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mercoledì 24 aprile 2013

Recensione di Da Vinci’s Demons su Book and Negative (più qualche nota di autoanalisi)

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Ieri è iniziata la mia partecipazione con Book and Negative, si tratta della recensione al Pilot di Da Vinci’s Demons. Hell mi aveva già ospitato col guest-post sul Tredicesimo Episodio della Terza Stagione di The Walking Dead, ma adesso sarò un autore ricorrente – più o meno, tempo e idee permettendo – del suo blog. 
Sì ok, ho presente le vostre domande: «Perché scrivere su un blog altrui se trascuri già il tuo?» Semplice, perché mi conosco. 
In autonomia e lasciato a me stesso divento pigro, demotivato e poco stimolato. Invece partecipare a qualcosa di collettivo e avere qualcuno che – anche senza fare pressioni – mi tenga in riga, aiuta. Vorrei ritrovare la voglia di scrivere, visto che mi piace ancora, ma da solo finisco col combinare ben poco e terminare anche meno. 
«Nosce te ipsum», dicevano i latini (citando a loro volta quel “Gnôthi seautón” posto all’entrata dell’Oracolo di Delfi), ossia «Conosci te stesso», e io ho imparato a conoscermi negli anni, a non fidarmi, e quindi a escogitare trabocchetti per farmi fare quel che va fatto. Si tratta di capire con chi hai a che fare e agire di conseguenza, non meno di quanto accade nei rapporti interpersonali, arrivando a “imbroglioare” anche se stessi per il proprio bene. 

mercoledì 5 dicembre 2012

Reblogging network

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Poco fa mi è passato davanti lo spot col quale Rai Uno annuncia raggiante la Seratona Natalizia Disney col Libro della Giungla, Bambi e il Re Leone. No, non è per fargli pubblicità, è che mi sono ricordato di quando – da bambino – sotto le feste andavo su di giri per simili notizie, era l’occasione d’oro per rivedere i vari Asterix, i film Disney animati o meno e tanta programmazione in più per noi bimbi. Magari, se proprio ci passava una botta di culo, pure qualcosa di nuovo o uscito da relativamente poco al cinema. 

Oggi, anche se certe cose mi piacciono ancora – magari più Asterix che Bambi, per dire – l’entusiasmo non è più lo stesso, intanto perché sono cresciuto, ma anche perché oggi ci sono i DVD, il satellite, lo streaming e in fine il download. 

Chi se la prende con la tecnologia (specie quella malvagia dell’Infernet) dice che viola i diritti d’autore, danneggia la televisione e magari – visto che è stagione – ruba il Natale come il Grinch, chissà. Il mio punto di vista invece è un po’ diverso. Riflettendo sulla povera TV che s’impegna tanto a trasmettere film che tutti hanno già acquistato o scaricato, mi viene in mente che in fondo campa sul reblogging. Se la televisione italiana vuole offrire qualcosa di unico deve realizzare progetti originali e di qualità, il fatto che poi ci riesca o meno è un altro lungo, tristo e periglioso discorso.

venerdì 12 ottobre 2012

Black Mirror (2011)

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Ieri sera ho visto Black Mirror, questa miniserie inglese in tre episodi, in realtà tre brevi film slegati fra loro. Mi ci sono accostato per curiosità non sapendone nulla, ma neanche un attimo dopo ero incollato allo schermo per vedermeli tutti e tre in stecca. Il tema generale è il potere della tecnologia sulla società nell’accezione più negativa che potreste immaginare. Controllo e alienamento, ma anche manipolazione. Questa volta non farò il cineracconto e ometterò gli spoilers perché ve ne consiglio la visione, d’altra parte qualunque riassunto o bignami non gli renderebbe merito, perciò mi limiterò a riportarvi le trame e le mie impressioni.

venerdì 15 giugno 2012

Sapevatelo, su Rieducational Channel!

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Il fatto è questo, m’è presa la fissa per Tabù, una serie di documentari di National Geographic su tutte quelle abitudini e usanze bizzarre di vari popoli che per gli americani – visto che il punto di vista è molto USA-centrico, essendo prodotto da loro – vanno dall’imbarazzante al riprovevole o giù di lì. 

