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| La copertina di 2MMN è opera mia. |
Ho già parlato
QUI e
QUI di
Due Minuti a Mezzanotte, la round-robin super eroistica firmata
Alessandro “Alex McNab” Girola a cui ho partecipato l’anno scorso, quindi rieccomi a scrivere di
Nativity, la seconda stagione alla quale non ho saputo resistere. L’altra volta ho partecipato come riservista, questa volta invece, entusiasta e ben memore dell’esperienza precedente, ho dato la mia disponibilità fin da subito e oggi è uscito il
Capitolo 10 scritto con le mie mani. Sì, perché con
2MM e con
Nativity (o
2MMN), ci si diverte. Non solo a scriverla, ma anche a leggerla. Quest’anno poi è stata varata anche la bellissima iniziativa del backstage, ossia il post sul come e il perché si è scritto quello che si è scritto e così via. Già, proprio come sui DVD, avrete i vostri dietro le quinte col
making-of, perciò rispetto la nuova tradizione e faccio subito la mia parte.
In tutta onestà, non ero sicuro di cosa avrei scritto prima di un paio di settimane fa, così mi sono riletto tutti i capitoli valutando i vari spunti a disposizione. Alla fine però ho risposto al richiamo degli “antichi” affetti. Infatti nella stagione precedente mi sono occupato di
Ammit, affascinato dal personaggio creato da
Matteo Poropat sin dalla sua prima apparizione nel
Capitolo 20, così ho voluto darle un ruolo da protagonista nella resa dei conti finale. La palla è stata poi magnificamente raccolta nell’
Ultimo Capitolo da
Angelo Benuzzi, che ne ha fatto un evento globale degno di un finale di stagione col botto, in tutti i sensi.
Ammit è morta, lunga vita ad Ammit!
La mia infatuazione però non si è spenta con la sua dipartita. Anzi, tra la prima e la seconda stagione di
2MM, ho rimuginato su vari stratagemmi per introdurre una sua eredità in
Nativity, finché leggendo il
Capitolo 2 di
Giovanni Grotto non mi si sono illuminati gli occhi nello scoprire che qualcun altro ci aveva pensato. Perfetto, in qualche modo dovevo mettere mano ai
Figli di Ammit e dare il mio contributo alla
Causa. In seguito, quando nel
Capitolo 4 si è palesato un
Grande Toth multitasking come una colonia di formiche online, ho capito che questi due andavano messi insieme, come il
Mastro di Chiavi e il
Guardia di Porta.
Di fronte all’ascesa di Whael, i fedeli di Isabelle non potevano starsene con le mani in mano. Se poi ci aggiungete quanto sia morta incazzata nei confronti del marito e tutto il resto – proprio mentre la sua mente era in contatto con tutti – capirete il perché di questa vendetta (che, come ho letto recentemente su Facebook, non è un piatto da servire freddo ma da spaccare in fronte). Ecco quindi la necessità di colpire duro, a partire da Heavy Rain e l’ambizioso progetto di rinverdire il Sahara come un giardino trascurato (era necessario abbattere un simbolo), fino alla devastazione delle Baraccopoli con lo scopo di tagliare le gambe al Progetto Girini e punire l’eretica arroganza del Presidente. Il resto invece è nelle mani di chi vorrà prendere la palla che ho lanciato e continuare il gioco a modo suo. Per loro ho solo poche indicazioni o consigli.
I nuovi Super, ma chi sono?
Inizialmente volevo usare solo
Vayu, ma documentandomi sul dio indiano dei venti da cui prende il nome ho scoperto che fa parte dei
Lokapāla o
Guardiani del Mondo, è stato quindi – capirete – colpo di fulmine. Da lì è nata l’idea di un corpo speciale dei
Figli di Ammit, fedelissimi alla
Dea e diretti sottoposti di
Ram Dao. Sbirciando le varie formazioni dei
Lokapāla – che variano in base alla tradizione induista, buddista, ecc. – ho scovato
Agni, divinità del fuoco perfetta per i miei scopi.
Per chi verrà dopo e vorrà farne uso, ho lasciato aperta quella porta: «I Lokapāla, i Guardiani del Mondo,
erano su suolo egiziano. Ram Dao li aveva scelti personalmente, la sua élite tra i Figli di Ammit.
