Un bel giorno Bella va da Jacob per tuffarsi dalla Scogliera della Morte Certa, quella da cui avevano visto lanciarsi Sam e gli altri prima di entrare nella cumpa, ma lui non c’è perché è in giro con gli altri a pattugliare i boschi in cerca di Victoria. La supereroa dell’idiozia ha un’idea meravigliosa: visto che il mare è mosso e minaccia tempesta, si tufferà da sola. Quando poi la voce di Edward nella sua testa attacca a gridare come una sirena, decide che è l’idea migliore che abbia mai avuto. Ovviamente ci resta quasi secca, visto che le onde pogano come naziskin sotto anfetamina. Però, mentre continua ad andare su e giù come il galleggiante di una canna da pesca, le sembra di vedere qualcosa di rosso che si avvicina, e mentre è lì con la voce del suo grande amore che le rimbomba nella testa vuota, sente che sta morendo come una merda, ma le è di conforto il pensiero che lo sta facendo con la voce del suo Eddy in Dolby Surround. E sai che culo. Giusto perché questa scema, non fosse altro che è la protagonista – e quindi cara all’autrice e al suo portafogli – ha una fortuna talmente sfacciata da risultare volgare, viene soccorsa all’ultimo istante da Jacob. Oh, si vede che i maschi della serie hanno tipo il senso di ragno, solo che è tarato sempre su Bella. ossia il Senso di Rogna. Va che culo! Ma andiamo avanti… La stupidità del gesto viene coronata dalla scoperta che all’ospedale sta morendo un carissimo amico di suo padre e di Billy, perciò erano un po’ – come dire – impegnati a pensare a qualcuno che non gira con la fascia di Miss Ego of the Year e non cerca di ammazzarsi ogni cinque minuti, senza per altro riuscirci e deludendo continuamente i lettori. Cosa, ne converrete, intollerabile! Così si pente di aver fatto la cazzata al momento sbagliato, ma non della cazzata in sé. Poi ditemi voi se questa non è EMO, ma ne riparleremo. Ah, se ne riparleremo!
Tornando a casa accompagnata da Jacob (perché naturalmente una che rischia di affogare nell’Oceano Pacifico in una giornata di quelle in cui neanche una balena si metterebbe per mare, ci mette – quanto? – quindici minuti a riprendersi), incontrano Alice!
Alla vista di un Cullen, uno qualsiasi, Bella rivela la stronzetta egoista, gatta morta e opportunista che troieggia in lei. Si dimentica di Jacob come la cicca appena masticata, e corre tra le braccia di Alice. Lui ci resta un po’ lì, e pure male, anche perché – capiamolo – gode i vampiri come una lumaca gode il sale. Vogliamo dargli torto? Non coi Cullen. Quando poi Bella e Alice la piantano di limonare, o qualsiasi cosa stessero facendo mentre Bella si fa una pippa mentale su quanto le mancassero i Cullen e quanto sia felice di vedere Alice, ecc. Jacob tossisce timidamente. Bella lo guarda tipo, “sarà il postino?” Ma l’imbarazzo è tolto da Jake e Alice che pensano bene di scambiarsi le rispettive opinioni sul rischio che corre Bella accanto a un vampiro piuttosto che a un licantropo, facendo quasi a rubamazzetto per stabilire chi sia più pericoloso, e quindi cool. Io dico l’orribile – definitely not cool – stile della Meyer, ma non mi cagano. Fatto sta che in presenza di vampiri, Bella non capisce più niente. Cioè, più del solito. Jacob cerca di ricordarle quanto le sia stato vicino, che Edward l’ha mollata come una brutta merda e che – tra le altre cose – l’ha appena salvata da una morte stupida che lei s’era andata auto infliggendo proprio per colpa del suddetto pirla, ma da quell’orecchio (forse per colpa di tutta quell’acqua di mare) non ci sente. Anzi, pianta su il muso perché lui non vuole farla giocare con la sua amica vampirella, che è tanto, tanto bellina. Jacob, comprensibilmente, s’incazza e fa per andarsene, ricordando comunque ad Alice che i patti tra loro e i licantropi non sono cambiati, perciò che non facesse scherzi. Bella lo trova odioso, e naturalmente pensa che lo faccia solo per infastidire/ferire lei. Non ho l’anamnesi del suo ego, ma direi che soffre di gigantismo, come minimo. Alla fine, quando Charlie ritorna dall’ospedale, acconsente a ospitare Alice, che gli è sempre stata simpatica, anche se ha la testa da un’altra parte visto che il suo amico è appena morto lasciando moglie e due figli. Questi fatti banali, che non riguardano direttamente Bella e quindi sono più inutili di una sedia sfondata, vengono messi da parte. Charlie ha perso l’amico di una vita. E ‘sti cazzi? Bella ha perso Edward – che è pure bello, bello, bello in modo assurdo – capiamoci! Non c’è paragone. Poi, mentre Bella finge di dormire sul divano, origlia una conversazione in cui Charlie si sfoga con Alice descrivendo lo stato di Bella dopo che i Cullen, e soprattutto Edward, si sono dati alla macchia. Tra l’altro, pare, senza scatenare sospetti a non finire. Ma dopotutto sappiamo quale fine investigatore sia Charlie, perciò tant’è. Ora però godiamoci un estratto in cui Charlie ci rivela il suo punto di vista sulla parte più bella del libro, ossia quelle pagine bianche all’inizio, subito dopo la fuga di Edward.
Congratulazioni, Charlie: tua figlia è un’adolescente EMO!
Continua…
Tornando a casa accompagnata da Jacob (perché naturalmente una che rischia di affogare nell’Oceano Pacifico in una giornata di quelle in cui neanche una balena si metterebbe per mare, ci mette – quanto? – quindici minuti a riprendersi), incontrano Alice!
