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domenica 8 gennaio 2012

Post di servizio per i lettori del Bignami

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Lammerda©
Cari lettori della Ciofecanovela dei Vampiri Glitter, per venire incontro a quanti vogliano recuperare alcuni post o si siano persi le parodie, ho sistemato le etichette. Grazie ai titoli qui riportati potete accedere ai bignami completi di ogni capitolo della saga: Twilight, New Moon, Eclipse e Breaking Dawn. Invece, tramite Stephenie Meyer o Bignami, avrete tutto l’ambaradan, dal post più recente a quello che ha visto gli pterodattili fare nido a Pangea. Buona lettura e grazie per le visite e i commenti che danno un senso alla lettura di tutta questa roba infame.

P.S. Se avete un senso di déjà-vu, non siete matti. Ho ri-uppato questo post dal passato per tenerlo in bella vista. Se poi capisco come metterlo in primo piano, allora lo ciocco lì e non se ne parla più.

domenica 11 aprile 2010

Eclipse, il Bignami 15 di 15 - puntata finale.

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Bella e Edward raggiungono il resto degli altri nella valle, ma naturalmente Jake sta già guarendo ed è di ritorno a La Push coi suoi amici, però c’è una sorpresa: una dei Neonati si è arresa, e quando arriva Jane (se non ve la ricordate, è quella che provoca dolore con lo sguardo e che ha fatto accartocciare Edward come uno scarafaggio nel libro precedente) con le altre guardie dei Volturi, viene interrogata.

La Neonata si chiama Bree (non Van De Kamp) e conferma quanto raccontato dai Cullen ai rappresentanti dei Volturi, aggiungendo di non sapere nulla di Victoria e che loro conoscevano solo Riley. Lui si occupava di loro e li teneva lontani da lei perché Edward non la vedesse nelle loro menti. Tutto ciò che sapevano riguardava un piano per conquistare un territorio di caccia. Di beghe e faide, erano all’oscuro.

Un discorso piuttosto lucido da parte di un neonato che – si diceva – dovrebbe essere una sbavante macchina per uccidere priva di autocontrollo, no?

Alla fine, anche se Carlisle sarebbe disposto ad adottare questa poveretta (aggiungendola al canile di sfigati che ha in casa), Jane la fa uccidere dai suoi. La legge non ammette ignoranza. I rappresentanti dei Volturi se ne vanno e la storia finisce qui, anche se i Gran Capi non hanno dimenticato il patto che prevede la metamorfosi di Bella in uno di loro (o la sua eliminazione, come preferirebbe Caius), così Jane sollecita i Cullen in tal senso (l’uno o l’altro), sebbene appaia chiarissimo che la morte di tutti i Cullen sarebbe un graditissimo extra per tutti quanti (pure per me).

Per non farsi squattare dal padre, Bella passa altro tempo con Alice a sostegno della balla dello shopping (in effetti la battaglia è durata come una partita di calcetto), così fa davvero compere in modo che Charlie – l’impareggiabile sceriffo che non prenderebbe un’oliva col cucchiaio – sospetti qualcosa.

Di ritorno a casa sente dal paparino la storia secondo cui Jake sarebbe caduto in moto, visto che si trovava dai Black quando gli amici di Jacob l’hanno riaccompagnato.

Menomale, qualcuno è più furbo di Bella nell'inventarsi le scuse.

Charlie però le assicura che il suo amico sta migliorando, visto che bestemmiava con entusiastica lena santi e profanazioni mai registrate a memoria d’uomo. Poi, colto da un presentimento piovuto dal cielo come una cacca di piccione (o di Meyer), pretende che Bella gli giuri di avvertirlo qualora prendesse decisioni importanti o sparisse nel nulla, magari con Edward. Lei accetta e poi corre a trovare Jake.

Passano un sacco di tempo a ciacolare dei loro sentimenti; che Jake la ama e anche lei lo ama, ma non abbastanza, perché ama più Edward. Così decidono di rimanere amici, ma forse solo a distanza. Lagne, lagne, lagne.

Siccome era da un po’ che non si faceva, Bella passa un’isterica notte di piagnistei tra le braccia di Ed, costringendolo a consolarla perché ha perso – ma forse no – il suo rivale. Edward si diverte come alla sagra del Malox, ma sapendo che ormai Bella è solo sua, porta pazienza. È qui, mi pare, che la nostra Oca Giuliva afferma estasiata che dormire con Edward sia come giacere abbracciata a una statua. Nello specifico, al David di Michelangelo. Comodo, no?

L’indomani vanno da Alice per chiederle di organizzare il loro matrimonio con tutto l’inutile fasto che può mettere in piedi, ma lei – ovviamente – lo sa di già e ha anche il vestito pronto. Un modello stile 1918, l’epoca di Edward, con tanto di pizzo. Vestita da bomboniera, Bella deve averne molto più del pirla.

La coppietta vuole un momento romantico, così se ne va nel loro posto speciale, la radura in cui Edward ha rivelato a Bella di essere una Winx. Scatta qualcosa e lui si eccita di brutto, dimenticando di essere stato posseduto da una perpetua puritana appena due sere prima.

E che diavolo!, si dice, in fondo Bella ha sempre voluto un matrimonio mordi e fuggi. Anzi, non ha mai voluto sposarsi, quindi una almeno botta... Così Ed ci prova come un criceto sotto Viagra, ma Bella – inspiegabilmente – fa la ritrosa. Parlano di amore e cazzi vari, ideali puritani e fidanzamenti in casa, e alla fine decidono di dirlo a Charlie, così Edward mette di nuovo l’anello al dito di Bella.

l’Epilogo viene raccontato dal punto di vista di Jacob che litiga con Leah, la quale è stufa – come tutto il branco – dei pensieri vividi e nauseanti che fa su Bella, e che trasmette a tutti come un canale porno soft non criptato. Leah è stufa di vedersi certe cose nella mente, con tutto che Bella le sta sul culo, e poi la sera prima – per colpa di Jacob – ha sognato di limonarsela, perciò basta. O la pianta, o la pianta.
Lui, da signore, le rinfaccia che tutti possono leggere nella sua mente i ricordi di quando stava con Sam e i pensieri che fa su di lui perché lo ama ancora, dicendo che al branco dà altrettanto fastidio. Lei ci resta malissimo. Ferita, se ne va ma non prima di avergli – giustamente – sputato in faccia. Lui ride e fa il gallo macho, quello che non deve chiedere mai. Pirla.

Rientrato in casa, Sam trova l’invito al matrimonio di Edward e Bella.
Jacob,
so che spedirti questo biglietto infrange le regole. Lei aveva paura di ferirti, e non voleva che ti sentissi in alcun modo obbligato. Ma so che, se le cose fossero andate diversamente, da parte mia avrei voluto poter scegliere.

Ti prometto che mi prenderò cura di lei, Jacob. Grazie – per lei – per tutto.

Edward.
Tradotto: Gne-gne-gne!

Per Jake è troppo, gli girano tanto che si trasforma e corre nella foresta, tentato dal pensiero di non tornare più indietro.

Un’idea niente male, secondo me.

FINE

venerdì 9 aprile 2010

Eclipse, coming finale!

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Lunedì troverete l’ultima puntata di Eclipse, ma prima di quell’epico finale – scusate, non so se piangere o ridere – un messaggio dal vostro bignamista, con tutto il suo affetto per la Famiglia Cullen.

giovedì 8 aprile 2010

Eclipse, il Bignami 14 di 15

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La battaglia inizia nella radura dove Bella ha spalmato il suo puzzo di aspirante mortaccina.

Noi però la seguiamo con lei grazie alla telecronaca che Edward “Ciotti” Cullen fa monitorando il tutto telepaticamente, a distanza di sicurezza. Quindi non c’è azione, non c’è atmosfera, non c’è un cazzo, punto. E sembra davvero una partita, coi buoni che segnano sui cattivi, entrano in scivolata e fanno fuori i Neonati con abile gioco di dribling o quello che è, ma al culmine del secondo tempo, Edward si blocca impietrito e la cronaca s’interrompe.

Bella - dalla via che c’è - si sente pronta per un altra scena madre (scocciata che le abbiano tagliato quella precedente), così – senza sapere che cazzo è successo – si dichiara pronta all’inutile sacrificio emulando la Terza Moglie che ormai è il suo idolo emo assoluto, alla faccia di Bill Kaulitz e i Tokyo Hotel! Edward però le fa segno di tacere, comunicandole che Victoria è scesa in campo e li sta per raggiungere. Improvvisamente, l’idolo di Bella passa dalla Terza Moglie a Usain Bolt.

Niente da fare, anni e anni di piagnistei invece di allenamenti, e Bella non fa neanche in tempo a chinarsi sulla linea di partenza. Vicky è già lì! Con lei c’è Riley, un giovane vampiro che aveva mandato a uccidere Bella ma che, non trovandola in casa, si è accontentato della camicia da fare annusare ai Neonati che ha allevato per Victoria.

Era tanto difficile arrivarci prima? No, siamo ridotti al cattivo che spiega il suo piano diabolico all'eroe, convinto di averlo in pugno. Ma è comprensibile, visto che i buoni sono più stupidi di un una boccia di pesci rossi.

Riley è convinto di essere il grande amore di Vicky e che con lei conquisterà quel fertile territorio, dove la popolazione campa nell’umido e dà segni di reumatismi già in terza elementare, ma Edward gli dice che Victoria lo prende per il culo. Non lo ama, lo sta sfruttando per vendicare James, così come tutti gli altri che stanno morendo inutilmente a valle. Riley ha un tentennamento, ma Victoria apre bocca e i giovanotto si arrapa, così attacca.

Perché tira più un pelo di Victoria che... va beh, ci siam capiti.

Però dev’esserci una precedenza non data all’incrocio, perché invece di Edward, Riley si scontra con Seth, che lo intercetta a mezz’aria e gli stacca un pezzo di mano, pur buscandole fino a rimanere un po’ sciancato.
Intanto Edward si scontra con Victoria, attaccando un balletto ridicolo nel quale si saltellano intorno provocandosi in tutti i modi. Come all’Asilo, esatto. Così Edward le dice di aver letto nella mente di James prima di ucciderlo, e di sapere che non l’amava; per lui era solo un attrezzo da caccia che si portava appresso, una tizia gnocca e veloce con cui spassarsela ogni tanto, e che teneva di più ai peli nelle sue orecchie che alla buccia di Vicky. Lei non la prende bene e la rissa procede confusa.

