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mercoledì 17 aprile 2013

2MM Nativity, Capitolo 10 – Backstage

7 commenti
La copertina di 2MMN è opera mia.
Ho già parlato QUI e QUI di Due Minuti a Mezzanotte, la round-robin super eroistica firmata Alessandro “Alex McNab” Girola a cui ho partecipato l’anno scorso, quindi rieccomi a scrivere di Nativity, la seconda stagione alla quale non ho saputo resistere. L’altra volta ho partecipato come riservista, questa volta invece, entusiasta e ben memore dell’esperienza precedente, ho dato la mia disponibilità fin da subito e oggi è uscito il Capitolo 10 scritto con le mie mani. Sì, perché con 2MM e con Nativity (o 2MMN), ci si diverte. Non solo a scriverla, ma anche a leggerla. Quest’anno poi è stata varata anche la bellissima iniziativa del backstage, ossia il post sul come e il perché si è scritto quello che si è scritto e così via. Già, proprio come sui DVD, avrete i vostri dietro le quinte col making-of, perciò rispetto la nuova tradizione e faccio subito la mia parte.

In tutta onestà, non ero sicuro di cosa avrei scritto prima di un paio di settimane fa, così mi sono riletto tutti i capitoli valutando i vari spunti a disposizione. Alla fine però ho risposto al richiamo degli “antichi” affetti. Infatti nella stagione precedente mi sono occupato di Ammit, affascinato dal personaggio creato da Matteo Poropat sin dalla sua prima apparizione nel Capitolo 20, così ho voluto darle un ruolo da protagonista nella resa dei conti finale. La palla è stata poi magnificamente raccolta nell’Ultimo Capitolo da Angelo Benuzzi, che ne ha fatto un evento globale degno di un finale di stagione col botto, in tutti i sensi.
Ammit è morta, lunga vita ad Ammit!
La mia infatuazione però non si è spenta con la sua dipartita. Anzi, tra la prima e la seconda stagione di 2MM, ho rimuginato su vari stratagemmi per introdurre una sua eredità in Nativity, finché leggendo il Capitolo 2 di Giovanni Grotto non mi si sono illuminati gli occhi nello scoprire che qualcun altro ci aveva pensato. Perfetto, in qualche modo dovevo mettere mano ai Figli di Ammit e dare il mio contributo alla Causa. In seguito, quando nel Capitolo 4 si è palesato un Grande Toth multitasking come una colonia di formiche online, ho capito che questi due andavano messi insieme, come il Mastro di Chiavi e il Guardia di Porta
Di fronte all’ascesa di Whael, i fedeli di Isabelle non potevano starsene con le mani in mano. Se poi ci aggiungete quanto sia morta incazzata nei confronti del marito e tutto il resto – proprio mentre la sua mente era in contatto con tutti – capirete il perché di questa vendetta (che, come ho letto recentemente su Facebook, non è un piatto da servire freddo ma da spaccare in fronte). Ecco quindi la necessità di colpire duro, a partire da Heavy Rain e l’ambizioso progetto di rinverdire il Sahara come un giardino trascurato (era necessario abbattere un simbolo), fino alla devastazione delle Baraccopoli con lo scopo di tagliare le gambe al Progetto Girini e punire l’eretica arroganza del Presidente. Il resto invece è nelle mani di chi vorrà prendere la palla che ho lanciato e continuare il gioco a modo suo. Per loro ho solo poche indicazioni o consigli.
I nuovi Super, ma chi sono?
Inizialmente volevo usare solo Vayu, ma documentandomi sul dio indiano dei venti da cui prende il nome ho scoperto che fa parte dei Lokapāla o Guardiani del Mondo, è stato quindi – capirete – colpo di fulmine. Da lì è nata l’idea di un corpo speciale dei Figli di Ammit, fedelissimi alla Dea e diretti sottoposti di Ram Dao. Sbirciando le varie formazioni dei Lokapāla – che variano in base alla tradizione induista, buddista, ecc. – ho scovato Agni, divinità del fuoco perfetta per i miei scopi.

