondi in grado e Omega per l’ultimo e scalognato. Ci tengo, giusto perché almeno una volta la Meyer ha fatto i compitini, e almeno ‘sta cosa se l’è andata a vedere. Certo, non è la prima volta che qualcuno fa un tale ragionamento – anche la Hamilton applica la terminologia etologica ai licantropi nella sua saga di Anita Blake – quindi non ha inventato nulla di originale o ha scoperto qualcosa di più wemozionante dell’acqua tiepida, ma resto talmente emozionato quando vedo che la Meyer mi fa una pagina di stanghette diritte o colora restando nei bordi, che volevo sottolinearlo facendole Pat-pat! sulla testolina.

Detto questo, andiamo avanti.
[…] «Gesù», mi lamentai una sera con Edward. […]
Non so voi, ma io sono scioccato. Una mormone può uscirsene con un “Gesù” pronunciato invano? Per dindirindina, non si fa!

Insomma, Bella si lamenta perché Jasper le sta sempre attorno, così Ed le spiega che lo fa perché lei è sempre felice, e Jazz – ahimè, lo chiamano così – è attratto dai buoni sentimenti (ma allora è vero che sono delle cazzo di fatine!).
Comunque Rosmerda dice la sua prima parola a una settimana di vita: «Mamma», solo che Bella ci resta di merda. Un po’ per la sorpresa – capisco – e in parte, dai… perché l’ha sempre menata sull’età e adesso non è più teenager manco per il ciufolo, ma non fa in tempo a entrare in depressione post parto che Rosmerda caccia anche la sua prima frase di senso compiuto: «Mamma, dov’è il nonno?»

Il giorno dopo già cammina, e loro sono nel panico perché non sanno che fare. Un girello, magari? Intanto gli altri fanno ricerche, ma passa il tempo e a tre mesi questa corre, balla, legge e soprattutto le piace farsi leggere Tennyson prima della nanna (non ho parole).

Sì, in una saga tuailesca come questa, sono i dettagli che fanno la vera comicità.

Tutti notano che il ritmo di crescita rallenta piano piano, ma non smette del tutto, mentre lo sviluppo intellettuale galoppa come un cavallo con un riccio attaccato ai coglioni.

Dove ci porterà? Dovete continuare a leggere.

lunedì 19 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (12 di 19)

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La coppia felice inaugura la casetta trombando fino al mattino seguente, poi si parla di università perché i Cullen vorrebbero trasferirsi nel New Hampshire per ricominciare tutto. 

… e qui ci sarebbero due cose da dire: 
  1. questi usano ogni volta i loro veri nomi e nessuno li scopre, roba da far arrossire la sicurezza nazionale;
  2. perché avevano già iscritto Bella se sapevano che i Neonati sono dei pazzi sanguinari per i primi anni di non-vita? 
Molto goffo – as usual – da parte della Meyer.
 
Comunque la partenza è rimandata, perché salta fuori che Jake ha avvertito Charlie, il quale sta arrivando di gran carriera! Bella si fa raccontare da Jacob quello che si sono detti, per sapere come comportarsi. Il giovanotto gli ha rivelato di essere un licantropo, facendoglielo anche vedere – cosa che per miracolo non gli è costata le coronarie – dopodiché l’ha informato che Bella, per guarire dalla sua misteriosa malattia, è dovuta cambiare a sua volta, ma non è un lupo. A quanto pare, Charlie avrebbe detto di volerne sapere il meno possibile, comunque sta arrivando per scoprire tutto.
 
Solo a me pare una contraddizione? Va be’, andiamo avanti.

Prima che il paparino arrivi, mettono a Bella un paio di lenti a contatto colorate per nascondere gli occhi di bragia alla Caronte, ma può tenerle solo per poco tempo prima che il “veleno” le sciolga. Parrebbe quindi che tutti gli umori corporei contengano la sostanza vampirizzante (che è pure acida), perciò immagino che questo tipo di vampirismo ridicolo sia trasmissibile anche per via sessuale. Una bella malattia venerea, non c’è che dire. A nessuno era venuto in mente prima? Pare di no. Inoltre non si capisce come, trasportando acido in quantità, il “seme” di Ed abbia fecondato Bella piuttosto che ustionarle l’utero. In ogni caso, cercare una logica nelle stupidaggini della Meyer è come pescare tarallucci nel deserto, un concetto surreale che non ci porta da nessuna parte.

Andiamo quindi a vedere Charlie, che una volta giunto a Casa Cullen calza le vesti del padre angosciato nell’atto di recuperare la figlia dalla setta in cui s’è cacciata. Tuttavia, quando vede che da quella campana non c’è rintocco (la testolina di Bella fa sempre lo stesso suono, vuoto e sordo), pur di non perderla del tutto finge di accettare la situazione, nella speranza che quella, prima o poi, ragioni (okay, è evidente che non la conosce) pur preferendo – ancora una volta – di saperne il meno possibile, restando con la speranza che se non ne uscirà, almeno sia felice.

Peccato, la Meyer era partita col ragionamento giusto (padre angosciato, figlia plagiata, setta di minchioni), ma poi, non sapendo come gestire una situazione conflittuale, ha cambiato senza motivo la disposizione del personaggio da padre angosciato a fatalista disinteressato nel giro di poche battute. Non sa scrivere, ma è bravissima a prendere per il culo i lettori. Non ho mai visto tanti trucchetti in un solo libro.

Tornando a Charlie, la cosa inquietante è che per la Meyer sembra giusto così, infatti il decerebrato si distrae grazie alla TV accesa mettendosi a guardare un paio di partite con Emmett, e solo quando gli fanno: «Oh, sloggia che è tardi!», fa per andarsene ma non prima che Bella gli riveli il secondo nome di Rosmerda (ehm, Renesmee) ossia Carlie, da Carlisle più Charlie. 