Bella decide - completamente “a cazzo” - che è il suo momento, così si taglia con una roccia per emulare la Terza Moglie, che è di nuovo il suo idolo visto che anche le lumache sul sale sono più veloci di lei (il Fan Club di Usain Bolt apre una bottiglia di Crystal per festeggiare l’uscita di Bella dall’Associazione). Tuttavia, a parte Seth che viene distratto dallo stupisdissimo gesto, nessuno la caga.

Riley è ormai ridotto sommariamente a mal partito da Seth, che ha continuato a strappargli pezzi di mano a morsi per tutto il tempo. Non chiedetemi perché. Anzi, dopo la prolungata - e approfondita - manicure di Riley (ma quante mani aveva?), Seth si distrae perché vede la cretina sanguinare come un maiale, così è Edward a dovergli dare il colpo di grazia. Con tutto che Seth aveva solo fatto finta di essere ferito per attirare il vampiro, ma Bella non ha capito un cazzo come al solito. Il clou però arriva quando Edward stacca la testa di Victoria con un morso. Letteralmente.

Ancora mi domando che razza di bocca abbia Edward per tranciare un collo umano (e anche se non sia questo il vero motivo della sua popolatrità), ma intanto la battaglia è finita.

Eh già, tutto sto pathos e abbiamo già fatto. Allenamenti su allenamenti, discorsi piagnoni a non finire, e sono già tutti morti. Azione funambolica, direi. Il Cirque di Soleil della letteratura! Ora attenti: se avvertite una strana sensazione alle chiappe, è la Meyer che vi prende per il culo.

Durante il combattimento, Bella è rimasta stercofatta nel vedere vampiri fatti a pezzi e sangue che spruzzava come in un film giapponese, ma ha trovato anche il tempo per notare quanto bello e leggiadro sia il suo amore che non s’è neanche stropicciato la camicia mentre masticava il coppino all’acerrima nemica di ben tre insostenibili libri. Perciò - nel caso ve lo siate chiesto - è sempre bello, bello, bello in modo assurdo!

Dopo aver raccolto tutti i pezzi di vampiro che ancora scalciano e averne fatto un bel falò, Ed si avvicina con cautela a Bella per verificare l’entità del trauma di fronte a quello spettacolo. Lei, sebbene sia concentrata nel trattenere vescica e budella, fa finta di nulla per non dargli soddisfazioni. Ma ecco che scoppia un casino, e il controllo della vescica diventa storia antica: le guardie dei Volturi sono nella radura a valle.
Sono venute per ripulire il casino, ma hanno fatto tardi apposta nella speranza che qualche Cullen ci restasse secco (dagli torto), o che magari i due schieramenti si facessero fuori a vicenda – peccato, stanno tutti bene – ma è solo quando Ed le dice che Jacob è rimasto ferito, che lei sviene come negli Harmony.

Continua...

martedì 6 aprile 2010

Eclipse, il Bignami 13 di 15

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Finalmente è ora di portare Bella nei campi a spargerne l’odore e infrattarla sui monti con Annette. Così, dopo essersi spalmata un po’ ovunque, viene passata tipo staffetta a Jacob, che la trasporterà nascondendone odore col suo.
Lungo la strada chiacchierano e Bella scopre che, in virtù della linea di discendenza (‘sti mannari c’hanno il pedigree, mica cazzi), Jake dovrebbe essere il capobranco, ma visto che non ci tiene e Sam ha più esperienza di lui, non ha voluto prenderne il posto, così è diventato il secondo in comando.

Una volta arrivati, trovano Ed che ha già montato la tenda per sé e per Bella, mentre Jacob si trasforma e va nella foresta per mantenere i contatti telepatici col branco.
I lupi hanno una temperatura corporea bella alta, così l’aria di montagna con la neve e tutto gli fa un baffo, invece Bella rischia di diventare un ghiacciolo perché arriva una tormenta che li isola e le fa battere i denti come un paio di nacchere di pietra. Edward le deve anche stare lontano, visto che è freddo di suo e in queste occasioni è peggio che inutile. Insomma, stanno lì con lei che tenta di tranquillizzarlo cercando di non tranciarsi via un pezzo di lingua coi denti ogni volta che apre bocca, e lui che si fa progressivamente più emo vedendo la morosa sempre più malconcia nella sua epica inutilità.

Per fortuna Jacob torna indietro e s’infila nel sacco a pelo di Bella per scaldarla, così l’oca entra in uno stato di dormiveglia che a dirla tutta è più simile al rimbambimento senile, e non capisce se le voci che sente sono vere o se sta sognando. No, sono Edward e Jacob che si punzecchiano, fanno i maschietti cretinetti e così via. Bisticciano, si accusano, si stuzzicano, e se la Meyer non fosse una bigotta fatta e finita, si prenderebbero pure a parolacce, ma intanto si conoscono ed è la prima volta che si scambiano più di un vaffanculo.
Il mattino successivo, dopo la notte intimamente condivisa, agli ometti parte un embolo emo adolescenziale che li manda ai pazzi, allora iniziano a prendersi la colpa di tutto, dalle paturnie di Bella alla cecità di Omero, finché Edward esce dalla tenda e va a fare due passi.

Scatta la scenata quando Jake sbrocca, dicendo che - avendo capito di non avere possibilità con Bella - si lascerà ammazzare nella battaglia per lasciarla libera, la quale - con le lacrime agli opcchi - lo implora di desistere da quello sciagurato proposito. Una telenovela, insomma. Per convincerlo - seguendo la logica del: la patata no, ma la lingua sì - si lascia baciare. Una lunga (e inutile) scena patetica in cui, dal suo punto di vista, “si sacrifica” per salvarlo.
Emerge tutta la natura emo di Bella, che s’identifica con quella sfigata della Terza Moglie e paragona il suo sacrificio di limonare con un marcantonio di licantropo a quello della poveretta che s’è tagliata e lasciata sbranare per salvare il marito.

Preso il bacio umido, Jake se ne va. Rimasta sola, Bella sublima e trascende la natura emo.
Nessun rumore mi mise in guardia. Di punto in bianco, la mano fredda di Edward accarezzò i miei capelli annodati. Trasalii di vergogna non appena mi sfiorò.
«Stai bene?», mormorò con voce ansiosa.
«No. Voglio morire».
«Non accadrà. Non lo permetterò».
Sbadigliai e poi sussurrai. «Potresti anche cambiare idea».
«Dov’è Jacob?».
«È andato a combattere», brontolai, faccia a terra.
Jacob aveva lasciato l’accampamento improvvisato di buonumore, con un «Torno presto» entusiasta, ed era partito a gambe levate verso la radura, già scosso dal tremore che anticipava la trasformazione nell’altro se stesso. A quel punto, il branco al completo sapeva tutto. Seth Clearwater, che passeggiava avanti e indietro fuori dalla tenda, era testimone intimo della mia disgrazia.
Edward restò in silenzio per un minuto interminabile. «Ah», disse, infine.
Che vi avevo detto?

Edward si mette a ridere e le dice che Jacob non aveva intenzione di uccidersi, ma solo di spillarle un bacio, e lei – cretina – c’ha creduto perché è il suo genere di cazzata emo-romantica.
L’occasione però è ghiotta per un altro inutile dialogo tra i due pirla. Edward ha capito l’antifona, il fatto che Bella bisticci e faccia la pace con Jake ogni cinque minuti, il fatto che non riesce a staccarglisi neanche quando lui fa lo stronzo, ecc.
«Lo ami», mormorò delicato.
Ogni cellula del mio corpo si sforzò di negare.
«Amo di più te». Era il meglio che potessi dire.
«Sì, lo so. Ma... Quando ti ho lasciata ho aperto una ferita. Jacob l’ha curata. È logico che ciò abbia lasciato un segno su entrambi. Non sono certo che i punti della cucitura guariranno da soli. Non posso incolpare te né lui di qualcosa che io ho scatenato. Magari mi guadagnerò il perdono, ma ciò non potrà negarmi le conseguenze».
«Ecco, sapevo che in un modo o nell’altro avresti trovato il modo di sentirti in colpa. Per piacere, smettila. Sei insopportabile».
«Cosa vuoi che dica?».
«Voglio che mi rivolga ogni insulto che conosci, in tutte le lingue che parli. Voglio che mi dica che sei disgustato e che vuoi lasciarmi, che mi costringa a implorarti in ginocchio, disperata, di restare con me».
«Mi dispiace». Sospirò. «Non posso».
«Perlomeno smettila di cercare di consolarmi. Fammi soffrire. Me lo merito».
«No», mormorò.
Annuii lentamente. «Hai ragione. Insisti pure a essere troppo comprensivo. Probabilmente è peggio».
In preda all’autocommiserazione, battendosi il petto come un’eroina da feuilleton – magari reggendosi drammaticamente alla tenda e tossendo il sangue della tisi in un fazzoletto ricamato – Bella è talmente impegnata nella sua scena madre che ci resta male quando scopre che ormai è tardi per fare i piagnoni: i cattivi attaccano!

Continua...

lunedì 5 aprile 2010

Eclipse, il Bignami 12 di 15

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Obviously, Edward accetta le impuntature di Bella e il piano cambia.

Diranno a Charlie che Bella è andata con Alice a fare shopping a Olympia, mentre in realtà si infratterà con Edward per stare lontana dalla battaglia, dopo aver spalmato il suo odore – come precedentemente concordato – nell’area di gioco al massacro.

All’allenamento successivo Bella si agita perché viene progettata l’escursione sui monti dove la imboscheranno, ma intanto va a nascondersi a casa Cullen dove si rotola un po’ sul letto a coccolarsi col suo moroso. Edward freme dal desiderio di darle il suo regalo, ma lei ha altri piani. C’è una cosa – una formalità – che vuole espletare prima di diventare vampira: trombare. Perciò inizia a offrirgliela da tutte le parti. Sopra, sotto, destra, sinistra, alto, basso e in diagonale. È lì che gioca a Forza 4 con la patata, quando Edward si divincola come un’innocente pulzella.

Giammai ch’egli abbia a cedere alle lubriche lusinghe di siffatta peccatrice. No e no, prima il matrimonio!