Per chi verrà dopo e vorrà farne uso, ho lasciato aperta quella porta: «I Lokapāla, i Guardiani del Mondo, erano su suolo egiziano. Ram Dao li aveva scelti personalmente, la sua élite tra i Figli di Ammit. Due di loro erano già all’opera, iniziando la Vendetta della Dea». 
Un consiglio, i Figli di Ammit sono una setta “deviata”, pertanto, anche se io ho seguito la linea induista, questo non vi obbliga a fare lo stesso, perciò se doveste trovare una divinità più adatta ai vostri scopi nelle altre formazioni, non credo dovreste farvene un problema. Oppure potete infischiarvene e non farne apparire altri, lasciando tutto nelle mani di Vayu e Agni.

Adesso però parliamo dei miei ragazzi, anche se tutto quello che c’è da sapere su di loro è in quelle poche righe che li caratterizzano.

Vayu è interpretato da Arya.
Vayu è di buona famiglia, ha avuto un’educazione occidentale di alto livello, è colto ed è uno sbruffone. Quando dice che avrebbe potuto fare questo e quello a Heavy Rain probabilmente non mente, ma forse esagera almeno un po’ per eccesso di fiducia in se stesso. Ha un Ego importante, ma io lo immagino anche insicuro. Per esempio, ammetterebbe mai di fronte ai suoi colti amici occidentali di far parte di una setta come questa? Probabilmente proverebbe “imbarazzo”, ma anche se la sua Fede in Ammit potrebbe non essere così profonda, la sua fedeltà a Ram Dao – a cui deve il suo potere e l’opportunità di sfoggiarlo – è innegabile. Di nuovo, lo ammetterebbe di fronte alla sua cerchia snob? Oggi come oggi, probabilmente la spazzerebbe via senza degnarli di una risposta.

Agni è interpretato da Kunal Kapoor.
Agni è l’opposto di Vayu. Viene da una casta povera, forse è un Intoccabile, ma questo non l’ho specificato per lasciarvi libertà di manovra. Potrebbe essere stato un servitore, un necroforo, un macellaio o quello che vi pare. Ha una profonda fede in Ammit e una grande fedeltà verso Ram Dao, alle quali è grato per l’affrancamento dalla sua precedente condizione più che per il suo potere. L’uso che ne fa è infatti strettamente legato alla volontà di Ram Dao e agli obbiettivi della setta. Non è un fanatico nel senso comune e violento del termine, perciò anche quando dà alle fiamme una città e i suoi abitanti lo fa con un senso di perdita, ma agisce comunque per uno scopo che ritiene superiore. Viste le sue umili origini non ha mai ricevuto un’educazione superiore, perciò probabilmente parla solo hindi o giusto un po’ di inglese (ma solo nel caso in cui fosse stato il servitore di una famiglia importante, con ospiti o soci stranieri). Questo lo dico perché sarebbe assurdo prendere un ex paria e farlo parlare fluentemente con gli altri personaggi, visto che prima di questa missione potrebbe non essere mai uscito dall’India (per non dire dalla sua città o villaggio, qualunque esso sia).
Che hai fatto al Grande Toth?
Il Grande Toth è infine impazzito. L’ho deciso perché era troppo. Troppo forte, troppo onnisciente, troppo ovunque. Troppo. Inizialmente il suo potere consisteva nel creare Canopi e controllarli come un burattinaio, perciò nel momento in cui è diventato i suoi burattini, intricando i fili delle loro coscienze, uno di questi doveva spezzarsi da qualche parte. Sono curioso di vedere come verrà gestita la follia di Whael, in questo senso esiste ampia manovra. Ho accennato al fatto che non tutti i Canopi la pensano allo stesso modo, che altri vogliono una decimazione interna e che ognuno di loro vuole vivere. Lo stesso Whael originale, nella sua vasca di contenimento, deve essere molto in ansia. Mi piace anche l’idea – anche se l’ho cullata ma non espressa – che questo potere insidioso sia una Maledizione inflittagli dalla stessa Isabelle come dono d’addio.
Conclusioni.
Ram Dao doveva vendicare Ammit, fermare Whael e rivelare al mondo la sua presenza. Tutti questi elementi si chiamavano tra loro, era solo necessario metterli insieme. Mi auguro di averlo fatto nel modo migliore che spero sia gradito a tutti, soprattutto ai lettori e a chi dovrà prendere in mano questo materiale nei prossimi capitoli. 