Ecco, adesso potete farvi il test della glicemia. O vomitare, come volete.

domenica 18 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (11 di 19)

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Finalmente Bella pensa un po’ anche a Charlie.
Non vorrebbe fingersi morta e sparire, ma neppure coinvolgerlo in tutta la faccenda; la sua idea sarebbe di farsi vedere da lui e lasciare che tragga le sue conclusioni, così si scaricherebbe questo peso per metterlo in spalla a lui. Che filantropa! Gli altri le fanno presente che è una stronzata.

Poi, in un momento alla Grimilde, pensa al fatto che vuole separare Rosmerda da Jacob, e gongola al pensiero che lui ne soffrirà (stile cattiva da operetta o film Disney), ma neppure per un petosecondo si domanda se questo danneggerebbe la bambina, che gli è già molto affezionata. Il Premio Joan Croford Madre dell’Anno non glielo leva nessuno.

Carlisle la informa che Rosmerda viene misurata quattro volte al giorno perché continua a crescere troppo in fretta, e questo lo preoccupa; ma lei pensa che siccome la bambina è bella bella bella in modo assurdo, non può avere qualcosa che non va. Una volta che però le hanno spiegato bene – anche con le figure e i pupazzi, mi auguro – che un metabolismo veloce brucia e si esaurisce in fretta, un po’ si preoccupa.
 
Intanto Rosmerda vuole bene a Jake, e questo infastidisce Bella che ne è gelosa. Esatto, della figlia appena nata. No, dico… come sta messa?
 
Rosmerda, col suo potere speciale – esatto, la bimba ha anche un potere (qui sono powerplayer dalla culla) – mette immagini nella mente di mamma (tanto c’è spazio), mostrandole l’aggressione a Jake e altri momenti salienti della vita famigliare, compresa lei che beve sangue da una tazza, manco fosse cappuccino. Usciti da chissà dove, Edward e Jasper le piombano addosso per paura che la sete la faccia impazzire, ma come al solito non succede niente.

Queste scenette diventano sempre più imbarazzanti, con lei che non batte ciglio e loro che le stanno dietro, quasi seguissero il cane col sacchettino per la cacca. Triste, patetico e ridicolo.

Così, dopo un po’ iniziano a pensare che il super potere di Bella sia l’autocontrollo (che culo), e attaccano a parlare di una certa Siobhan di un clan irlandese il cui potere sarebbe – o forse no – quello di realizzare i propri obbiettivi, ossia fare in modo che le cose vadano come vuole lei. Non si capisce cosa cazzo c’entri con Bella. In più, con un potere così, c’è da domandarsi perché il capo non sia lei piuttosto che i Volturi… ma lasciamo stare, che se dovessimo fasciarci la testa per ogni cazzata, gireremmo coi turbanti.

Comunque, mentre gli altri chiacchierano di questo e quello, Bella sta un po’ con Rosmerda, ma ecco che arriva Alice con gli altri di ritorno dalla caccia, portando una chiave infiocchettata di rosa.

Buon Compleanno!
 
Come al solito, Bella brontola facendo la consueta pantomima; non vuole festeggiare perché ormai avrà diciott’anni per sempre. Gli altri le dicono di piantarla e di prendersi festa e regali, che ‘sta storia non si può più sentire. Oltre a quella di Alice, Ed ha un’altra chiave, che Bella capisce essere quella dell’Automobile del Dopo, mentre l’altra è da parte di tutta la famiglia. Tra una cosa e l’altra, pare che anche con Rose sia pace fatta grazie alla condivisa maternità, perciò sono un allegra famigliola felice (aiuto, ho la glicemia che sa di canditi).

Escono per vedere il regalo di famiglia e, cammina cammina, arrivano a casa di Biancaneve. Giuro!
[…] Al centro di una piccola radura in mezzo alla foresta sorgeva una casetta di pietra, color grigio lavanda alla luce delle stelle.
Era incastonata così perfettamente nel paesaggio da sembrare scaturita direttamente dalla roccia, quasi fosse un’incrostazione naturale. Un muro era coperto da una pianta di caprifoglio che si avvitava oltre il tetto, ricoperto di massicce scandole in legno. In un fazzoletto di giardino, proprio sotto le finestre, buie e incassate, fiorivano cespugli di rose tardive. Un piccolo sentiero di pietre piatte, ametista nella luce notturna, conduceva a un pittoresco ingresso ad arco con la porta di legno.
Strinsi la chiave che tenevo in mano, praticamente sotto shock. […] L’interno della casetta sembrava uscito proprio da un libro illustrato. Il pavimento era un patchwork di pietre levigate dal tempo, il soffitto basso era attraversato da lunghe travi a vista (uno alto come Jacob ci avrebbe sicuramente sbattuto la testa), le pareti erano a sezioni di legno e pietra. Nel caminetto all’angolo ardevano ancora i resti di un lento fuoco tremolante: era legna spiaggiata quella che stava finendo di bruciare e le lingue basse di fuoco erano verdi e azzurre di sale.
l’arredamento era eterogeneo, non un solo pezzo che facesse il paio con un altro, eppure armonioso. Una sedia aveva l’aria vagamente medievale, l’ottomana bassa vicino al camino era in stile moderno, la libreria piena zeppa di fronte alla finestra più lontana mi ricordava i set di certi film italiani. Eppure, per qualche motivo, tutti gli elementi s’incastravano alla perfezione, come pezzi di un gigantesco puzzle tridimensionale. Riconobbi anche alcuni quadri appesi alle pareti, i miei preferiti fra quelli della grande casa. Tutti originali di valore incalcolabile, senza dubbio, eppure s’intonavano perfettamente all’ambiente, proprio come il resto.
Era uno di quei posti che ti fanno credere nella magia, dove ti aspetteresti di vedere apparire da un momento all’altro Biancaneve con la mela in mano, o un unicorno intento a brucare le rose. […] 
Ecco, che vi avevo detto? 
Qui si capisce che l’autrice preferisce occuparsi dell’arredamento che della trama, e ci farebbe un favore graditissimo se cambiasse professione di conseguenza. Inoltre non so voi, ma il fatto che ripeta zillemila volte che tutto è in perfetta armonia – pur avendo citato un divano moderno appresso a una sedia medievale nel cottage di Biancaneve – non mi ha convinto del tutto sulla bontà del suo arredo. Puoi anche ripetermi cento volte che l’acqua è asciutta, ma se la tocco è bagnata. 
Stesso ragionamento da farsi per molte altre cose della saga, in primis su Edward che è bello e buono, mentre a me sembra solo un tanghero con una deficiente che gli sbava dietro. I fatti vengono ampiamente camuffati e contraffatti da affermazioni senza fondamento, ripetute a pappagallo nella speranza che il lettore meno scafato ci caschi prendendole per oro colato.

