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mercoledì 5 dicembre 2012

Reblogging network

6 commenti

Poco fa mi è passato davanti lo spot col quale Rai Uno annuncia raggiante la Seratona Natalizia Disney col Libro della Giungla, Bambi e il Re Leone. No, non è per fargli pubblicità, è che mi sono ricordato di quando – da bambino – sotto le feste andavo su di giri per simili notizie, era l’occasione d’oro per rivedere i vari Asterix, i film Disney animati o meno e tanta programmazione in più per noi bimbi. Magari, se proprio ci passava una botta di culo, pure qualcosa di nuovo o uscito da relativamente poco al cinema. 

Oggi, anche se certe cose mi piacciono ancora – magari più Asterix che Bambi, per dire – l’entusiasmo non è più lo stesso, intanto perché sono cresciuto, ma anche perché oggi ci sono i DVD, il satellite, lo streaming e in fine il download. 

Chi se la prende con la tecnologia (specie quella malvagia dell’Infernet) dice che viola i diritti d’autore, danneggia la televisione e magari – visto che è stagione – ruba il Natale come il Grinch, chissà. Il mio punto di vista invece è un po’ diverso. Riflettendo sulla povera TV che s’impegna tanto a trasmettere film che tutti hanno già acquistato o scaricato, mi viene in mente che in fondo campa sul reblogging. Se la televisione italiana vuole offrire qualcosa di unico deve realizzare progetti originali e di qualità, il fatto che poi ci riesca o meno è un altro lungo, tristo e periglioso discorso.

martedì 20 dicembre 2011

Post accazzo natalizio

13 commenti
Niente, oh. Volevo postare qualcosa, qualsiasi. Tanto per. Invece niente, idee a picco. Allora facciamo il solito post natalizio, dai che ci stiamo coi tempi e magari trovo anche lo spirito della festa. Eh, la festa. Che a me, quella importa. Invece, Grisù bambino, la Madonna, Giuseppe (santo Becco), gli angeli, le fate – no, non ci sono le fate – i Re Magi, i pastori, il bue, l’asino, non manca più nessuno… insomma, zero. Ci hanno provato, mettendoci del bello e del buono, ma Natale è regali, cibo e ferie, punto. Una festa pop. Colori come il verde e il rosso, che sono complementari e quindi agghiaccianti a vedersi insieme durante il resto dell’anno – ma poi, che ci lamentiamo noi, che li abbiamo pure sulla bandiera “con la neve al centro”, e pare The Santa Claus Flag of our Christmas? – e invece a Natale arriva una nota firmata dal Buongusto: «Fate il cazzo che volete, io mi giro dall’altra parte fino alla Befana!», allora è lecito abbinare rosso, bianco a verde. Ti sei vestito da pizza? Ma no, sono un elfo! Eppure la civiltà è ancora in piedi, nonostante una quantità mostruosa di natali sulle spalle. Sarà per questo che a me dopotutto piace ancora, perché è una festa che può essere stata concepita solo all’inferno dei centri commerciali da uno tipo Andy Warol, che quel giorno lì però c’è andato sotto con gli acidi. No, perché ‘sti colori e luci e palline e stelline e fiocchi e pacchetti, solo uno fatto come la Colombia se li poteva studiare. Lo ripeto, Natale è una festa pop, così occidentale che il suo rappresentante è un marchio registrato Coca Cola, ma tutti lo sanno e non gliene frega nulla. Che poi, è giusto così! Quelli che ancora la menano che il Natale dovrebbe essere fatto per donare, che è diventato una festa commerciale e bla bla bla… scoprono l’acqua tiepida da un rubinetto aperto. Non chiedetevi cosa il Natale può fare per il mondo, ma cosa potete fare voi durante il resto dell’anno senza cagare la minchia sotto le feste. Se bastassero due settimane l’anno per risolvere tutti i nostri problemi, vorrebbe dire che ce la stiamo spassando. Prendetelo per quello che è, un pezzo di Disneyland e Las Vegas arrotolati insieme. Quindi, buon giro di giostra.

venerdì 7 gennaio 2011

Un po' di svacco, e un pensiero allo Stronzale

8 commenti
Perché mi sono messo a fare Willy Wonka con questo template da cioccolataio? Boh, sarà che immergendomi nel Survival Blog avevo bisogno di un contrasto, una valvola contraria che… boh, mica sono ingegnere, io. E adesso perché scrivo a vanvera? Eh, perché ogni tanto mi sale una carogna di senso di colpa o di manifesta insofferenza per la mia pigrizia a dire, «Scrivi qualcosa, Cagunzio!». Aspetta… “Cagunzio”, hai detto? Ma allora non sei la Carogna, sei Gelo! Vaffanpresepe!… Anzi, smontalo, che io non c’ho voglia.