Infatti la blocca estraendo non il sospirato oggetto del suo desiderio, ma un ciondolo di cristallo a forma di cuore, corredato di discorso imbarazzante.
«Apparteneva a mia madre». E si strinse nelle spalle. «Ho ereditato diversi ciondoli come questo. Ne ho regalato uno a Esme e uno a Alice. Insomma, è chiaro che non è un granché».
Sorrisi mesta a questa sua ultima affermazione.
«Ma mi rappresenta bene, credo», continuò. «È freddo e duro». Rise. «E, se esposto alla luce, irradia arcobaleni».
«Dimentichi la similitudine più importante», sussurrai. «È bellissimo».
Chiudo sulla stucchevole nota alta, perché poi continuano a versare miele sullo zucchero e non voglio nausearvi.

Bella però non ha scordato il piano, vuole un incontro ravvicinato e trombereccio con la salma adesso che è ancora viva, in modo che il quadro della necrofilia sia bello chiaro, ma Edward fa la ritrosa e si riabbottona la camicia che Bella ha aperto in preda al coro d’incitamento dei suoi ormoni.

Edward tiene a ricordarci che ai suoi tempi – un secolo fa – le donne non si comportavano così, poi adduce scuse, del tipo che nel turbine della passione potrebbe spezzarla come un grissino, ma la gatta morta è in frenesia alimentare per quel marmoreo passerotto.
Come al solito dicono una palata di cazzate di troppo, e Edward stabilisce che tromberanno solo dopo il matrimonio, punto e basta, e per suggellare il giuramento e frenare la vogliosa fanciulla, estrae l’anello di fidanzamento che la getta nel panico definitivo.

I Cullen tornano a casa dall’ennesimo allenamento – ma quando cazzo combattono? – e Alice è incazzata perché nelle sue visioni ha visto l’intenzione dei due di sposarsi a Las Vegas con cerimonia squallida mordi e fuggi, così le prova tutte per estorcere a Bella il permesso di organizzarle un matrimonio come si deve.

Continua...

giovedì 1 aprile 2010

Eclipse, il Bignami 11 di 15

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Iniziano gli allenamenti per la battaglia.

Capitanati dal Generale Rambo Jasper, i vampiri fanno gli sboroni davanti ai licantropi per far vedere quanto sono veloci e letali. I lupi li guardano – sono venuti in forma animale – ma sarebbero più impressionati se quelle piroette le facessero in tutù. I suggerimenti di Jasper però gli sembrano utili per cogliere i baby vampy di sorpresa. E poi chissà, magari un giorno quelle dritte gli serviranno per fare il culo proprio ai Cullen, quindi seguono la lezione.
Pare che i neonati combattano istintivamente, senza tecnica o talento, attaccando direttamente e a testa bassa (oltretutto sono energumeni senza cervello che si attaccano pure fra loro), quindi non si capisce bene cos’abbia da bullarsi Jasper, ma tutti pendono dalle sue labbra. Soprattutto i vampiri, che hanno completamente scordato il suo ruolo di personaggio inutile sullo sfondo nei libri precedenti, oltre alla volta che s’è fatto saltare il tappo perché Bella s’era tagliata con la carta. La parola “sfigato” non passa per la mente di nessuno, tranne al lettore.
In conclusione pianificano di attirare i cattivi con l’odore di Bella fino alla zona in cui vogliono affrontarli, poi lo copriranno con quello dei lupi e nasconderanno la cretina in montagna.

Dopo questa seratona, Bella dorme un giorno intero senza motivo apparente, visto che non ha fatto un cazzo a parte guardare quel pirla del suo moroso che si allenava al balletto con gli altri deficienti.

Al suo risveglio, c’è il moroso.
Ed vede il ciondolo che Jake ha regalato a Bella, e frigna perché lui non può farle dei regali visto che – lo sappiamo – compleanni, feste e affini, per la cretina sono tragedie da guardarsi con sospetto e/o ignorare bellamente.
Frigna uno, frigna due, frigna tre, Bella gli dà il permesso di regalarle qualcosa. Speriamo sia un calcio in bocca, ma non credo. Poi, per far vedere quant’è sensibile, Ed le racconta di aver letto nelle menti dei lupi e di aver scoperto che Embry potrebbe essere il fratellastro di Sam, Quill, o addirittura Jake, perché sua madre andava a trombare in giro. Infatti il padre ufficiale di Embry non è discendente diretto di Taha Aki, e sua madre viene addirittura da un’altra tribù, quindi l’unica possibilità è che abbia giocato a Scopa con uno degli Anziani.
Tutto questo il branco l’ha scoperto perché lo sapeva Leha, e siccome adesso è un lupo anche lei – ricordiamoci che in forma animale sono tutti legati telepaticamente – l’informazione ha fatto il giro subito. Tra l’altro nessuno sapeva che anche le femmine potessero diventare licantropi, così la fiducia nelle leggende sta lentamente andando a puttane e quarantotto.

Bella vuole unirsi alla battaglia.
«Voglio venire anch’io nella radura, Edward».
«No», disse in un tono che non ammetteva repliche.
All’istante pensai a un’altra soluzione.
Non dovevo stare per forza nella radura, mi bastava avere Edward al mio fianco.
Crudele, mi accusai, egoista, egoista, egoista! Non farlo! Ignorai il mio buon senso. Tuttavia non riuscii ad alzare gli occhi mentre parlavo. Il senso di colpa mi incollava lo sguardo al tavolo.
«Va bene, Edward, ascolta», sussurrai. «Le cose stanno così... Sono già impazzita una volta. Conosco i miei limiti. E non sopporto che tu mi lasci di nuovo».
Non volevo vedere la sua reazione, temevo di scoprire quanto dolore gli stavo infliggendo. Sentii un respiro profondo, poi più nulla. Fissai il piano del tavolo di legno scuro e desiderai di potermi rimangiare tutto. Ma non l’avrei fatto. Non se la cosa sortiva il suo effetto.
all’improvviso sentii le sue braccia intorno a mele sue mani che mi carezzavano il viso e le braccia. Era lui a confortare me. Il senso di colpa iniziò a travolgermi. Ma l’istinto di conservazione fu più forte. Non avevo più dubbi, Edward era fondamentale per la mia sopravvivenza.
«Lo sai che non è così, Bella», mormorò. «Non sarò lontano, e tornerò presto».
«Non ce la faccio», insistetti, senza alzare lo sguardo. «Non posso restare ad aspettare, senza sapere se tornerai o no. Come farò a resistere, anche se tornerai presto?».
Sospirò. «Andrà tutto liscio, Bella. È inutile che ti preoccupi».
«Davvero?».
«Sì, davvero».
«E ve la caverete tutti?».
«Tutti quanti», promise.
«Perciò è proprio impossibile che vi segua anch’io nella radura?».
«Certo. Alice mi ha appena informato che sono scesi a diciannove. Ce la faremo senza grandi sforzi».
«Va bene. Hai detto che sarà tanto semplice che a qualcuno toccherà stare in disparte», ripetei le parole che lui stesso aveva pronunciato la sera precedente. «Dicevi sul serio?».
«Sì».
Mi sembrava una mossa davvero scontata, avrebbe dovuto aspettarsela.
«Così semplice che tu potresti restare in disparte?».
Dopo un lungo silenzio, riuscii ad alzare gli occhi e lo guardai in volto.
Una bella gatta morta passivo aggressiva, non c’è che dire. Oltre che disperatamente bisognosa di terapia psicanalitica.
«Mi stai chiedendo di lasciarli combattere senza di me?», disse tranquillo.
«Sì». Fui sorpresa di riuscire a mantenere un tono pacato, malgrado il disgusto che sentivo. «Oppure di lasciarmi partecipare. Una o l’altra cosa, purché restiamo vicini».
Edward le prende il viso tra le mani, poi la lascia con Alice mentre va a parlare con Jasper. Intanto Bella lievita con goduria il senso di colpa, appena rovinato dalla mancanza di lamette con cui punirsi e gioire all’unisono.

Continua...

martedì 30 marzo 2010

Eclipse, il Bignami 10 di 15

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Dopo la noiosa cena col padre, Bella raggiunge casa Cullen per il party post Diploma. Qui vorrebbe raggiungere e interrogare Alice perché le ha visto fare la “faccia da visione” (ossia un’espressione sbalordita, tipo quella che fareste voi ricordando di aver lasciato la dinamite accanto al caminetto), ma arriva Jake coi suoi amici Quill e Embry, così li deve accogliere e fare da pacere prima che l’aria tra lupi e sanguisughe si scaldi troppo.
Bisticciano un po’ ma fanno la pace (come al solito) e lui le regala un braccialetto d’argento (morboso, da parte di un licantropo) con un pendente di legno a forma di lupo che ha intagliato personalmente.
Quando vengono raggiunti da Alice e Jasper, parlano della visione: i cattivi stanno arrivando! Bella dà giù di testa, perché anche i lupi si uniranno alla battaglia e secondo lei moriranno tutti perché i vampiri sono più fighi (dice lei) e quindi più forti. Pensa con gli occhi e col pube, as usual.

Appurato che i cattivi vogliono la pelle di Bella, la scema fa i capricci con Edward.
«Se non mi porti con te, lo chiederò a Jacob».
Mi guardò torvo. Era un colpo basso, certo. Ma non mi potevano lasciare a casa.
Eh, certo. Vanno in guerra per non farla ammazzare e lei pretende di stare al centro della mischia. Logico, no? Io l’accontenterei. E per fortuna, Edward mi dà ascolto.

Intanto Bella ha un’altra delle sue brillanti intuizioni: dietro a tutto c’è Victoria! No, ma davvero? Un prevedibilissimo colpo di scena dietro l’altro, una suspense inutile come un carciofo nella macedonia! I Cullen invece erano convinti che dietro ci fossero i Volturi, ma ai fini della stupida trama dovevano avere l’idea più cretina per far sembrare Bella intelligente. Peccato che la missione sia miseramente fallita.

Mi prendo un istante per analizzare i fatti, abbiate pazienza.