Per questa volta ci fermiamo qui, così avete il tempo di farvi l’insulina prima di andare avanti.

mercoledì 14 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (10 di 19)

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Dopo una bella pomiciata (chissà che romantico, accanto alle carcasse della famiglia Bambi) decidono di tornare da Rosmerda. Bella dice che i suoi ricordi umani stanno diventando irreali, come un sogno, e anche la bambina sta scivolando via nella zona “non me ne frega un cazzo”, perciò sarà il caso di fare una specie d’imprinting col suo pulcino. Oh, è proprio un oca! Scusate, ma era servita sul piatto d’argento. Però non sono solo io, eh! Anzi, pare che la mente dei vampiri sia simile a quella dei canarini. O a uno scantinato.
[…] Pensare a Renesmee la riportò al centro della mia mente strana, nuova, spaziosa ma facile alle distrazioni. […]
Insomma, ampio locale luminoso e arieggiato, termo autonomo, no perditempo, chiamare ore pasti, ecc.

Così Edward coglie la palla al balzo e le parla di Rosmerda, per tenere vivo il ricordo. Le dice che la piccola respira, che il suo ritmo cardiaco è più veloce di quello umano e la temperatura più alta (praticamente un toporagno o un altro piccolo animale da vita breve e frenetica), invece la pelle è da vampiro Winx, come papà. Edward è anche incazzato con Jake per qualcosa, ma non vuole dirle perché. 

Sarà mica l’imprinting con Rosmerda? E dai, che l’han già detto! Oh, eppure tra i Cullen – che (adesso è provato) hanno cervelli da canarino – i segreti di pulcinella vanno come il pesce il venerdì.
 
A casa, Jacob li aspetta fuori, per proteggere Rosmerda in caso Bella si fosse fatta venire i cinque minuti da Neonato. Lei però non capisce. Perché adesso jake la vuole proteggere, mentre prima la voleva strozzare? E perché Ed è tanto incazzato? Infatti i due litigano, col vampiro che insulta il lupo.

Bella, al solito, non capisce un cazzo.
[…] «Che succede? Mi nascondete un segreto?», domandai incredula. […]
Certo, come se dall’inizio di questa storia ti avessero detto tutto punto per punto senza trattarti come la deficiente che sei.

Intanto parte una ridicola pantomima per tenere d’occhio Bella e controllare che non faccia del male alla bambina. Sembra basket ai quattro cantoni, con tutti pronti a scattare per impedirle di fare canestro con la testa di Rosmerda nel cestino dell’umido. La bimba, che invece la riconosce subito perché – ricordiamolo – era già un feto autocosciente, vorrebbe andare da lei. Tra l’altro, in questi tre giorni dal parto è cresciuta di qualche mese.

Un attimo!… Cosa?
 
Sì, il genocidio di Bambi ha portato via tre giorni, e Rosmerda – come i toporagni (che campano un anno e mezzo) – ha un metabolismo accelerato. Jacob le sta sempre vicino, in ansia per lei, così finalmente Bella nota questo appiccicume e i suoi sguardi verso la bambina. Il suo cervello di canarino fa uno più uno e capisce: oh mio dio, questo adolescente grosso come un wrestler è in fregola per la mia bimba! Poi s’incazza. 

Litigano per tre pagine buone che potevano condurre a una scena d’azione e violenza inaudite, ma nel capitolo successivo siamo già a cose fatte. Seth con la spalla e la clavicola rotte per essersi messo in mezzo mentre Bella cercava di staccare la testa a Jake, e Ed che si scusa con Seth ma non riesce a nascondere il suo gongolare soddisfatto. Tutto questo ci viene telefonato dopo.
 
Inoltre, per quadrare il cerchio, la Meyer s’inventa qualche informazione utile all’uopo: 
  1. il “veleno” dei vampiri per i lupi è solo veleno, ossia non li trasforma (ma dai!) però brucia un sacco;
  2. per un lupo, uccidere l’oggetto dell’Imprinting di un altro lupo è un delitto da punire con un duello all’ultimo sangue, perciò Sam non può uccidere Rosmerda;
  3. gli Alfa possono parlare telepaticamente tra loro, ma non come prima quando condividevano paturnie e sentimenti, ma solo dicendosi quello che intendono dire, come se fossero faccia a faccia (o al telefono).
No, davvero… non sarà che qui sono tutti amish e non sanno una benedetta cippa frolla di cellulari e XXI secolo in generale? Comunque, ‘sto pippotto di regole tirate fuori all’occorrenza, vi viene offerto dall’incalcolabile talento della Meyer, che faceva meglio a pettinare i girini a casa sua.

martedì 13 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (9 di 19)

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Parte Terza: Bella.

Torna la gnaulosa Bella a raccontare la sua versione delle menate tuailesche, neologiasmo che vado subito a illustrare.
Tuailesco. agg., s. (pl.m. -chi, f. -che)
• agg.
1 Che suscita ribrezzo e fastidio o irritazione SIN stucchevole, patetico, bimbominkiesco: romanzo t.; scena, storia t.

