venerdì 28 novembre 2008

Quiz gattoso

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Io ho un debole che sono i gatti, anche se sono discretamente allergico e la stretta vicinanza mi causa raffreddore allergico e lacrimazione evidente con arrossamento degli occhi (dando così l’impressione di essere lacerato nello spirito e nel corpo, che un tantino è anche vero), perciò quando vedo un test, un quiz, un giochino, un documentario, un articolo o qualunque cosa di gattosa mi si metta davanti, non resisto. Questo quiz l’ho “rubato” a EligRapHix, perciò le devo per lo meno la citazione.




You Are a Ragdoll Cat



You are extremely cute and cuddly. You are downright adorable.

Your personality matches your exterior. You are very laid back and sweet.



You don't really like the outdoors. You prefer to stay inside where it's cozy.

Luckily, you are the perfect houseguest. You are polite and obedient.

venerdì 21 novembre 2008

«What if…»: The Butterfly Effect

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Leggendo il titolo di un film prima di vederlo, non avete mai provato a immaginare di cosa si trattasse, per poi scoprire che era tutt'altro? O magari a come sarebbe stato realizzato se fosse stato, facciamo caso, un B-Movie? Io sì, e voglio provare a buttare giù qualcosa su un film che, confesso, non ho ancora visto. Applicando la regola del What If (E se...), che spopola tra i fumetti, tento di applicarla anche al cinema, e vediamo come butta. Oh, questo è un esperimento, sia chiaro! Se mi stufo non ce ne saranno altri, ma se mi diverto, allora poveri voi.
  • Titolo: The Butterfly Effect.
  • Trama: Una farfalla serial-killer batte le ali provocando disastri, tzunami, terremoti e tifoni in giro per il mondo. Il governo degli Stati Uniti – dopo aver condannato a morte Jeff Goldblum per averla tirata in ballo la prima volta in Jurrassic Park – le mette alle costole un’entomologa figa e un generale ombroso. Tra una catastrofe e l’altra, una torbida tensione sessuale li legherà, ma non si consumerà che a cenni. Tuttavia, dopo l’ennesima sciagura – che provoca la morte dell’assistente, nonché migliore (e unico) amico dell’antropologa –, si abbandonano ai sensi trombando come ricci nel privè di Briatore, finché un’onda anomala non minaccia il Billionaire. L’entomologa scopre come fermare la farfalla inviando un letale impulso radio mettendo a palla l’ultimo successo da discoteca. Mentre la farfalla è stordita da quella merda e cerca di suicidarsi in una bottiglia di Mirto, il Generale le tira addosso tutta una portaerei. Tra le esplosioni, l’entomologa e il generale copulano come criceti in frenesia sessuale. Tramonto e titoli di coda ancora sulle note della loro salvezza. TUNZ-UNZ-UNZ-UNZ!

mercoledì 19 novembre 2008

Il Demone di Dio

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Il Demone di Dio (God’s Demon, 2007) di Waine Barlowe

Genere: Horror.
Casa Editrice: Newton Compton (Nuova Narrativa Newton).
Traduttore: Tino Lamberti.
Pagine: 397.
Prezzo: 9.90 €.

Questa settimana ho iniziato con entusiasmo Il Demone di Dio di Wayne Barlowe, sono arrivato solo a pag. 70 e già ne sono innamorato; le descrizioni, l’ambientazione, la storia, i personaggi, tutto è originale e fa parte di un affresco inquietante quanto affascinante. Parte del merito è probabilmente dovuto al fatto che Barlowe è un pittore, ha quindi creato un mondo che potete anche vedere nelle sue opere (non perdetevele assolutamente), ma per capire di cosa sto parlando sarà il caso che leggiate il risvolto di copertina.
Dopo la cacciata di Lucifero dal Paradiso, i demoni vivono nell’oscuro regno dell’Inferno. Nel buio eterno, tra paesaggi di spoglia roccia e fiamme inestinguibili, dove riecheggiano le strazianti urla di dolore delle anime dei dannati, due città si stagliano imponenti sopra tutte le altre: Dis, governata da Belzebù (erede di Lucifero) e Adamantinarx, governata da Sargatanas. All’improvviso un tuono scuote l’intero regno, quando Sargatanas dà inizio alla sua folle rivolta, marciando contro la città che un tempo gli fu amica. Spinto dalla nostalgia per i luoghi abitati prima della caduta e dall’amore di Lilith, ambigua e sfuggente creatura infernale, il demone vuole mettere fine all’oppressione di Belzebù e vincere un’impossibile scontro tra titani. Il suo sogno è sovvertire l’ordine costituito, risorgere dal nero baratro dell’Inferno e tornare al cospetto di Dio nella serenità celeste. Per riuscirci dovrà affrontare una devastante guerra soprannaturale, una guerra in cui tutte le alleanze saranno possibili, compresa quella con le anime eternamente dannate.
Merita anche il risvolto sull’autore e i link ai suoi siti e alle opere.
Wayne Barlowe è nato a Glen Clove, New York. Artista e concept designer, alcuni suoi progetti sono stati utilizzati nei film Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban e Harry Potter e il Calice di Fuoco, in Hellboy, Hellboy 2, The Golden Army, Blade 2 e nel suo programma per Discovery Channel Alien Planet. Le sue opere sono apparse in gallerie emusei di tutto il mondo e spesso su riviste quali “Life”, “Time” e “Newsweek”. Per conoscere il mondi di Wayne Barlowe visitate i siti: www.waynebarlowe.com e www.godsdemon.com
Chiudo con qualche citazione e recensione di copertina.
«Barlowe presenta un epico affresco dell’Inferno, ricco di dettagli inquietanti. Nero su nero si stagliano passioni, intrighi, viltà ed eroismo». Guillermo del Toro, regista di Il labirinto del Fauno e Hellboy.

