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giovedì 24 gennaio 2013

Director’s Dreams

11 commenti
Ci sono due idee che mi frullano per la testa da anni, ma che non posso realizzare da solo. Questi progetti coinvolgono attori, registi, set cinematografici e altri accessori leggermente al di fuori della mia portata, quindi ho deciso che se non altro posso esprimerli come desideri sul web e vedere se voi altri condividete il mio punto di vista.
Robert Carlyle’s Dracula. 
Separati alla nascita (da qualche secolo).
Insomma, un Dracula fatto per bene, con tutti i crismi. Vorrei una versione che tenga conto sia del libro di Stoker che della figura storica alla quale si ispira, e non ditemi “ma guarda che quello di Coppola era troppo una figata” perché lo so, infatti piace anche a me. Ma. Non. È. Dracula. Se avete letto il libro, lo sapete. Il Conte è brutale, grottesco, seduce con la stessa grazia di un bruto e la sua psicologia è più da feudatario sanguinario che da aristocratico dandy. In più ha questa faccia qui. Per questo ruolo ho in mente un attore preciso che ho scelto nel 1999 dopo averlo visto al cinema ne L’Insaziabile (Ravenous), ossia Robert Carlyle. Sono stati sia i suoi lineamenti, che mi hanno ricordato il voivoda di Valacchia, che la sua bravura nell’interpretare il cannibale astuto ma brutale a convincermi che il mio Dracula deve essere lui e nessun altro (certamente non un biondino che tossisce palle di pelo in una ridicola produzione concepita nell’incapacità d’intendere e di volere e finanziata dallo Stato col patrocinio di qualche imbecille che ne sa di cinema quanto un rutto sa di violette).

Paradiso Perduto di Milton & Greenaway, con la partecipazione speciale dei Depeche Mode. 
Improbabili ma non impossibili.
Tutti dicono che il poema di Milton è impossibile da tradurre su schermo, e forse hanno ragione, ma io non lo affiderei a un regista che è solo un regista, ma a un’artista a tutto tondo che è anche un  poeta nel legare fra loro le arti visive a letterarie. Peter Greenaway mi è sempre sembrato la scelta migliore, soprattutto dopo aver visto L’Ultima Tempesta (Prospero’s Books, 1991). Questo è un progetto/fissazione che ho da tempo, molto tempo, ma in anni più “recenti” si è aggiunta un’idea per la colonna sonora, una variante a quella che in origine doveva essere una magnifica sinfonia orchestrale che non saprei neanche concepire, essendo portato per la musica quanto un mulo lo è per le tabelline. Quest’idea che mi intriga parecchio ma che titubo ancora nell’associarla all’opera finita (come se dovessimo iniziare a girare in settimana) è di affidare la colonna sonora ai Depeche Mode. Lo so, forse stonano un po’ col resto dell’impianto scenico, ma ho pensato a Gahn & Co. nelle ore ed ore passate ad ascoltare e riascoltare Ultra (1997), che pur parlando del ritorno di Dave dalla riabilitazione si è insinuato nei miei ragionamenti su Milton, Lucifero e il Paradiso Perduto. Forse perché ho trovato in ognuna di queste canzoni un’eco di disperazione e redenzione che non è estranea al Satana tragico di Milton, ma soprattutto perché è stata la colonna sonora delle mie elucubrazioni al riguardo.
Con questo chiudo il mio delirio, ma se l’idea vi ha incuriosito e stuzzicato vi invito a fare altrettanto con le vostre fantasie cinematografiche. Prendetelo come un meme senza impegno. Scavate nella vostra immaginazione e chiedetevi cosa avreste sempre voluto vedere al cinema, ma che quei caparbi di cinematografari vi hanno sempre negato. Vi assicuro che è piacevolmente catartico, o per lo meno un gradevole sfogo.
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