Paese: USA/Nuova Zelanda.Anno: 2009.
Durata: 112 min.
Genere: fantascienza, drammatico.
Regia: Neill Blomkamp.
Sceneggiatura: Neill Blomkamp, Terri Tatchell.
Produttore: Peter Jackson, Carolynne Cunningham.
Produttore esecutivo: Bill Block, Ken Kamins.
Interpreti e personaggi: Sharlto Copley: Wikus Van De Merwe. Jason Cope: Grey Bradnam. Nathalie Boltt: Sarah Livingstone. David James: Colonello Kobus Venter. Louis Minnaar: Piet Smit. William Allen Young: Dirk Michaels. Robert Hobbs: Ross Pienaar. Vanessa Haywood: Tania Van De Merwe.
È un vero peccato che negli ultimi tempi tutti i riflettori fossero puntati su Avatar, perché in questo modo qualcuno può essersi perso District 9, che tanto per cominciare ha una trama più originale. Okay, fa in qualche modo il verso ad Alien Nation, ma lo sviluppo della storia è completamente diverso. Tanto per cominciare, non abbiamo a che fare con una razza umanoide con cui è facile identificarsi, perché i gamberoni – così chiamati in modo dispregiativo dai terrestri – sono insettoidi dalle abitudini ripugnanti, per i quali nessuno mostra una qualche forma di empatia o pietà.
La storia, in breve, è questa: una gigantesca nave aliena si ferma nei cieli sopra Johannesburg. Quando i militari fanno irruzione trovano gli occupanti in uno stato pietoso, un guasto tecnico gli impedisce di riprendere la rotta e sono stati costretti a una fermata d’emergenza. Il tempo, il luogo e il pianeta sbagliato per tentare un pit stop interstellare. Incaricata dal governo, la MNU gestisce la crisi e saccheggia la tecnologia aliena, impedendo implicitamente ai gamberoni di tornare a casa. Vengono confinati in bidonville, baraccopoli dove sopravvivono a malapena e da cui non possono uscire, in più la malavita nigeriana estorce loro il poco che anno in cambio del cibo. Ma questa è storia vecchia, perché l’atterraggio è avvenuto negli anni ‘80 e adesso è il tempo di trasferire i gamberoni in un nuovo campo, più lontano dalla città. Incaricato delle operazioni è Wikus Van De Merwe, impiegato della MNU non particolarmente brillante ma ben imparentato (sua moglie è figlia del capo). Fin da subito si ha sentore, complice la regia che mescola inserti documentaristici e azione in tempo reale, che le cose si complicheranno. Niente di più vero.
A me è piaciuto, e molto più di Avatar, devo dire. Tutti gli effetti speciali si concentrano sugli alieni e la loro tecnologia che sta al centro del problema, quindi perfettamente giustificati e inseriti nel loro contesto senza inutile sfoggio di “noi ce l’abbiamo più grosso”. Si finisce coll’immedesimarsi nei gamberoni (spiacente, la loro lingua non permette di pronunciare il termine corretto o di scriverlo in italiano), o comunque parteggiare per loro fino a percepire la LORO alienazione nel trovarsi in un mondo extraterrestre che li tiene prigionieri. Almeno, è stato il mio caso. Poi ho apprezzato l’idea di prendere come protagonista – non dico eroe, perché con Wikus sarebbe fuori luogo – un personaggio sgradevole e per nulla speciale, qualcuno che potrebbe ricordarvi una qualsiasi altra persona incontrata e presa in antipatia dal primo momento. È uno Qualunque, un tizio a cui non dareste un due ma che si trova coinvolto in qualcosa di enorme e spaventoso, un personaggio costretto a evolversi che lo voglia o no, adattarsi per sopravvivere e tutto quel che segue. Consigliato.
Se ve lo siete perso, il 10 febbraio esce in DVD, perciò avete ancora tempo. Inoltre vi consiglio Alive in Joburg, il cortometraggio indipendente realizzato dallo stesso Blomkamp che - grazie a un produttore come Peter Jackson - è riuscito a realizzare questo film sviluppandolo dal corto originale senza discostarsene troppo ma ampliandolo e basta.