lunedì 12 dicembre 2011

Io sono Leggenda (2007), cineracconto

Oggi i ragazzi di Moon Base mi hanno ricordato questa boiata questo film, così sono andato a ripescare il cineracconto scritto a suo tempo dandogli una sistemata per riciclarlo postarlo sul blog. A chi l’ha già letto, potete comunque dare un’occhiata alla nuova stesura. Agli altri, buona lettura.

Attenzione: SPOILERS

Al TG annunciano la scoperta della cura per il cancro: è stata ottenuta manipolando il morbillo. Anni dopo, New York è vuota come le mutande di Barbie.

Will Smith è l’unico abitante di New York City. Lui e il suo cane vanno in giro per la città in auto a sparare a un branco di cervi in CGI. Il suo cane è un pastore tedesco che di nome fa Samatha, ma Will la chiama Sam e tra di loro pare ci sia del tenero. Una famigliola di leoni in CGI ruba il cervo che Will e Sam stavano inseguendo, ignorando gli altri 18.000 che gli schizzano un po’ dappertutto ai lati dell’auto. Obbiettivamente, cane mangia cane, CGI mangia CGI. Lo dice anche la Bibbia. Da qualche parte.

Costretti a tornare a casa senza nulla, Will serve a Sam una peperonata che lei ‘manco tocca – perché, giustamente, non è un coniglio che ama le emozioni forti – poi scende nel seminterrato, dove nasconde un laboratorio pieno di ratti calvi e incazzati. Qualche flashback ci racconta che Will era un colonnello dell’esercito e uno scienziato specializzato in virus, entrambi arrotolati in un unico attore strapagato. Aveva moglie e figlia, ma evidentemente sono state obliterate dagli eventi. Invece lui sta da dio, fa palestra e gioca a golf sulle portaerei ferme al porto.

Scopriamo che il morbillo modificato si è evoluto in piaga vampiresca. Perciò, se ve lo prendete, sentite il dottore o controllate il riflesso negli specchi. Il virus ha ammazzato quasi tutta l’umanità e trasformato il resto in vampiri. Pochi sono risultati immuni, come Will, e sono diventati la preda più gettonata dei vamp. Ma torniamo ai ratti glabri di Will che sono stati infettati dal virus – sì, perché i vampiri soffrono di alopecia areata – e a cui lui somministra antidoti su antidoti fino ad ammazzarli, o non combinando assolutamente un cazzo nulla. Però, facendo il suo giro di Mengele tra i roditori, si accorge che la cavia numero VI non è più aggressiva, e la speranza s’illumina d’immenso.

Il giorno dopo, Will e Sam inseguono un altro cervo in CGI che va a infilarsi in un edificio buio e tetro. Di quelli col cartello: «Citofonare “Morte”», per capirci. Infatti Will si caga in mano e richiama Sam, ma quella non è Lassie, e tira dritto. Con una vocina da culo stretto, Will entra nell’edificio imbracciando il mitra con mirino luminoso e chiama quella figlia di una cagna. Dopo un po’ trova tracce di sangue e attività vampiresca – a ‘sto punto deve essersi svuotato l’intestino, ma è buio e non si vede (per fortuna, non è in odorama). Finalmente trova Sam nascosta sotto una scrivania con la faccia di una che pensa: «Ok, l’ho fatta fuori dal secchio; ma guarda un po’ da quella parte». Obviously, un vampiro zompa fuori dal nulla e li attacca mentre loro schizzano via come un paio di tappi a Capodanno. Will vola fuori dalla finestra abbracciato a un vampiro che inizia a sfrigolare a contatto col sole, poi si accorge che Sam è ferita, ma sta bene. Niente contagio.

Quella notte – Dio solo sa perché – Wil e Sam dormono nella vasca da bagno. Zoo-fetish? Il colonnello Will sogna sua moglie e sua figlia che per Natale hanno lasciato New York in fuga dall’epidemia, e sono poi morte come un paio di merde in una collisione fra elicotteri. Non è un uomo fortunato. La notte è agitata, ma deve esserlo un botto perché la mattina dopo Will e Sam si svegliano a letto. E allora sì, c’è del tenero! Partono baldi e convinti e catturano una vampira, la portano a casa e Will la sottopone a esame e prova del virus. Lei muore, ma subito dopo sta meglio. Intanto Will va in giro per la città a parlare coi manichini.

