Era il 2008 e avevo un altro blog su Splinder – che oggi muore d’inedia (il blog, non Splinder) – sul quale però avevo scritto una cosa che oggi Polideuce mi ha ricordato, e che sembra ancora attuale. L’idea che m’era venuta guardando lo stato in cui ci stavamo riducendo, e che tre anni dopo ha solo peggiorato la sua prognosi. In quei giorni avevo una voglia di Robespierre che mi sfigurava e accarezzavo l’idea di richiamare in servizio la buona vecchia Madame Guillotine, giusto per dare un incentivo ai nostri politici per comportarsi bene, ma poi mi sono reso conto che sarebbe stato come chiedere alle galline di non deporre uova o ai conigli di non mangiare le proprie feci (eh sì, lo fanno).
Il fatto è che proprio non ci sappiamo governare. Siamo troppo presi a venerare il potere per il potere, baciare le pantofole della Chiesa anziché rivendicare la laicità dello Stato e piegandoci alla sua pia volontà anziché rifiutarne le ingerenze; tagliare i fondi all’istruzione e alla ricerca distruggendo il futuro del Paese e trattando i giovani come un peso anziché una risorsa; ostacolare le forze dell’ordine e i tribunali privandoli degli strumenti d’indagine come le intercettazioni mentre le uniche leggi che vanno avanti sono quelle ad personam, che guarda un po’ servono ai soliti ceffi e magari ai loro compari che entrano in politica aggiungendosi al problema iniziale.
Il fatto è che proprio non ci sappiamo governare. Siamo troppo presi a venerare il potere per il potere, baciare le pantofole della Chiesa anziché rivendicare la laicità dello Stato e piegandoci alla sua pia volontà anziché rifiutarne le ingerenze; tagliare i fondi all’istruzione e alla ricerca distruggendo il futuro del Paese e trattando i giovani come un peso anziché una risorsa; ostacolare le forze dell’ordine e i tribunali privandoli degli strumenti d’indagine come le intercettazioni mentre le uniche leggi che vanno avanti sono quelle ad personam, che guarda un po’ servono ai soliti ceffi e magari ai loro compari che entrano in politica aggiungendosi al problema iniziale.
Per non parlare della nostra incapacità – come popolo – di opporci alle ingiustizie, protestare e farci sentire, mandare a casa chi delinque e vigilare sul nostro governo. No, il più delle volte non siamo nemmeno informati su ciò che sta succedendo, e ci lasciamo prendere in giro da qualunque balla ci rifilino.
Ammettiamolo, non c’è modo di governarci senza fare una cazzata.
Allora, ecco l’idea: appaltiamoci!
Ci sono molti governi più capaci e competenti di quanto potrà mai essere questa classe politica, perché finché i lombi della nostra nazione saranno così marci non ne nascerà nulla di buono, perciò prendiamone atto e facciamoci governare da chi sa farlo.
Io proporrei una bella ruota da girare, con tanto di cerimonia in prima serata (magari a reti unificate), da cui verrà estratto – anche il voto non ci viene benino, ammettiamolo – il paese che ci fornirà la classe politica per quella tornata amministrativa. In cambio ci impegneremo a fornire agevolazioni commerciali e quant’altro, poi… beh, i compromessi ci vengono bene, e anche il mignottaggio nazionale. Dopotutto la penisola ha la forma di uno stivale col tacco a spillo, pensateci.
Diciamo che ogni governo durerà quattro anni, dopodiché ci rimetteremo in palio sulla Ruota del Buon Governo. Dai che si può fare! È in assoluto l’idea migliore che mi sia venuta al riguardo, anche perché la mia fiducia nell’impegno della classe politica per cambiare questo stato di cose è pari a zero. Quindi mettiamoci una mano sulla coscienza e chiediamoci: cosa stiamo aspettando, un miracolo? No, non c’è speranza.
Oddio, ci sarebbe se al vertice ci fosse aria di cambiamento un po’ più spesso che mai, però sappiamo tutti che l’unica cosa che sa fare bene il politico italiano è attaccarsi alla sedia come una tellina e non mollarla più. Dovrebbero fare degli studi al riguardo, io ho due teorie: la prima è che il sudore secreto dalle natiche produca un potentissimo adesivo naturale, la seconda è che utilizzino un effetto di risucchio – tipo ventosa – usando lo sfintere (in ogni modo, ditemi voi se ci sono altre teorie, perché la ricerca continua).
E vorremmo tenerceli? Io dico: mandiamoli a casa, affidiamoci alla Dea Bendata. Le probabilità di peggioramento vi spaventano? No, neanche a me. Guardiamoci bene e riflettiamo; quanto saranno stimate… diciamo intorno al cinque per cento? Se ci pensate un attimo, questa è la logica conclusione a cui eravamo arrivati tutti da quel dì (diciamo il 1994, quando un Nano da Giardino è “sceso in campo”, o anche prima).