Victoria vuole la buccia di Bella dal primo libro, e ci riprova ogni volta. Nessuno però riesce a fare questo banale collegamento finché Bella non ha un “momento Fletcher”, con lo sguardo perso nel vuoto e la soluzione del caso. Con tutto che la Signora in Giallo originale porta sfiga agli altri, non a se stessa, e oltretutto risolve casi un po’ più complessi del colore del cavallo bianco di Napoleone.
I Volturi invece, parliamone. Sono i tre antichi del libro precedente: Aro, che ha ordinato la vampirizzazione di Bella; Caius, che la gradisce anche morta; e Marcus, inutile come una terza chiappa, che non spiccica parola e non si muove, ma sta lì perché il numero tre suona meglio del due. Dopotutto: due fanno una coppia, tre un party.

Figurati se dei vampiri onnipotenti si muovono dall’Europa per fare giochetti allo scopo di piallare una scema. Piuttosto mandano una squadra di sterminio e buonanotte. I Cullen però sono talmente stupidi che, sebbene centenari, vanno ancora al liceo (sic), e quindi sospettano di loro, così è quel lume d’idiozia di Bella a far luce sul mistero più gnucco della storia.
Edward però tenta di salvarsi la faccia dicendo che il vampiro entrato in casa di Bella non era un neonato, visto che si è controllato e non ha ammazzato Charlie nel sonno. Ganzo, lui. Peccato che sia scemo quanto la morosa: è chiaro che a Victoria servisse qualcuno di “sano” per controllare il branco. Non ha imparato una cippa dalla storia di Jasper? Disgustorama.

Continua...

lunedì 29 marzo 2010

Eclipse, il Bignami 9 di 15

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Mentre Edward e famiglia vanno a caccia (ossia a farsi odiare dal WWF) per mettersi in forza in attesa della battaglia, Bella va da Jacob che finalmente le confessa di amarla. Ci scappa un bacio non proprio cavalleresco, con Jacob che le tiene ferma la testa ma Bella che non si tira esattamente indietro. Insomma, c’è lingua. Poi Bella s’incazza sentendosi in colpa, e gli dà un cazzotto, solo che è Bella, e infatti si rompe la mano.

Quando torna il moroso, i due ometti si scambiano sbruffonate, bisticciano, fanno i maschietti da cortile delle medie e così via. Jacob chiede a Edward se si rende conto del fatto che magari lui sarebbe un compagno migliore per Bella, visto che - tanto per dirne una - è vivo. Baruffano e ci manca poco che facciano pipì su Bella per marcarla come si fa col territorio, ma poi si calmano e la portano da Carlisle che la visita e le fascia la mano.

Mentre Bella e Alice parlano di vestiti, il genio ha un’illuminazione.
Rise. «Almeno non ho avuto a che fare con il tuo fastidioso ladro, e adesso devo solo capire cosa mi sfugge a Seattle».
Quando pronunciò queste parole e unì le due situazioni in un unica frase, scattò la molla. Il qualcosa che sfuggiva da giorni, la connessione importante che non riuscivo a cogliere, d’un tratto mi apparve chiaro. Restai a guardarla senza cambiare espressione.
«Non la apri?», domandò. Di fronte alla mia reazione lenta sospirò e aprì la scatola. Tirò fuori qualcosa e me lo mostrò, ma non riuscivo a concentrarmi su cosa fosse. «Carini, non ti pare? Ho scelto il blu, perché Edward dice che ti dona».
Non la stavo ascoltando.
«Fa lo stesso», sussurrai.
«Che c’è?», chiese. «Non hai niente di simile. Anzi, a parte la gonna non hai proprio niente!».
«No, Alice! Lascia perdere i vestiti! Ascoltami!».
«Non ti piace?». Sul suo viso apparve la delusione.
«Ascolta, Alice, non capisci? Sono gli stessi! Quello che è entrato qui a rubare le mie cose e i vampiri di Seattle. Sono insieme!».
I vestiti le scivolarono di mano e ricaddero nella scatola.
Alice capì e la sua voce si fece all’improvviso aspra. «Cosa te lo fa pensare?».
No, dico, tutto questo tempo per fare uno più uno? Andiamo! Quanti vampiri che rubacchiano camicette ci saranno mai, in giro? Era scontato! Però bisogna tenere conto di due cose: Bella è stupida come una salvietta, perciò solo un’improvviso afflusso di sangue al cervello può portarle un pensiero sensato ogni tanto, mentre i Cullen fanno tanto affidamento sui loro super poteri da non usare la logica neanche come passatempo. Questi "vampiri" possono essere spaventati da una Settimana Enigmistica, senza scomodare acqua santa e crocefissi.

A me l’intera faccenda sembrava chiara e sottintesa pagine e pagine fa, perciò vederla cadere dal pero con un tonfo del genere m’ha ribaltato dalle risate. Se questo è il concetto di colpo di scena che ha la Meyer, allora spero non apra mai un uovo di pasqua o potrebbe morire per lo choc di trovarci dentro una sorpresa.

Più tardi, alla cerimonia di Diploma, Bella racconta la sua geniale intuizione a Edward, che sbianca più del bianco cadendo dal suo pero personale, come poi faranno tutti gli altri con rumore di zucche vuote che precipitano.
Aveva sgranato gli occhi, intimorito, con lo sguardo spiritato e sconvolto. Sapeva che avevo ragione, esattamente come lo aveva intuito Alice.
Gli posai una mano sulla guancia. «Calma», implorai.
Vengono interrotti da Charlie che corre a congratularsi con la figlia, stringendola in un abbraccio e dando volutamente le spalle a Edward per allontanarlo. Però Ed è ancora lì, imbambolato come un manichino.
Okay, dirlo a Edward non era stata una buona idea. Alice aveva fatto bene a tenere per sé certi pensieri. Avrei dovuto aspettare di essere sola con lui o coi suoi fratelli. Senza oggetti fragili – come una finestra, una macchina... o un edificio scolastico – a portata di mano. La sua espressione risvegliò le mie paure, e non solo. E dire che non c’era più traccia della paura: la rabbia si era impadronita dei suoi lineamenti.
Insomma, mentre Ed è pietrificato nella posa del duro, Charlie porta Bella a cena per festeggiare. Prova anche a invitare il moroso della figlia per farle una cortesia, ma Ed dice di avere una festa in famiglia e se ne va, il tutto con una naturalezza da attore talmente cane da farsi soffiare dietro dai gatti.

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giovedì 25 marzo 2010

Eclipse, il Bignami 8 di 15

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Arriva il tempo degli esami e Bella ha la cacarella, così Edward ne approfitta per farle cambiare idea e convincerla a posticipare la trasformazione. Lei è totalmente nel pallone per l’ansia da Maturità, così Edward la mette all’angolo e calca la mano stabilendo che la trasformerà solo dopo che si saranno sposati.
Cosa, a diciott’anni!? Bella non è entusiasta ‘manco per il cazzo, ma ai tempi di Edward era perfettamente normale fidanzarsi a sedici anni ed essere sposati a diciotto, per non dire della nidiata di bambini che stava appena dietro l’angolo. Forse Bella intuisce che ci sono delle differenze di vedute tra loro, ma è troppo innamorata - o troppo cogliona - per obbiettare, così spegne il cervello come al solito. Che poi ormai l’accende solo per fare i compiti, il che è tutto dire.

Intanto a Seattle sono morte quarantotto persone e l’opinione pubblica pensa a un serial killer (uno stacanovista, direi) o a una banda. I Cullen vogliono entrare in azione, e Jasper racconta la sua storia.

Ve lo ricordate di Jasper? Quello che sta con Alice, e viene appena nominato qua e là? Il tizio che è scattato in frenesia quando Bella s’è fatta un taglietto con la carta, dai! Ecco, non lo direste mai, però ai tempi della Guerra Civile era un soldato trasformato in vampiro e impiegato nelle guerre di Clan tra il sud ovest del Paese e il Messico. Ecco, per niente “in character” secondo me, specie dopo che l’hanno presentato come il moroso scemo di Alice, invece state a sentire.

Sul confine viene catturato da Maria, una vampira assetata di potere e dalle sue due vallette di cui non ricordo il nome, e che comunque contano come il due di picche. Il piano di Maria è semplice: creare un’orda di vampiri Neonati (che a quanto pare sono assetati e pressoché incontrollabili), mandarli contro i suoi avversari e aggiudicarsi i loro territori. Jasper le serve perché è un soldato addestrato e quindi vuole farne il suo Generale – e porca puzzola, ce la fa. Mettono su un allevamento di vampiri in batteria, lei e le amiche li fabbricano e lui li alleva tipo cani poliziotto. Diventano forti, conquistano territori e fanno stragi, finché i Volturi non si rompono il cazzo per il gran casino che attira attenzioni indesiderate, così fanno piazza pulita di tutto. Maria e "Amiche di Maria" comprese.
Jasper riesce a scappare, anzi le molla quando capisce che quella non è la vita che fa per lui. Per un pelo di culo, giusto un petosecondo prima che arrivino i Volturi. Così, cammina, cammina, incontra Alice che lo prende per la manina, gli dice che lo stava cercando perché è l’amore della sua vita che ha scovato in una visione, e insieme raggiungono i Cullen.

Sono tutti impressionati, soprattutto quando Jasper identifica nelle strategie dei vampiri di Seattle – o nella loro mancanza – il motus operandi dei Neonati allevati per il combattimento. Si grida al genio e viene fatto Generale di fanteria dell’armata Cullen. Va che culo.

Tanto per star tranquilli, chiedono l’aiuto di Tanya e dei vampiri di Denali, in Alaska. La richiesta però viene bocciata perché una di loro ha avuto una storia con Laurent, il vampiro che viene fatto secco dai mannari in New Moon e che era amico di Victoria e James, inoltre nessuno conosce Bella e non gliene frega un cazzo di difendere una sciacquetta. Dagli torto.

Nel frattempo, visto che più di un pensiero alla volta può far saltare il coperchio a Bella, si distraggono pensando alla Cerimonia del Diploma, ma già un ospite mancherà, è Renée, che deve accudire il suo Phil che s’è rotto un femore giocando a baseball. Ma quanti anni ha questo dio dello sport?

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martedì 23 marzo 2010

Eclipse, il Bignami 7 di 15

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Alla riserva, Bella si unisce alla festa coi licantropi e gli Anziani della Tribù. Manca solo il padre di Sam, che è scomparso tempo fa, però ci sono Billy Black, il padre di Jacob, poi Quill Ateara, il nonno di Quill che si chiama come il nipote, e Sue Clearwater, la vedova di Harry (l’amico di Charlie morto d’infarto nel libro precedente), coi figli Seth e Leah.