2 estens. Sentimentale in modo ridicolo, che tende a commuovere artificiosamente con risultati imbarazzanti: declamare con tono t.; che suscita imbarazzo e commiserazione: sei veramente t.; fare una figura t.
• s.m.
1 (solo sing.) Persona o cosa che tende a infondere sentimenti di sarcastico pietismo, fastidio e irritazione; ciò che è troppo lezioso, sdolcinato, stupido: cadere nel t.

2 (f. -ca) Persona che tende a farsi commiserare o ad assumere atteggiamenti patetici e imbarazzanti, bimbominkia.
• Di cosa o persona affine alle caratteristiche del romanzo Twilight di Stephenie Meyer, e a tutta quell’altra merda scritta dalla suddetta minchiona.

lunedì 12 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (8 di 19)

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Qualche ricerca sulle leggende vampirose porta a storie di feti usciti dalle loro madri facendosi largo a morsi. Evviva! Oh, ma non è che hanno sbagliato pagina di Wikipedia e hanno letto la trama di Alien?

Bella fa un paragone tra Jake e il Pupo, entrambi crescono in fretta e non possono essere visti da Alice, e questo getta Ed e Carlisle in un inutile discussione sulla genetica. 
La scena però si sposta all’esterno, dove Jacob e Leah sono di ronda e pensano al futuro. Lei vuole restare con lui (nel senso di branco), o comunque non tornare da Sam. Si troverà un lavoro fuori La Push, avrà una vita sua, ma Jake resterà il suo Alfa. Lui non ne è convinto, e chiede tempo. Anche Seth vuole restare, ma gli dicono che tornerà a scuola e si farà una vita (pensando anche alla madre che è rimasta a casa sola mentre i figli ululano alla luna e fanno pipì contro gli alberi). Leah dice a Jake di capire Rosalie, perché neppure lei – da quando è lupa – non può restare incinta (non chiedetemi perché, non lo spiega e basta) e che sia lei che Rose, al posto di Bella, farebbero la stessa cosa.

Eh già, crepare così è una gioia che non mi negherei neppure io.
Jacob non lo capisce e non lo accetta, infatti s’incazza. Dagli torto. 

Tornato dai Cullen, Jake li informa che la via è libera e sicura, così vanno tutti a caccia, a parte Ed e Rose che si occupano della puerpera imbecille a cui il “tenero fagottino d’amore” ha appena rotto il bacino. Tuttavia, la frattura più dolorosa cui essere umano possa aspirare (si fa per dire) in casa Cullen viene curata come nulla fosse, con mezzi di fortuna.

Qualcuno faccia un indagine sulle competenze professionali di Carlisle! 
Questa benedetta Università Allegro Chirurgo, è stata almeno riconosciuta dalla Hasbro?

A un tratto, Ed sente una voce. È la Madonna? Padre Pio? No, è il feto che pensa. Vuole bene ai suoi genitori – sì, ha già familiarità col concetto di famiglia biologica. Anzi, cristiana. Anzi, mormone – e i due beoni si sdilinquiscono in un quadretto stile Famiglia Cuore, logo Mattel™ incluso. Per Jake è troppo. Ed capisce l’antifona e gli dà le chiavi dell’auto per farsi un giro.

Jacob corre come un pazzo alla ricerca del suo Imprinting – e di una bella multa per Ed – così fa una cosa furbissima, parcheggia occupando due posti per disabili al parco e inizia a fissare la gente, soprattutto le ragazze, come un maniaco. Una certa Lizzie (a cui è sfuggito lo sguardo da matto o che non guarda abbastanza TG) lo saluta, parlano di automobili e lui vorrebbe che scattasse la scintilla che fa di tutti i licantropi Oche di Lorenz, ma anche se si sforza non succede nulla, neanche una macchia nei pantaloni. 
Quando torna indietro, trova Ed incazzato a morte perché Leah è andata a fare un cazziatone a Bella, e la cretina ha pianto. Pare che la lupa le abbia detto quello che si meritava per come tratta Jake, tenendolo in sospeso neanche fosse il fidanzato di riserva (gatta morta), poi Ed informa Jake che il pupo è senziente, vuole bene a mammina e non le farà più male, o almeno ci proverà.

Questa storia è sempre più assurda, un trenino di capodanno di cazzate.

Il giorno seguente Carlisle cercherà di farla partorire in anticipo per evitare danni. Chi, il genio che non aveva capito che una messa incinta da un vampiro va nutrita a sangue? Lo stesso che ha curato un bacino fracassato con cerotti e aspirine? Ma allora siamo in una botte di ferro! 

A questo punto però si mette di mezzo la burocrazia. I Cullen vogliono da Jake – in quanto Alfa discendente di Ephraim (il vecchio Capo con cui strinsero il Patto) – il permesso di renderla vampira, il che violerebbe il Patto. Una cazzata, visto che Sam aveva detto che il diventare vampira era una scelta di Bella e quindi non rompeva un accipotta di niente e a loro non frega un cazzo, ma questa è un’altra di quelle scene pretestuose per fare di Jake un Capo e cazzi vari. Oltretutto, Jacob non rappresenta la Tribù, il Branco, e neppure le sue pulci, quindi non si capisce a che titolo possa rilasciare questa Benedizione. Va be, siamo a corto di logica come al solito.

Bella si sente male, grida e vomita sangue manco la stesse cavalcando Pazuzu. In una scena alla Alien raccontata male, Ed l’apre in due e poi Jake le fa la respirazione bocca a bocca (finalmente si limona!), intanto nasce la piccola Renesme. Il nome è l’infelice unione di Renée, la madre di Bella, e Esme, la “madre” di Edward (una volta a Samara è scappato un Rosmerda, che da allora è diventato il nome ufficiale della creatura, N.d.R.)