«Barlowe è noto per la potenza di certi suoi dipinti. E in questo romanzo crea qualcosa di altrettanto sensazionale: orrorifiche descrizioni dei paesaggi infernali e delle gesta di malefiche creature, una coinvolgente visione dell’Inferno e della rivolta di un demone in cerca di redenzione». Publisher Weekly.

«Un demone rinnegato lotta per redimersi in questa poderosa saga fantasy. La descrizione della grandezza e dell’orrore nell’Inferno toglie il fiato: quasi un capolavoro d’arte pittorica». Kirkus.

«Vivido, surreale, trascinante e sconvolgente. I personaggi evocano in egual misura pietà e disgusto, simpatia e orrore. Questo è un romanzo corposo sulla forza dirompente della speranza». Booklist.

«Una guerra all’Inferno? Era dai tempi di John Milton che non si leggeva una narrazione di eventi infernali così dettagliata e affascinante». Alice K. Turner, autrice di The History of Hell.

«L’occhio da artista di Barlowe è stato capace di creare un intero universo sotterraneo talmente accurato che vi sembrerà di toccare ogni cosa con mano». Richard Taylor, direttore di Weta Workshop.
Detto questo, correte a procurarvene una copia!

Brain, reloaded

2 commenti
Due o tre settimane fa, in quel di Parma, ho avvistato una tizia che ero sicuro di conoscere ma che non mi riusciva di collegare a nessun luogo o tempo specifico, anche lei mi guardava con la stessa aria perplessa; tuttavia, sopprimendo l’istinto di andare a chiedere, «scusi, ma lei mi conosce?», mi sono invece interrogato per un’oretta, finché la memoria non ha deselezionato il file archiviandolo come “perplessità clinica” o caso di “memoria apparente”. Insomma, visto che proprio non avevo idea di chi fosse, mi son detto che magari mi ricordava solo qualcun altro, così non ci ho più pensato.
Ieri, invece, camminando di ritorno verso casa e pensando a tutt’altra roba, ecco che il file fa contatto con un neurone sveglio e – Puf! – «era l’ex inquilina del piano di sopra!» Be’, non so se essere sollevato dal fatto che la mia memoria, tutto sommato, gli costasse anche un mese, ma prima o poi recupera il file e lo colloca al posto suo, o preoccuparmi per questi neuroni che funzionano a singhiozzo. Voi che dite?

martedì 18 novembre 2008

Causa trasloco, apro blog

6 commenti
Questo non è esattamente un nuovo inizio quanto un trasloco, anche se ho lasciato armi e bagagli nella casa vecchia, quindi diciamo che sì, dopotutto è anche un nuovo inizio. Viva la coerenza! Era da un po’ che ci pensavo, stufo della vecchia palazzina e attratto da quella nuova, quindi eccomi qui. Come primo post è una fregatura, chi sta leggendo se ne sarà accorto, perché non c’è mai niente di interessante da raccontare la prima volta. Uno po’ come quando incontri una persona nuova e ti tocca presentarti e/o dire qualcosa d’interessante. Non è obbligatorio, ma in genere è così che si fa. Quindi, anche in questa circostanza si suppone che faccia qualcosa del genere. Eh, è ‘na parola… vabbè, tagliamo la testa al toro.
La rana paradossale (Pseudis paradoxa Linnaeus, 1758) è un anfibio anuro della famiglia Hylidae. L’insolito nome di questa rana deriva dal fatto che il girino, che, con la coda, raggiunge i 25 cm, maturando rimpicciolisce, arrivando ai 5-7 cm dell’adulto. Conducendo uno stile di vita prevalentemente acquatico, possiede occhi e narici rivolti verso l’alto, per stare sotto il pelo dell’acqua, le dita posteriori palmate e la pelle viscida. Come già detto, vive soprattutto in acqua, specialmente in laghi, stagni e paludi e si nutre di invertebrati acquatici. Per cacciarli, smuove con le zampe il fango, disturbandoli. La femmina depone le uova in un nido schiumoso galleggiante. La rana paradossale è diffusa in gran parte del Sudamerica (Argentina, Bolivia, Brasile, Colombia, Paraguay, Perù e Venezuela) e nell’isola di Trinidad.
Ecco, e poi provate a dire che non sono originale.
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