Già, proprio la Leah che Sam ha mollato come una brutta merda quando l’Imprinting ha piantato l’ago della sua bussola in direzione di Emily. Bella si domanda cosa pensi o provi Leah ora che conosce la verità, ma intanto si guarda intorno e riconosce anche Kim, la ragazza su cui s’è imprintato Jared, uno dei lupi, che la guarda come se fosse il sole del suo avvenite. Ma non c’è tempo per il gossip mannaro, gli Anziani stanno per raccontare la storia della tribù.

Il primo è Billy, che attacca con voce profonda e evocativa.
    Tanto tempo fa, i Quileute uscivano dal loro corpo per combattere in forma di spirito e difendere la tribù. Poi uno di loro fece cose brutte, e il Grande Capo, Taha Aki, per fermarlo entrò in un lupo diventando il primo licantropo, dopodiché fece una barca di figli – a cucciolate, probabilmente – ed ecco che i lupastri di oggi sono i suoi bisnipoti (con un bel po’ di “bis” davanti).
    Ogni lupo ha un colore e un aspetto diverso perché rispecchia la natura del Quileute, essendone la proiezione spirituale fattasi carne. No, ‘sta cosa della transustanziazione del lupo non comporta comunione, perciò non c’è bisogno di bere il sangue o mangiare la carne di Taha Aki, magari sotto forma di pane e vino la domenica mattina. Tra l’altro Taha Aki, dopo ‘sti fatti non muore neanche, ma campa il triplo di un essere umano, però quando trova il suo vero amore nella Terza Moglie decide di rinunciare all’immortalità per invecchiare con lei. Va beh, forse è andata meglio alle prime due, che si sono portate a letto un bel giovanotto fino alla tomba. No, per dire, eh.
Dopo la Storia degli Spiriti, attaccano con quella del Sacrificio della Terza Moglie. Ti pareva, allora avevo ragione! A raccontare questa è il vecchio Quill Ateara, meno fascinoso di Billy ma abbastanza vecchio da ricordarsi bene la storia, quasi l’avesse vista accadere coi suoi occhi.
    Anni dopo i fatti precedentemente narrati, arrivò un vampiro cattivo – ma cattivo, eh! – che fece secchi parecchi lupi, molti dei quali erano figli, nipoti e pronipoti di quel tromba mogli di Taha Aki, ma alla fine lo fecero secco.
    Erano lì a festeggiare quando arriva la vedova del vampiro, e allora tutti stringono il culo a bottiglia perché si capisce che questa è molto più tosta del consorte (tipo Flo di Andy Capp). Infatti ammazza l’unico lupo rimasto, il figlio preferito del capo. Taha Aki la prende malissimo, si trasforma - malgrado sia invecchiato un botto - e attacca la vampira infuriata. Però ormai è un vecchio lupo rincoglionito, e lei è lì lì per farsene una stola quando la Terza Moglie prende e si taglia, facendo perdere il controllo della vampira con l’odore del suo sangue, e mentre la vamp è li che ciuccia il collo alla vecchia, il Capo attacca, e i due figli più piccoli – oh, questo trombava e ingravidava la moglie anche in terza età, tipo Abramo – si trasformano all’improvviso vedendo la madre mutata in un fruttino, così ammazzano la vampira insieme al babbo arteriosclerotico.
Da quel giorno la difesa della tribù passò ai due figli superstiti, mentre Taha Aki se ne andò per i boschi in forma di lupo e non tornò mai umano. Inoltre, siccome in forma di lupo è immortale, c’è l’ulteriore leggenda secondo cui sia ancora vivo a soffrire per la moglie. Ma allora, dico io, perché non è rimasto umano, vecchio e mortale, così la faceva finita, invece che con l’uscita da gallo nella foresta a fare l’emo lupo per sempre? Bah!

Dopo viene raccontato brevemente dell’arrivo dei Cullen e del Patto, quando la famigliola promette di non uccidere o trasformare i locali, e i lupi li lasciano rimanere in zona senza cercare di staccargli la testa a mozzichi. Ovviamente la metamorfosi di Bella in statuina defunta farebbe saltare il Patto, ma i Cullen se ne andranno via con lei e la trasformeranno altrove, o almeno così è stato detto a Bella dal suo Edward.

Finita la festa, Jake riaccompagna la sfigata dal suo vampiro, mentre lei si fa castelli in aria di romanticheria per ‘sta Terza Moglie suicida che trova irresistibilmente emo, e perciò romantica. A casa farnetica un po’ con Edward su Cime Tempestose, perché in ogni volume devono paragonarsi a coppie della letteratura rispettabile, tanto per darsi un tono e farsi ridere meglio dietro.

Così si conclude la giornata di libera uscita per la festa mannara, fico come lucidare i pomelli delle porte.

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domenica 21 marzo 2010

Eclipse, il Bignami 6 di 15

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Il giorno dopo, all’entrata di scuola, Bella viene “rapita” da Jake – un abitudine che sta diventando uno sport quasi più popolare del curling – e insieme scappano dalla sorveglianza di Alice, approfittando del suo punto cieco sulla sorte e la volontà dei licantropi.

Fanno quattro chiacchiere e salta fuori che Quill ha avuto l’Imprinting sulla nipote di Emily, che ha due anni. Allo sguardo inorridito di Bella, Jake la tranquillizza assicurandole che Quill non è pedofilo e la bambina non sta scegliendo le fedi e il vestito. Aspetteranno quei comodi decenni necessari e poi, sicuramente, si ameranno alla follia come chioccia e pulcino. La storia dell’Imprinting si fa sempre più ridicola, ma veniamo distratti da questo affascinante fenomeno della pedofilia... ehm, della licantropia, quando Bella si lascia scappare che verrà vampirizzata. Allora Jacob s’incazza di brutto. Ma di brutto, brutto! Tanto che sbotta, affermando che a quel punto per lui è come morta.

Ferita e incazzata nera, Bella torna a casa Cullen in moto – chissà poi perché – e slittando sul fango e la pioggia riflette che a Forks quello non è il mezzo di trasporto ideale (forse una barca a remi sarebbe più appropriata, o magari un mezzo anfibio). Purtroppo, miracolosamente arriva viva, accolta da Alice che le fa una gran predica, più che altro perché quel cagacazzi di Edward se la prenderà con lei, e infatti arriva talmente di corsa che quella notte Bella si sveglia trovandoselo nel letto. Cioè, che poi sarebbe il letto di Edward, ma il fatto che la pulzella giaccia lì inoffensiva sappiamo quanto irresistibile possa essere per un vampiro, specie se patetico e ridotto – malgrado il secolo di vita – a tacchinare ragazzine beote.

Bella è entusiasta, gli si struscia addosso in tutti i modi, cercando di copulare anche con parti anatomiche che non hanno il minimo scopo trombereccio, come le ginocchia e il cavo popliteo. Poi lo interroga su un accenno fatto da Rosalie la sera prima sulla loro permanenza in Alaska, presso l’altra comunità di vampiri vegetariani. Non ne ho parlato prima perché mi sembrava una frivola cazzata, ma avrei dovuto scommetterci le pluridannate palle che per Bella era più importante di tutto il resto. Insomma, pare che Tanya – la vampiressa in capo di Denali, non l’acerrima concorrente di Barbie – all’epoca fosse attratta da Edward e c’avesse anche provato. Ma lui no, assicura, giura e spergiura di averla respinta perché preferisce le minorate. Ops, le minorenni. Bella, rassicurata, si riaddormenta.

L’indomani, di ritorno a casa sua dopo la pausa Cullen, Bella trova un messaggio di Jacob che l’aspetta: vorrebbe scusarsi con lei. Un attimo, è mai possibile che costei sia l’unica diciottenne senza cellulare su tutto il pianeta? Va beh, intanto sale in camera sua e si accorge che manca una camicia, poi arriva l’immancabile Edward che sniffa in giro e l’informa che un vampiro sconosciuto si è introdotto nottetempo in casa sua, mentre Charlie dormiva, e ha portato via della roba.
Ecco, la sfiga di Bella e le sue irresistibili attrattive nei confronti di chi la vuole morta tornano alla ribalta.

Edward chiama i soccorsi.
Parlò così velocemente che non capii le parole. Non impiegò più di mezzo minuto.
Se avete immaginato la scena come ho fatto io, starete ancora ridendo. Se non l’avete fatto, posso suggerirvi una canzone a caso di Alvin e i Chipmunks?

Alla fine si mettono d’accordo e la famiglia Cullen decide di indagare sul misterioso intruso e le sue losche mire, mentre Ed e Jake organizzano una tregua tra vampiri e licantropi per coordinare gli sforzi. Il tutto col telefono di casa, perché nessuno a Forks ha un cazzo di cellulare.
Poi, quando Edward se ne va, arriva Jacob che annusa in giro a sua volta per riconoscere l’odore dell’intruso, dopodiché chiacchiera con Bella, lavano i piatti insieme e ricompongono la frattura dopo l’ultima litigata. Fatica sprecata, perché mentre Bella l’informa che verrà vampirizzata dopo la Maturità, Jake si taglia rompendo un piatto per la rinnovata stizza.

Per essere una che se la spassa coi morti, e non vede l’ora di succhiare sangue dalla giugulare di un mammifero a caso, Bella sbianca e ci manca pochissimo che svenga per un semplice taglio. Jake la rassicura e le mostra che la ferita sta già guarendo, infatti alla fine della conversazione è già rimarginata del tutto. Dalla via che c’è, la invita a La Push, ma lei deve sempre chiedere il permesso a Edward, così Jake coglie nel segno.
«Sai, l’altro giorno ho letto un articolo sul controllo degli adolescenti, sulle relazioni clandestine e...».
Bella tergiversa, piccata ma punta sul vivo. Così, prima di andarsene, Jake la stuzzica strappandole la promessa di chiedere a Edward il permesso di andare a giocare con lui.

Solito cambio di scena, esce Jake ed entra Edward. Sembra la Commedia dell’Arte, giuro! E lo fanno anche apposta perché non sopportano l’uno l’odore dell’altro, ma anche perché sono due maschietti con gli ormoni che cantano a cappella.
La coppietta, di nuovo riunita di fronte al pericolo, chiacchiera e prova a fare uno più uno. Secondo i Cullen, gli omicidi di Seattle sono opera di vampiri Neonati e affamati. Però il misterioso intruso, i soliti noti che vogliono Bella morta, hm... no, per loro non ha senso e perciò non vengono a capo di nulla. La nocciolina fa toc-toc nel cervello, ma neanche una scintilla. Tutti hanno già dimenticato le incursioni di Victoria all’inizio del libro, notare prego.