Ieri sera parlavano di modificazioni corporee, prove di coraggio mediante frustate, body art e tatuaggi. La puntata si è conclusa con un’intervista a un’ex yakuza che è vivo solo perché si è dato alla religione, è diventato sacerdote di una di quelle chiese lì che pullulano negli Stati Uniti, battista o evangelica, non ricordo. Però in Giappone, pensa che coolo

Durante l’intervista ha detto di non aver mai ucciso nessuno. Feriti sì, anche mandati in ospedale, ma non uccisi. Devo credergli? Facciamo che sì, tanto per quieto vivere. Certo, al tipo mancavano anche i due mignoli che si è dovuto mutilare da solo per aver offeso un pezzo grosso. Il primo mignolo l’ha perso perché al capo non è piaciuto il tono col quale ha risposto al telefono. Va bene, ma se avesse appena messo giù al terzo scocciatore che voleva vendergli un abbonamento alla Rivista del Ciabattino, una serie completa di pantofole sinistre o un vino di acciughe? Magari lo trovi un po’ alterato, poveretto. No, che non ti venga in mente di farti prendere i cinque minuti al telefono se sei uno yakuza, che il Capo s’offende e devi fare extreme-manicure con le tue falangi. Purtroppo non ha raccontato come ha perso il secondo, ma forse ha chiesto alla moglie del Boss di quanti mesi fosse in cinta e lei non l’ha presa sportivamente. 

Oltre a questo tizio hanno intervistato anche un capo yakuza in carica. Non so perché avesse accettato, forse non c’era nessuno sopra di lui che potesse accorciargli le dita. Ha parlato dell’importanza del tatuaggio nella loro cultura (per farsi coprire il corpo ci vogliono anni e tanti tanti soldi), che per intimidire basta mostrarne uno e allora non c’è neanche bisogno di passare ai fatti. Un tatuatore ha poi spiegato come all’inizio il tatuaggio fosse un marchio d’infamia per i criminali, che così avevano la loro colpa tatuata in faccia o sul corpo. Tipo: «Buon giorno, sono Takashi e questa sera sarò il suo rapinatore». Una roba così, che c’è da pensarci su a diffonderla da noi perché in parlamento potrebbe valere come curriculum.

Quello che mi fa morire di Tabù, a parte le cose interessanti che si scoprono qua e là per il mondo, sono le circostanze che mettono in crisi gli americani e gli anglosassoni in generale. Ricordo una puntata sui tabù alimentari dove la tirata sulla carne di cavallo era trattata peggio dei ragni alla brace (ottimi, pare) e del cavolo bollito (questo l’ho aggiunto io perché mi fa cagarissimo), con questi due convinti da amici francesi a provarla, e non vi dico le smorfie, gli gne gne gne e i preconcetti. Poi uno dei due – che pareva il più incagabile – s’è ricreduto, l’altra invece ha tirato un tale pistolotto sul nobile equino pappappéro che ho temuto di avere una crisi diabetica. Oh, che poi lo sapevo ‘sto fatto, che loro il cavallo per l’amor di dio, gli ricorda questo e quello, da Re Artù fino al Selvaggio West, ma vederlo è un altro paio di pantofole sinistre. 

Davvero, se vi ho incuriosito dategli un’occhiata, che ci sono un sacco di cose strane da vedere al mondo, e se possiamo farlo comodi sul divano è un’occasione da non perdere. Per dire, ma lo sapevate che in Cambogia i genitori allestiscono capanne dell’amore per le figlie adolescenti così possono impratichirsi col sesso? Certo, se non usano la protezione e gli arriva la cicogna devono sposare il tipo (ma va bene anche uno qualunque, basta che si beva di essere il padre), altrimenti le emarginano. Dico, hai dato a tua figlia adolescente una garçonnière e t’incazzi se toppa il salto della quaglia? La gente è matta, scoprite voi quanto.

