domenica 22 novembre 2009

New Moon Bignami - 8 di 10

Mentre fanno le belle statuine guardandosi negli occhi – da cui probabilmente si ha una limpida visuale dell’interno dei crani vuoti – arrivano due loschi figuri in mantello grigio. Edward, che è pur sempre un cazzone, si sveglia dal suo torpore da pirla e fa scudo a Bella col suo corpo. Lei, spostata da quel delicato movimento, solo per miracolo non si trova in ortopedia con addosso più gesso della collezione di stucchi di un palazzo barocco. Ricordiamoci infatti della leggendaria grazia di Edward, come all’inizio del libro quando l’ha spatasciata contro l’arredamento per evitare che Jasper la mordesse. Invece no, per un’oscura legge fisica legata al culo della protagonista in relazione alle convenienze dell’autrice, questa volta resta in piedi. I nuovi arrivati sono guardie dei Volturi, che chiedono a Edward di seguirli per spiegare cosa stava cercando di fare, mettendosi a sbrilluccicare in pieno giorno a casa loro.

Qui però consentitemi una riflessione: okay, lui esce in piazza in un giorno di festa, tutto scintillante come l’avessero spalmato di brillantini. E allora?

Dovesse capitarmi davanti un tizio del genere, specie durante una fiera di qualsiasi tipo, la prima cosa che penso è che sia un artista di strada. Vampiro, è proprio l’ultima cosa che mi viene in mente, dopo: un truzzo di ritorno dalla discoteca, un cubista che non ha fatto in tempo a struccarsi, una tappa del carnevale di Viareggio, ecc. Ma prima che mi metta a strillare: «Vampiro!», ce ne corre. No, invece loro sono nel panico perché “è chiaro a tutti” che se uno va in giro facendo la Winx è un figlio delle tenebre, un bevitore di sangue, un esecrabile creatura della notte, un fan dell’emocromo. Un povero stupido. Ecco, questa è la dimensione mentale del romanzo e dei suoi personaggi. E per cortesia, non fatemi dire nulla dei lettori, che ce ne sarebbe da far cadere i santi dalle nuvole. Okay, detto questo, riprendiamo con la storia.