Ho tutto il Natale ancora lì, addobbato per casa. Che poi mi trafiggo le balle di noia ogni anno per mettere su i cazzilli assortiti, e tutto il mio spirito natalizio resta nella scatola con la polvere e le decorazioni vecchie che uno dovrebbe anche buttare via ma chissà mai che un giorno le aggiusti o prese da un atto di pietà si tuffino da sole nel bidone togliendoti l’incomodo. Ecco, l’atto di fare e smontare le decorazioni è la parte più straccia tolini (mia zia gli zebedei li chiama tolini da quand’ero piccolo, non so perché né quale sia l’origine etimologica ma ogni tanto ‘sto termine lo uso anch’io perché mi diverte, certo poi i soprammobili o i ninnoli qui sono i batolini – che è dialettale, quindi magari anche tolini ha a che fare con l’idea di qualcosa che sta inutilmente appeso su una mensola a fare polvere – grazie zia, eh!), dicevo… che dopo un tra-parentesi del genere è meglio tornare a bomba, che l’albero, il presepe e gli addobbi sono la cosa che mi scassa di più delle feste. Mi rompo a farli, mi rompo a smontarli, e non contribuiscono in alcun modo all’evento. Non credo in dio, quindi come esperienza religiosa per me il Natale è un po’ come una gita a Gardaland: c’è casino, luci e movimento, dolciumi e scazzo. Con tutto che ormai a Gardaland non mi diverto più come una volta, e il Natale è uguale. Insomma, a parte i regali che mi fa piacere fare e gli amici da vedere, il contorno è solo un po’ più colorato (e colorito) del solito.

Ecco, magari quello che mi piace del Natale è che è kitsch. Ma lo è un sacco! Pensateci, la gente si riempie la casa di roba improponibile, accosta colori vistosi che farebbero vomitare un camaleonte, si nutre di dolciumi e pataccume da infarto come solo Willy Wonka – appunto – farebbe, o magari Michael Jackson (ma lui è morto e adesso porta i doni ai bimbi cattivi), insomma la gente regredisce o prova a regredire a un’infanzia innocente e spensierata. Ma quale? Non la mia, che dovevo schivare i bulli come le trappole di Indiana Jones. Però a Natale tutti – dicono – si sentono più buoni. Io no, anzi voglio la festa di Stronzale, perché il buono, a mandar giù roba, lo faccio tutto l’anno, invece una giornata o una settimana a dar della merda grattata dal piede di un elefante al capo, al tizio che quasi m’investe sulle strisce, alla vicina rumorosa, alla collega deficiente eccetera, mi manca! Ne ho bisogno! Si può mica fare una petizione? Un’imboscata a Frate Indovino? Lo incaprettiamo come un agnello, e se non collabora gli diciamo che Pasqua è arrivata in anticipo e di controllare il calendario, anzi no, facciamo noi. Basta coi bimbi buoni. Facciamo l’accipotta che ci passa per la mente! Dai, una settimana l’anno in cui mandare a catafottersi chi c’ha straziato i maroni nei restanti 358 giorni. E poi, ma qui lo voglio nero su bianco – carta canta, verba volant, scripta manent – una legge che non renda perseguibile chi, in pieno spirito stronzalizio, ha tracciato la genealogia del suo capufficio partendo dalla palla di umido sterco cagata dal primo pesce semi-terricolo strisciato in superficie fino alla sua reverendissima madre che ha battuto più tangenziali di un’asfaltatrice della manutenzione stradale. Ti sfoghi per 7 giorni come non ci fosse un domani, e poi, puf! Come niente fosse, si ricomincia da capo. Perché “What happens in Stronzale, stays in Stronzale”. Ecco, quella sarebbe una festa coi fiocchi!

sabato 25 dicembre 2010

Auguri ai blog-naviganti

9 commenti
Forse dovrei scrivere almeno una riga per l’occorrenza, eh? Lo so, lo so, ho trascurato questo blog perdendomi nella Pandemia Gialla, ma ne riemergo per farvi gli auguri di Natale, che è la festa di… beh, dipende in cosa credete. Per me, del cibo a volontà e dei dolciumi sparsi per casa. Anyway, a voi che passate di qui nonostante scriva col ritmo regolare di una mosca che vola, buone feste e buone abbuffate. Che i bottoni vi reggano!

