Lasciamo lo spaccato famigliare della disperazione di Charlie su quel periodo buio non ancora del tutto finito, e concentriamoci su Alice che informa Bella di essere venuta perché preoccupata da alcune sue visioni in cui la nostra eroina rischiava la vita con la sicumera di un riccio che attraversa l’autostrada per il lungo. Nel frattempo Charlie esce per il funerale dell’amico, perciò le ragazzuole sono libere di conversare inutilmente sulle loro stupide faccende. Jacob però le raggiunge e interrompe quelle preziosissime ciance - malgrado sia stato ormai formalmente dimenticato - per far presente che Victoria è stata avvistata da quelle parti, e che anzi è probabile che la cosa rossa che Bella aveva visto mentre stava affogando fosse proprio la sua bella chioma. Mentre Bella si caga in mano e Jacob e Alice giocano a rimbalzella con la colpa di aver messo Victoria sulle tracce di Bella – colpa? MERITO, dico io! – squilla il telefono e Jacob risponde perché s’è rotto il cazzo a furia di stare a sentire EMO & più EMO. È Edward che chiede di Charlie, Jake risponde che è al funerale, e lo manda sommariamente a cagare. Dopo un giro di valzer tra psicopippe e telefonate, salta fuori che Eddy ha saputo da Rosalie delle visioni di Alice sulla voglia di lemming che sfigura Bella di questi tempi. Così, una volta sentito parlare di funerale, ha subito pensato che l’oca avesse infine tirato il collo. Ergo, vuole morire. Come? Nel modo più tamarro, powerplayer e sborone che un personaggio idiota concepito da una scrittrice scarsa possa inventarsi. Parte per l’Italia, dove intende sfidare i Volturi, i più antichi e potenti tra i vampiri, per farsi ammazzare nel modo più spettacolare possibile. Inventarsi qualcosa meno “da ragazzino” gli pareva brutto? No, infatti il suo Ego confina con quello di Bella, e tutti e due con la Polonia, ho paura. Manca solo Wagner nell’aria, poi uno può farsi un’idea di come stanno messi ‘sti due bei tomi quanto a manie di grandezza e amore per il prossimo.
Naturalmente Bella e Alice devono correre a salvarlo! Così Bella preleva i soldi dal fondo per l’Università – tanto s’ammazza prima (ma questo ragionamento non l’avevamo già fatto?) – e decidono di fuggire mentre Charlie è al funerale e non può dirgli niente. Avete fatto caso che anche in questo secondo capitolo, come nel precedente, verso la fine c’è la trasferta? Lo schema è sempre più o meno lo stesso: Bella è innamorata > Bella è triste > Bella è in pericolo > Bella parte per mettersi ulteriormente in pericolo > Bella viene salvata. Va beh, ma questo lo sapevate già, non vi rovino nessun finale visto che ci sono altri due pallosissimi libri. Fatto sta che l’incomparabile oca prende l’aereo per Firenze con Alice, come niente fosse. Tanto gli aeroporti in America sono come le porte girevoli o il bus degli anziani, no? Sicurezza zero e ne parte uno ogni cinque minuti. Quindi vanno alla fermata e prendono il primo di passaggio. Facile come respirare gli acari. Intanto Alice sente casa, e fa un Cazziatone a Rosalie per aver detto a Edward che lei ha detto che Bella stava tentando di ammazzarsi, ma lui non è più reperibile, ha buttato il cellulare o ha fatto blackout mentale appena sentita la parola “funerale”. Rosalie ha i sensi di colpa che le fanno ombra, ma Alice attacca stizzita. Vorrei consolare Rosalie dicendole che anche se Edward non muore, ho apprezzato il gesto. Il furbissimo gonzo immortale è partito dal Brasile per Firenze su un altro aerobus dalla pensilina più vicina. In aereo, invece di guardare il film, Alice si fa un trip di visioni per cercare Edward e scopre che i Volturi l’hanno mandato a cagare, rifiutandosi di ucciderlo e invitandolo invece a unirsi al loro corpo di guardia. Lui invece è stato cortese come un rutto a palazzo e ha deciso di esporsi al sole di mezzogiorno per morire in piena vista e sputtanare così la segretezza intorno ai vampiri. Ma dico io: vuoi ammazzarti e mi sta bene, vuoi farlo in modo tamarro e sono cazzi tuoi, ma perché vuoi sputtanare gli altri? Perché sei un cazzo di moccioso viziato! Spina dorsale zero, egomania alle stelle. Ecco perché lui e Bella sono perfetti l’uno per l’altra. Finalmente le ragazzine arrivano a Firenze, dove non hanno di meglio da fare per