Solo un’ultima cosa. Siate buoni coi miei ragazzi, sono la gioia di papà.

mercoledì 12 dicembre 2012

Due Minuti a Mezzanotte, gran finale!

2 commenti

Se qualcuno nell’immenso Web si fosse perso la round robin Due Minuti a Mezzanotte, lanciata e creata da quel geniaccio di Alex “McNab” Girola, sappiate che è finita la prima stagione, conclusa con un episodio magistrale di Angelo Benuzzi che ha scritto anche un interessante back-stage del finale. No, non fate quei musi lunghi! Adesso potete scaricarla e leggervela tutta in santa pace avendo a disposizione i formati ePub e Mobi realizzati da quell’altro bravo ragazzo di Matteo Poropat, che paziente e certosino li ha aggiornati di puntata in puntata lungo tutti i 34 episodi della serie. A proposito, io ho scritto il numero 31 e me ne vanto, non solo perché ne sono soddisfatto ma soprattutto perché mi sono divertito. È stata un’esperienza da capelli grigi, bianchi e in caduta libera ma anche di entusiasmo e divertimento a non finire, poi dietro a 2MM c’è una bella squadra di gente e un mondo che Alex ha saputo farci amare come aveva già fatto col Survival Blog, quindi lo ringrazio anche stavolta e gli ripeto per l’ennesima volta che fargli le copertine non è mai un peso ma piuttosto uno spasso, infatti per 2MM ho realizzato qualche illustrazione e le copertina di alcuni spin-off, perché circolano pure quelli e ve li potete leggere sempre gratis scaricandoli dalla rete. No, dico, supereroi gratis. Cosa volete di più, le mie adenoidi su un piatto d’argento? 

martedì 10 aprile 2012

Due minuti a Mezzanotte, l’ora dell’eroe!

3 commenti
Libby.
So che, se leggete il blog di un nerd come me, vuol dire che sotto sotto lo siete anche voi, almeno un po’. Non raccontiamoci balle e guardiamoci nelle palle dei pixel. Bene. Quindi una cosa che ci lega o ci ammanetta, a seconda dei gusti – non sono qui per giudicare nessuno – potrebbero essere i fumetti. Di più, i supereroi. Ecco, là fuori… no, non guardate la finestra, parlo sempre della rete. Dicevo, là fuori nella rete, nella blogosfera, sta succedendo qualcosa. È iniziato un evento, Due minuti a Mezzanotte. Oh, smette di guardare l’orologio e seguite il link! Anzi, spulciate il blog per scoprire l’ambientazione, i personaggi, le regole e i trentatré autori che ci sono dietro, capitanati dal buon McNab che anche questa volta – dopo il Survival Blog – riesce ancora una volta a creare qualcosa che coinvolge e appassiona. No, questa volta io non partecipo (creativamente, in questo periodo sono pari a un’opossum stecchito), ma leggerò ogni singolo episodio con avidità. Quello che scoprirete è un mondo molto simile al nostro, tranne che nel 1973 (il mio anno di nascita, buffo) un’incidente con la Teleforce, verificatosi contemporaneamente in otto fabbriche delle Salazar Industries, muta 160 umani generando i Super. Da allora il mondo è difeso da due squadre ufficialmente riconosciute; lo START con base presso Admiral City, Portorico, e Fortress Europe con sede a Bruxelles, Belgio. Gli altri super vivono nell’ombra, operano fuori dalla legge e nell’anonimato, oppure si sono dati al crimine. Ora però la minaccia viene da un misterioso Super che si fa chiamare Mezzanotte. Chi sarà e cosa vuole? Come al solito, lo scoprirete solo seguendo le avventure di Due minuti a Mezzanotte, che potete seguire anche grazie alla sua pagina Facebook. Non perdetevelo! 
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