Ebbene, la bimba è nata e sta bene, ma Bella è conciata come un criceto che ha subìto gang-bang da un gruppo di rinoceronti, così Ed le pianta nel cuore una siringa piena del suo “veleno” – ossia saliva, catarro, sputacchia… insomma, chiamatelo come volete – e le fa un 20 cc. di scaracchio dritto nel muscolo cardiaco.

Faceva meno schifo col buon vecchio morso e così via, ma sappiamo quanto ci tenga la Meyer a scrivere stronzate.

Edward continua a pomparle catarro nel petto, ma Bella sembra morta. Allora Jake s’incazza, scende al piano di sotto deciso a fare secca la neonata, ora tra le braccia di Rose, ma eccolo… l’Imprinting per Rosmerda! 

Eh già, la collezione di minchiate ha trovato il suo gioiello della corona. 

Intanto, al piano di sopra, la metamorfosi procede. Bella non è morta – ti pareva! – ma sta diventando una vampira. Paura, eh?

giovedì 8 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (7 di 19)

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Arriva una delegazione di lupi inviata da Sam per chiedere a Jake di tornare indietro. Ovviamente rifiuta, ma intanto subodora che altri sarebbero disposti a lasciare il branco per lui (questa cosa del Capobranco gli fa tirare delle pose ridicole) e intanto la mena che non vuole responsabilità e bla bla bla, che lui è un lupo solitario e stronzate simili coi cui si bulla invano. Finito il tête-à-tête con Sam e la sua cumpa, Jake e i vampiri si scambiano le informazioni.

Edward offre cibo e vestiti a Jake e alla sua cricca, che comunque resta composta da lui, Seth e Leah, visto che gli altri sembra sembra, ma poi restano con Sam. Niente cuccia però, loro dormono nella foresta o dove capita, ma la carità viene interrotta da un piccolo incidente, il Coso rompe una costola a Bella.

Avendola nutrita e tonificata col frappè gusto emoglobina, anche il piccolo è in forze e scalcia come un mulo in cristalleria. Eh, non puoi fare una frittata senza rompere qualche uova (o una cretina). Per fortuna, oltre alla banca del sangue, i Cullen hanno in casa anche una macchina a Raggi X. Cosa se ne facciano poi, resta un mistero. Diciamo che era lì perché tornava comodo alla trama, ecco. Così, mentre Bella è sotto esami, Jacob resta solo con Alice, che gli confessa di non riuscire a vedere il futuro del neonato. Per lei è “sfocato”, come quello dei licantropi. Anche il destino di Bella è venuto mosso, e le provoca un bel mal di testa. Jake non sembra impressionato, si lamenta dell’essere paragonato al Coso e si addormenta.

Quando Jacob si risveglia, Bella sta meglio e Seth sta mangiando. Carlisle gli chiede se è sicuro uscire a caccia, e lui gli dice di sì. A questo punto della trama, il nulla riempie il vuoto. Va bene tutto pur di tirarla per le lunghe. I lupi tornano in pattuglia nei boschi e parlano di Bella. Il piccolo le ha rotto un’altra costola e Sam è ancora sul sentiero di guerra. Jake si domanda perché non scappino a Denali dai loro amici. Il motivo è che Carlisle ha bisogno delle macchine per monitorare lo stato di Bella, anche se questa ha l’utero a prova di raggi X, gamma e pure fotonici, e tutto quello che può fare è sentirle il polso, fasciarle le costole e darle tanto sangue (quindi è un altra bella scusa del cazzo, a uso e consumo di questa trama insulsa). Insomma, si stanno tutti sbattendo per una cosa che la sta ammazzando, ma visto che lei ha detto di salvare il pupo a tutti i costi – e poi è la protagonista – s’impegnano per salvare capra e cavoli (decidete voi se Bella è la capra o il cavolo).

Dico, nessuno che abbia familiarità col concetto d’incapacità d’intendere e volere, temporanea infermità mentale o che so io? No, sono uno più scemo dell’altro – per non dire l’autrice – perciò ogni ragionamento di buon senso risulta non pervenuto. In ogni caso, nessuno solleva l’argomento e la storia procede “come se non avessero altra scelta”. Volevo solo farlo presente, perché io l’ho notato e m’ha dato parecchio fastidio.

Invece Bella, manco fosse tranquilla in reparto maternità, vuole chiamare i genitori. Jake e Ed sono incazzati, perché secondo loro è come illuderli, visto che; se non l’ammazza il pupo, diventerà una vampira e dovrà sparire comunque dalla circolazione. In conclusione, tutti la sostengono, anche quando dice a Charlie di essere in via di guarigione, perché questo fa stare meglio lei. Una filantropa, insomma.

mercoledì 7 settembre 2011

Breaking dawn, il Bignami (6 di 19)

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Quando Jacob raggiunge il branco, li trova tutti fuori di testa. Ripetono che quel Coso è un mostro, un abominio senza precedenti che va distrutto e «Penitenziagite!», eccetera. Le voci si accavallano, parlano di attaccare e uccidere i Cullen (sì, magari), però si sente lontano un miglio che sono starnazzate da pollaio.

Dalla parte di Jake – che adesso vuole salvare almeno Bella – c’è solo Seth, che lui però nemmeno riconosce subito, visto che da un libro l’altro è cresciuto come la gramigna. Oh, ma il fiuto lupino e la telepatia mannara non gli dicono nulla? Va bene che Seth è venuto su un marcantonio (anzi, diciamo che è lievitato come una pagnotta di steroidi) come capita a questi lupi, ma dovrebbe riconoscerlo con gli altri sensi. O no?
 
Comunque, a dare un taglio alle solite sviste della Meyer, ci si mette Sam con l’annuncio che uccideranno il Coso che cresce nell’utero di Bella, e di conseguenza lei stessa coi Cullen, dopodiché assegna i ruoli della missione e ordina la strage per quella sera stessa. Tutto questo, solo per un pupo mostro che la sfonderà comunque a calci? La Meyer non sa motivare meglio la scelta stragista, come al solito.