Tanto per aggiungere una ciliegia all’idiozia generale, davanti alle guardie dei Volturi, Edward si ribella e fa lo sbruffone. Bravo stupido. Infatti prima arriva Alice, cercando di mettere inutilmente pace, poi una terza guardia che finalmente porta un po’ di aria di minaccia. La stessa che avvertireste di fronte a Berlusconi che si rigira in mano le foto dei vostri famigliari (soprattutto sorelle, cugine e nipoti nubili o minorenni). Si chiama Jane, ma Tarzan dev’esserselo mangiato a colazione, perché gli altri fanno un passo indietro, chinano il capo e bagnano il pannolino. Già mi piace. Per di più, Edward e la sua cricca le stanno visibilmente sul culo. Finalmente, cacarella alla mano, si decidono a seguirla. Per scendere nel sottosuolo devono però passare per un tombino piuttosto piccolo, e l’unico modo che trovano per farci passare quell’impedita di Bella è palleggiarsela. Quindi Alice entra con le due guardie, e aspetta che Edward gliela faccia cadere in braccio mentre Jane li guarda cercando di restare seria. Bella si lamenta un po’, ma fa la palla medica come le è stato detto, così riescono a entrare. I sotterranei hanno un aspetto normale, pietra umida, segni dell’antico livello dell’acqua e muffa assortita, finché non arrivano a un portone e da lì in poi sembra di stare nell’asettica sala d’attesa di un’azienda che produce fuffa. Al bancone della Fuffa S.p.A. c’è un’umana che fa da segretaria e centralinista, saluta tutti e torna al suo lavoro. Bella è sconvolta: un posto fisso in Italia! Poi riflette che lavora per dei succhia sangue e che il suo futuro è perennemente appeso a un filo, così si dice che è tutto normale. A questo punto vengono condotti dai Volturi, leggere per credere.
[…] La stanza non era vuota. Un capannello di gente era impegnata in conversazioni rilassate. Il mormorio delle loro voci basse e dolci attraversava l’aria gentile. mentre li osservavo, una coppia di donne pallide con vestiti leggeri attraversò una chiazza di luce e la loro pelle, come un prisma, irradiò gocce di arcobaleno contro le pareti color terra di Siena.
Tutti quei volti deliziosi si voltarono verso di noi. la maggior parte di loro indossava pantaloni e camicie anonimi, indumenti che per strada sarebbero passati inosservati. Soltanto l’uomo che si rivolse a noi era avvolto in una tunica, nera come la pece e lunga fino a terra. Per un istante pensai che i suoi capelli lunghi e corvini fossero il cappuccio.
«Jane, cara, sei tornata!», esclamò gioioso. La sua voce era un sussurro delicato. Si fece avanti, con un gesto tanto pieno di grazia irreale da lasciarmi esterrefatta. Nemmeno Alice, che quando si muoveva sembrava danzare, reggeva il confronto.
Quando lo vidi da vicino il mio stupore non poté che aumentare. Il suo viso era diverso dai volti pur incredibilmente belli che lo circondavano. Non si era fatto avanti da solo: l’intero gruppo gli si fece attorno, seguendolo e precedendolo con l’atteggiamento circospetto delle guardie del corpo. Non riuscivo a capire se fosse bello o no. i suoi lineamenti sembravano perfetti. Ma era diverso dagli altri vampiri quanto loro lo erano da me. La sua pelle bianca era quasi trasparente, come una buccia di cipolla, e come quella sembrava delicata e sottile, in contrasto con i lunghi capelli neri che gli incorniciavano il viso. Sentii lo strano e spaventoso desiderio di sfiorargli una guancia, per capire se fosse più morbida di quella di Edward o Alice, o invece friabile come il gesso. Gli occhi erano rossi, uguali a quelli dei suoi sodali, ma con una sfumatura sfocata, lattiginosa. Chissà se la vista ne risentiva. […]
Non so voi, ma io quando sono arrivato alla cipolla ho dovuto rileggere per credere, poi mettere giù il libro per ridere, e di nuovo lo stesso quando siamo arrivati al sospetto di cataratta. Comunque v’informo che questo bel pezzo di vampiro si chiama Aro, ed è uno dei tre succhia sangue più antichi del mondo, malgrado sia presumibilmente composto di carta velina e tanto Ego. Materiale fondamentale per diventare un vampiro, a quanto pare. Con entusiasmo e leziosità, Aro accoglie i nostri eroi finché non viene raggiunto dagli altri due Volturi, Marcus e Caius. Il primo è moro come Aro, mentre Caius è canuto come Maga Magò, ma essendo vampiro millenario è figo e nessuno pretende che mostri il suo valore trasformandosi in un drago viola o roba del genere. Dico il colore dei capelli perché è fondamentale per distinguerli, visto che sono privi di personalità. Si vede che nei millenni non l’hanno coltivata, così è avvizzita. I due sono pertanto scocciati, innanzitutto perché malgrado abbiano un ruolo di prim’ordine nella società dei vampiri sono più piatti di Charlie, e in secondo luogo perché Edward è ancora lì a rompere i coglioni. In effetti, al posto loro avrei optato per un messaggio in segreteria: «I Volturi non sono in casa, lasciate un messaggio o andate a fare in culo», e tanti saluti. Invece si parte con tutto un discorso sui poteri speciali dei vampiri. Infatti, Aro è in grado di leggere le menti a contatto e in modo molto più profondo di come riesce a fare Edward a distanza (in pratica può conoscere tutto ciò che il soggetto ha pensato nella sua vita, frugando alla ricerca di quello che vuole), ma vorrebbe comunque il bamboccio tra le sue guardie del corpo. Lui invece ha rifiutato prima, quando pensava che Bella fosse stecchita come il pesce secco, e di conseguenza voleva solo morire da truzzo in piazza, e rifiuta adesso perché Bella è viva. E insomma, ormai prima o poi gliela darà, no? Ma Aro ha altri piani, ha saputo che Edward non riesce a leggerle il pensiero e vuole scoprire se è immune agli altri vampiri, così prima cerca di leggerle la mente, trovando solo uno spiffero, e poi chiede a Jane di fare un esperimento. Qui Edward va nel panico e si pone a difesa di Bella, così scopriamo perché Jane è più temuta di una visita di Berlusconi a un collegio femminile: Jane può torturare o uccidere con la sola volontà. Le basta pensarlo e tu soffri le più indicibili pene dell’inferno. E visto che Edward si è messo sulla sua strada, ne dà subito una dimostrazione. Questa donna mi piace sempre più!

Continua…

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