Colto però da improvvisa magnanimità, e anche perché c’è una tregua in corso coi licantropi, Edward permette a Bella – in via del tutto eccezionale – di andare da Jacob a La Push per la festa di cui si favoleggiava all’inizio e che io ormai ritenevo già passata e persa da un pezzo, visto che siamo circa a metà libro, invece fa ancora in tempo perché - ricordiamolo - il tempo a Forks procede a buffo. Però insiste per accompagnarla almeno al confine con la riserva, ma prima di lasciarla salire in moto - anche Ed si è moto-munito, e la sua è tanto grossa quanto tamarra e sborona - le calca un casco in testa, le infila una giacca da motociclista, e ci mancano solo ginocchiere e quant’altro prima che questa parta vestita da Bibendum e al luogo dell’incontro venga passata a mo’ di staffetta da Edward a Jacob - sempre in moto - con le raccomandazioni del caso, tipo: “guidate piano”, “non bevete” e “non fate tardi”. Bella saluta Mamma Ed e parte con Jake.

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giovedì 18 marzo 2010

Eclipse, il Bignami 5 di 15

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Mentre Bella è ospite dei Cullen, arriva una botta di vita inaspettata.

Quella sera, Rosalie bussa alla sua porta; vuole parlare con lei, raccontarle la sua storia nella speranza di convincerla a non andare oltre, e spiegarle perché è contraria al suo desiderio di essere trasformata.
«Ti va di ascoltare la mia storia, Bella? Non ha un lieto fine... Del resto, quale fra le nostre ce l’ha? Se ci fosse stato un lieto fine, a quest’ora saremmo tutti sotto terra».
Un incipit molto mortaccino, non c’è che dire. Probabilmente la frase più bella di tutto il libro, nonché condivisibile da ogni lettore di buon gusto che si sia sciroppato la saga almeno fino a questo punto.
    Il padre di Rose era un bancario e la famiglia se la passava bene, ma volevano di più. Un matrimonio importante e imparentarsi col proprietario della banca, per esempio.
    Ora, caso volle che Rose fosse molto bella, frivola e vanitosa, e che il capo di suo padre avesse un figlio prestante e belloccio, un rubacuori che a lei sembrava il Principe Azzurro delle favole, niente meno.
    Però, però. Qualcosa stonava a Rose, perché la sua amica Vera, sposata a un poveraccio – e quindi sfanculata dalla famiglia – era molto più felice di lei, innamorata persa e riamata con egual trasporto, pur nella povertà e con un figlio a carico, mentre lei non era così soddisfatta come si sarebbe aspettata.
    Infatti, il presentimento che la sua vita non fosse tutta rose e fiori fece il botto la sera in cui incontrò il suo promesso sposo intento a far baccano in mezzo alla via con una banda di amici ubriachi come Boris Yeltsin, che in quelle virtuose condizioni la stuprarono ripetutamente portandola in fin di vita.
No, non è che la Meyer (che è puritana come una suora mormone e più gallina di un pollaio) lo dica esplicitamente, ma filtra dalle righe come un peto sulle corde d’un arpa. Tipo l’accenno alla gonna intrisa di sangue e l’impossibilità di tirarsi su a sedere.
    Casualmente, di li passarono due vampiri. Ossia, Carlisle e Edward. Il primo decise di salvarla, mentre il secondo avrebbe preferito grattarsi il culo con un’istrice. Però Carlisle era il capo, e infatti la salvarono.
Ora, se voi foste una delicata ragazza promessa al vostro incantevole sposo e da lui veniste violentata a morte con tanto di compari d’anello, dopodiché qualcuno avesse la buonagrazia di farvi diventare un vampiro, che fareste? Probabilmente, quello che fece Rose.
    La notte successiva alla sua trasformazione indossò il suo vestito da sposa e uscì per una notte di sangue durante la quale li ammazzò tutti, lasciando per ultimo il promesso sposo. Dalla sua vendetta però trasse una considerazione amara; non avrebbe mai avuto una famiglia, non sarebbe mai stata madre, e da quel giorno non avrebbe neppure potuto dirsi più umana, perché in quelle notti - prima nel supplizio e poi nella vendetta - si consumò tutta la sua umanità.
Il motivo per cui oggi odia Bella è che la deficiente sta rinunciando volontariamente a tutto ciò che a lei è stato strappato con la forza, quello che ha perso e rimpianto per tutta la sua esistenza. Secondo Rosalie, la cretina non capisce quello che si lascerà indietro e che non tornerà mai più, che la vita è più preziosa della morte e così via. Tutto questo per uno stupido sogno d’immortalità e super poteri, un’idea imbecille della “romantica esistenza dei cadaveri” che nasce da un’impressione deviata e superficiale di ciò che è un vampiro.

Caspita, un buon motivo in più, devo dire. Io la odio perché è un personaggio di merda, detestabile sotto molteplici punti di vista, ecc. ma Rosalie ha colto nel segno, è proprio un fungirl, una groupie col cervello di un girino.

Bella, senza perdere tempo a pensare – come al solito – conferma immediatamente la bassa opinione che Rosalie ha di lei esclamando che, appunto; non si rende conto di quanto sarebbe figo diventare una succhia sangue super forte e super bella e vivere per sempre col suo amore di gesso?

Rosalie se ne va, probabilmente a dare delle craniate al muro di camera sua, avendo capito che non c’è modo di farla ragionare su binari logici e di buon senso. Cavar sangue da quella rapa non riuscirebbe neppure a un vampiro armato di una massiccia buona volontà.

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martedì 16 marzo 2010

Eclipse, il Bignami 4 di 15

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Lasciata La Push, Bella va a trovare la sua amica Angela e nota la macchina di Edward che la segue. Un amore di ragazzo, così affezionato e per nulla ossessivo. Sbrigate le quattro inutili chiacchiere con l’amica, mentre pensa a quello stalker del suo moroso, Bella torna a casa e lo trova in camera sua dove le pianta una scenata con tanto di predica.
Ovviamente lui era lì. Appoggiato alla parete di fronte a me, nell’ombra, accanto alla finestra aperta. La sua espressione era dura, la postura tesa. Mi fissava silenzioso.
Rabbrividii, aspettandomi un fiume di parole che non arrivò. Non smetteva di fissarmi, forse era troppo arrabbiato per parlare.
«Ciao», dissi finalmente.
Il suo viso sembrava scolpito nella roccia. Contai fino a cento dentro di me, ma non cambiò espressione.
«Ehm... guarda un po’, sono ancora viva», abbozzai.
Un ruggito cupo risuonò nel suo petto, senza che cambiasse espressione.
«Non si è fatto male nessuno», insistetti scrollando le spalle.
Si mosse. A occhi chiusi, si chiuse le narici con le dita della mano destra.
«Bella», sussurrò. «Hai idea di quanto sono stato vicino a superare il confine oggi? A infrangere il patto per venirti a cercare? Sai che conseguenze ci sarebbero state?».
Ecco che usa il senso di colpa per manipolarla, come al solito.

NOTA: l’immagine di lui che si tura il naso è ridicola, suppongo l’abbia stretto all’altezza degli occhi con espressione corrucciata, ma che il traduttore abbia preso una via inconscia, sopraffatto da cotanta merda.

Boccheggiai e lui aprì gli occhi: freddi e duri come la notte.
Bingo!
«Non puoi!», dissi a voce troppo alta. Cercai di abbassarla per non insospettire Charlie, ma avrei voluto gridare. «Edward, per loro ogni scusa è buona per uno scontro. Non vedono l’ora. Non devi mai violare le regole!».
Non solo ci riesce, ma la fa anche preoccupare inutilmente per sé. Grande.
«Forse non sono gli unici a cercare uno scontro».
«Non cominciare», sbottai, «voi avete stretto il patto, voi lo rispettate».
«Se ti avesse fatto del male...».
«Basta!», lo interruppi. «Non c’è niente di cui preoccuparsi. Jacob non è pericoloso».
... ma ecco che tira troppo la corda.
«Bella». Alzò gli occhi al cielo. «Tu non sei esattamente il miglior giudice per dire che cosa è pericoloso e cosa non lo è».
Prenderla per il culo e sminuirla con tono paternalistico? Hm, non funzionerà.
«Di Jake non devo preoccuparmi. E neanche tu».
Infatti.
Serrò i denti, aveva le mani chiuse a pugno sui fianchi e restava in piedi contro il muro. Era odioso che mantenesse le distanze.
Appunto.
Respirai a fondo e attraversai la stanza. Non si mosse quando lo abbracciai.
Cosa!?
Rispetto al caldo del tardo sole pomeridiano che entrava dalla finestra, la sua pelle era di ghiaccio. Anche lui sembrava di ghiaccio, gelido com’era.
«Mi dispiace averti messo in ansia», farfugliai.
No... ma è un genio!

Col semplice broncio - e un atteggiamento da pezzo di merda - riesce a fare in modo che sia lei a chiedere scusa? Geniale, non c’è che dire. Promosso dal reato di stalking a quello di circonvenzione d’incapace. A pieni voti!

Segue discorso affettuoso ma pur sempre manipolatorio per garantirle che l’ama ancora. Lei si commuove addirittura per la sua apprensione. Poi coccole, strusciamenti e limonamenti. Pace fatta e così via, senonché quando lui riparte – questa volta per davvero – la fa “rapire” da Alice per tutto il week end.

Oh, atroce sofferenza, un pigiama party a casa della migliore amica!

Sì, lo chiamano davvero così, fatevene una ragione, hanno un’età complessiva indefinibile tra i 18 e i 100 anni, ma non si è mai troppo galline per certe cose. A Charlie poi basterebbe questa scusa per convincersi, ma quando gli dicono che Edward è fuori città, manca poco che si offra di farle la borsa per il fine settimana.

A casa Cullen procede tutto bene, Edward è partito davvero ma ha fatto mettere un letto in camera sua, visto che i vampiri non dormono ma gli umani sì, così Bella potrà arrotolarcisi dalla gatta morta che è e sognare il suo amore di gesso.