Dico, quando Jake voleva attaccare perché – tra le altre cose – i vampiri stavano aumentando di numero, niente. Adesso che Bella potrebbe scoppiare come un ospite di Alien facendo il favore di levarsi di torno, allora sì. Va be’, scrive di merda, as usual… infatti, ecco arrivare la svolta insensata che mette le cose a posto.

Tutto d’un botto, Jake si ricorda di discendere da un Capobranco, così si oppone a Sam grazie al Potere dell’Alfa – che dev’essere tipo quello del Cristallo di Luna di Sailor Moon – allora recide il suo legame col branco e corre a unirsi ai Cullen, mentre gli altri sono ancora confusi da questo risvolto della trama (eh, sapeste io). Ma non è tutto! Salta fuori che, separandosi dal branco, anche il legame telepatico scompare come una connessione slacciata, così nessuno sente più i pensieri di Jake e lui non sente quelli degli altri (avrà perso l’auricolare agitando il Cristallo di Luna), ma Seth lo segue ancora. Avendolo accettato come suo Capobranco (come, aprendo un posto nel cuoricino per Grisù Bambino?), è l’unico di cui riesce ancora a sentire i pensieri. Jake però non lo vuole appresso, ma Seth non molla. Dopo il solito giro di chiacchiere inutili, battibecchi e ciance, raggiungono Ed e lo avvertono di prepara le difese.

I Cullen si raccolgono tutti in casa, mentre i due lupi pattugliano l’esterno. Un involontario quadretto di famigliola con cani da guardia in giardino. Imbarazzante.

Intanto Bella peggiora e viene attaccata alla flebo.
Quella notte nessuno attacca, ma al mattino Seth ulula. Non è il branco, ma sua sorella Leah, l’unica femmina mannara dei paraggi, che ha mollato gli altri per raggiungere il fratellino impulsivo e quell’altro deficiente del suo amico Sailor Jacob che non gradisce niente la sua presenza. Bisticciano perché Leah è amara e polemica (mi piace) ma le tocca seguirli, in parte per via del fratello minorato minore, in parte perché stare nel branco di Sam – che amava ma che l’ha mollata quando ha avuto l’imprinting per Emily (vedi libri precedenti) –  è un inferno.
Segue scena imbarazzante:
[…] Allungò il collo e si mise sulle punte, cercando di raggiungere la mia altezza, e poi mi fissò dritto negli occhi. Non tradirò il mio branco. […]
Un lupo “sulle punte”? Siamo ai cartoni animati.

Comunque, l’accettano e amen. Leah resta con loro anche perché non ne può più di condividere i pensieri di Sam su quanto sia felice con quell’altra. Intanto racconta che il Branco ha già parlato con gli Anziani della tribù e che attaccheranno non appena avranno un piano per farlo.
 
Jake va a parlare con Carlisle, che gli spiega una cosa sulla biologia soprannaturale; gli umani hanno ventitré coppie di cromosomi, i licantropi ventiquattro e i vampiri venticinque. Bella e il piccolo, invece… boh! Sembra che l’utero sia isolato dal piombo, visto che né le ecografie, né i raggi X e neppure Superman riescono a vederci attraverso. Inoltre, la pancia è dura come un carapace e lei sta deperendo perché non riesce a mangiare, visto che il cibo la stomaca.

Hm, nessuno che ci arriva?

Sì, per fortuna, leggendo nella mente di Jacob che vede quella cosa come una sanguisuga che la sta uccidendo, Ed ha un’intuizione.
[…] «Finora abbiamo sempre pensato a ciò di cui ha bisogno Bella. Ma il suo corpo reagisce più o meno come reagirebbero i nostri. Forse dovremmo prendere in considerazione i bisogni del… feto. Forse, se riuscissimo a soddisfarlo, potremmo aiutare lei in maniera più efficace». […]
Carlisle – che dovrebbe essere un medico – non segue il ragionamento, ma alla fine uniscono i puntini con la matita dal tratto tremolante e ci arrivano: Bella è incinta di un vampiro, quindi le serve sangue. Ecco perché non può mangiare cibo normale. Quanto ci voleva a capirlo? Non sono furbi, poco ma sicuro. Specie Carlisle, con la sua bella laurea conseguita magna cum laude all’Università Allegro Chirurgo.

Finalmente, Bella viene nutrita con le sacche di plasma tenute da parte per la sua metamorfosi (roba trafugata in ospedale da quel luminare di Carlisle). Segue una lunga pantomima sul sangue “mamma che schifo, il raccapriccio, ecco adesso vomita” e così via – da donnette – ma a lei piace e lo butta giù attaccandosi alla cannuccia tipo frappè. Rosalie è al settimo cielo. Per il pupo. Di Bella, continua a non fregarle nulla. Come a me.

martedì 6 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (5 di 19)

3 commenti
Libro Secondo, Jacob.

Inizia la parte narrata da Jake, e già col prologo partiamo allegri.
[…] Vivere è una fregatura, poi muori.

Avercela, questa fortuna! […]
Praticamente, il Manifesto Emo.

Appena tornato a casa, Jake cerca di scazzottare con l’amico Paul, che ha avuto l’imprinting per sua sorella Rachel, giusto per fare il macho fratello protettivo rompicazzo e sfogare la frustrazione per Bella che si fa trapanare da Ed, ma Paul non partecipa e non risponde alla provocazione, allora gli spacca il naso, ma quello se lo risistema e gli guarisce subito, e Jake – per la gioia di tutti – è costretto a ruminare pensieri e paturnie.

Pensa a Bella, che ormai sarà morta o vampira (una cosa vale l’altra) e alle scuse che i Cullen metteranno in piazza per l’occasione. Per fortuna è meno lagnoso di lei, così invece di aggrapparsi a una tenda esce a fare due passi e incontra Quill, che fa il baby-sitter a Claire, la bimba di tre anni per cui ha avuto l’imprinting. Chiacchierano di queste cose finché non sentono l’ululato di Sam, e corrono a rapporto. 

