Oggi brontolo un po’, portate pazienza.
Avete presente Jumper, quel film coi tizi che usano il teletrasporto mentre una misteriosa organizzazione para-governativa con strane sblinde religiose cerca di farli fuori perché sì? Va beh, al di là del fatto che il film in sé è stupido come un rubinetto di sughero, l’ho rivisto di recente e mi ha fatto riflettere sulla presenza dei fighetti nella sci-fi.
Perché?
No, davvero, parliamone.
Sono abituato alla gente che punta il dito sui fans dei supereroi sfottendoci perché gne gne gne siete degli sfigati nerdoni pappappéro, ma poi al cinema passa ‘sta roba – mettiamoci in mezzo anche Push (che però mi è piaciutio di più) e altra sci-fi con protagonisti “cool” di quel genere lì che se entra in fumetteria è perché ha sbagliato indirizzo o deve fare moneta per il parchimetro – quindi non capisco lo scopo da parte di registi e produttori di appropriarsi di un certo genere per venderlo a gente con la quale c’entra tanto quanto il mercurio cromo e la tabellina del due.
Insomma, è chiaro che il pubblico della sci-fi non c’entra nulla con Hayden Christensen (a parte la sete di sangue per aver trasformato Anakin Skywalker AKA Darth Vader in un’insopportabile adolescente disadattato e sottilmente Emo), perciò mi domando: cosa cazzo stai facendo, Hollywood?
Adesso non pretendo che i protagonisti della sci-fi siano tutti nerd (anche se sarebbe divertente, ogni tanto), però sarebbe “simpatico” se vi rivolgeste al pubblico giusto quando pescate un genere, altrimenti se lo scopo è buttare soldi dateli a me.
Poi magari sbaglio e Jumper ha fatto buoni incassi perché qualcuno è andato a vedere gli effetti speciali e Christensen che si dà un tono da figo del tutto ingiustificato.
Non lo so, lo ignoro.
Quello che so è che guardandolo mi sono sentito preso per il culo, un po’ come se avessero preso qualcosa di “mio” – va beh, diciamo “nelle mie corde”, ché non ho il copyright – e lo avessero riadattato per venderlo ad altri, ignorandomi e spernacchiandomi bellamente. Tutto qui.
L’avevo detto che brontolavo, ma tranquilli che ho finito.

