Mi sfogo un attimo, portate pazienza. Non ho visto Sanremo né me ne frega niente, ma pare non ci sia modo di evitare di essere perseguitati per giorni da polemiche e cazzi vari. Ora, il motivo per cui non lo guardo è che mi è musicalmente più lontano d’un bramito mesozoico (che peraltro troverei più interessante, però il tempo e lo spazio mi fottono), trovo non faccia nulla per la musica ma tanto per i talk-show, e chiunque dica che il Festival non è solo polemiche, vive su un pianeta dove non lo trasmettono. Detesto il fatto che la RAI chieda soldi per queste vaccate, e ancor di più m’irrita il fatto che le sue produzioni si rivolgano sempre al solito target di pubblico ma il pizzo lo debbano pagare tutti, affinché vengano fatti programmi per alcuni che pagheranno tutti quanti. Ecco, a me del Festival sta sul culo che è proprio come la RAI, tanto nazional-popolare quanto una barzelletta sui Carabinieri, e ugualmente sterile e già sentita, ma che a qualcuno – il target di cui sopra – strappa ancora una risata. Io invece non ci trovo niente da ridere, davvero.
