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martedì 18 gennaio 2011

Libri Interrotti

9 commenti
Ecco, mentre siamo tutti reduci del Meme libresco, e Gelo prepara l’imponente progetto dei 100 LIBRI PER SEMBRARE FIGHI (il maiuscolo ce l’ha messo lui e ce lo metto pure io, ché il progetto è grosso per davvero), mi viene a galla qualche riflessione sui libri che ho letto, ma soprattutto su quelli che no, con tutta la buona volontà, non ci sono arrivato in fondo.
Ecco, capitano periodi – a me, a voi, a tutti quanti – di non imbroccare un libro neanche a tirarli nel carrello tipo yogurt al banco frigo. Quest’anno – va beh, l’anno scorso ormai – ho messo gli occhi su Le mappe dei miei sogni di Reif Larsen, che per impostazione grafica (è corredato di schemi e mappe “disegnate dal protagonista”) e idee mi affascinava di brutto, poi con la raccomandazione di Stephen King: «I grandi libri sono un dono per i lettori che hanno la fortuna di scovarli. Questo libro è un dono enorme», mi ero convinto – di più, infatuato in anticipo – che fosse il Libro Giusto.
Ecco, poi l’ho iniziato e devo dire che… bello, eh! Sì, ma insomma… dico, va bene tutto, ma troppi flashback, ragionamenti in forma di subordinata o quasi, ricordi e voli pindarici (che anche Pindaro direbbe: «Che ti voli a fare?») per arrivare (o anche no) al punto. Per dire, mi sono fermato a pagina 44 e tutto quel che è successo dall’inizio è il protagonista che stava fuori a sbucciare pannocchie con la sorella finché la madre non l’ha chiamato in casa per rispondere al telefono. Tutto lì. Sì, tra una pannocchia e un «Pronto?» al telefono, questo s’è raccontato la storia della sua famiglia, intrecciando aneddoti sul padre cowboy, la madre entomologa, la sorella preadolescente eccetera, ma non è che il ritmo lo supportasse poi così bene (anche se la storia, lo ammetto, è originale e intrigante), infatti senza neanche accorgermene l’ho mollato lì per andare avanti con altro, e solo qualche giorno fa m’è venuto in mente di averlo ancora lì in sospeso. Beh, per ora non ho voglia di riprenderlo in mano, poi si vedrà.

Un altro buco nell’acqua è stato Manituana del collettivo Wu Ming, che a me – dovevo saperlo – porta male, infatti nella sua precedente incarnazione di Luther Blissett avevo provato a leggere Q, ma anche lì ho capitolato (più che altro m’è capitolata la testa dalla noia, cascando in avanti con un accenno di bauscina da semi-coma). Di loro non ho letto altro, e quindi magari sbaglio, ma quel che non ha funzionato tra me e i loro libri è quel senso di compitino ben studiato, di ricerche approfondite fatte a casa dai primi della classe, tutte infuse in un libro che poi soffre della sindrome del saggio appena romanzato. Ecco, io quelle cose lì non le digerisco. O mi scrivi un romanzo con un’ambientazione credibile oppure mi dai un saggio zeppo d’informazioni ghiotte, tentare di metterli insieme è come accoppiare un gatto con un pappagallo; mi piacciono tutti e due – separatamente – ma dubito ne possa venire qualcosa di meglio di un verboso e irritante pappagatto, come in effetti è IMHO ciò che hanno prodotto Wu Ming, Luther Blissett o Comunque Si Chiameranno Domattina.

Anche Sweeney Todd, devo dire… bestia, che noia! In questo caso però la colpa può essere del periodo in cui è stato scritto, e quindi l’irritante stupidità delle protagoniste femminili sarebbe forse ascrivibile alla misoginia dell’autore Anonimo. Resta il fatto che è ancora lì, in vana attesa d’esser ripreso in mano. Beh, Sweeney, mettici una pietra sopra. Io l’ho posata su di te.
Ecco, questo è il mio podio dei Libri interrotti per l’anno appena passato. Quello che mi domando, è: anche voi avete sbattuto il muso su uno scoglio brossurato o rilegato? Mi piacerebbe sapere quali sono i titoli sul vostro podio e perché vi hanno deluso, magari confrontare quelli che a voi son piaciuti da impazzire e a me hanno fatto allungare le palpebre, o viceversa. Insomma, farmi un mazzetto di fatti vostri. Dai, che sicuramente nel 2010 (o anche questo mese) avete chiuso almeno un libro con la stessa soddisfazioni con cui si sbatte la porta in faccia a un rompicoglioni, dovete solo fare i nomi.
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