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lunedì 27 giugno 2011

Internetteide

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Sono stato via per un po’, quasi due mesi senza rete, giorno dopo giorno che se da principio non mi pesavano troppo – considerandoli quasi una pausa nel rapporto di odio amore tra lo schermo e la mia retina – poi m’hanno collassato la pazienza quando ho iniziato a soffrire gli effetti dell’astinenza. Bene, sono tornato più vecchio di due mesi ma non certo più saggio. Incazzato sì, però. Eh, minchia la babbuina, vorrei vedere voi.
Canto I
Nel quale l’eroe parte per un lungo viaggio.

Dopo aver appurato che TeleTu comportava più spesa che resa – in questi anni il servizio e la connessione sono peggiorati ma il prezzo è rimasto quello – s’è pensato di veleggiare con Fastweb  approfittando dell’incentivo Home Pack che include Sky, ma ‘l bieco satanasso volle metterci ‘l caprin zampino.
Ecco allora che – lo stesso giorno in cui s’è firmato il contratto – esco poi bel bello per recarmi al lavoro, col pensiero della connessione veloce e di tutte le megaviglie fastwebbose che mi attendono di lì a poco.
Ah, ingenuo me, tapino e infelice!
Torno a casa la sera di quel fatale martedì 2 maggio (il merdadì è il giorno più infame della settimana, parola di Giuda) e scopro che la connessione TeleTu non va. Strano. Non possono essersi già sentiti con Fastweb, ci sono ancora da fare le disdette a TeleTu per internet e a Telecom per il fisso. Allor chiamossi quel loco donde anime sostano e vanno, limbo di lagrime e grande affanno.
Il call center di TeleTu, insomma.
In pratica TeleTu… no, dico, TeleTu, segnatevelo (che codesto nome resti pluridannato nei secoli), avrebbe tagliato la nostra connessione in ottemperanza a una richiesta vecchia di un anno (senza avvisare, poi). Orbene, ciò volge al vero, senonché l’altr’anno – appunto – quando già tentammo la fuga dalle infami TeleTulande per fuggire in Telecomia, Telecom rispuose con trista pergamena che ‘l passaggio non puotevasi compiere per oscura fattura o incantamento (un pasticcio di linee e burocrazia peggio di un nodo gordiano), sicché restammo in gramaglie fino al dì in cui Fastweb ci contattò per la proposta Home Pack.
Canto II
In cui l’eroe tenta di far luce nelle tenebre e v’inciampa miseramente.

Appurato che TeleTu ingarbugliò la matassa – sanz’avvertir della disattivazione o richiamare per proporre un nuovo contratto – s’avvertì Fastweb che la linea internet era morta, incentivando all’attivazione più presto che prìa. A lungo ping pong tra numero e numero, siccome pallina su tavolo si rimbalzò, colpo su colpo e calcincul sovente, tempo passò e nulla si seppe. Alfin giunti che si fu al secondo mese, anco Fastweb chinò lo capo e sconfitto s’arrese, ché la via era smarrita e connession perduta. All’occhio di TeleTu, liberi come fringuelli nell’aere volavamo, pronti alla rete di qualunque operatore. All’occhio di Fastweb e dell’altrui providers, nella tela di TeleTu dibattevamo l’ale, incapaci di volarne fòri.
Canto III
Nel quale l’eroe si rompe i coglioni e chiede aiuto a Telecom.

Dett’addio a Fastweb colla morte nel cuore, a Telecom ci rivolgemmo. Ahi! Da principio il medesimo diniego si puose, poi luce venne di quella finestra e speranza ci crebbe in core. Cambiando lo numero telefonico, nuova linea, casta e pura, giglio santissimo e intatto, potevasi crear connessione abbandonando la violata sostanza del precedente recapito. Così avemmo a sapere che l’infame TeleTu laidamente abusò del precedente dato, tagliando connession tranciandone barbaramente l’ali anziché liberar la farfalla, che morente cadde in loco oscuro e mai più fu trovata. Ed ecco allor la promessa di nuove ali e nuova vita, cui di nuovo ci aggrappammo sul finir del secondo mese.
Canto IV
In cui finalmente l’eroe ha la sua connessione e riesce a scrivere queste righe.

Venne alfine il mattino di questo dì, e nuova linea Telecom ci concesse, numero di recapito variato e speranza non vana recata a domicilio. Confermato che fu il passaggio, collegai ‘l modem e luce fu, e come a me venne Alice, io Alice fui che ‘n quel Mondo de’ Meraviglie tornai, dove giusta informazion non tace, e turlupinar de Berlusconi per bocca de Minzolin e l’altri mendaci lacché ha ‘l suo giusto disprezzo, e per giusta misura il vero risponde all’inganno. E qui dove venni, queste parole scrissi, con pixel su schermo, sudor su tastiera e sollievo in core finché caddi, come bloggher stanco morto cade.
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