P.S. No, National Geographic non mi paga per questa pubblicità, è che mi va di consigliare anche un po’ di documentari oltre che film e libri. Dai su, che la cultura non morde. Ho detto giù, Rex.

venerdì 8 giugno 2012

Due parole su Game of Thrones

3 commenti


Ho appena finito di guardare la seconda stagione, magnifica. È passato un bel po’ di tempo da quando ho letto i libri da cui sono state tratte le prime due; alcuni cambiamenti li ho notati, altri mi sono stati ricordati. Tutto funziona comunque per il meglio, e quel che è mancato qua è là è stato perché ce ne potevamo privare o perché avrebbe tolto ritmo alla narrazione corale. Ottimo colpo di scena sul finale, poi. Anche questa volta la HBO dimostra di sapere il fatto suo. Il metodo dei pochi episodi ma ben fatti mi ricorda lo stile BBC, che cura la storia senza sfiancare il pubblico rincorrendolo con vaccate abominevoli. Chi ha detto Terra Nova e Falling Skies? Niente, sarà il vento. 

Fin dall’inizio – e parlo dei libri ancor prima della serie – ho avuto due eroi, Tyrion e Daenerys, entrambi ostacolati in modo diverso dalla vita ma che la combattono a suon di battute e coraggio. Le battute, soprattutto Tyrion. Ho anche un debole per Varys, questo misterioso Ragno Tessitore che non ha mai il tempo di raccontare del suo passato perché viene puntualmente interrotto, e ogni volta vorrei stare lì a pendere dalle sue labbra per conoscerne la storia, anche se un’idea ce l’ho ma non parlo, perché ci scapperebbe un grosso spoiler su qualcosa che deve ancora succedere. Nutro perfino una simpatia difficile da spiegare per Arya, questa piccola ma furba ragazzina che se la cava ogni volta “per il rotto della cuffia”, come si dice. Anche Brienne, col tempo, è diventata un personaggio che mi appassiona. Nella prossima stagione avremo più tempo per lei e il suo rapporto con Jaime. Vedrete. E poi, chi altri? Beh, devo dire che Sansa è molto più sopportabile sullo schermo che tra le pagine, nero su bianco era una lagna insostenibile, invece qui ha anche la sua composta dignità. Tywin è un altro che nel passaggio dalla carta alla celluloide – ma si dirà poi ancora così? Boh – cambia in qualcosa, pur facendomi sempre apprezzare il personaggio che comunque amavo odiare anche sulla carta. Un modo diverso di percepirlo, direi. 

Ora però fermiamoci qui, o dovrei elencare tutto il cast e dimenticando sicuramente qualcuno. Diciamo semplicemente che, come Tyrion adora partecipare al Gioco, a me piace guardarlo. Quindi, se non l’avete ancora visto, buona visione.

giovedì 8 dicembre 2011

Teen Wolf, recensione del PIlot

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Ho appena visto il Pilot di Teen Wolf. Hmpf! 
Il target è adolescenziale, e la sceneggiatura… beh, un giovane “nerd” viene morso da un lupo mannaro e il resto si scrive da sé. Tutto qui? Non proprio. 
Problemi:
  1. il tizio non è per nulla nerd, è pure belloccio (guardatelo nella foto, dove puzza di Twilight) ma non si sa perché, è fuori dal giro giusto. Questo basta a fare di lui uno sfigato? Non credo proprio;
  2. il suo migliore amico – nerd pure lui, si suppone – fa una battuta sulla licantropia, ma il protagonista non capisce e gli chiede cosa sia. Un vero nerd, queste cose le sa come che l’acqua è bagnata, il fuoco scotta e Spock è vulcaniano;
  3. la storia è prevedibile e tirata su coi soliti personaggi-cliché, concentrandosi soprattutto sui problemi sociali dell’adolescenza.
… ma chi è, Jacward?
Nonostante ciò, voglio vedere se ha intenzione di sollevarsi da questa piatta prima visione e migliorare nel suo proseguire, visto che il licantropo è il mio mostro preferito. Quindi gli concederò almeno un’altra puntata e poi chissà, forse qualche altra. Vedremo. 