raggiungere Volterra – da cui Volturi, va che genio! – che rubare una Ferrari gialla. Mi sembra il minimo per dei personaggi con l’acume di Paris Hilton e il senso dello stile del suo chihuahua. O viceversa, fate voi. Ad ogni modo arrivano in un battibaleno a Volterra, che detto così pare sia a un tiro di schioppo da Forks, ma vi assicuro che anche leggendo il libro si ha la stessa impressione. Purtroppo in città si festeggia la festa del Patrono, che avrebbe cacciato i vampiri dalla città (con enorme successo, si direbbe), e le strade sono affollate da gente vestita di rosso. Anche le porte delle case, le finestre, le vetrine e persino le mutande dei vigili sono tinte di rosso. Con una Ferrari gialla, quindi, al di la del colore fuori luogo, non possono entrare nel borgo che è pieno come un pannolino di tre giorni. Qui Alice mostra il suo senso dello stile, e allunga al vigile una mazzetta da mille euro. Lui, dopo aver spalancato gli occhi davanti a tanto ben di dio e aperta cafonaggine da nouveau riche, chiude un occhio e lascia passare. Loro, che sono astute come due faine, partono a razzo con la gente che schizza da tutte le parti e tira madonne come frecce su una diligenza. A un certo punto però devono fermarsi, perché per le strade del centro storico il loro sobrio mezzo di locomozione non ci passa. Alice però è nella cacca, manca poco a mezzogiorno e non può farsi vedere al sole, deve pertanto restare all’ombra del colonnato mentre Bella, con la sua consueta grazia, deve attraversare la piazza gremita e raggiungere Edward dall’altra parte, perché Alice – che sui vampiri ha visioni precisissime che neanche la CNN – ha predetto il punto esatto in cui il fratello farà la cazzata dell’anno. Bella si scapicolla, travolge un po’ di gente, corre dentro alla fontana e si rigetta nella folla, probabilmente pestando una quantità di piedi da commuovere un podologo, ma alla fine ci riesce. Trova Edward esattamente dove predetto e si getta tra le sue braccia. Veramente ci sbatte contro, ma tant’è. Lui, che ha il cervello di un canarino che ha bevuto troppo, crede di essere morto e di aver ritrovato Bella all’Inferno. Sì, perché lui è un vampiro, e quindi cattivo, cattivo, cattivo, e Bella è stata certamente dannata dalla sua vicinanza. Lui fa un pianto greco da idiota di prima scelta, mentre Bella cerca di fargli capire che è ancora vivo, che al sole non ha fatto in tempo a mettercisi e che Alice è lì vicino per portarli in salvo. Ci mette un po’, perché lui è tordo quanto lei, ma alla fine accetta la realtà.
Continua…
Naturalmente Bella e Alice devono correre a salvarlo! Così Bella preleva i soldi dal fondo per l’Università – tanto s’ammazza prima (ma questo ragionamento non l’avevamo già fatto?) – e decidono di fuggire mentre Charlie è al funerale e non può dirgli niente. Avete fatto caso che anche in questo secondo capitolo, come nel precedente, verso la fine c’è la trasferta? Lo schema è sempre più o meno lo stesso: Bella è innamorata > Bella è triste > Bella è in pericolo > Bella parte per mettersi ulteriormente in pericolo > Bella viene salvata. Va beh, ma questo lo sapevate già, non vi rovino nessun finale visto che ci sono altri due pallosissimi libri. Fatto sta che l’incomparabile oca prende l’aereo per Firenze con Alice, come niente fosse. Tanto gli aeroporti in America sono come le porte girevoli o il bus degli anziani, no? Sicurezza zero e ne parte uno ogni cinque minuti. Quindi vanno alla fermata e prendono il primo di passaggio. Facile come respirare gli acari. Intanto Alice sente casa, e fa un Cazziatone a Rosalie per aver detto a Edward che lei ha detto che Bella stava tentando di ammazzarsi, ma lui non è più reperibile, ha buttato il cellulare o ha fatto blackout mentale appena sentita la parola “funerale”. Rosalie ha i sensi di colpa che le fanno ombra, ma Alice attacca stizzita. Vorrei consolare Rosalie dicendole che anche se Edward non muore, ho apprezzato il gesto. Il furbissimo gonzo immortale è partito dal Brasile per Firenze su un altro aerobus dalla pensilina più vicina. In aereo, invece di guardare il film, Alice si fa un trip di visioni per cercare Edward e scopre che i Volturi l’hanno mandato a cagare, rifiutandosi di ucciderlo e invitandolo invece a unirsi al