Arriva il giorno predetto da Alice e tutti si radunano nella radura (sic.) della visione per attendere i Volturi. Ci sono anche Rosmerda e Jacob, lei ha lo zaino coi documenti pronti in caso di fuga, e Bella porta al collo la collana pacchiana di Aro, tanto per metterlo di buon umore. Alla fine i Volturi arrivano, sbucano dagli alberi in formazione larga con una coreografia sincronizzata e silenziosa stile Esther Williams, ma quando si sta per scatenare l’inferno e l’aria fa scintille… parlano parlano e parlano, zero azione. Ormai lo sappiamo, la Meyer ti fa sentire odore d’arrosto e poi ti allunga il pane vecchio.
Aro vuole sapere tutto, ma leggerlo dalla mente di Edward, così saprà i piani di tutti – tranne di Bella, che fa cappa e non trasmette – allora lei fa scattare lo scudo come non era mai riuscita a fare prima (potere della strizza), poi si rende conto che bloccare lo scambio tra loro due rovinerebbe la tregua, così lo ritira. Ed si lascia leggere da Aro come la Gazzetta al bar, e lui se la prende comoda – com’è giusto che sia in tali occasioni – scoprendo tutto sulla bambina e anche di più, così accetta d’incontrare Rosmerda, dalla quale resta incantato. Dice di non voler far del male a nessuno, ma tutti sanno che mente. Fa anche un pensierino sull’asservire i Lupi, ma capisce subito che sarebbe “problematico”, intanto le chiacchiere proseguono.
Quando Aro fa un cenno alle guardie e Caius attacca a fare la comare acida, i nostri arretrano guardinghi e Bella scopre di essere padrona del suo potere – guarda te, alle volte, l’opportunismo della Meyer – e muove lo scudo come le pare e piace, coprendo tutti i suoi. Aro e Caius litigano perché il secondo vuole attaccare a tutti i costi e si rifiuta di toccare l’amico per farsi mostrare la verità (pare ci sia maretta tra i Volturi). Bisticciano anche sui Lupi. Aro dice che non sono veri licantropi – cosa che fa alzare un sopracciglio a Jake – ma “mutaforma”, visto che non si riproducono col morso ma alla buona vecchia maniera, e per via delle loro origini animiste. Se all’antenato fosse capitato davanti un altro animale al posto del lupo, sarebbero mutati in quello. Aquila, puma o moffetta che sia. Alle strette, Caius chiama in causa Irina, che ammette il suo errore nell’aver scambiato Rosmerda per una Bambina Immortale conducendo lì tutto il circo, e assumendosene tutta le responsabilità.
La sua onestà viene premiata con un capannello di guardie e uno zippo sputafuoco, e in un attimo Caius la distrugge.
Aro vuole sapere tutto, ma leggerlo dalla mente di Edward, così saprà i piani di tutti – tranne di Bella, che fa cappa e non trasmette – allora lei fa scattare lo scudo come non era mai riuscita a fare prima (potere della strizza), poi si rende conto che bloccare lo scambio tra loro due rovinerebbe la tregua, così lo ritira. Ed si lascia leggere da Aro come la Gazzetta al bar, e lui se la prende comoda – com’è giusto che sia in tali occasioni – scoprendo tutto sulla bambina e anche di più, così accetta d’incontrare Rosmerda, dalla quale resta incantato. Dice di non voler far del male a nessuno, ma tutti sanno che mente. Fa anche un pensierino sull’asservire i Lupi, ma capisce subito che sarebbe “problematico”, intanto le chiacchiere proseguono.
Quando Aro fa un cenno alle guardie e Caius attacca a fare la comare acida, i nostri arretrano guardinghi e Bella scopre di essere padrona del suo potere – guarda te, alle volte, l’opportunismo della Meyer – e muove lo scudo come le pare e piace, coprendo tutti i suoi. Aro e Caius litigano perché il secondo vuole attaccare a tutti i costi e si rifiuta di toccare l’amico per farsi mostrare la verità (pare ci sia maretta tra i Volturi). Bisticciano anche sui Lupi. Aro dice che non sono veri licantropi – cosa che fa alzare un sopracciglio a Jake – ma “mutaforma”, visto che non si riproducono col morso ma alla buona vecchia maniera, e per via delle loro origini animiste. Se all’antenato fosse capitato davanti un altro animale al posto del lupo, sarebbero mutati in quello. Aquila, puma o moffetta che sia. Alle strette, Caius chiama in causa Irina, che ammette il suo errore nell’aver scambiato Rosmerda per una Bambina Immortale conducendo lì tutto il circo, e assumendosene tutta le responsabilità.
