giovedì 1 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (3 di 19)

La notte prima del matrimonio i piccioncini si sbaciucchiano, parlano di Bella che vuole trombare prima di morire, del fatto che dovranno sparire e mollare famiglia e amici, ecc. poi Emmet e Jasper vengono a prendere Ed per l’addio al celibato, un’orgia di sangue tra puma e orsi.

Rimasta sola, Bella pensa all’indomani, agli invitati; i quileute (Billy e i Clearwater) e il Clan di Denali (Tanya, Kate, Carmen e Eleazar) tranne Irina, ancora incazzata per la morte di Laurent. Così ci scappa il pippotto sulla storia della madre di Tanya, Kate e Irina, raccontatale da Carlisle. Questa tizia – di cui non si sa il nome – creò un Bambino Immortale, ossia vampirizzò un pupo di due anni, cosa vietatissima da quando si erano rivelati ingovernabili, volubili come – appunto – bambini e altrettanto inclini all’autocontrollo e alle regole, perciò venne arsa viva col suo piccino per ordine dei Volturi. Ecco, pare che i baby vampiri siano l’incubo e la croce dei vampiri, un ossessione per i Volturi e una piaga per tutta la specie, cose terribili accadono quando un frugolo di pochi anni o mesi diventa una Winx!, eccetera. Quindi è proibito farne e/o nasconderne. Vanno eliminati per il bene del clan, dei Volturi, della mamma e della torta di mele. Di quali immondi gesti e impavide prodezze siano poi in grado i piccoletti, questo non si sa e non viene spiegato. Il motto della Meyer pare essere: «Sembra una cagata… ma se lo dico io, è così!», e addio logica e spiegazioni. Quel che conta è che da allora, le vampire di Denali – figlie della colpevole – divennero rigidamente ligie alla legge (come un passacarte Vogon), e scagionate in quanto ignare dei fatti.

Neanche a farlo apposta, Bella si addormenta e – impressionabile come un infante – sogna che uno di questi bimbi vamp le fa fuori amici e parenti. Al mattino si sveglia ancora scossa, ma Alice la porta a casa Cullen per la vestizione e la cerimonia.

Viene addobbata da Alice che evita l’effetto meringa, ma Bella è la solita prugnosa e non vuole neppure vedersi allo specchio, perché sicuramente è un cesso a pedali appena più trombabile di un’oloturia. Invece quando, dagli e dagli, la convincono a guardare, si scopre bellissima. Crepa. Poi c’è la romantica e ristretta cerimonia tra amici e parenti, va tutto liscio e ormai sono marito e moglie. A me questa cerimonia tanto attesa dalle bimbeminkia non ha lasciato nulla, giusto un impressione di riga tirata sulla lista delle cose da fare, quindi ve la vendo allo stesso modo. La festa va bene, Billy è stranamente di buon umore e l’incontro coi vampiri di Denali – che sono fighi, ovviamente – fila liscio, poi gli sposi ballano ciacolando di Mike Newton (compagno di scuola di Bella e suo primo spasimante), che nutre “pensieri impuri” nei confronti della sposa (questa casta ninfomane necrofila). Edward s’incazza pure e vorrebbe anche andare lì a fargli una scenata, come se non fosse lui quello che si fa sempre i cazzi altrui rovistando nei pensieri, ma Bella gli dice di starsene buono (forse anche un po' attizzata dal fatto che qualcun altro la desideri).
Balla che ti riballa, davanti a una vetrata Ed costringe Bella a guardare quant’è figa, ma lei – che è scema e troppo plagiata dal suo sposo da cimitero – vede solo lui e parte un altra insostenibile quanto stucchevole descrizione delle sue maschie bellezze: «Pelle di panna e rose» (testuali parole), del suo amoruccio mortaccino.

Subito però vengono distratti – sorpresona! – dall’apparizione di Jacob. Chi l’avrebbe mai detto, eh? La risposta è: tutti. Ecco perché Billy è di buon umore, infatti.

Bella e Jake si scambiano smancerie da amichetti ritrovati, e mentre lui la stuzzica Bella si fa scappare che avrà la sua “luna di miele”, ossia che si farà trombare dal moroso sanguinario e superforte con un debole per la sua emoglobina. In pratica, un assetato che scopa un gavettone. Molto sicuro, insomma.

Allora Jake dà di matto. Edward arriva e come al solito parte la scenata, coi lupi che si mettono in mezzo, ma nessun invitato che se ne accorge malgrado abbiano ringhiato e ruggito (e non solo i lupi) a due passi dalla festa. La Meyer si accorge della scivolata e accampa immediatamente scuse.
[…] Poi, mentre ci pensavo, capii che quel braccio di ferro che nella mia mente era parso catastrofico, nella realtà si era svolto in modo rapido e silenzioso, nella penombra. […]
Già, peccato che come toppa faccia pena, perché anche un ruggito solo a un passo dalla gente che balla (specie se a farlo è un tank peloso) fa casino comunque. No, non ha imparato a scrivere. E non lo farà in itinere, vedrete.

3 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. ...e pensare che la prima parte l'ho anche letta a modo, ma avevo completamente dimenticato la storia del baby-vampiro terrificante; che si sa, a due anni con quelle manine si spostano le catene montuose e dagli occhi si sputano raggi gamma :asd:

    Che il libro fosse una schifezza senza precedenti, invece, me lo ricordavo benissimo :asd:

    ...ho dovuto eliminarmi perché mi ero dimenticato una parola :asd:

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  3. Eh, vedrai quante altre perle di Guttalax si inanellano in questa collana... tu hai letto una tantum, ma io ho dovuto prendere appunti. Miseriaccia.

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