Alla vista di un Cullen, uno qualsiasi, Bella rivela la stronzetta egoista, gatta morta e opportunista che troieggia in lei. Si dimentica di Jacob come la cicca appena masticata, e corre tra le braccia di Alice. Lui ci resta un po’ lì, e pure male, anche perché – capiamolo – gode i vampiri come una lumaca gode il sale. Vogliamo dargli torto? Non coi Cullen. Quando poi Bella e Alice la piantano di limonare, o qualsiasi cosa stessero facendo mentre Bella si fa una pippa mentale su quanto le mancassero i Cullen e quanto sia felice di vedere Alice, ecc. Jacob tossisce timidamente. Bella lo guarda tipo, “sarà il postino?” Ma l’imbarazzo è tolto da Jake e Alice che pensano bene di scambiarsi le rispettive opinioni sul rischio che corre Bella accanto a un vampiro piuttosto che a un licantropo, facendo quasi a rubamazzetto per stabilire chi sia più pericoloso, e quindi cool. Io dico l’orribile – definitely not cool – stile della Meyer, ma non mi cagano. Fatto sta che in presenza di vampiri, Bella non capisce più niente. Cioè, più del solito. Jacob cerca di ricordarle quanto le sia stato vicino, che Edward l’ha mollata come una brutta merda e che – tra le altre cose – l’ha appena salvata da una morte stupida che lei s’era andata auto infliggendo proprio per colpa del suddetto pirla, ma da quell’orecchio (forse per colpa di tutta quell’acqua di mare) non ci sente. Anzi, pianta su il muso perché lui non vuole farla giocare con la sua amica vampirella, che è tanto, tanto bellina. Jacob, comprensibilmente, s’incazza e fa per andarsene, ricordando comunque ad Alice che i patti tra loro e i licantropi non sono cambiati, perciò che non facesse scherzi. Bella lo trova odioso, e naturalmente pensa che lo faccia solo per infastidire/ferire lei. Non ho l’anamnesi del suo ego, ma direi che soffre di gigantismo, come minimo. Alla fine, quando Charlie ritorna dall’ospedale, acconsente a ospitare Alice, che gli è sempre stata simpatica, anche se ha la testa da un’altra parte visto che il suo amico è appena morto lasciando moglie e due figli. Questi fatti banali, che non riguardano direttamente Bella e quindi sono più inutili di una sedia sfondata, vengono messi da parte. Charlie ha perso l’amico di una vita. E ‘sti cazzi? Bella ha perso Edward – che è pure bello, bello, bello in modo assurdo – capiamoci! Non c’è paragone. Poi, mentre Bella finge di dormire sul divano, origlia una conversazione in cui Charlie si sfoga con Alice descrivendo lo stato di Bella dopo che i Cullen, e soprattutto Edward, si sono dati alla macchia. Tra l’altro, pare, senza scatenare sospetti a non finire. Ma dopotutto sappiamo quale fine investigatore sia Charlie, perciò tant’è. Ora però godiamoci un estratto in cui Charlie ci rivela il suo punto di vista sulla parte più bella del libro, ossia quelle pagine bianche all’inizio, subito dopo la fuga di Edward.
[…] «Non mi sono mai sentito così impotente», disse Charlie, lentamente. «Non sapevo che fare. la prima settimana ho temuto di doverla ricoverare. Non mangiava, non beveva, non si muoveva. Il dottor Gerandy parlava di “catatonia”, ma ho sempre impedito che la visitasse. Temevo di spaventarla».
«Però poi si è tirata su, no?»
«Ho chiesto a Renée di portarla in Florida. Non volevo essere io… se ci fosse stato bisogno di un ricovero o qualcosa del genere. Speravo che la vicinanza della madre potesse aiutarla. Poco prima di fare le valigie, però, ha riacquistato le forze. Non ho mai visto Bella in preda a una collera simile. Non è mai stato da lei lasciarsi andare a certi sfoghi, ma, caspita, che furia. Buttava i vestiti dappertutto, urlava che non potevo costringerla ad andarsene… e alla fine è scoppiata a piangere. Ho sperato che fosse il punto di svolta. Non mi sono opposto quando ha insistito per rimanere qui… e sulle prime è sembrata persino migliorare…». Charlie tacque. Io ascoltavo, tutta orecchi, conscia del dolore che gli avevo provocato.
«Ma?», lo interruppe Alice.
«È tornata a scuola e al lavoro, ha ricominciato a mangiare, dormire e fare i compiti. Quando qualcuno le faceva una domanda, rispondeva. Ma era… vuota. Nei suoi occhi non c’era niente. Lo si capiva dai dettagli: non ascoltava più musica… ho trovato un mucchio di CD rotti nella spazzatura. Non leggeva, non riusciva a sopportare la TV accesa… non che prima ne guardasse molta. Alla fine, ho capito che cercava di evitare qualsiasi cosa potesse ricordarle… lui.
Non parlavamo più, temevo sempre di dire qualcosa che l’avrebbe sconvolta. Bastava un dettaglio per farla scattare. E lei non prendeva mai l’iniziativa. Rispondeva soltanto se le si rivolgeva una domanda. Passava il tempo da sola, sempre. dimenticava di richiamare le amiche e a un certo punto anche quelle hanno smesso di farsi vive.
Era come la notte dei morti viventi. La sento ancora urlare nel sonno… […] Non è normale, Alice, e… mi fa paura. Non è affatto normale. Non è come quando… ci si lascia, ma come quando muore qualcuno». […]
Congratulazioni, Charlie: tua figlia è un’adolescente EMO!
Continua…
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