Si dice che i pesci rossi abbiano una pessima memoria, e che in pratica ogni giro di boccia sia una nuova avventura. Non esistono prove al riguardo, perciò potrebbe trattarsi benissimo di una leggenda metropolitana. In ogni caso, il concetto – e l’immagine in sé – mi è sempre piaciuto, infatti lo uso spesso parlando delle mie doti mnemoniche. Come tutti i grandi smemorati, dimentico le cose importanti e/o pratiche, ma ricordo quelle inutili. Sono un ricettacolo di nozioni apprese qua e là che non hanno nessuna applicazione pratica, tranne forse per scrivere post come questo. Talvolta dico che è il mio potere mutante – tipo X-men, se mi seguite – ossia che la mia memoria si sarebbe evoluta per conservare dati che trovo divertenti o curiosi, perdendo talvolta di organizzazione e praticità. Quando devo risalire alla fonte di un dato non è sempre facile, spesso sono stati inseriti nel sistema tanto di quel tempo fa che non esistono più registri di acquisizione al riguardo. Perciò, cosa fa uno con poca memoria? Figure barbine, ve lo assicuro. In ogni caso non è che ci possa fare nulla, mi do del pirla lì per lì e cosa fatta capo ha. Credetemi, se ne fanno tante che impari a riderci su. Se non lo fai, il mondo non riderà certo con te. La figura di merda è alla portata di tutti. In più, è gratis. Forse è per questo che alle volte ne abusiamo a cuor leggero. Sì, ma dove voglio arrivare? Da nessuna parte, questo post naviga a vista. Da una cosa nasce l’altra e il primo pensiero ne spinge un secondo in superficie, perché così funziona la memoria. Sono bolle che nascono dal fondo, salgono per scoppiare in superficie e da quelle può uscirne di tutto, genio o sciocchezza. L’importante è non tenerle giù, a far intorbidire l’acqua per mantenere una superficie silenziosa. Ecco, dopotutto a un punto credo di essere arrivato. Non temete la figuraccia, è vostra amica e istitutrice; vi educa a parlare e far conoscere voi stessi agli altri, nel bene e nel male. Certo, sarebbe bene che la superficie non fosse un perpetuo bollore per dare anche agli altri la possibilità di ribattere e interagire, ma un’acqua cheta e torbida finisce con l’ospitare ben poca vita. Siate misurati. Siate sobri, anche ubriachi di pensieri. Almeno questo, ricordiamocelo.

Mia moglie si stupisce che riesca a ricordarmi aneddoti di quando avevo 3 anni e non cosa mi ha detto la sera prima. Come funziona la memoria è un bel mistero. Potrebbe essere utile un defrag ogni tanto?
RispondiEliminaSe scopri come si fa, sono tutto orecchi.
RispondiEliminaOddio Giuda, mica ho capito. E invece dovrei capire, che di figure barbine ne ho una collezione inenarrabile (o narrabilissima, questione di punti di vista).
RispondiEliminaCome ben sai, a causa della mia prodigiosa memoria, devo iniziare il racconto di aneddoti con:"ti ho già raccontato di quella volta che... dimmelo se te l'ho già detto perché non me lo ricordo".
RispondiEliminaSarà bellissimo quando mi rincretinerò del tutto e potrò narrare a un interlocutore egualmente smemorato le solite cose; saranno sempre nuove :asd:
Michela, cosa non hai capito? Potrei essermi perso via per concetti, ma in sostenza parlavo sia della memoria che dei problemi che talvolta ci facciamo nel voler evitare le figure di merda al punto di non esporci per nulla, in quel modo si resta sul fondo e addio superficie.
RispondiEliminaPolideuce, avremo conversazioni interessanti e tutte uguali, nuove amicizie vecchie di decenni e sorprese dietro ogni angolo.
Detto da uno che ricorda alcuni numeri di telefono dei compagni delle elementari, ma magari non perché è adesso davanti al pc: questo post avrei potuto scriverlo anche io
RispondiEliminaMauro, finiremo nello stesso reparto. Il dubbio è: ci riconosceremo?
RispondiElimina