Il giorno dopo, all’entrata di scuola, Bella viene “rapita” da Jake – un abitudine che sta diventando uno sport quasi più popolare del curling – e insieme scappano dalla sorveglianza di Alice, approfittando del suo punto cieco sulla sorte e la volontà dei licantropi.
Fanno quattro chiacchiere e salta fuori che Quill ha avuto l’Imprinting sulla nipote di Emily, che ha due anni. Allo sguardo inorridito di Bella, Jake la tranquillizza assicurandole che Quill non è pedofilo e la bambina non sta scegliendo le fedi e il vestito. Aspetteranno quei comodi decenni necessari e poi, sicuramente, si ameranno alla follia come chioccia e pulcino. La storia dell’Imprinting si fa sempre più ridicola, ma veniamo distratti da questo affascinante fenomeno della pedofilia... ehm, della licantropia, quando Bella si lascia scappare che verrà vampirizzata. Allora Jacob s’incazza di brutto. Ma di brutto, brutto! Tanto che sbotta, affermando che a quel punto per lui è come morta.
Ferita e incazzata nera, Bella torna a casa Cullen in moto – chissà poi perché – e slittando sul fango e la pioggia riflette che a Forks quello non è il mezzo di trasporto ideale (forse una barca a remi sarebbe più appropriata, o magari un mezzo anfibio). Purtroppo, miracolosamente arriva viva, accolta da Alice che le fa una gran predica, più che altro perché quel cagacazzi di Edward se la prenderà con lei, e infatti arriva talmente di corsa che quella notte Bella si sveglia trovandoselo nel letto. Cioè, che poi sarebbe il letto di Edward, ma il fatto che la pulzella giaccia lì inoffensiva sappiamo quanto irresistibile possa essere per un vampiro, specie se patetico e ridotto – malgrado il secolo di vita – a tacchinare ragazzine beote.
Bella è entusiasta, gli si struscia addosso in tutti i modi, cercando di copulare anche con parti anatomiche che non hanno il minimo scopo trombereccio, come le ginocchia e il cavo popliteo. Poi lo interroga su un accenno fatto da Rosalie la sera prima sulla loro permanenza in Alaska, presso l’altra comunità di vampiri vegetariani. Non ne ho parlato prima perché mi sembrava una frivola cazzata, ma avrei dovuto scommetterci le pluridannate palle che per Bella era più importante di tutto il resto. Insomma, pare che Tanya – la vampiressa in capo di Denali, non l’acerrima concorrente di Barbie – all’epoca fosse attratta da Edward e c’avesse anche provato. Ma lui no, assicura, giura e spergiura di averla respinta perché preferisce le minorate. Ops, le minorenni. Bella, rassicurata, si riaddormenta.
L’indomani, di ritorno a casa sua dopo la pausa Cullen, Bella trova un messaggio di Jacob che l’aspetta: vorrebbe scusarsi con lei. Un attimo, è mai possibile che costei sia l’unica diciottenne senza cellulare su tutto il pianeta? Va beh, intanto sale in camera sua e si accorge che manca una camicia, poi arriva l’immancabile Edward che sniffa in giro e l’informa che un vampiro sconosciuto si è introdotto nottetempo in casa sua, mentre Charlie dormiva, e ha portato via della roba.
Ecco, la sfiga di Bella e le sue irresistibili attrattive nei confronti di chi la vuole morta tornano alla ribalta.
Edward chiama i soccorsi.
Parlò così velocemente che non capii le parole. Non impiegò più di mezzo minuto.
Se avete immaginato la scena come ho fatto io, starete ancora ridendo. Se non l’avete fatto, posso suggerirvi una canzone a caso di
Alvin e i Chipmunks?
Alla fine si mettono d’accordo e la famiglia Cullen decide di indagare sul misterioso intruso e le sue losche mire, mentre Ed e Jake organizzano una tregua tra vampiri e licantropi per coordinare gli sforzi. Il tutto col telefono di casa, perché nessuno a Forks ha un cazzo di cellulare.
Poi, quando Edward se ne va, arriva Jacob che annusa in giro a sua volta per riconoscere l’odore dell’intruso, dopodiché chiacchiera con Bella, lavano i piatti insieme e ricompongono la frattura dopo l’ultima litigata. Fatica sprecata, perché mentre Bella l’informa che verrà vampirizzata dopo la Maturità, Jake si taglia rompendo un piatto per la rinnovata stizza.
Per essere una che se la spassa coi morti, e non vede l’ora di succhiare sangue dalla giugulare di un mammifero a caso, Bella sbianca e ci manca pochissimo che svenga per un semplice taglio. Jake la rassicura e le mostra che la ferita sta già guarendo, infatti alla fine della conversazione è già rimarginata del tutto. Dalla via che c’è, la invita a La Push, ma lei deve sempre chiedere il permesso a Edward, così Jake coglie nel segno.
«Sai, l’altro giorno ho letto un articolo sul controllo degli adolescenti, sulle relazioni clandestine e...».
Bella tergiversa, piccata ma punta sul vivo. Così, prima di andarsene, Jake la stuzzica strappandole la promessa di chiedere a Edward il permesso di andare a giocare con lui.
Solito cambio di scena, esce Jake ed entra Edward. Sembra la Commedia dell’Arte, giuro! E lo fanno anche apposta perché non sopportano l’uno l’odore dell’altro, ma anche perché sono due maschietti con gli ormoni che cantano a cappella.
La coppietta, di nuovo riunita di fronte al pericolo, chiacchiera e prova a fare uno più uno. Secondo i Cullen, gli omicidi di Seattle sono opera di vampiri Neonati e affamati. Però il misterioso intruso, i soliti noti che vogliono Bella morta, hm... no, per loro non ha senso e perciò non vengono a capo di nulla. La nocciolina fa
toc-toc nel cervello, ma neanche una scintilla. Tutti hanno già dimenticato le incursioni di Victoria all’inizio del libro, notare prego.
Colto però da improvvisa magnanimità, e anche perché c’è una tregua in corso coi licantropi, Edward permette a Bella – in via del tutto eccezionale – di andare da Jacob a La Push per la festa di cui si favoleggiava all’inizio e che io ormai ritenevo già passata e persa da un pezzo, visto che siamo circa a metà libro, invece fa ancora in tempo perché - ricordiamolo - il tempo a Forks procede
a buffo. Però insiste per accompagnarla almeno al confine con la riserva, ma prima di lasciarla salire in moto - anche Ed si è moto-munito, e la sua è tanto grossa quanto tamarra e sborona - le calca un casco in testa, le infila una giacca da motociclista, e ci mancano solo ginocchiere e quant’altro prima che questa parta vestita da Bibendum e al luogo dell’incontro venga passata a mo’ di staffetta da Edward a Jacob - sempre in moto - con le raccomandazioni del caso, tipo: “guidate piano”, “non bevete” e “non fate tardi”. Bella saluta Mamma Ed e parte con Jake.
Continua...