Come annunciato nel post sui
Grandi felini neri delle Highlands, è arrivata la volta dei Cani Neri e altre creature simili, che però affronteremo in un terzo post perché non voglio farvi leggere una roba lunga come l’Autostrada del Sole. Vedrete in itinere che anche qui si mescolano religione cristiana e paganesimo, il tutto ben amalgamato da una fertile superstizione popolare, ma andiamo a cominciare coi
Black Dogs propriamente detti, prima di passare alle altre mute soprannaturali (come al solito, la mia fonte principale è rappresentata da
Katharine Briggs).
Black Dogs (Cani Neri). Le storie dei Cani Neri sono diffuse in tutto il paese. Essi sono generalmente pericolosi, hanno il pelo nero irsuto e sono grandi come un vitello; se qualcuno li picchia o li rimprovera, essi possono distruggerlo. In Inghilterra i Cani Neri spesso sono fantasmi di uomini che hanno assunto l’aspetto di cani.
Se ben ricordate, nel post precedente dicevamo che spesso i Cait Sith erano ritenuti streghe sotto mentite spoglie, e non creature fatate. Il discorso della metamorfosi pare quindi accompagnare anche i Black Dogs, sebbene in congiunzione al mondo dello spirito (che brutta espressione, ma non sapevo come altro metterla giù). Ancor più dei felini, i cani sono spesso pericolosi, tranne per quanto riguarda i Cani Neri Guardiani, dei quali riporto un caso trattato da Augustus Hare nel libro In My Solitary Life:
Mr. Wharton negò. Egli disse: «In una piccola locanda di Ayscliffe ho conosciuto Mr. Bond, che mi ha raccontato una storia sul mio amico Johnnie Greenwood di Swallcliffe. Una sera Johnnie doveva attraversare un bosco lungo circa un miglio per andare da alcuni amici. all’ingresso del bosco fu affiancato da un gran Cane Nero che si mise a trotterellare al suo fianco. Johnnie non riuscì a capire da dove fosse saltato fuori, ma esso non lo lasciò un istante, e quando il bosco divenne così buio e fitto che non riusciva a vederlo, sentiva quello scalpiccio accanto a sé. Quando uscì dal bosco il cane scomparve, senza che lui avesse potuto vedere dove si era cacciato. Johnnie fece la sua visita e prese la stessa strada per ritornare a casa. all’ingresso del bosco il cane gli si affiancò di nuovo e gli trotterellò accanto come prima; ma non lo toccò mai, ed egli non parlò con lui, , di nuovo, quando Johnnie emerse dal bosco, il cane era scomparso. Anni dopo, due carcerati della prigione di York raccontarono al cappellano che quella notte essi si erano nascosti nel bosco con l’intenzione di derubare ed uccidere Johnni, ma quando avevano visto quell’enorme cane, avevano pensato che Johnnie e il cane insieme erano un po’ troppo per loro». Questo è ciò che io chiamo un’utile apparizione, disse Mr. Wharton.
La stessa Briggs afferma di aver «udito una storia simile nel 1910, raccontata a Londra da Mr. Hosey, un vecchio prete, e un’altra dello stesso tipo, concernente un noto ministro anticonformista che stava raccogliendo denaro a scopi caritatevoli in una parte solitaria del paese, viene dallo Yorkshire. Si dice che la collina di Birdlip sia frequentata da un Cane Nero buono che guida i viaggiatori attraverso le colline e i sentieri bui; ma, anche il Somerset, possiede una tradizione sui Cani Neri Guardiani. Ruth Tongue racconta due aneddoti sui Cani Neri benevoli del Somerset in County Folklore».
Il racconto della Tongue è il seguente:
Una vecchia signora ottantacinquenne, nel 1960, mi raccontò la sua esperienza in Canada con un Cane Nero: «Quand’ero bambina vivevo fuori Toronto, ed una sera dovevo andare in una fattoria che distava alcune miglia. Il sentiero passava attraverso un bosco ed io avevo una gran paura, ma un Cane Nero mi si affiancò e mi portò sana e salva fino alla porta. Al ritorno esso apparve di nuovo e mi riaccompagnò vicino a casa mia. Poi svanì».
Noterete come le leggende seguano i popoli a cui appartengono in giro per il mondo (se avete letto American Gods di Gaiman ne avrete un’idea ben precisa, nonché divertente e ben romanzata). Non di meno, questi miti possono evolversi in nuove forme fino alle leggende metropolitane, talvolta fondendosi con altre per dar vita a un mito giovane emerso da uno stampo antico.
La Briggs racconta anche di aver raccolto in prima persona la testimonianza di un escursionista smarritosi nella nebbia sui Quantocks che, avvertendo la presenza di un cane accanto a sé e toccandone il mantello, pensò si trattasse del proprio che lo stava riconducendo fino a casa, ma al ritorno udì abbaiare dall’interno dell’abitazione, e solo voltandosi all’ultimo momento vide il Cane Nero Guardiano svanire. Un evento particolarmente interessante perché, come viene spesso sottolineato, è pressoché impossibile che qualcuno tocchi il Cane Nero senza subire danni.
Tra questi, Moddey Dooh (o Mauthe Dog di Peel Castle) è il più famoso dei Cani Neri dell’Isola di Man, reso noto da Walter Scott.
Nel XVII secolo, quando il castello era presidiato, un cane grande e peloso era solito recarsi nella stanza di guardia e stendersi là dentro. Nessuno sapeva a chi appartenesse né da dove venisse ed era così strano che nessuno osava parlargli; alla fine, un uomo noto per essere un ubriacone, un torturatore di cani e gran seccatore, ebbe il coraggio di dire alla bestia: «Alzati e seguimi» ed uscì dalla stanza. Il cane gli andò dietro e, improvvisamente, si udì un urlo tremendo e l’uomo tornò indietro barcollando, pallido e muto; il cane non fu più visto e l’uomo dopo tre giorni di semi-incoscienza, morì.