P.S. E se le palle gireranno, che siano solo quelle dell’albero.

giovedì 24 dicembre 2009

Auguri

2 commenti
Prima che passino le feste, colgo l’occasione per fare gli auguri a quei quattro gatti malconci che mi leggono. Buon Natale e felice Anno Nuovo, e se non li festeggiate, buone feste comunque tra eventuali ferie e abbuffate pantagrueliche. Divertitevi e spassatevela come se non ci fosse un domani, che in fin dei conti è sempre il modo migliore per trascorrere non solo le feste ma ogni giorno buono che la sorte ci assegna per mera distrazione.

sabato 19 dicembre 2009

Bianco Natale

2 commenti
Come tutte le cose davvero belle, la neve non è molto pratica. La sua perfezione, squisitamente definita anche a livello microscopico dalle eleganti forme dei suoi cristalli, riesce a trasformare un qualsiasi angolo della città in uno scenario da fiaba. Sul versante più terra terra, però, crea non pochi problemi alla viabilità – pedonale e non – che si traduce (specie in caso di inefficiente cura delle strade) in limitazioni di movimento e/o (per i più sfortunati) in periodi di isolamento vero e proprio. Tutto sommato, a me la neve piace anche quando resto bloccato dalla tormenta, o se devo avanzare per strada passettin passettini per raggiungere la mia destinazione, mantenendo le ossa integre e al loro posto, muovendomi con cautela sul ghiaccio che lascia inevitabilmente dietro di sé. Poiché capita una volta l’anno, non ne faccio un dramma. Inoltre è uno spettacolo talmente bello che non riesco proprio a prendermela con lei.

giovedì 17 dicembre 2009

Scary Christmas and Super Creeps

5 commenti
Dalle mie parti e in altre zone d’Italia il 13 Dicembre si festeggia Santa Lucia (Vissuta a Siracusa, sarebbe morta martire sotto la persecuzione di Diocleziano intorno all’anno 304) che nella notte tra il 12 e il 13 porterebbe i regali a tutti i bimbi buoni. Segnalo a chi non la conoscesse che l’iconografia la vuole giovane e piacente mentre reca un piatto su cui sono posati i suoi stessi occhi, cavati in corso di martirio, sebbene un altro paio del tutto sano faccia capolino dalle orbite (dove è bene che essi stiano), in virtù di ciò è patrona - oltre che di Siracusa - degli oculisti, dei ciechi e degli elettricisti per la simbologia della luce (sic.), inoltre viene invocata contro le malattie degli occhi. Sì, mi rendo conto che la festa è passata da qualche giorno ormai, ma oggi, leggendo il blog di Regina dei Tucani, mi è tornato alla mente un episodio legato a questa figura e alla mia infanzia, e siccome ho voglia di sputtanarmi un po’, vado a raccontare questo edificante quadretto.

Da piccolo avevo una gran paura di Santa Lucia, colpa di mia madre che non l’aveva mai festeggiata dalle sue parti, e quindi nel raccontarla a noi pargoletti ha prodotto un devastante crossover tra la Santissima Ciecata e la più celebre Befana, così da descriverla come una vecchia orba che girava di casa in casa con un asino carico di campanelle. Poi, mettendoci - ahimè - del mio, quando le chiedevo come faceva a trovarci raccontava che la vecchia aveva le chiavi delle case di tutti i bambini e una candela che - nella notte fredda - le indicava la strada col suo calore, così di solito la notte fatidica facevo incubi su questa strega (che immaginavo tipo quella di Biancaneve) mentre entrava in casa mia e mi guardava dormire, decidendo se ero buono o cattivo, perché ai bimbi che non erano stati buoni lasciava il carbone, ma quelli davvero cattivi (raccontavano gli zii e i nonni, altri criminali incoscienti) li infilava nel suo sacco e li portava via per sempre. Perciò, non conoscendo i parametri di bontà filiale della vecchia strega, ero parecchio in ansia anche per un vaso rotto o un centrino diventato rete da pesca dei Playmobil.

