martedì 30 agosto 2011

Breaking Dawn, il Bignami (2 di 19)

Alla fine di New Moon – se ricordate bene – Jacob è scappato, incapace di contenere il suo insopprimibile amore per Bella e accettare la sua scelta di sposare il vecchio (ma vecchio vecchio, eh!) Edward Cullen, e restare con lui unita per i secoli dei secoli nel sacro vincolo delle statuine Fabergé. Charlie però non si arrende e mette manifesti ovunque; smarrito indiano adolescente alto due metri e dispari, chiamare ore pasti.

La novità dell’anno comunque è che Bella ha finalmente un cellulare. Benvenuta nel XXI secolo, scema col botto! Ricordate che per ben tre libri questa gente ha comunicato solo col telefono fisso o con la telepatia? Ecco, dopo tre libri hanno scoperto il magico mondo della telefonia mobile, e Bella – alleluia – alla tenera età di diciott’anni, si è emancipata dall’Età del Bronzo per abbracciare il presente. Evviva!

Col suo nuovo e scintillante telefonino, Bella chiama Seth – che adesso è amico suo e di Ed – e chiede novità su Jacob. Seth le dice (grazie al potere della telepatia lupina) che Jake è da qualche parte in Canada, sempre in forma di lupo, e sa che lei è preoccupata ma non vuole tornare. Se i lupi potessero ululare gne gne gne o pappappero, credo che Jacob lo farebbe. Il branco lo tiene d’occhio con la telepatia, ma lui cerca di non pensare da umano per nascondere i cazzi suoi. Alla fine Bella mette giù perché da Seth c’è Leah, che la detesta. W LEAH! Anche se non si capisce di cosa abbia paura, visto che quella è a casa sua all’altro capo del telefono… ma forse Bella – che è un genio della tecnologia – crede che i cellulari inviino cazzotti così come mandano SMS.

Tornando a casa si fa un altro mazzetto di flashback sul viale dei ricordi, pensando a quando annunciarono a suo padre la lieta novella del matrimonio della sua figlia unigenita appena maggiorenne con un tizio pallido come un WC e con le occhiaie, cito a memoria dal primo volume: “che sembrano ustioni”. Ecco allora la bella reazione di Charlie, che prima si fa saltare comprensibilmente la vena, ma poi se la ride come un matto.

Ora, io non so se la causa effetto risieda in un danno neurale o se improvvisamente si sia reso conto che così avrà la figlia fuori dalle palle, ma prima di tutto attribuirei questo sketch da vaudeville all’incapacità della Meyer di scrivere una scena credibile, relazioni interpersonali sensate tra i personaggi e un rapporto causa effetto che si basi più sulla logica che sull’opportunismo della trama. Così – al solito – ogni conflitto si risolve a tarallucci e vino, visto che la prosa dell’autrice è profonda quanto un piattino da caffè.

Merita anche la scena in cui Ed dice a Charlie (che non lo sopporta) di rispettarlo, anche se gli si rivolge comunque in tono paternalistico, dandogli del tu e chiamandolo per nome senza che gliene sia stato dato il permesso. Incredibile come riesca a essere arrogante con chiunque, e tuttavia passare figo per la Meyer e quel pollaio di bimbeminkia che lo lovva. Ora figuratevi la scena del vampiro centenario che chiede a un tizio di concedergli l’onore d’impalmare la di lui diletta figliola, poi ditemi chi è il più cretino del cioppo, perché io non lo so.

Non ce la fate? Ecco un aiuto.
[…] Charlie storse la bocca. Cercava l’appiglio giusto per mettersi a discutere. Ma cosa poteva dire? Preferisco che prima viviate nel peccato? Era un padre: aveva le mani legate. […]
Niente male, eh, questa botta di XIX secolo?

Già, perché la Meyer (che è mormone, ricordiamocelo) e Bella sono due bigottone da manuale. Al quadretto si aggiunge la madre di Bella, che al telefono si mostra entusiasta e per nulla sorpresa, malgrado sia in contraddizione col suo personaggio di hippie chioccia ma contraria all’istituzione del matrimonio (anche se si è sposata due volte) e che con tali idee progressiste avrebbe riempito la testa vuota della figlia, che se da una parte paturnia e temporeggia per l’altare ma dall’altro pare peggio di una suora. Non che la Meyer sappia un cazzo di coerenza narrativa, eh. Insomma, ci vendono un “chissà come, chissà perché”, Renée ha scoperto le gioie del matrimonio in Florida col suo giocatore di baseball di serie Z – e magari nessuno lo dice, ma è nell’aria, ha pure trovato Gesù (o anche meglio, i mormoni) – quindi il teen-wedding è cosa buona e giusta.

Quando finalmente il flashback finisce, Bella entra in casa dove trova Alice coi vestiti per il matrimonio e Charlie che sta provando il suo. Vi risparmio il ciacolare da pollaio sul look nuziale, tanto il dialogo è pregno di Bella che si lamenta e Alice che non vuole storie. Metterà questo e quello, e sarà bellissima, che lo voglia o no! Se avete uno stupidometro, non accostatelo al libro o potrebbe esplodervi in faccia.

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