In Videoteca ne adocchia una niente male e chiede al proprietario (manichino pure lui, ça va sans dire) chi sia la bella gnocca di plastica, ma lui – guarda te – non risponde. Will se ne va con un DVD (è arrivato alla G, perché sta guardando i film in ordine alfabetico) e progetta di provarci con la manichina sexy alla prossima occasione. Spero per lui che sia anatomicamente corretta. Poi, il solito; gira per la città, ripete il suo messaggio radio: «Io sono qui, tutti i giorni al porto a mezzogiorno, 50 la bbocca, 100 l’ammore», e gioca a golf sui tetti. Procede la routine, ma un giorno torna a cagarsi in mano; trova uno dei suoi manichini dove non dovrebbe essere (perché naturalmente ce li piazza lui, e poi fa scene ridicole come quella di cui sopra) e dà di matto. Spara tutto intorno e finisce in una trappola, pesta qualcosa e un laccio lo solleva per la caviglia. Appeso a testa in giù ce n’ha molto più del salame.

Sviene, ma Sam abbaia tipo Bellucci e lo sveglia.

Si accorge che è un po’ tardino. L’indizio arriva da un vampiro con tre cani vampiri che lo guardano dall’ombra del crepuscolo ringhiando tipo Calderoli. Will riesce a sganciarsi, ma quando cade giù si pianta un chiodo o un qualche cavolo nella gamba. È costretto a strisciare fino al furgone, mentre Sam affronta da sola i tre cani vamp. Alla fine raggiunge la pistola e fredda il vampiro, poi spara anche ai cani (che sono calvi pure loro) ma per Sam è tardi, è stata morsa e già inizia a perdere il pelo tipo Silvio prima dell’autotrapianto coi peli del culo. La porta a casa, ma lei si trasforma e si ricorda della peperonata. Al grido: «Vegetariano, devi morì!», attacca Will, che però l’ammazza versando calde lacrime. Adesso non ha neanche un cane (sic).

Quella sera – dopo averci inutilmente provato con la manichina delle videoteca – sbiella e decide di attaccare i vamp col furgone, facendo una strage. La sua. Invece viene salvato da una ragazza del Maryland che ha sentito il suo messaggio e deve aver pensato: Se al porto di New York si batte ancora, allora c’è vita.

Will si sveglia a casa sua con la ragazza e un bambino in cucina, e Shrek alla TV. 
Due domande:
  1. come cazzo facevano a sapere dove abita?
  2. se coi DVD è arrivato alla G, che cazzo ci fa con Shrek?
Tuttavia, se dovessimo rispondere a domande come questa, non guarderemmo ‘sto film (e sarebbe pure meglio).

Forse il pensiero attraversa pure Will, che dà di matto. Lo guardano storto. Con questo atteggiamento non farà molte marchette, pensa lei. Poi si calma e si raccontano le loro storie. Un tripudio di sfiga che a un certo punto arriva una lettera di partecipazioni firmata da Remì, Candy Candy, Peline e Lovely Sara: «Coraggio ragazzi, facciamo il tifo per voi. Non mollate!»

Will gli fa fare il giro turistico, mostrando anche il laboratorio con la vampira anestetizzata e sotto farmaco. Notano che ci sono dei progressi, sembra che la calva fanciulla si stia de-vampirizzando. Oppure usa un fondotinta migliore. La ragazza vuole andare in Vermont perché dice che c’è una base per i sopravvissuti, ma Will dice che sono cazzate.
«Sono tutti morti».
«No», fa lei «io so che la base c’è».
«Ah, sì?» fa lui scettico. «E come fai a saperlo?»
«Me l’ha detto Dio».
Lui la guarda male, poi si fa due conti in tasca. Va be’, io parlo coi manichini, ma questa sente le voci. Poi butta lì: «Senti un po’, Giovanna D’Arco, te fa un po’ come vuoi, ma io resto qui», e poi quella manichina ancora non me l’ha data, conclude fra sé.

Quella notte però parte una bolgia d’inferno. I vampiri hanno scoperto dove abita (ma sì, ormai lo sanno anche i muri), e attaccano in massa. Alla fine Will & Co. sono costretti a nascondersi nel laboratorio del seminterrato, coi ratti pelati e la vampira convalescente. I vamp però sanno scendere le scale, dannazione! Allora Will preleva la cura dal sangue della vampira e dà la fialetta alla ragazza, li fa scendere con lo scivolo della biancheria e si sacrifica, facendosi esplodere – baracca e burattini – con una granata.
 
La ragazza e il bambino, che si chiamano Anna e Ethan, raggiungono il Vermont e consegnano la fiala all’esercito, salvando l’umanità a nome di Will. Perché, come dice Anna: «Lui si chiamava Will Smith, lui è leggenda».

FINE

No, davvero, è tutto qui. Andate in pace, Lammerda è finita.

