giovedì 26 gennaio 2012

Nickname Story

4 commenti
Un po’ perché mi ci hanno fatto pensare di recente e un po’ perché, visto che ho un blog, tanto vale scriverci, parliamo di nickname. Ogni tanto mi fanno notare quanto sia insolito il mio, o quanto negativo il noto personaggio a cui sembra riferirsi. Ebbene, avete sbagliato libro. Tutto nacque tanti anni fa, in una chat lontana lontana in un forum che non c’è più. Giuda nasce non dai vangeli o dalle memorie catechistiche, ma dalle pagine di Venerdì 12 a opera di Leo Ortolani. Questo fumetto – che se non l’avete letto, Cthulhu vi perdoni – narra le vicende di Aldo, mollato dalla fidanzata e trasformatosi in mostro, alla cui porta si presenta un buffo ometto di nome Giuda, che sarà il suo fedele maggiordomo. Un po’ carogna, ma molto divertente, Giuda è diventato immediatamente il mio eroe (dopotutto ho un debole per i comprimari comici, che ai miei occhi eclissano sempre il protagonista di turno), così è stato adottato inizialmente un po’ per gioco e poi come nickname definitivo. Qualche anno dopo la sparizione di quel regno forum lontano lontano, giunsi nella comunità di XII (come Venerdì 12, una simpatica coincidenza), ma sulla piattaforma Forumfree il mio nickname preferito non era disponibile. Avrei dovuto attaccarci qualche numero o simboletto strano, ma l’idea non mi piaceva per nulla. Che fare? All’epoca, tra i vari progetti in corso per Edizioni XII, spiccava Tarot: Ludus Hermeticus, a cui poi ho partecipato. Lì per lì ho pensato all’Arcano Maggiore dell’Appeso, col quale – nel bene e nel male – mi sono sempre identificato (poi ho avuto in sorte La Papessa e Gli Innamorati, vabbè). Così è nato giudappeso – tutto minuscolo, che ci tengo – e con questo nick me ne sono andato a spasso per la rete fino a oggi, ma da qualche settimana ho provato nostalgia per il buon vecchio Giuda plain and simple, così rieccolo. Più confortevole e pratico da indossare, anche se piuttosto dispersivo sui motori di ricerca. Beh, se la gente mi scambia per l’Iscariota, figuratevi Google.

P.S. Ma sì, mettiamoci anche il fatto che Giuda Iscariota è il personaggio più interessante dei Vangeli, perché no? È quello del colpo di scena, che muore o si uccide per un senso di colpa o dietro a chissà quale trama, che forse tradisce o forse obbedisce al suo Maestro. Il motore degli eventi, secondo alcuni. Chi lo sa, la storia è piena di pasticci d’ogni tipo, e anche la sci-fi a sfondo mistico.

venerdì 20 gennaio 2012

Vercingetorige

6 commenti
Questo blog patisce orribilmente una tragica calamità, il suo blogger. Un lavativo indisciplinato che non lo segue come dovrebbe, non lo accudisce e non lo aggiorna. Se i servizi sociali si occupassero di blog, finirei in tribunale. Per fortuna, le mie malefatte vengono punite solo da un sottile senso di colpa e spreco. Spreco di pazio, tempo e idee che potrei dedicargli, e che invece spendo cazzeggiando su Facebook – per dirne una – quando potrei scrivere qui. Ieri per esempio è capitata una cosa interessante, ma invece di bloggarla ho scritto tutto sul Facciabuco (perché è innegabile che quel social network mostri talvolta la faccia come il culo), oggi però voglio rimediare.

Il fatto è questo: ho deciso che d’ora in poi ogni svitato e rompiballe col quale avrò a che fare verrà nomato Vercingetorige. Il motivo è presto detto.

Giusto ieri apro il portone e neanche faccio in tempo a raggiungere l’ufficio che le mie orecchie odono: «Perché i francesi non sono cattivi, è che hanno preso questa grandeur da Vercingetorige!» Resto un attimo basito, poi mi accorgo che la voce appartiene a un tizio che sta tenendo una filippica a un ragazzo magrebino dall’aria comprensibilmente confusa. Ignoro da dove fosse partito il pistolotto, ma posso immaginare che la colonizzazione francese del Nord Africa – e quindi le origini del ragazzo – abbiano avuto la parte del leone.

… e già qui basterebbe, che è la parte divertente della faccenda.
Perciò, Vercingetorige!

Purtroppo però segue il resto, perché appena udito ciò, mi dirigo lesto verso l’ufficio con tutta l’intenzione d’immortalare questa perla, e magari condividerla con chi – come me – trova esilarante la sit-com quotidiana che l’umanità ci offre. Purtroppo non faccio in tempo a prendere il cellulare o a loggarmi online che il tizio bussa alla mia porta. Bene, mi dico che forse ha qualche altra perla da regalare, così ritiro l’impegnativa dell’utente e procedo all’esecuzione della richiesta. Intanto lui parla, parla e parla.

Ecco, non auguratevi mai di scoprire fin dove può arrivare un Vercingetorige, perché vi condurrà in abissi popolati dai Vanzina, infatti mentre sono lì che faccio il mio lavoro, parte un pistolotto senza capo né coda sugli omosessuali: «Che per carità», ci tiene a sottolineare, «a me non hanno mai fatto nulla, e dopotutto non danno mica fastidio. Basta che non mi vengano vicino. Ah ah ah!» Giuro. In quel momento inarco un sopracciglio, scuoto il capo e infilo la testa nel terminale. Lui capisce qualcosa e fa retromarcia: «No, ehm, perché dai… sì, non sono mica cattivi, e poi sono persone anche loro. Ah ah ah!» L’orrenda e goffissima arrampicata sugli specchi mi ha fatto schifo, pena e fastidio, ma lui, non pago, è andato avanti: «E poi, oh… sempre meglio di un terrone. Ah ah ah!»

Cosa vi dicevo? Si finisce coi Vanzina.
Un florilegio di battute volgari e idiote.

Forse, notando sempre il mio fastidio – non gli ho detto che sono mezzo terrone, se no sai le risate – riprende: «No, ma comunque si dice così… si ride per non piangere, ecco. Ah ah ah!»

Va be’, io non ho riso e non ho pianto, ma dei due ero un po’ più vicino al secondo. Di rabbia, però. Quindi state in campana e occhio a Vercingetorige, ne circolano parecchi.

giovedì 12 gennaio 2012

Consigli Animati

2 commenti
«È facile capire se una persona è importante per te; di solito ti dà almeno dieci motivi per mandarla a quel paese. Il punto è che non lo fai». – Miss Dronio.

Ho trovato questa citazione su Facebook. Non so da quale episodio dell’anime o del manga l’abbiano presa, né se sia effettivamente di Miss Dronio o piuttosto di un’illustre sconosciuto/a. Poco importa, l’ho trovata interessante e calzante, così l’ho adottata per questo post. Va detto che in sé il concetto che esprime è opinabile, perché talvolta ci sono persone che non mandiamo a quel paese per ragioni che non hanno affatto a che vedere con l’affetto, ma piuttosto per un ricatto morale o una debolezza nostra che ci spingono a sopportare e sopportare fino al punto di rottura. Il fatto è questo: la proporzione. Se pensiamo più ai rospi da inghiottire che al tempo da passare insieme, allora è meglio perdersi di vista. Viceversa, tenetevela stretta.