Visualizzazione post con etichetta christopher moore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta christopher moore. Mostra tutti i post

domenica 11 novembre 2012

Christopher Moore

11 commenti
Christopher Moore (Toledo, Ohio 1957).
La mia prima volta con Moore fu nel 1993, avevo vent’anni quando finalmente Euroclub mi propose due titoli ai quali non potei resistere, La Commedia degli Orrori (Practical Demonkeeping, 1992) e Il Ritorno del Dio Coyote (Coyote Blue, 1993). Fu amore a prima lettura, maledetto tuttavia dall’impossibilità di reperire altri titoli fino agli anni più recenti, quando quella macchina distratta che è l’editoria italiana si accorse di questo autore per me eccezionale.

La Commedia mi introdusse alla conoscenza di Travis e del demone Catch, al quale il protagonista è legato per colpa di un patto infernale dagli esiti più seccanti che possiate immaginare. Altro che Faust e Mefistofele, Catch non è per niente ammaliante e sinistro ma piuttosto un fastidioso mostriciattolo invisibile a tutti tranne che a Travis, tranne quando ha fame e… vedrete vedrete, certe cose vanno scoperte tra le risate che vi farete leggendolo, perché per fortuna oggi lo potete reperire in libreria col titolo Demoni, istruzioni per l’uso, edito dalla Elliot che cura tutte le sue pubblicazioni recenti.

Quanto al Dio Coyote, ho brutte notizie per voi. Da noi non è stato ancora tradotto e quindi se avete difficoltà con l’inglese dovrete attendere. Per me fu una rivelazione, e da questo libro nacque anche l’interesse per i nativi americani e le loro molte e diverse culture. In questo caso si tratta della Nazione Crow del Montana, di Sam Hunter e del Vecchio Coyote, il Dio imbroglione dalla sua gente che torna a ricordargli le sue origini e la sua vita passata attraverso una serie di avventure che solo un trickster potrebbe infliggere a un essere umano. Riuscite a immaginare cosa voglia dire andarsene in giro col proprio dio che ha uno spiccato gusto per bacco, tabacco e venere? Beh, dovete assolutamente scoprirlo.

Anni dopo quell’incontro felice passarono molti anni durante i quali ci avevo messo ormai una pietra sopra, finché la Elliot non pubblicò nuovi titoli. Evviva!

Il Vangelo secondo Biff (Lamb: The Gospel According to Biff, 2002), talmente bello che mi ha quasi convertito al cristianesimo. Quasi. Il migliore amico di Gesù racconta cosa accadde veramente, compresi gli anni che non figurano nei vangeli, ossia quelli tra l’infanzia e l’età adulta. Forse anche voi a catechismo vi siete domandati se mancassero delle pagine al vostro libro o se nessuno ne parlasse per qualche motivo losco e idiota, ma per fortuna la vostra curiosità verrà soddisfatta da Moore meglio di quanto abbiano fatto i Padri della Chiesa con tutto il resto che vi è stato propinato a messa. Inoltre qui avrete il notevole vantaggio di non addormentarvi ma di ridere un bel po’.

Sesso e lucertole a Melancholy Cove (The Lust Lizard of Melancholy Cove, 1999) è… beh, un mostro marino antichissimo e arrapato, Prozac e placebo in quantità, un vice sceriffo dallo spinello facile, un anziano musicista blues e inspiegabili fenomeni e delitti che descrivere o elencare rovinerebbe solo la scoperta di questo libro. Moore riesce a sopraffare il suo lettore con trovate e battute inaspettate, crea un mondo apparentemente normale che nasconde una serie di prodigi che aspettano solo di essere scoperti da eroi così improbabili da dover fare uso di parecchia ironia e qualche birra per mandare giù questo boccone soprannaturale, perché nonostante i suoi libri siano indipendenti e auto-conclusivi si citano tra loro, e alcuni personaggi viaggiano dall’uno all’altro portandosi appresso citazioni di altre avventure.