Qui però devo rubarvi un attimo per dire che questo dettaglio mi fa impazzire: non solo campi a tempo indeterminato, ma non puoi farti nemmeno un pisolino se ti annoi. Che modo insulso di essere immortali è mai questo? Secondo me questa stronzata serviva alla Meyer per giustificare la perpetua presenza di Edward in camera di Bella ad ogni ora del giorno e della notte, tutto lì. Poi ditemi se sbaglio a pensare che sia un maniaco (e la Meyer una deviata mentale). Va beh, comunque mi è passata, perciò fine sfogo.

Intanto però abbiamo finito. Per oggi.

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domenica 14 marzo 2010

Eclipse, il Bignami 3 di 15

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Dopo aver scoperto di essere stata trattata come una lattante, di non poter vedere chi vuole o decidere per se stessa, Bella che fa? La pace!

Rendiamoci conto, una tale derelitta è pronta anche a farsi vestire da Titty e lasciarsi frustare con un gatto a nove code, purché lo impugni Edward. Infatti lui parte per l’ennesima battuta di caccia al puma, e lei, preoccupata a morte che una palla di pelo gli vada di traverso, se ne esce con una considerazione che dovete leggere per crederci.
E, guarda un po’, oltre ad essere nella lista delle specie a rischio di estinzione, c’erano preoccupazioni quasi altrettanto pressanti su cui concentrarmi...
Alla fine lui parte comunque, così non le resta che fare l’idiota coraggiosa e farsi scappare un’altra inimitabile massima.
«Vai e divertiti», gli avevo detto. «Prendi qualche puma anche per me».
Interessante, no? Per quanto conosca il concetto di estinzione, sa applicarlo esclusivamente “a cazzo”. Chi se ne frega dei puma! In fondo è un po’ come andare a funghi, no? Non fai male a nessuno, e poi sono altrettanto infestanti.

Approfittando dell’assenza di Edward, Bella decide di punto in bianco di andarsene da Jacob. E tanti saluti. Che è successo, le sono scesi improvvisamente i testicoli? Impossibile, è una femmina. Magari la spina dorsale è ricresciuta. Beh, menomale. Adesso però portate pazienza, perché vi tocca un dialogo tra Bella e Jacob.
«Sai che Sam ce l’ha con te?».
«Con me?». Mi ci volle un po’ per realizzarlo. «Oh, ci credo. È convinto che non sarebbero tornati se non ci fossi stata io».
«No. Non è per questo».
«Allora qual è il problema?».
Jacob si piegò in basso per raccogliere un’altra pietra. Se la rigirò tra le dita; i suoi occhi rimasero inchiodati sul sasso nero, mentre parlava a voce bassa.
«Quando Sam ha visto... come stavi all’inizio, quando Billy gli ha spiegato della preoccupazione di Charlie perché non ti riprendevi, quando poi hai iniziato a tuffarti dagli scogli...».
Cambiai espressione. Per nessuna ragione avrei mai dimenticato quel periodo.
Gli occhi di Jacob lampeggiarono nei miei. «Pensava che tu fossi l’unica persona al mondo con il suo stesso diritto di odiare i Cullen. Sam si sente... tradito, perché hai permesso loro di tornare nella tua vita come se non ti avessero mai fatto del male».
Non credetti neanche per un secondo che Sam fosse l’unico a sentirsi in quel modo. E l’acidità della mia voce adesso era diretta a entrambi.
«Puoi dire a Sam di andare direttamente a...».
«Guarda», m’interruppe Jacob, indicando un aquila che scendeva in picchiata verso l’oceano da un’altezza incredibile. All’ultimo minuto, riprese il controllo e con i soli artigli, per una frazione di secondo, ruppe la superficie delle onde. Poi volò lontano, sbattendo forte le ali per opporsi al peso del grosso pesce che aveva afferrato.
«È così dappertutto», disse Jacob con voce improvvisamente distante. «Questa è la natura: preda e cacciatore, il ciclo infinito della vita e della morte».
Non capivo il senso di quella lezione di biologia; pensai che stesse cercando di cambiare argomento. Ma poi mi guardò con quel sarcasmo nero negli occhi.
«Non vedrai mai il pesce che cerca di schioccare un bacio all’aquila. Mai». Sorrise beffardo.
Gli risposi accennando un sorriso, ma in bocca sentivo ancora il sapore acido. «Magari il pesce ci stava provando», suggerii. «È difficile capire cosa pensano i pesci. In fondo le aquile sono animali molto belli, no?».
«Tutto qui?». La sua voce si fece improvvisamente più tagliente. «È soltanto questione di bellezza?».
Il discorso va per le lunghe, ma ormai Bella c’è cascata, s’è lasciata scappare la sua superficialità. Sì, poi si ostina a dire che non è solo quello, che lui l’ama, che loro si amano, che tutto è meraviglioso, perché lo dice lei e basta. Ma come al solito, quando scrive la Meyer, i fatti non supportano le affermazioni. Dopotutto lei è stata mollata come una merda dall’oggi al giovedì, e da quando lui è tornato ne controlla ogni movimento. Eh sì, è proprio amore, non si tratterà di controllo tra un vecchio e una ragazzina, no no.
Il fatto è che lei è cocciuta, ma testona forte, non le entra in testa neanche l’ossigeno necessario a far girare quelle due rotelle inutili. Ama Edward perché è bellissimo, perché è bello, bello, bello in modo assurdo. Ma se glielo fai notare, allora no, il suo amore è articolato e complesso. Già, come una salvietta.

Intanto, tra un’irritante prugnata e l’altra, Jake la informa che anche Quill è diventato un licantropo, e le racconta di come Sam fu il primo a trasformarsi, da solo, quando nessuno sapeva come stesse succedendo. Poi uno degli Anziani capì e radunò il Consiglio per aiutarlo.
Descrivendo la drammatica esperienza di Sam in preda alle metamorfosi incontrollabili e all’impossibilità di vivere una vita normale, gli scappa detto che i licantropi non invecchiano, e Bella da di matto.
Sembra che dell’intera storia abbia sentito solo quello che faceva comodo a lei. Fanculo se il poveretto ha sofferto come una merda, in questa cazzo di cittadina sono tutti immortali tranne lei, e questo la manda in bestia! Che c’è, avete scordato la leggendaria empatia di Bella, la sua tendenza a pensare sempre agli altri a mai a se stessa? Bene, da un libro all’altro non è cambiata ‘manco per il ciufolo.

Quando si calma, Jake le racconta una delle cose più comiche, ridicole e umilianti che la Meyer potesse inventarsi: l’Imprinting. No, non c’entra Konrad Lorenz né le sue oche, si parla sempre di lupi mannari.

La storia è questa: all’epoca in cui Sam si trasformò stava con Leah Clearwater, ma quando conobbe Emily, la cugina di Leah, gli partì un embolo che faceva la spola dalle gonadi al cervello come neanche una pallina a Wimbledon, così mollò l’innamorata storica per mettersi con quella appena incontrata. Una tempesta ormonale improvvisa, una prematura crisi di mezz’età, un colpo di fulmine a cui l’alta tensione fa un baffo. Chiamatelo come volete, ma l’Imprinting tra mannari lascia il senso materno delle galline con un palmo di becco.
Gli anziani riconobbero in questo l’antica leggenda, appunto, dell’Imprinting – ma guarda te – ossia la scelta istintiva del partner che si verificava anticamente tra licantropi. Un fenomeno rarissimo e potente, mediante il quale un lupo si lega a un essere umano per esserne il compagno per la vita. E ‘fanculo al resto.
Ora, per quanto rara, la cosa è capitata di nuovo, tra Jared e Kim. Perciò - col culo comprensibilmente stretto - Bella chiede a Jacob se sia capitato anche a lui, ma quando Jake le dice di no, tira un sospiro di sollievo che l’alza da terra.
Soddisfatta, si mette d’accordo con lui per vedersi la prossima volta che Edward è fuori città a sterminare specie in via d’estinzione, magari quando ha voglia di cinese e se ne va allo zoo ia farsi un piatto di panda.

Continua...

mercoledì 10 marzo 2010

Eclipse, il Bignami 2 di 15

4 commenti
Bella e Edward sono di ritorno dalla Florida.

No, non vi siete persi un capitolo, la descrizione del viaggio non c’è proprio. Questi saltano dalla frignante bisticciata al rientro dalle ferie. Così, a buffo. Va beh... comunque Bella racconta com’è andata, giusto per non farci sentire dei cretini se stiamo ancora qui a leggere. Renée, la madre, ha notato che Bella pende dalle labbra di Edward come la bava dalla bocca di un mastino. Lei abbozza.
A parte le preoccupazioni per me sembrava felice. Soddisfatta. Guardava ancora Phil con occhi da pesce lesso, il che era confortante. Di certo la sua vita era ricca e appagante. Non avrebbe sentito la mia mancanza più di tanto, nemmeno dopo.
Decidete voi se è peggio il pensiero che esprime sull’importanza che la sua morte avrà per sua madre, e magari l’empatia che dimostra nei confronti della stessa, oppure il fatto che si permetta di dare degli “occhi da pesce lesso” a qualcuno che non sia lei. Sembra il “raccontiamocela” di un suicida che cerca giustificazioni al suo comportamento.

Appena rientrata a casa scopre che Jake l’ha cercata tutto il giorno, e quando lo sente al telefono la chiamata dura un petosecondo, così si domanda cosa volesse davvero.
Intanto la Meyer ci ricorda che a Forks il tempo marcia a buffo, così Bella attacca a cucinare e a prepararsi per la lezione dell’indomani, alla faccia del jet-lag e del faticoso viaggio coast to coast dalla Florida, dove sono stati tre giorni con Edward che schivava il sole come come una blatta, stava chiuso in casa o si muoveva nell’ombra passando sempre più per il pervertito che è; ma non per Bella, che ha la capacità di giudizio di una gallina in brodo.
Comunque, tutta quella noce di cervello che ha è impegnata a riflettere sulla brevissima telefonata di Jacob, che le ha chiesto se la mattina dopo sarebbe stata a scuola. Ah, lei non ci dorme la notte! Che avrà voluto dire?

Contro ogni previsione, l’indomani Jacob è lì che l’aspetta davanti a scuola. No, chi l’avrebbe mai detto! E questo, vi assicuro, è il tenore dei colpi di scena che vi toccheranno da qui in avanti.