Due di loro erano già all’opera, iniziando la Vendetta della Dea».
Un consiglio, i
Figli di Ammit sono una setta “deviata”, pertanto, anche se io ho seguito la linea induista, questo non vi obbliga a fare lo stesso, perciò se doveste trovare una divinità più adatta ai vostri scopi nelle altre formazioni, non credo dovreste farvene un problema. Oppure potete infischiarvene e non farne apparire altri, lasciando tutto nelle mani di
Vayu e
Agni.
Adesso però parliamo dei miei ragazzi, anche se tutto quello che c’è da sapere su di loro è in quelle poche righe che li caratterizzano.
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| Vayu è interpretato da Arya. |
Vayu è di buona famiglia, ha avuto un’educazione occidentale di alto livello, è colto ed è uno sbruffone. Quando dice che avrebbe potuto fare questo e quello a
Heavy Rain probabilmente non mente, ma forse esagera almeno un po’ per eccesso di fiducia in se stesso. Ha un Ego importante, ma io lo immagino anche insicuro. Per esempio, ammetterebbe mai di fronte ai suoi colti amici occidentali di far parte di una setta come questa? Probabilmente proverebbe “imbarazzo”, ma anche se la sua Fede in
Ammit potrebbe non essere così profonda, la sua fedeltà a
Ram Dao – a cui deve il suo potere e l’opportunità di sfoggiarlo – è innegabile. Di nuovo, lo ammetterebbe di fronte alla sua cerchia snob? Oggi come oggi, probabilmente la spazzerebbe via senza degnarli di una risposta.
Agni è l’opposto di
Vayu. Viene da una casta povera, forse è un
Intoccabile, ma questo non l’ho specificato per lasciarvi libertà di manovra. Potrebbe essere stato un servitore, un necroforo, un macellaio o quello che vi pare. Ha una profonda fede in
Ammit e una grande fedeltà verso
Ram Dao, alle quali è grato per l’affrancamento dalla sua precedente condizione più che per il suo potere. L’uso che ne fa è infatti strettamente legato alla volontà di
Ram Dao e agli obbiettivi della setta. Non è un fanatico nel senso comune e violento del termine, perciò anche quando dà alle fiamme una città e i suoi abitanti lo fa con un senso di perdita, ma agisce comunque per uno scopo che ritiene superiore. Viste le sue umili origini non ha mai ricevuto un’educazione superiore, perciò probabilmente parla solo hindi o giusto un po’ di inglese (ma solo nel caso in cui fosse stato il servitore di una famiglia importante, con ospiti o soci stranieri). Questo lo dico perché sarebbe assurdo prendere un ex
paria e farlo parlare fluentemente con gli altri personaggi, visto che prima di questa missione potrebbe non essere mai uscito dall’India (per non dire dalla sua città o villaggio, qualunque esso sia).
Che hai fatto al Grande Toth?
Il
Grande Toth è infine impazzito. L’ho deciso perché era troppo. Troppo forte, troppo onnisciente, troppo ovunque. Troppo. Inizialmente il suo potere consisteva nel creare
Canopi e controllarli come un burattinaio, perciò nel momento in cui è diventato i suoi burattini, intricando i fili delle loro coscienze, uno di questi doveva spezzarsi da qualche parte. Sono curioso di vedere come verrà gestita la follia di
Whael, in questo senso esiste ampia manovra. Ho accennato al fatto che non tutti i
Canopi la pensano allo stesso modo, che altri vogliono una decimazione interna e che ognuno di loro vuole vivere. Lo stesso
Whael originale, nella sua vasca di contenimento, deve essere molto in ansia. Mi piace anche l’idea – anche se l’ho cullata ma non espressa – che questo potere insidioso sia una
Maledizione inflittagli dalla stessa
Isabelle come dono d’addio.
Conclusioni.
Ram Dao doveva vendicare
Ammit, fermare
Whael e rivelare al mondo la sua presenza. Tutti questi elementi si chiamavano tra loro, era solo necessario metterli insieme. Mi auguro di averlo fatto nel modo migliore che spero sia gradito a tutti, soprattutto ai lettori e a chi dovrà prendere in mano questo materiale nei prossimi capitoli.
Solo un’ultima cosa. Siate buoni coi miei ragazzi, sono la gioia di papà.