Poi una mattina presto del 13 dicembre di tanti anni fa, mi sveglio con una pipì che facevo fatica a trattenere, così mi decido di correre a testa bassa verso il bagno, chiudermi dentro, fare i bisogni e ripetere la procedura inversa per rituffarmi nel mio lettino a volo d’angelo. Bene, prendo coraggio e... a metà della manovra iniziale vedo la luce accesa in cucina! Solo per un miracolo idraulico non me la sono fatta addosso, pietrificato con lo sguardo sulla porta, da cui – con immenso sollievo – vedo mia madre sistemare i regali sul tavolo della colazione. Dimentico di tutto, mi avvicino e chiedo speranzoso: «Allora Santa Lucia non esiste?». Lei mi guarda un po’ delusa, un po’ imbarazzata e un po’ preoccupata, sia per essere stata colta in fallo che per il dilemma “adesso il mio bimbo non crederà più a Santa Lucia, crescerà e magari un domani non darà ascolto neanche a me”. Mentre io (infame) ero immensamente sollevato e non la smettevo di sorridere, guardando i giocattoli in bella mostra e gustando il pensiero che la stregaccia era morta. Va beh, non era mai esistita... ma più o meno era come se, scoprendolo, l’avessi fatta fuori per sempre dalle mie paure.
«Però non dirlo a tuo fratello, eh!», si raccomanda prima di rimandarmi a letto.
«No, non glielo dico», rispondo abbagliato, «però i regali ce li fai anche l’anno prossimo, vero?». Sì, ero un filo interessato, ma d’altra parte ogni bambino resta incantato dai giocattoli e dalle sorprese, e non vuole o non trova motivi per dovervi rinunciare. Così, dopo le rassicurazioni di rito, sono tornato a letto, dove non ho chiuso occhio in attesa di alzarmi per giocare e festeggiare la morte di Santa Lucia.
Nota: non sono riuscito a trovare il filmato originale a causa di problemi di copyright che hanno censurato o limitato l’utilizzo della pellicola su YouTube, ma anche questa versione non è niente male.

venerdì 26 dicembre 2008

Non è un post natalizio

2 commenti
Non lo è perché ormai siamo a Natale inoltrato e non lo è perché, be’… non avevo voglia né idee per scriverne uno. Il punto è che ogni anno tutti i post di tutti i blog si somigliano, riunendosi nelle due macrocategorie pro e contro; chi ama il Natale (o lo adora sperticatamente, indulgendo in sdolcinatezze stucchevoli perfino per una festività a base di torroni, fichi, datteri, panettoni e compagnia bella) e chi lo detesta (con relativa invettiva anticapitalista, da Babbo Natale come mascotte del consumismo al presunto significato autentico della ricorrenza, ecc.), passando per tutte le possibili sfumature e variazioni. Il fatto è che il sottoscritto, vivendoselo da un po’ d’anni ormai, non ci pensa proprio più, e anzi è arrivato ad accettarne serenamente le contraddizioni, anche se personalmente si stufa ogni anno di più a forza di addobbare l’albero, perciò dall’anno prossimo basta, un paio di decorazioni, un centrotavola, et voilà. Non è che il Natale mi stia sulle scatole, è che mi annoio terribilmente a fare e disfare le decorazioni, per il resto mi piace anche.
Okay, una cosa che mi scoccia c’è; in questo periodo dell’anno si raggiunge il picco di frasi fatte e luoghi comuni, il dolce tipico non è il panettone o il pandoro ma l’aria fritta (meglio se intensamente zuccherata): non è Natale senza neve, a Natale siamo tutti più buoni, si è perso il vero significato del Natale, tanto è una festa consumistica, ma lo sapevate che Babbo Natale è stato inventato dalla Coca Cola?, io odio il Natale, io amo il Natale, ecc. Tuttavia non è giusto lamentarsi, dopotutto è una festa fatta anche di questi luoghi comuni, e se nessuno li dicesse, qualcuno si sentirebbe in dovere di farlo. Un po’ come ai funerali, quando mancano le parole e tutti ripetono: condoglianze, ci mancherà, lo conoscevo bene, sono sempre i migliori che se ne vanno, siamo nati per soffrire, ecc. Così Natale è un po’ come se fosse il funerale di una persona cara, o la ricorrenza in cui si ricorda che finché siamo vivi ci possiamo abbuffare, immergendoci nel consumismo e nell’autoindulgenza, perché un dì tutti moriremo. Non credo si festeggi la nascita del messia di un culto religioso, l’amore per il prossimo o la pace in terra per gli uomini di buona volontà, secondo me festeggiamo la nostra vita qui e oggi, godendo del presente perché del doman non v’è certezza. Sarà consumistico e mortaccino, ma per me, questo è il significato del Natale.
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