La notizia è che Bella è tornata, ma sarebbe malata, e i Cullen non permettono a Charlie di vederla con la scusa del contagio. Tutti pensano che sia stata trasformata, e Jake vuole attaccare perché secondo lui hanno infranto il patto secondo cui non dovevano nutrirsi né “riprodursi” nel loro territorio, ma Sam dice che Bella ha scelto liberamente, quindi sono cazzi suoi e loro non s’immischieranno.
Jake s’incazza – cosa che gli viene benissimo, almeno ogni cinque minuti – molla tutti e decide di attaccare da solo. Ha in corpo più ormoni che cervello, ma non è una novità, infatti corre a casa per prendere la moto, anche se non si capisce perché, visto che trasformandosi va anche più veloce. Suo padre coglie al volo l’aria che tira, ma Jake, per impedirgli di avvisare chicchessia, stacca il telefono e butta il filo – un gesto simpatico verso il padre paraplegico – poi inforca la motocicletta e via.

Arriva dai Cullen pronto alla strage, e… viene accolto da Bella, molto incinta e molto macilenta. Ormai è messa peggio di Kate Moss, a parte la pancia gonfia che è roba da Terzo Mondo. Edward “geme” (parole della Meyer) al suo fianco, ma si fa forza e va fuori a parlare con Jake per spiegargli la faccenda e chiedergli di far ragionare Bella – che come al solito ha un’immagine della realtà più distorta di una frattura scomposta – anche promettendole mari e monti, persino di avere tutti i figli che vuole da Jacob, basta che si sbarazzi del Coso. Jake è incazzato ma tentato; il tempo stringe, il Coso cresce in fretta e Bella deperisce sempre più, così, non sapendo che altro fare o dire, accetta. Anzi, no, dopo un petosecondo cambia idea:
[…] No, non ci stavo. Era sbagliato e perverso. Meglio dimenticare la parole di Edward, dalla prima all’ultima. […]
Tutto ‘sto testacoda nel giro di due pagine, perché oltre a non saper scrivere, la Meyer è anche prolissa nel dimostrartelo.

Jake e Bella restano soli a parlare, ma lei non cambia idea, tira fuori qualche citazione di Shakespeare e dei Simpsons. Giuro.
[…] «Lo sai che Te l’avevo detto ha un fratello, Jacob?», m’interruppe. «Si chiama Chiudi il becco».
«Buona questa».
Mi sorrise. Attraverso la pelle tesissima si vedeva nitido il profilo delle ossa. «Non è farina del mio sacco… L’ho sentita in una vecchia puntata dei Simpsons». […] Continuava a sorridere. «Una volta Edward mi ha spiegato come funziona l’imprinting. Mi ha detto che somiglia al Sogno di una notte di mezza estate, a una magia. Troverai anche tu la persona giusta, Jacob, la persona che stai aspettando, e allora, forse, tutto questo avrà un senso». […]
E continua così, con smielata svenevolezza, a parlare del suo bimbo mutante che la sta sfondando a calci rotanti stile Chuck Norris. Però, quando Jake vede la pancia di Bella coperta di lividi dal Coso, ci manca poco che non vomiti. Alla fine, cambiando di nuovo idea come una banderuola, considera l’idea di Ed, e le propone di abortire e farne un altro – magari con lui – tergiversando per non farla incazzare, ma lei – contro ogni previsione – lo trova un pensiero affettuoso e pieno di delicatezza da parte del suo amore (sebbene immorale e inaccettabile da parte di chiunque altro), però non cambia idea. 
Bene, tutto normale. 
Visto che è un’idea di Ed, quella di copulare in giro per fare un figlio (inseminazione artificiale no, che è peccato), è una premura incantevole… ma se l’avesse proposto chiunque altro, si sarebbe gonfiata di giusto sdegno (c’è da dire che il vecchio Ed sa come plagiare una cretina). Detto questo, si salutano, e Jake parte trasformandosi e condividendo telepaticamente la realtà dei fatti col branco. 

Ehi, un attimo! È passato da casa apposta per prendere la moto, e adesso torna indietro in forma di lupo lasciandogliela lì? L’avevo detto che non ci sono volpi in questo libro.

lunedì 5 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (4 di 19)

5 commenti
La Happy Copula Couple parte tra abbracci e saluti, addio alla famiglia di Bella (straziante come un ciao al bar) e partenza. Un triste ululato nella valle e via.

Ecco, però c’è ‘sta cosa… all’auto, invece dei barattoli, hanno legato un bel po’ di scarpe griffate nuove di pacca. Perché? Boh! Gli pareva bello sputare sui soldi, tipico dei Cullen.

Saltano di aeroporto in aeroporto, con Bella che casca dal sonno. Adesso il talamo nuziale lo vedrebbe, sì, ma per una ronfata da coma vigile. Poi arrivano a Rio, ma devono fare altra strada attraverso l’Atlantico in una barca a motore per raggiungere l’Isola Esme, regalo di “nozze” da Carlisle a Esme – appunto – e ultimo sfoggio pacchiano della ricchezza dei Cullen.

