venerdì 3 aprile 2009

Fuffa

Mi si creda quando dico che l’universo è pieno zeppo di ogni robaccia inutile. Tutto quello spazio dopotutto non può essere riempito in senso logico e completo da parti indispensabili, a cui non si può rinunciare all’occorrenza, come una valigia o una cassapanca ricolma di preziosi. Va da sé quindi che l’universo, essendo ben più grande di un armadio a muro o di qualsiasi altro luogo in cui riporre oggetti importanti, non può essere colmato di tali preziosi fino all’orlo. Oh, contiene certamente beni al di là di ogni più fervente immaginazione, tesori tali da far impallidire le miniere di Salomone, ma la maggior componente dell’universo è quella materia sottile e inutile che in mancanza di termini migliori chiameremo fuffa. La fuffa è talmente poco preziosa che si trova ovunque nell’universo, proprio adesso la state molto probabilmente respirando, vestendo o ci sedete sopra. La fuffa è ovunque, riempie gli spazi tra le molecole come carta d’imballaggio. Probabilmente la fuffa esiste da prima dell’universo, o magari è stata la fuffa che, specializzandosi, ha poi prodotto quelle altre cose importanti che hanno dato il via al Big Bang, come elementi chimici, molecole e altre cose che a ben dire non saprei spiegare, perché non sono un chimico o un fisico. Io studio la fuffa e basta. Chi studia la fuffa, nell’organigramma delle cose, è utile quanto un apostrofo tra le parole “qual è”, sembra che ci voglia, ma in effetti non è così. Chi studia la fuffa è a sua volta fuffa degli scienziati, o per lo meno questa è l’idea generale che chi non studia la fuffa si è fatto al riguardo. E tanti saluti.
Noi studiosi della fuffa invece siamo ben consapevoli della nostra importanza e del giusto posto che occupiamo nell’universo; è un puntolino più a sinistra di dove pensate voi. Ci siamo impegnati per anni al fine di risolvere un’annosa domanda: se non serve a niente, perché esiste? L’idea di alcuni è che dopotutto, a qualcosa serva. L’idea di altri è all’incirca: «Sta zitto, idiota!» E così via. Le ragioni della fuffa sono ciò che ci sfugge maggiormente, per esempio: perché ha prodotto cose apparentemente più utili di lei? Come gli atomi, per dirne una, o l’ornitorinco, per fare un altro esempio a caso. Qualcuno ha suggerito che la fuffa abbia uno scopo, ma ciò vorrebbe dire che è senziente, e se la materia più comune nell’universo avesse una coscienza, be’ allora dovremmo chiamarla dio, giusto? In fondo, la fuffa crea sostanze che non sono fuffa a loro volta, come se un colibrì partorisse un’impala. Non è cosa, ne converrete. Ecco quindi il dibattito a cui prestiamo la nostra massima attenzione: chi o cosa è la fuffa? E poi, dobbiamo continuare a chiamarla così? Per alcuni, parliamo di materia oscura, ma essendo al di fuori del circuito scientifico internazionale – che ci snobba come braccianti a corte – il nostro gruppo di ricercatori non è aggiornato riguardo alle scoperte altrui. Stessa cosa vale per i ricercatori di altre discipline, che non si prenderebbero la briga di controllare i nostri dati neppure se si trovassero in bagno con una turbo dissenteria e non avessero altro da leggere. Quanto ai teologi, di solito si mettono le dita nelle orecchie e ripetono ad altra voce: «Lalalalalalala!» che dev’essere un mantra molto antico, oppure ci guardano con compassione. Qualcuno butta lì che, insomma, dopotutto… ma poi non se ne fa nulla. A noi, sinceramente, che la fuffa sia dio o no, frega fino a lì. Perché se così è, significa che la sua natura dispersa nell’universo ne fa qualcosa di talmente alieno che diventa impossibile adorarlo. Limitarsi a viverlo sarebbe già qualcosa, per dire. Mentre se così non è, be’ allora pace. Significa che la fuffa è materia mutabile, pronta a diventare ciò di cui c’è bisogno. Un po’ come le cellule staminali. E allora, che dio esista o meno, che la fuffa sia dio o meno, che importa? Già, tutto sommato, la nostra ricerca pare conclusa qui, ma noi siamo come la fuffa, vaghiamo per l’universo come la polvere sollevata dalla battitura del tappeto. Ce ne andiamo ovunque, mescolandoci a materie diverse, cambiando e cercando, scivolando sotto l’uscio delle discipline e delle idee, accarezzando il nostro stesso mistero. Ci interroghiamo su dilemmi infiniti, poniamo domande a chi non è in grado di rispondere per il semplice gusto di non trovare la soluzione, e avere così il piacere di continuare a cercare. Siamo vivi nell’inseguimento e moriamo in una risposta. Meglio non sapere, meglio essere fuffa levata dal vento del cosmo, là nell’universo, dove la materia più inutile pone le domande più urgenti. Ma forse la fuffa non esiste, e questo nostro vagare è viziato da un errore di fondo cui non sapremo far fronte. Nell’universo ci sono tante cose inutili, alcune di queste sono domande che galleggiano nelle loro stesse risposte.

3 commenti:

  1. ehm... non vorrei fare domande strane, ma che t'era successo? :)

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  2. Niente, ordinaria amministrazione del reparto psicopippe. :P

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  3. Ah, per un attimo mi ero preoccupato

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