Intanto, qualche dato di approfondimento: facendo il verso all’omonima pellicola degli anni ‘80 con Michael J. Fox, Teen Wolf ne prende solo il titolo e l’idea di base, ossia il licantropo adolescente. Le cose però qui sono molto diverse (come il fatto che la prima era comica e questa drammatica), ma vediamo i dettagli.

Attenzione, seguono SPOILERS 

mercoledì 19 ottobre 2011

Terra Nova, cineracconto (3)

2 commenti
L’ultima puntata è stata molto alla Lost – ma senza la medesima suspense – però abbiamo avuto mezze verità, segreti taciuti, tradimenti, ricatti, spiate… quindi o è Lost o è l’asilo, fate voi. Siamo nel Cretaceo, pare appurato, anche se i dinosauri c’entrano una minchia con quelli veri dell’epoca e va be’, si vede che la consulenza paleontologica è stata vagliata al cesso su carta morbida triplo strato. Entro i confini della recinzione di Jurassic Park, il villaggio vacanze pare Pufflandia e tutti sono felici.

mercoledì 12 ottobre 2011

Terranova, cineracconto (2)

4 commenti
Dunque, mi accingo a scrivere di Terra Nova, quindi – facendo i debiti calcoli – è già una settimana che non aggiorno il blog. Be’, direi che siamo tornati alla normalità, no? Okay, forse sarà il caso che ogni tanto posti qualcosa che sia meno lungo di un rogito… ma intanto parliamo di TN e dell’ultima puntata.

giovedì 6 ottobre 2011

Terra Nova, prime impressioni e cineracconto

7 commenti
Questa settimana è iniziata Terra Nova, ultima serie di sci-fi prodotta da Steven Spielberg bla bla bla ultima ferontiera della fantascienza che ridefinirà il concetto di telefilm bla bla bla niente sarà più lo stesso dopo Terra Nova bla bla bla… insomma, un battage pubblicitario da far venire il sospetto che se la volessero tirare da soli (la merda o la zappa, decidete voi). Io l’aspettavo con curiosità e timore, entrambi soddisfatti. Risultato? Cineracconto (con spoilers).

venerdì 29 luglio 2011

Auf V–edersehen!

5 commenti
Pare sia ufficiale, la nuova serie di V è stata cancellata. Oh, proprio adesso che c’eravamo liberati della zavorra e tutto filava per il meglio? E la povera Morena Baccarin, che dopo Firefly si vede sbattere in faccia anche le porte della sua nave madre… Insomma, ce l’hanno con lei? Ecco, adesso diranno in giro che porta sfiga, e non le faranno fare più serie TV (ché se c’è gente superstiziosa, è quella di spettacolo). O magari sono io che mi sto facendo un film, in mancanza di questo.

Comunque, su Facebook ho trovato un’iniziativa promossa dallo zoccolo più duro dei fans. Dubito che otterranno qualcosa, ma la segnalo a chi potrebbe essere interessato. In alternativa, pray the Queen for her Bliss.


So che la serie non ha raccolto ottime critiche, ma – fatta pulizia di quei personaggi inutili e fastidiosi – l’ultima stagione si era chiusa alla grande, mettendo una gran voglia di vedere il resto (finalmente spurio della zavorra). Secondo me c’era del buon materiale, tralasciando qualche scivolata sulla ricerca dell’anima umana, che non portava da nessuna parte e suonava piuttosto ingenua per una razza aliena colonizzatrice. Il resto però è riuscito ad andare al di là delle ingenuità degli anni ‘80 (che occupano sempre un posto nel mio cuoricino nerd) e presentare qualcosa di coinvolgente. Okay, non dico sia stato un capolavoro fin da subito, ma si stava mettendo in piedi e fare lunghi e gloriosi passi quando… puf! Fine. Beh, a me è dispiaciuto. Un po’ come alla signora Lovejoy.

The poor Miss Baccarin! Won’t somebody please think of Morena Baccarin!?
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