loro corpo di guardia. Lui invece è stato cortese come un rutto a palazzo e ha deciso di esporsi al sole di mezzogiorno per morire in piena vista e sputtanare così la segretezza intorno ai vampiri. Ma dico io: vuoi ammazzarti e mi sta bene, vuoi farlo in modo tamarro e sono cazzi tuoi, ma perché vuoi sputtanare gli altri? Perché sei un cazzo di moccioso viziato! Spina dorsale zero, egomania alle stelle. Ecco perché lui e Bella sono perfetti l’uno per l’altra. Finalmente le ragazzine arrivano a Firenze, dove non hanno di meglio da fare per raggiungere Volterra – da cui Volturi, va che genio! – che rubare una Ferrari gialla. Mi sembra il minimo per dei personaggi con l’acume di Paris Hilton e il senso dello stile del suo chihuahua. O viceversa, fate voi. Ad ogni modo arrivano in un battibaleno a Volterra, che detto così pare sia a un tiro di schioppo da Forks, ma vi assicuro che anche leggendo il libro si ha la stessa impressione. Purtroppo in città si festeggia la festa del Patrono, che avrebbe cacciato i vampiri dalla città (con enorme successo, si direbbe), e le strade sono affollate da gente vestita di rosso. Anche le porte delle case, le finestre, le vetrine e persino le mutande dei vigili sono tinte di rosso. Con una Ferrari gialla, quindi, al di la del colore fuori luogo, non possono entrare nel borgo che è pieno come un pannolino di tre giorni. Qui Alice mostra il suo senso dello stile, e allunga al vigile una mazzetta da mille euro. Lui, dopo aver spalancato gli occhi davanti a tanto ben di dio e aperta cafonaggine da nouveau riche, chiude un occhio e lascia passare. Loro, che sono astute come due faine, partono a razzo con la gente che schizza da tutte le parti e tira madonne come frecce su una diligenza. A un certo punto però devono fermarsi, perché per le strade del centro storico il loro sobrio mezzo di locomozione non ci passa. Alice però è nella cacca, manca poco a mezzogiorno e non può farsi vedere al sole, deve pertanto restare all’ombra del colonnato mentre Bella, con la sua consueta grazia, deve attraversare la piazza gremita e raggiungere Edward dall’altra parte, perché Alice – che sui vampiri ha visioni precisissime che neanche la CNN – ha predetto il punto esatto in cui il fratello farà la cazzata dell’anno. Bella si scapicolla, travolge un po’ di gente, corre dentro alla fontana e si rigetta nella folla, probabilmente pestando una quantità di piedi da commuovere un podologo, ma alla fine ci riesce. Trova Edward esattamente dove predetto e si getta tra le sue braccia. Veramente ci sbatte contro, ma tant’è. Lui, che ha il cervello di un canarino che ha bevuto troppo, crede di essere morto e di aver ritrovato Bella all’Inferno. Sì, perché lui è un vampiro, e quindi cattivo, cattivo, cattivo, e Bella è stata certamente dannata dalla sua vicinanza. Lui fa un pianto greco da idiota di prima scelta, mentre Bella cerca di fargli capire che è ancora vivo, che al sole non ha fatto in tempo a mettercisi e che Alice è lì vicino per portarli in salvo. Ci mette un po’, perché lui è tordo quanto lei, ma alla fine accetta la realtà.
[…]«Straordinario», disse. La sua voce squisita era piena di meraviglia, quasi compiaciuta. «Carlisle aveva ragione».Ecco, così non dite che racconto balle. Carta, o meglio, citazione canta! Ma davvero c’è chi impazzisce per queste stronzate? Mah!...
«Edward», cercai di esclamare, ma avevo perso la voce. «Torna subito all’ombra! Muoviti!»
[…] «È incredibile, sono stati velocissimi. Non ho sentito niente… che bravi», mormorò chiudendo gli occhi e baciandomi i capelli. La sua voce era velluto e miele. «“La morte che ha libato il miele del tuo respiro, nulla ha potuto ancora sulla tua bellezza”», mormorò e riconobbi i versi pronunciati da Romeo sulla tomba di Giulietta. La campana suonò per l’ultima volta. «Hai lo stesso profumo di sempre», aggiunse. «Quindi, forse questo è davvero l’inferno. Non importa. Resisterò».
«Non sono morta». Sbottai. «E nemmeno tu! Ti prego, Edward, dobbiamo muoverci. Ci prenderanno!»
Mi dibattevo tra le sue braccia, mentre lui s’accigliava, confuso. «Puoi ripetere?», disse, educato.
«Non siamo morti, non ancora! Ma dobbiamo andarcene prima che i Volturi…»[…]
Continua…
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