Jake vuole parlare con Edward a proposito di qualcosa che è successo e che coinvolge Bella, perciò è lì per informare entrambi. Tuttavia pare che Ed lo sapesse già, ma non vuole che Bella sappia. Cosa? Vediamo.
«Ora vattene». Edward lo interruppe a metà frase e il suo viso si fece improvvisamente spaventoso. Per un secondo, sembrò un... vampiro. Fulminò Jacob con uno sguardo pieno d’odio e sfacciata cattiveria.
Beh, un secondo da vampiro per quattro volumi di insostenibile saga, non è male. Voi che dite? Intanto, come al solito, Bella ci mette quella comoda mezz’ora per scendere giù dal pero e capire cosa sta succedendo, ossia che il suo amoruccio le nasconde qualcosa. Ovviamente si tratta di Victoria, che è sempre in agguato e che sia lupi che vampiri si sono fatti ripetutamente scappare, rischiando anche di venire alle mani tra loro (e sai che segreto, prevedibile come il mal di testa dopo aver bevuto una granita col naso).

Questo però spiega la smania di Edward nel voler conoscere la suocera: sapeva già tutto ma non voleva raccontarlo a quella sfigata della morosa.

Lì attorno, i ragazzi guardano Edward e Jacob che si fronteggiano, domandandosi se stiano per darsele come due canguri. Partono le scommesse nella speranza che prima o poi si pestino di buona volontà, così c’è chi punta sull’uno o sull’altro. Sì, ma non scherzo. Sembra una battuta, eppure...
Alcuni erano fermi sul marciapiedi, con gli occhi luccicanti d’attesa. Forse speravano che scoppiasse una rissa, tanto per alleviare la noia del lunedì mattina. Vidi Tyler Crowley dare di gomito ad Austin Marks, ed entrambi si fermarono a osservare. […] Molti studenti si erano raggruppati dietro Tyler e Austin, vidi Mike accanto a Ben: appoggiava una mano alla sua spalla, come per trattenerlo.
Quello che conta però è il confronto tra Jacob e Edward, con quest'ultimo che riesce a risultare più sgradevole e prepotente del solito, lui che ha il controllo di tutto tranne che delle sue defunte funzioni intestinali. Poi Jacob pensa a quando Bella era stata lasciata da Edward, sola a derelitta nella foresta come Cappuccetto Emo, e il moroso fa una smorfia di dolore. Allora lei – che è stupida come una salvietta, ricordiamolo – ne prende le difese contro il brutto lupo cattivo che vuole metterlo davanti a ciò che ha fatto.
Prima di essere interrotti dal Preside che li vuole in classe, Jake fa in tempo a dirle che sente la sua mancanza, e anche Bella accenna al fatto che le piacerebbe rivederlo, frequentare chi le pare e non dover sottostare alla tabella di marcia di Edward, che ormai gestisce anche le sue funzioni intestinali.

    «No, Bella. Non puoi fare la cacca nell’intervallo, è troppo pericoloso! Meglio che te la tenga fino a casa», disse suadente, mentre affogavo nei suoi occhi.
    «Sì, Edward. Va bene, Edward», annuii dandogli la zampa.

    Bella morì di costipazione prima dell’ultima ora. L’autopsia evidenziò una massa di coproliti vecchi di settimane.

    Fine!

Ah, magari! Invece siamo solo all’inizio, fatevi forza.

Continua...

lunedì 8 marzo 2010

Eclipse, il Bignami 1 di 15

7 commenti
Riassunto delle puntate precedenti.
Bella ama Edward. Lui è un vampiro incrociato con una fatina, lei un imbecille di razza purissima. Il loro amore è contrastato da chi vuole uccidere Bella, ossia tutti, e dai sentimenti da gatta morta che lei prova per Jacob, gran bel pezzo di licantropo che però non riesce a distrarla dal fascino discreto della salma. Da quando Edward e la sua famiglia hanno ucciso James, un innocente vampiro che voleva succhiarsi Bella come un fruttino, la deficiente è perseguitata dalla sua compagna, Victoria, che vuole vendicarsi di Edward trasformando Bella in un piatto di carne alla tartara. Convinto di sottrarla al pericolo, Edward la molla come una scoreggia in piscina, ma ha sottovalutato la natura emo della sua fidanzata che tenta innocentemente di affogarsi nel Pacifico. Fallendo, per altro. Un malinteso fa sì che lui la creda morta, così parte per l’Italia con lo scopo di farsi ammazzare dai più potenti vampiri del pianeta e scatenare una faida tra loro e la sua famiglia. Non ho mai detto che anche lui fosse una volpe, eh. Per culo o per sfiga, Bella e Alice arrivano in tempo per salvarlo, ma i super vampiri – che non hanno un accipotta di meglio da fare – vogliono che anche lei diventi vampira (tranne uno che si accontenterebbe di vederla morta), così strappano ai nostri eroi la promessa di trasformarla entro un tempo limite, altrimenti renderanno irreversibile il loro stato di cadaveri.

Il nuovo volume della saga parte esattamente da dove partono tutti, una situazione di pericolo che è un prossimamente del merdaio in cui si andrà a intrufolare la nostra Bella. E posso io negarvi cotanto Prologo? Giammai!
Ogni nostro sforzo di ingannarli si era dimostrato inutile.
Con il cuore ghiacciato, lo guardai mentre si preparava a difendermi. La sua concentrazione intensa non tradiva ombre di incertezza, malgrado fosse in svantaggio numerico. Sapevo che nessun altro poteva aiutarci: in quel momento la sua famiglia stava combattendo per la propria vita, come lui per le nostre.
Sarei mai riuscita a conoscere l’esito dell’altro combattimento? Scoprire chi aveva vinto e chi perso? Sarei sopravvissuta abbastanza a lungo?
Le probabilità non erano così alte.
Due occhi neri, imbestialiti dal desiderio implacabile della mia morte, aspettavano di cogliere in fallo il mio protettore. Aspettavano il momento giusto per uccidermi.
Da qualche parte, lontano, nel cuore della foresta fredda, un lupo ululò.
Sì, ma non fatevi illusioni, tutta l’azione promessa arriverà con comodo, dilazionata in pagine e pagine di inutili ciance. E poi, “azione”? Va beh, fatemi stare zitto che devo raccontare per ordine.

Bella è in punizione per essere scappata in Italia senza permesso, aver guidato una moto e tentato di ammazzarsi nei modi più cretini che le saltapicchiassero in mente. Una terribile ingiustizia, secondo lei. Un peccato che non ce l’abbia fatta, secondo me. Anche Edward è d’accordo con lei, ma siccome non ha ben chiaro il concetto di ingiustizia (forse crede si tratti di una marca di gel per capelli) le proibisce di frequentare Jacob, l’amico licantropo che l’ha sostenuta e aiutata quando lui l’ha mollata come sapete cosa, adducendo la scusa che è troppo pericoloso. Invece limonare ripetutamente con un vampiro è un’attività sicura che l’Associazione Medici Dentisti invita a praticare tutte le sere prima di andare a letto. In fondo il vampiro è il peggior nemico della placca, è risaputo.
Nel frattempo si nota un’atrofia nella spina dorsale di Bella, che è inviperita col padre che pretende un coprifuoco, visto che la figlia è idiota come una tazza col buco, ma non dice nulla se Edward le impedisce di vedere il suo migliore amico, sceglie per lei l’università che dovrà frequentare o stabilisce anche i turni in cui può respirare e quando no. Inebetita dall’averlo accanto, l’oca accetta tutto.

Quando ricominciano a uscire insieme, Bella vorrebbe andare per gradi. Magari una passeggiata, un film... ma non a Seattle, perché da quelle parte la gente sta cadendo come mosche per colpa di un misterioso killer, però restano Olympia o altre città vicine. Edward ha un’idea migliore: la Florida. Però Bella non ha voglia di andare a trovare sua madre, un po’ perché sa che presto diventerà una vampira e non vuole pensare alla famiglia che si lascia alle spalle, ma anche perché una volta lì potrebbe non trovare il modo di infrattarsi col suo moroso e continuare le sue cure odontoiatriche. Inoltre alla Riserva di La Push ci sarà una festa, e Bella vorrebbe andarci per vedere il suo amico Jacob.
Edward però ne sa una più del diavolo: racconta a Bella che i suoi genitori le hanno regalato due biglietti – guarda te – per la Florida, così la convince a farsi dare il permesso da Charlie per partire, usando anche dei trucchetti da manuale. Però non dovete credermi sulla parola, vediamo il dettaglio.
«Cosa ti è saltato in mente?», domandai.
«So che ci tieni a rivedere tua madre, Bella... Hai parlato di lei nel sonno. Con una certa preoccupazione».
«Davvero?».
E lei se la beve.

Charlie vorrebbe che la figlia facesse la pace col suo amico Jacob, andasse alla festa e vivesse – insomma – come una ragazza della sua età. Naturalmente, all’idea che Bella attraversi il Paese da sola con Edward – anche se per andare a trovare sua madre – scatta l’istinto paterno. Come da manuale, di fronte a un’imposizione paterna, la figlia si ribella e il poveruomo prende tanti di quei nomi che neanche in un battesimo di massa.
Per consolarla, il moroso vampiro – che, ricordiamocelo, è un laido centenario – accenna al fatto che la raggiungerà in camera sua entrando dalla finestra, in barba al padre della ragazza e ai precetti morali che pantomima di seguire e ritenere fondamentali. Lei si sdilinquisce e accetta estasiata.
È fatta, Edward ha vinto e la coppia partirà.
Tuttavia, prima della partenza, un’improvviso rigurgito di personalità spinge Bella a tentare di raggiungere Jacob anche senza il permesso di Edward, ma lui la precede e stacca un pezzo dal motore del suo pick-up impedendole di andare da lui. Il motivo pare sia il fatto che Alice aveva perso di vista il suo futuro, visto che non può vedere quello dei licantropi né delle persone che gli stanno intorno. In ragione di ciò, Ed decide che è troppo pericoloso permettere ad altri di gestire la vita di Bella al posto suo. Poi, per non passare per cattivo, fa un po’ la lagna:
«Chiudi la finestra se vuoi che stanotte me ne stia lontano. Capirò», mi sussurrò appena prima che sbattessi la portiera.
E la cretina, dopo un nanosecondo di stizza, va in camera e apre la finestra.

Continua...
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