lunedì 23 marzo 2009

Arance e minacce

Oggi è ripassata l’autrice della celeberrima marmellata di merda sotto spirito. Mentre eravamo lì a prenotare, tremavo al pensiero della domanda che è poi puntualmente giunta: «Ti è piaciuta la marmellata?» Dispiaciuto e un po’ intenerito, mi è uscito un “sì...” credibile come una promessa elettorale di Berlusconi. Ma per lei è stato sufficiente, così non s’è fatta pregare: «Ah, ne sto preparando una all’arancia, che fa bene ed è piana di vitamine!» Brivido. «Adesso ho solo un barattolo con me, e l’ho promesso alla C». “Che culo”, mi dico. «Però», riprende lei, «la prossima volta la porto anche a te per ringraziarti, perché siete tutti bravi e non voglio fare preferenze». Intanto io penso: “La prego, le faccia!” E invece niente, la signora tornerà armata di buone intenzioni e cattive marmellate. Aiuto. Menomale che ho i bidoni (raccolta differenziata compresa) dietro l’ufficio.

4 commenti:

  1. Quindi i barattoli non arrivano nemmeno a casa, si fermano prima:))

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  2. Esatto! Ma i bidoni ne vanno ghiotti. :P

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  3. Mi fai venire inmente il dolce tipico rumeno che ha portato Ansia al lavoro. Non cattivo di sapore, ma la pasta era leggera come un mattone, forse lievitata male.
    Però è identico alla torta che faceva mia madre.. che aveva una cofana enorme... oddio, non è che era rumena e non lo sapevo?

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  4. Be', io non avrei avuto neppure il coraggio di assaggiare la merdellata (sembrava più una cosa che deve stare in un laboratorio di biologia che in una cucina), tanto che la torta del tuo collega mi sembra un piatto da gourmet! ASD!

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