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lunedì 20 febbraio 2012

Sanscemo: ebbasta!

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Mi sfogo un attimo, portate pazienza. Non ho visto Sanremo né me ne frega niente, ma pare non ci sia modo di evitare di essere perseguitati per giorni da polemiche e cazzi vari. Ora, il motivo per cui non lo guardo è che mi è musicalmente più lontano d’un bramito mesozoico (che peraltro troverei più interessante, però il tempo e lo spazio mi fottono), trovo non faccia nulla per la musica ma tanto per i talk-show, e chiunque dica che il Festival non è solo polemiche, vive su un pianeta dove non lo trasmettono. Detesto il fatto che la RAI chieda soldi per queste vaccate, e ancor di più m’irrita il fatto che le sue produzioni si rivolgano sempre al solito target di pubblico ma il pizzo lo debbano pagare tutti, affinché vengano fatti programmi per alcuni che pagheranno tutti quanti. Ecco, a me del Festival sta sul culo che è proprio come la RAI, tanto nazional-popolare quanto una barzelletta sui Carabinieri, e ugualmente sterile e già sentita, ma che a qualcuno – il target di cui sopra – strappa ancora una risata. Io invece non ci trovo niente da ridere, davvero.

domenica 25 gennaio 2009

Un’idea, il Ministero delle Scuse

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Mettiamoci l’anima in pace, questo governo c’è e ce lo dobbiamo tenere - per lo meno fino al 2011 - però c’è qualcosa che possiamo fare, per arginare i danni causati dalle “carinerie” del Presidente del Consiglio è necessaria una soluzione amministrativa, una diplomazia mirata e preventiva, ecco dunque l’idea: il Ministero delle Scuse.

Sappiamo ormai che, qualunque sia l’occasione o la circostanza (dalla Giornata della Memoria all’insediamento di un nuovo Presidente straniero), Silvio saprà dire la cosa giusta per causare il massimo del danno col minimo dello sforzo, ridicolizzando se stesso, la nazione e quant’altro. È una legge che Murphy c’invidia, e che noi gli renderemmo volentieri. Be’, non possiamo, perché Silvio c’è, ma questa sua ingombrante presenza rende necessaria una misura che ne amministri (perché limitare, pare impossibile) le esternazioni.
Così, ecco uno staff di diplomatici e creativi impegnati nell’anticipare o nell’aggiustare le maldestre battute del cavaliere. Il Ministro delle Scuse non dovrà essere scelto a caso, ma in base a doti di inventiva, prontezza e diplomazia. Sarà in grado di presentarsi con perfetto aplomb (faccia di bronzo) di fronte all’opinione internazionale sostenendo che il Presidente e la Nazione tutta sono profondamente rammaricati per il “malinteso”.

Anzi, in previsione di Accordi Internazionali, G8 e Risoluzioni ONU, il Ministro delle Scuse potrebbe anticipare l’entrate del Presidente del Consiglio e leggere in seguente annuncio:
«Gentili Signori e Signore, Capi di Stato, Ministri e Diplomatici presenti, tra un istante il Presidente del Consiglio, Cavalier Silvio Berlusconi, farà il suo ingresso in questa sala, e con larga probabilità dirà qualcosa d’imbarazzante che farà irritare, stizzire, alterare o imbestialire uno o più degli illustri rappresentanti qui presenti insieme alle relative nazioni.
A nome del Governo italiano, del suo popolo e di quest’Ufficio - di cui mi faccio responsabile e portavoce - porgo le nostre più sentite scuse per ogni cosa offensiva, sciocca o etnicamente e/o socialmente scorretta possa uscire dalla bocca del Cavaliere. Vogliate accettare questa nostra solo come anticipo delle scuse che seguiranno al termine dell’intervento del nostro Premier, quando avremo modo di scendere nel dettaglio in relazione alle esternazioni che vi avranno offeso.
Vi ringraziamo per l’attenzione, esprimendo l’augurio di non doverci risentire più tardi. Buona serata».
Perché ben lo sappiamo, Silvio non riesce a uscire in pubblico senza dire una cazzata, perciò è meglio prepararci.
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