19 commenti:

  1. Non era così?:
    «Sono tutti morti».
    «No», fa lei «io so che la base c’è».
    «Ah, sì?» fa lui scettico. «E come fai a saperlo?»
    «Me l’ha detto Hell». ;-)

    Comunque quel coglione si pianta il suo stesso coltello nella gamba. Lo aveva tirato fuori per tagliare la corda, in tutti i sensi :-)

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  2. Post spettacolare, ho riso tropperrimo! *O*

    Bellissime, su tutte:
    -obliterate dagli eventi
    -Vegetariano, devi morì
    -La battuta su Shrek!

    Ciao,
    Gianluca

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  3. Questo non è un post, è un capolavoro.
    Con sta sceneggiatura il film sì che avrebbe spaccato, altro che!
    Complimentoni :)

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  4. No, vabbè, sono soccombuta :D
    E pensare che alla morte della cagnetta ho pure pianto a fontana al cinema, ma perché io non sopporto la morte dell' animale domestico e quando avviene sullo schermo ritorno improvvisamente femmina.
    Per il resto è un post monumentale, e Io sono leggenda 2007 è lammerda

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  5. ahahahahahah :D
    E pensare che quando il cane muore mi sono pure commosso. ahahahahah :D

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  6. Eh vabbè, allora se dobbiamo mettere i puntini sulle z, anche a me quella scena ha toccato... :)

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  7. Meglio essere toccati che toccarsi... anche se in effetti ogni volta che appariva Neville mi toccavo per scaramanzia!

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  8. Il cane è sempre il cane... e cmq è l'unica cosa che forse si avvicina al romanzo originale (e ho detto "forse")... :)

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  9. Hahahahaha mi sono ammazzata di risate :D
    Il coniglio in cerca di emozioni forti... Huahuahuahauahu :D

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  10. Caspita che pienone di commenti, sono commosso!
    Oh, io sul cane non credo di essermi sciolto in lacrime, ma è pur vero che sono una gran brutta persona e quindi pensavo più alla storiella zoofila tra loro due che al fedele compagno dell’uomo eccetera. Dico, se non fosse che lo allupano le manichine, avrei detto che Sam… avete capito, non c’è bisogno che vada nel didascalico.

    Marco, il coltello me l’ero scordato… ecco cosa combina, il deficiente! Grazie della precisazione.

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  11. Io in tutta sincerità sul cane ho pianto come un coglionazzo. E a dirla proprio tutta tutta non mi ha neanche fatto tutto 'sto schifo. Certo, il libro è un'altra cosa... Ma basta vederlo per quello che è: un'altra cosa. ;)
    Ecco l'ho detto. Lapidatemi!

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  12. Ecco, va a finire che sono una merda perché non ho pianto su Sam... e basta, che poi puzza di cane bagnato! LOL

    Gian, se non ci fosse stato dietro il libro di Matheson poteva essere un filmetto leggero da prendere così - malgrado alcune ingenuità che va be', hai già letto - però così com'è è solo un occasione persa per raccontare un grande libro in un buon film. Sprecata in pieno.

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  13. Giuda se ti fa piacere, io ho avuto una soddisfazione bestiale quando quel cane è morto. C'è una mia amica che aveva un pastore tedesco carogna come nessun altro, lei lo adorava ma quello era un figlio di cagna che te lo raccomando... Questa amica era con noi al cinema quella sera, e lo stramaledetto canelupo era morto da poco, e io ho colto l'occasione per rimarcare che finalmente avevo capito perché era così stronzo e di che morte era morto :D
    Ok, non è carino. Ma come dici tu, ogni tanto essere una gran brutta persona è maledettamente liberatorio :D

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  14. PS Mi accodo a Gian su film e libro :)

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  15. Avevo visto il film originale, in bianco e nero, con un grandissimo Vincent Price.
    Ma tempi tamarri, ovviamente, si meritano film tamarri con tamarroni a recitare. Male, peraltro.
    Sigh e complimenti per il cineracconto, è divertentissimo, meglio del film!!!

    Saluti!

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  16. Michela, possiamo essere indulgenti con la nostra cattiveria, dopotutto non fa del male a nessuno a cui teniamo. E gli altri, beh... se ci stanno sul culo, un motivo ci sarà. Anche certi cani. Ne ricordo uno, Nerone (alto uno sputo e un barattolo) che cercava di mordermi ogni volta che andavo da mia nonna, e i padroni - che hanno la vera colpa, poi - mai una parola. Ammetto che quando è morto non ho versato mezza lacrima.

    Babol, grazie e benvenuto! E complimenti per l'avatar di Elvira. :D

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  17. Pensa che lo siamo pure andati a vedere al cinema.
    Io credevo che avesse chiamato il cane Samantha perchè sperava che li facesse svanire entrambi facendo "plin"; si, perché di cavarsela da solo non se ne parlava proprio.

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  18. Mauro, a Vita da Strega non avevo pensato, ma in effetti aveva bisogno di parecchio aiuto, magari quello di un buon sceneggiatore.

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