I piccioncini sono timidi, e per non trombare subito si fanno un bagno di mezzanotte. Bella è nel panico; così, mentre Ed entra in acqua, lei disfa la valigia (rimanendo atterrita nello scoprire che è piena di lingerie: «Alice!») poi si lava i denti, la faccia, e per buona misura – perché non sa più come temporeggiare – fa pure una doccia. In fine, non trovando altre scuse, lo raggiunge con addosso l’asciugamano più diserotizzante che riesce a scovare. Per una che l’ha menata come una gatta in calore fino allo sfinimento, la scena della ritrosa a questo punto è ridicola, tuttavia né la Meyer né i suoi personaggi sembrano avvedersene, infatti eccoli lì a fare i piccioncini (o le oche) a mollo che tubano.
[…]«Non temere», mormorai. «Noi ci apparteniamo».
Fui immediatamente travolta dalla verità delle mie stesse parole. Quel momento era così perfetto, così giusto, che per nulla al mondo potevo dubitarne.
Le sue braccia mi avvolsero stringendomi a lui, estate e inverno. Era come se ogni terminazione nervosa del mio corpo sprizzasse elettricità.
«Per sempre», aggiunse Edward e mi trascinò con dolcezza verso acque più profonde. […]
Roba che neanche gli Harmony si abbasserebbero a raccontare; manca giusto “la virilità di lui affondò nel giglio caldo di lei” o una cagata consimile, però mi rendo conto che la Meyer – per quanto gatta morta – è troppo pudica per scrivere persino qualcosa del genere.

La mattina dopo, appartamento distrutto e letto sfondato dalla violenza di un amplesso neanche raccontato, Ed riattacca con la solfa del “sono un mostro” facendo incazzare Bella, che invece non si era mai divertita tanto (rivelando quindi una certa indole masochista e perversa), allora lui le fa vedere la stanza distrutta col letto a pezzi e i cuscini strappati che lui ha morso mentre trombavano per non staccarle la testa, e – gran finale – piume da tutte le parti e lividi a macchie di dalmata sul corpo dell'impedita. Lei però non ricorda dolore, solo piacere. Che vi avevo detto? Dopo la ritrosia di circostanza, emerge la ninfomane masochista scatenata.

Lagnano ancora su Ed che si sente un mostro e Bella che si sente porca (e incazzata, perché lui le sta rovinando la luna di miele con le paturnie sul sesso estremo). Solite palate di merda e paranoie, noia a go-go e limiti dell’insopportabilità impennati che grattano il soffitto dell’empireo.

Dopo colazione, Ed le conferma che non tromberanno più finché non verrà trasformata. Per giorni giocano a Laguna Blu, ma senza sesso. Bella continua con gli incubi molto vividi e colorati sui baby vampiri che puzzano di presagio scadente, poi decide – dopo un numero interminabile di menate – che vuole restare umana ancora un po’ (giusto per allungare l’inutile brodo di questa minestra riscaldata) e magari andare all’università, fare cose, vedere persone, una roba così. Però Ed non è d’accordo, convinto com’è che la scema si farà ammazzare da una farfalla controvento o da un peto di formica. No, deve diventare vampira. Così almeno avrà il guscio diamantato Beghelli & Svarowsky, sicuro e sciccoso, che la salverà da tutto.

Bella – tra un petting e l’altro – continua a sognare un bimbo dagli occhi verdi che deve proteggere dai Volturi, ma non racconta tutto a Ed, poi si sveglia da un sogno in cui trombavano e attacca a piangere come una scema perché vuole un altro po’ di cazzo. Allora prega e si struscia finché Ed non cede. La mattina dopo, il letto è a pezzi, ma Bella – al solito – non ricorda niente.

Oh, la Meyer ha quattro o cinque figli; si ricorderà bene come si tromba, o no? Com’è che la sua eroina ha ‘sti vuoti? Ah, già; è cretina. Infatti insiste per restare umana un altro po’ e godersi il sesso violento coi cadaveri.
Intanto viene fuori che ha sempre una fame mostruosa solo quando Ed le fa notare l’imbarazzante quantità di cibo consumata in quei giorni (manco fosse il suo nutrizionista preoccupatissimo per la prova costume). Bella però non ci trova nulla di strano, e si concentra sul “coccolarsi” quel fesso di suo marito. Il bello della Meyer è che ti basta poco per sapere cosa succederà più avanti, anche se poi te lo fa sospirare scrivendo pagine e pagine di commenti inutili.

Arrivano i domestici a rassettare la villa, una dei due è mezza india e sospetta subito della natura di Ed, ma quando se ne vanno, cosa fatta capo ha e i piccioni tornano a trombare.

Bella – tanto per cambiare – sogna di nuovo il solito bimbo minacciato dai Volturi, ma stavolta è pronta con un bel ringhio, poi si sveglia nel mezzo della notte e trova un biglietto di Ed, che è sul continente per la colazione (probabilmente a sterminare gli ultimi giaguari), così decide di cucinarsi del pollo fritto. Normale, no? La colazione dei campioni, specie se la mattina è ancora bella lontana.

Edward torna, e trova Bella con le nausee mattutine. Lei dà la colpa al pollo di mezzanotte – un’idea non esattamente brillante, in effetti – anche perché, dopo averne fatta fuori la metà, ha iniziato a sentire un sapore di marcio. Poi però si rende conto di avere un ritardo di cinque giorni, così fa uno più uno e per una volta non solo non ci mette mezzo libro, ma ci azzecca pure. Congratulazioni, è un… “Coso”! Intanto, Ed è una statua di sale.

Ricevono una telefonata da Alice che ha visto qualcosa, e Carlisle le conferma – sentiti i sintomi – che è incinta. Wow, che medico geniale! Ed prenota il volo del rientro. Bella pensa che sia in ansia per il bambino, ma lui vuole solo che Carlisle le tolga il Coso dall’utero. Bella è scioccata! Il suo piccino? Quel fagottino d’amore frutto di sesso violento e non protetto con un cadavere ambulante? Come può solo lontanamente essere una minaccia?
Arrivano i domestici e l’india capisce tutto, tempesta Ed di domande malgrado si caghi in mano perché sa che è un vampiro. La tipa indica la pancia di Bella esclamando: «Morte!», poi se ne va (nella migliore tradizione dei B-movie). Ed si affretta con le valigie senza chiedere a Bella se è d’accordo o meno per l’aborto, così lei – mentre lui non la vede – telefona a Rosalie per chiedere aiuto.
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