La leggenda di Moodey Dooh persiste fino ai tempi moderni, Walter Gill racconta due sue apparizioni, delle quali una avvenne nel 1927 vicino a Ramsey. Un amico di Walter Gill incontrò il cane: era nero, con lunghi peli irsuti e occhi enormi che sembravano due pezzi di carbone ardente. Non osò passargli accanto e i due si guardarono fino a che la bestia lo lasciò passare. l’altro racconto è di un dottore che nel 1931 – nello stesso posto – affermò di aver visto l’animale. Gill riporta la storia di un Cane Nero di Peel che agiva come un Guardian Black Dog, prevenendo la morte di molta gente.
Una sera, un peschereccio attendeva il suo capitano per salpare. L’equipaggio aveva deciso di fare una battuta di pesca notturna ma aspettarono invano tutta la notte l’arrivo dell’uomo; all’alba si scatenò una tremenda e improvvisa tempesta e gli uomini ringraziarono Dio di non trovarsi in mare. Appena la luce del giorno si fece più chiara essi videro il loro capitano che arrivava tutto trafelato; egli raccontò loro che un grande Cane Nero gli aveva impedito di raggiungere il molo e qualunque direzione prendesse se lo ritrovava sempre davanti.
Nonostante le leggende sui Guardians Black Dogs, il timore nei loro confronti resta profondo e reverenziale, anche perché risulta impossibile scorgere una differenza tra feroci e benevoli, così come esistono casi intermedi, per esempio quello di Capelthwaite del Westmorland che abitava in un granaio vicino Milnthorpe. Capelthwaite era ben disposto verso la gente della fattoria e radunava il bestiame per conto loro, tuttavia era aggressivo e pericoloso per gli stranieri, così – narra la leggenda – il vicario di Beetham eseguì due cerimonie finché non lo relegò nel fiume Bela, e da allora non fu più visto, tranne che da un uomo di ritorno da una fiera senza cappello e con la giacca strappata che raccontò alla moglie di essere stato gettato in una siepe da Capelthwaite (molte storie come questa circolano attorno a varie leggende, che devono essere state una comoda scusa per qualche buontempone col vizio di alzare il gomito, almeno per quelli dotati di mogli particolarmente ingenue). Va detto però che Capelthwaite viene considerato un Bogie, ossia un folletto burlone e malizioso, ma non dei più cattivi, e tendenzialmente portato a prendersela solo coi pessimi soggetti, eppure era in grado di mutarsi in un Black Dog.
Come vedete, le tipologie di creature si mescolavano nelle leggende già in patria, e a questo proposito sarà bene chiarire una cosa: cani, cavalli, capre, altri animali e persino uomini dai capelli neri sono spesso forme attribuite a creature fatate col dono della metamorfosi, dal Phooka (un altro essere fatato mutaforma e burlone) ai Water Horses (all’origine poi del Mostro di Loch Ness e simili) come l’Each Uisge e il Kelpie scozzesi e il Cabyll Ushtey di Man, che però preferivano la forma equina o umana, nella quale – soprattutto nel caso del Kelpie – si presentava come un uomo di aspetto tozzo e peloso, sempre con lo scopo di portare la propria preda in acqua e affogarla.
Chiusa questa piccola parentesi, vorrei introdurvi – prima di affrontare l’argomento nel vivo col prossimo post – alle mute soprannaturali, genericamente note come The Wild Hunt, poiché in quanto spiriti e frequentatori delle tombe, i Black Dogs possono far parte anche della Sluagh, la Legione o Moltitudine, gli esseri più temibili tra le creature fatate dell’Highland, qui descritta da A. Carmichael in Carmina Gaelica:
«Sono spiriti di esseri umani morti. La gente racconta molte storie curiose su di loro, secondo alcuni essi volano a frotte, su e giù come stormi di uccelli, e rivedono le scene delle loro trasgressioni terrene. Nessuno di loro è senza peccati e nessuno può entrare in Paradiso fino a che non abbia espiato le sue colpe terrene. Essi combattono nell’aria, come fanno gli uomini sulla terra.
Nelle notti di maltempo si riparano dietro gli steli dei fiori gialli e color ruggine, mentre nelle notti gelide e stellate d’inverno li si può udire, in lontananza, combattere l’uno contro l’altro. Dopo una battaglia – così mi ha riferito la gente di Barra – si possono scorgere gocce di sangue sulle rocce e sui sassi. Questi spiriti uccidono cani e gatti, pecore e vitelli, scagliano dardi velenosi con precisione infallibile. Comandano agli uomini di seguirli e questi obbediscono non avendo alternative; e poi gli ordinano di uccidere e mutilare gli esseri viventi».
Gli Sluagh sono inoltre gli unici che appaiono solo dopo la mezzanotte, mentre gli altri esseri fatati sono più attivi al crepuscolo (mi rendo conto che sembra di parlare di animali selvatici, ma questo è quanto), a sottolinearne la natura oscura.
Molto bene, con questo passaggio di testimone si chiude il discorso sui Black Dogs e si apre quello sulla Wild Hunt che affronteremo nel prossimo capitolo, per ora spero che di avervi incuriosito e interessato senza annoiarvi. Grazie per l’attenzione e arrivederci a quando ammattirò per mettere ordine in quell’altra bolgia di leggende.