La sua onestà viene premiata con un capannello di guardie e uno zippo sputafuoco, e in un attimo Caius la distrugge.
[…] Tre soldati dei volturi fecero un balzo in avanti e Irina fu Completamente oscurata dai loro mantelli grigi. Nello stesso istante, dalla radura si levò un orribile stridore metallico. Caius entrò strisciando al centro della mischia grigia, e quel grido stridulo e sconvolgente esplose subito in un sorprendente geyser di scintille e lingue di fuoco. I soldati arretrarono con un balzo da quell’inferno improvviso, riprendendo subito i propri posti nella linea perfettamente retta del corpo di guardia.
Caius restò solo a fianco dei resti ardenti di Irina e l’oggetto di metallo che teneva in mano emanava ancora una densa fiammata in direzione della pira.
Con un lieve scatto, il getto di fuoco che usciva dalla mano di Caius sparì. Dalla massa di testimoni dietro i Volturi si levò un rantolo […]
Ecco, tanto per far vedere che non racconto balle.
Come da programma, la combustione di Irina provoca l’ira delle sorelle scatenando la battaglia. O forse no. Infatti i “buoni” placcano Kate e Tanya in tempo, forse bisbigliandogli all’orecchio: «Cazzo, ma non lo sapete che questo è il massimo della scena d’azione per l’autrice? State ferme!», infatti si ricomincia a parlare, coi testimoni portati dai Volturi che si domandano perché Irina sia stata uccisa.
Bella ha un’altra delle sue intuizioni bisbigliate dalla Meyer e capisce che a questo punto, fatta la stronzata, i Volturi ammazzeranno tutti i presenti per conservare la loro patina di rispettabilità, poi s’inventeranno una storia per quelli che non c’erano. Infatti già montano l’attrezzatura da mirror climbing dicendo che si è trattato di una punizione per accuse infondate, ma è debole quanto la trama di questo libro e nessuno – nemmeno i protagonisti – gli crede.
Aro interroga i testimoni dei Cullen. Amun e Kebi depongono in favore di Rosmerda e poi se la filano appena possibile, quindi Aro si arrampica un altro po’ sugli specchi finché Garrett – un nomade che fa il filo a Kate – non chiede di poter parlare, allora fa un discorso sulle vere intenzioni dei Volturi rivolgendosi a tutti i vampiri presenti, accusa i boss di abusare del loro potere e minare il libero arbitrio di tutti, accampare scuse per far fuori i Cullen e tutti quelli che non gli vanno a genio, insomma parla chiaro e senza peli sulla lingua.
Come da programma, la combustione di Irina provoca l’ira delle sorelle scatenando la battaglia. O forse no. Infatti i “buoni” placcano Kate e Tanya in tempo, forse bisbigliandogli all’orecchio: «Cazzo, ma non lo sapete che questo è il massimo della scena d’azione per l’autrice? State ferme!», infatti si ricomincia a parlare, coi testimoni portati dai Volturi che si domandano perché Irina sia stata uccisa.
Bella ha un’altra delle sue intuizioni bisbigliate dalla Meyer e capisce che a questo punto, fatta la stronzata, i Volturi ammazzeranno tutti i presenti per conservare la loro patina di rispettabilità, poi s’inventeranno una storia per quelli che non c’erano. Infatti già montano l’attrezzatura da mirror climbing dicendo che si è trattato di una punizione per accuse infondate, ma è debole quanto la trama di questo libro e nessuno – nemmeno i protagonisti – gli crede.
Aro interroga i testimoni dei Cullen. Amun e Kebi depongono in favore di Rosmerda e poi se la filano appena possibile, quindi Aro si arrampica un altro po’ sugli specchi finché Garrett – un nomade che fa il filo a Kate – non chiede di poter parlare, allora fa un discorso sulle vere intenzioni dei Volturi rivolgendosi a tutti i vampiri presenti, accusa i boss di abusare del loro potere e minare il libero arbitrio di tutti, accampare scuse per far fuori i Cullen e tutti quelli che non gli vanno a genio, insomma parla chiaro e senza peli sulla lingua.
Parte dei presenti se ne vanno (e anche di fretta), convinti dalle sue parole, mentre altri indecisi restano a vedere il resto. E voi?

non ricordavo l'esatta estensione della noia provata nel leggere questa parte finale del chiappolavoro; non che il resto del libro sia più esaltante, ma la fine + la quintessenza della noia.
RispondiEliminaBreaking dawn è talmente inutile da ridefinirne la definizione di "inutile" sul vocabolario...