lunedì 13 maggio 2013

Iron Man III - Recensione

3 commenti

In questi giorni, aspettando di poterlo vedere al cinema, ho letto le polemiche in giro per la rete su questo film, accuse del tipo che la Disney avrebbe corrotto la Marvel con marmocchi fastidiosi, che ci sarebbero troppe battute eccetera eccetera. Va bene, vi ho sentiti. Mi avete convinto a restare a casa? No. Ieri sera – finalmente – sono andato e l’ho visto, e adesso dico la mia. 
Iron Man III è un bel film d’azione, avventura e fumetti. 
Stateci. Arrendetevi. Abbassate le manine. 
Giù. Così. Bravi. 
Posate anche il ditino accusatore. 
Lì. A posto.

Parliamoci chiaro e vediamo i tre punti più controversi, ok? Sentendo le critiche pensavo di trovarmi davanti a chissà cosa, e invece ecco qua.
  • Il ragazzino c’è ma non si vede tanto, e poi si rivela anche utile (ok, poteva essere sostituito da altri, ma non facciamo gne gne gne). 
  • La trovata del Mandarino è brillante! Un personaggio come il suo sarebbe stato troppo sopra le righe oggi, quindi – comico per comico – meglio gestirlo così che mandarlo in giro col super potere della bigiotteria da uomo. 
  • Sì ok, ci sono parecchie battute, ma – Grisù Benedetto – è Iron Man, mica IlBatmanDiNolan col raspino in gola! 
Ok, non sono uscito dal cinema con la sensazione di aver visto un capolavoro, ma sono rimasto incollato alla sedia anche se in corpo avevo farmaci che mi causavano sonnolenza (sono stato afono e influenzato fino a ieri) e la luce è andata via un paio di volte durante la proiezione. Questo vorrà pur dir qualcosa, o no? Mi sono divertito, ho gradito le trovate messe qua e là nella trama, mi sono piaciuti gli effetti speciali, gli attori e le battute. Cosa avrei potuto volere di più, che Tony Stark mi portasse un Crodino tra il primo e il secondo tempo? Ok, sarebbe stato bello, ma non è da lui.

E voi, che aspettate? Andateci, guardatelo, divertitevi. 
Oh, e poi fino al 16 maggio il cinema costa solo 3 euro, quindi approfittatene anche se siete incerti. Avete ancora tre giorni.

P.S. No, stavolta niente trama né cineracconto. Godetevelo con tutte le sorprese, che è meglio!

giovedì 9 maggio 2013

Aloys Zötl, ritratto e mistero d’artista

4 commenti

Aloys Zötl
(4/12/1803, Freistadt – 21/10/1887, Eferding)
Probabilmente vi state chiedendo chi sia costui, ma la cosa più interessante di Zötl è che, anche chi lo conosce, in realtà non sa rispondere a questa domanda. Non del tutto. Soprattutto, nessuno ha idea del perché un tintore e pittore autodidatta abbia realizzato, nell’arco di 55 anni, questi 170 acquerelli che compongono il suo Bestiario, che non è solo un’opera completa, ma il progetto di una vita. Di Zötl infatti sappiamo ben poco, come leggerete nel passo che segue.
«In difetto di qualsiasi dettaglio biografico», scrisse André Breton nel primo testo dedicato a  Zötl (e apparso nel catalogo di un’asta che ebbe luogo all’Hôtel Drouot di Parigi il 3 maggio 1956), «si può liberamente fantasticare sulle condizioni in cui si realizzò l’impresa di questo maestro tintore dell’Alta Austria che, dal 1832 al 1887, mise un tale zelo nel costruire il più sontuoso bestiario che mai si fosse visto». – Il Bestiario di Aloys Zötl (1831 – 1887), introduzione di Giovanni Mariotti (Franco Maria Ricci Editore, 1979).
Le sue magnifiche tavole, e queste poche nozioni sul suo conto, mi affascinarono subito, pertanto in questo articolo farò quello che suggerisce Breton, e fantasticherò sulle ragioni di questo che sembra essere stato un uomo ordinario quanto straordinario. 

martedì 7 maggio 2013

Ray Harryhausen: 29 giugno 1920 – 7 maggio 2013

0 commenti
Ray Harryhausen
Los Angeles, 29 giugno 1920 – Londra, 7 maggio 2013
Sarò sincero e vi dirò subito che non sono un esperto di Harryhausen. L’unico suo film che ricordo bene, e che ho in DVD e nel cuore (dio come suona smielata ‘sta cosa, ma è la verità), è Scontro di Titani (Clash of the Titans, 1981). 

Questo necrologio lo scrivo per Ray perché gli devo uno dei momenti migliori della mia infanzia, quando ha reso per la prima volta “reali” i personaggi della mia immaginazione, visto che – venendo su a pane e mitologia classica – conoscevo già Perseo e Andromeda, Cassiopea e Teti, Zeus, Poseidone e tutti gli altri. 
Calibos no, lui è stato una sorpresa. 
All’inizio ricordo che me la presi pure per il fatto che il film si fosse concesso delle libertà rispetto al mito (da ragazzini si è assoluti e gelosi con le proprie passioni), ma alla fine era così bello e spettacolare – ricordatevi che nel ‘81 avevo 8 anni, anche se lo vidi più tardi in TV – che non me ne importò più nulla, e allora ecco un caloroso benvenuto all’avvoltoio che trasporta la gabbia d’oro in cui viaggia Andromeda, benvenuti gli scorpioni giganti nel deserto, un enorme benvenuto a Bubo, la civetta meccanica d’oro, ma soprattutto al Kraken, preso in prestito dalla mitologia nordica e trasformato in un’indimenticabile colosso della stop-motion. La mia preferita però era Medusa, che amavo già come personaggio mitologico, compresa la sua tragica storia. 

In seguito ho visto anche altre cose di Ray, ma davvero non saprei dirvene i titoli, che si confondono nella memoria, e se dovessi fare adesso una ricerca tanto per completare il post non sarebbe sincera, perché io lo ricordo soprattutto per quell’unico momento in cui mi ha dimostrato che, quando l’immaginazione prende forma, tutto è possibile, e forse è merito suo se ho preso un certo gusto per il cinema fantastico. Perciò questo è tutto, addio Ray e grazie.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...