Ho detto un’istante fa che i libri di Moore sono auto-conclusivi, ma devo correggere immediatamente il tiro nel caso di Suck! (You suck! A love story, 2007) che è in realtà il secondo volume di una trilogia, disgraziatamente pubblicato in Italia prima del volume precedente che quindi rischiate di spoilerarvi completamente leggendo questo. Esattamente come è capitato a me che non lo sapevo. Prima infatti verrebbe Bloodsucking Fiends: A Love Story (1995) e poi Bite Me: A Love Story (2010), entrambi ancora non tradotti. In questo caso mi rimetto a voi, scegliete se attendere che la trilogia esca nell’ordine corretto o buttarvi nella lettura di questa improbabile storia d’amore di vampiri, con la mia garanzia personale che non troverete in essa neanche un briciolo della stucchevole porcheria che riempie la Saga di Twilight.

Un lavoro sporco (A Dirty Job, 2006) è stata la mia penultima lettura, davvero affascinante. L’inizio ti spiazza quando Charlie si ritrova istantaneamente padre e vedovo in seguito alla morte di parto della moglie, poi strane voci nelle fogne, creature che si muovono nel buio e gente che gli muore intorno lo introducono al mondo dei Mercanti di Morte, e da quel momento la sua vita prenderà una direzione imprevista. Personaggi esilaranti, mastini infernali e divinità della morte riempiono ogni pagina di sorprese che mi sono goduto dall’inizio alla fine, volendone ancora anche di fronte alla pagina bianca dopo la parola fine. 

Attualmente sto leggendo e sono quasi in conclusione di Sacré Bleu (Sacré Bleu, 2012), la sua penultima uscita che tratta del mondo dei pittori impressionisti in una Parigi infestata dal Colorista, un misterioso personaggio che lascerò scoprire a voi. Un assaggio però ve lo regalo, è un’istantanea del protagonista da bambino, Lucien, figlio di un panettiere appassionato di pittura dal quale eredita sia il mestiere che l’arte., a giudicate voi.
Poi salirono sull’imperiale dell’omnibus e andarono al Louvre ad ammirare i quadri, per dare a Lucien un punto di riferimento da cui iniziare la sua carriera d’artista.
«Ci sono tanti quadri con la Madonna» disse Lucien. «Ma non ce ne sono due uguali».
«La madonna ha tanti volti, ma la riconosci dal manto azzurro. Dicono che sia lo spirito che vive in tutte le donne».
«Guarda, qui è nuda e Gesù Bambino ha le ali» disse Lucien.
«Questa non è la Madonna, è Venere, e quello non è Gesù ma Cupido, il dio romano dell’amore».
«Lei non ce l’aveva lo spirito della Madonna?»
«No, Venere è un mito pagano».
«E mamma? Lei ce l’ha, lo spirito della Madonna?»
«No, Lucien, anche tua madre è un mito pagano. Vieni, guarda questi lottatori».
Di ultimissima pubblicazione è Uno stupido Angelo, che mi dovrò assolutamente procurare, specie trattandosi di un romanzo natalizio su un bambino convinto di aver assistito all’omicidio di Babbo Natale e che quindi prega per la sua resurrezione finché l’Arcangelo Raziel, non certo la mente più brillante del paradiso, decide di correre in suo soccorso con risultati che dovrò scoprire come tutti voi. 

Nell’elenco delle pubblicazioni ho saltato Fool (Fool, 2009) perché purtroppo non sono ancora riuscito a procurarmelo, ossia la storia del buffone di corte di Re Lear. Farò di tutto per avere anche questo, e grazie a una segnalazione che mi hanno fatto oggi – grazie un sacco – potrei recuperarlo con un acquisto online, evviva! 

Bene, non potrei aggiungere altro a parte qualche nota biografica come si fa di solito negli articoli seri sugli scrittori, ma io non sono mai stato un blogger serio e quindi vi rimando alla Pagina su Chris della Wiki, che poi è da dove avrei comunque pescato i dati da rifilarvi in un bel pacchetto di copia e incolla. Perciò, con questo concludo e all I’m saying is give Moore a chance. Buona lettura!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...