D’accordo, adesso andiamo al pratico e allo specifico; diciamo che sulla Ruota del Buon Governo non metteremo nazioni messe peggio di noi o che hanno già abbastanza problemi per i fatti loro, né quelle di natura bellicosa o che potrebbero annetterci in via permanente per una mera distrazione burocratica. Io punterei sull’Europa – dopotutto ne facciamo parte, è ora di restituire il favore con qualche marchetta e intanto farci gestire in modo ragionevole e produttivo – in più confesso che non mi spiacerebbe l’idea di quattro anni di governo olandese, quattro di svedese, ecc. Certo, probabilmente la Francia e la Germania non ci prenderebbero nemmeno con una pinza da caminetto, ma per il resto possiamo metterci d’accordo.
Le regole sono più che semplici.
Tutte le nazioni interessate mettono il proprio nome sulla ruota, previa verifica che lo staff di governo presentato non:
Ammettiamolo, non c’è modo di governarci senza fare una cazzata.
Allora, ecco l’idea: appaltiamoci!
Ci sono molti governi più capaci e competenti di quanto potrà mai essere questa classe politica, perché finché i lombi della nostra nazione saranno così marci non ne nascerà nulla di buono, perciò prendiamone atto e facciamoci governare da chi sa farlo.
Io proporrei una bella ruota da girare, con tanto di cerimonia in prima serata (magari a reti unificate), da cui verrà estratto – anche il voto non ci viene benino, ammettiamolo – il paese che ci fornirà la classe politica per quella tornata amministrativa. In cambio ci impegneremo a fornire agevolazioni commerciali e quant’altro, poi… beh, i compromessi ci vengono bene, e anche il mignottaggio nazionale. Dopotutto la penisola ha la forma di uno stivale col tacco a spillo, pensateci.
Diciamo che ogni governo durerà quattro anni, dopodiché ci rimetteremo in palio sulla Ruota del Buon Governo. Dai che si può fare! È in assoluto l’idea migliore che mi sia venuta al riguardo, anche perché la mia fiducia nell’impegno della classe politica per cambiare questo stato di cose è pari a zero. Quindi mettiamoci una mano sulla coscienza e chiediamoci: cosa stiamo aspettando, un miracolo? No, non c’è speranza.
Oddio, ci sarebbe se al vertice ci fosse aria di cambiamento un po’ più spesso che mai, però sappiamo tutti che l’unica cosa che sa fare bene il politico italiano è attaccarsi alla sedia come una tellina e non mollarla più. Dovrebbero fare degli studi al riguardo, io ho due teorie: la prima è che il sudore secreto dalle natiche produca un potentissimo adesivo naturale, la seconda è che utilizzino un effetto di risucchio – tipo ventosa – usando lo sfintere (in ogni modo, ditemi voi se ci sono altre teorie, perché la ricerca continua).
E vorremmo tenerceli? Io dico: mandiamoli a casa, affidiamoci alla Dea Bendata. Le probabilità di peggioramento vi spaventano? No, neanche a me. Guardiamoci bene e riflettiamo; quanto saranno stimate… diciamo intorno al cinque per cento? Se ci pensate un attimo, questa è la logica conclusione a cui eravamo arrivati tutti da quel dì (diciamo il 1994, quando un Nano da Giardino è “sceso in campo”, o anche prima).
D’accordo, adesso andiamo al pratico e allo specifico; diciamo che sulla Ruota del Buon Governo non metteremo nazioni messe peggio di noi o che hanno già abbastanza problemi per i fatti loro, né quelle di natura bellicosa o che potrebbero annetterci in via permanente per una mera distrazione burocratica. Io punterei sull’Europa – dopotutto ne facciamo parte, è ora di restituire il favore con qualche marchetta e intanto farci gestire in modo ragionevole e produttivo – in più confesso che non mi spiacerebbe l’idea di quattro anni di governo olandese, quattro di svedese, ecc. Certo, probabilmente la Francia e la Germania non ci prenderebbero nemmeno con una pinza da caminetto, ma per il resto possiamo metterci d’accordo.
Le regole sono più che semplici.
Tutte le nazioni interessate mettono il proprio nome sulla ruota, previa verifica che lo staff di governo presentato non:
- abbia mandato in vacca il suo paese;
- sia influenzato da lobby varie e/o dalla Chiesa (che poi, se non è una lobby quella!);
- conti tra le sue file membri su cui pendano processi o che si siano in qualsiasi modo macchiati di conflitto d’interessi.
A quel punto si passa all’estrazione, e poi… Buon Governo a tutti!
Detto questo, mi direi soddisfatto. Sugli altri dettagli possiamo metterci d’accordo, ma mi raccomando; non coinvolgiamo i nostri politici nella preparazione, in queste cose sono peggio che inutili.
Detto questo, mi direi soddisfatto. Sugli altri dettagli possiamo metterci d’accordo, ma mi raccomando; non coinvolgiamo i nostri politici nella preparazione, in queste cose sono peggio che inutili.

