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“Dark Shadows” (Tim Burton, 2012).
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Sembrano lontani i tempi in cui si usciva dal cinema pienamente soddisfatti dopo la visione di un suo film, eppure non si può dire – in tutta onestà – che si sia messo a girare Lammerda© com’è capitato ad altri suoi colleghi. Più che altro questo Dark Shadow è un simpatico cabaret, una rivista in costume nella quale Burton fa finta di tornare ai suoi temi cupi originali e Johnny Depp gigioneggia da capocomico. Non brutto, ma neppure un capolavoro. Tiepido. Chi ha detto insignificante? No, sarà stato uno spiffero.
Prima di venire al cineracconto però voglio sottoporvi brevemente una manche di Sosia accazzo in tema con questo film, poi ditemi voi se non è azzeccato. Io ho pensato a Rheon nell’esatto istante in cui ho visto la faccia di Depp truccata come una maschera kabuki. Giuro.
ATTENZIONE: segue cineracconto con tanti di quegli spoiler che ne avrete visti altrettanti solo sugli aerei di linea o sull’auto di un tamarro, perciò siete avvertiti e invitati a non venite a piangnucolare perché il blogger cattivo vi ha rovinato la sorpresa. Gne gne gne!

