I topic forti che circolano in questo momento riguardano chi afferma di non voler andare a vedere Prometheus perché tanto in giro si dice che è brutto – e quindi perché farsi un’opinione propria, visto che ce n’è già di preconfezionate online? – e la polemica riguardo un’eventuale retribuzione dei bloggers, ossia se il servizio che offriamo valga qualcosa e potrebbe trasformarsi in qualcosa di più e magari essere supportato con una donazione – per dire – di un euro al mese, citando il Sommo Buta. Bene, siccome ho un debole per mescolare le cose, adesso vi faccio un cocktail.
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| From Hell. |
Tranquilli, non parlo nel mio caso specifico. Questo blog ha la vitalità di un pesce non proprio fresco – e infatti espongo il marchio Blogger Gracile – ma altri, che sono attivi quotidianamente presentando sempre argomenti e materiale interessante, facendo ricerca per documentarsi e postando recensioni spesso più attendibili e serie di tante riviste specializzate (perché non piegati da logiche di ossequio a Tizio e Caio), secondo me sì. Vista la dedizione e il lavoro che ci mettono, avrebbero diritto a un aiuto, e un supporto da parte dei loro lettori.
«In Italia? Ma tu sei pazzo!»
Bravi, and here falls the donkey.
Questi bloggers offrono un servizio valido, un’alternativa all’informazione di nicchia e la possibilità di un rapporto interattivo con loro. Li si accusa di essere perdigiorno, di non avere qualifiche o l’indispensabile – dicono – iscrizione all’Albo dei Giornalisti. Sì, va beh, ma un blogger non è un giornalista, è un autore che riporta un fatto con le sue opinioni (diversamente dai professionisti, che dovrebbero essere imparziali ma poi sì ciao).
Riflettete: se c’è chi paga inutili opinionisti in TV, perché non pagare quelli utili online?
Infatti questo discorso all’estero l’hanno capito, e i bloggers veramente bravi arrivano alla fama (e non alla fame) perché sono sempre sul pezzo, hanno uno stile narrativo efficace, affrontano gli argomenti in modo interessante e ci impiegano del tempo che non è buttato, ma investito in un’attività che li appassiona. Da noi no, ma da queste parti il Web è ancora magicabula e abracadabra, anche tra i politici e gli altri mesozoici della comunicazione.
In buona sostanza, qui ancora nessuno capisce il potere della Rete né intende darle il vero merito. Soprattutto a chi ne fa parte, questi sottovalutati indigeni del Web. Volete un esempio? Torniamo a monte con l’altro hot topic: Prometheus.
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| Meredith Vickers vi guarda con biasimo. |
Ho già parlato di questo film, e se avete letto il post relativo sapete che non mi è piaciuto, ma sono giunto a questa conclusione solo dopo averlo visto ed essermi fatto un’opinione. Un’opinione mia.
Perché l’ho fatto? Perché è fantascienza, e la fantascienza mi piace, ma soprattutto perché ero curioso.
In questo film ho trovato alcune parti che mi sono piaciute, ma nell’insieme non mi ha soddisfatto. È un dramma? Direi di no. Quello che è drammatico è il battage negativo intorno al film. Questo fanatismo alla denigrazione cieca. Il non volerlo vedere perché tanto tutti dicono che è brutto, quindi è inutile andarci, e non perché – magari – non ti piace la fantascienza (e allora è comprensibilmente inutile che ti presenti al cinema) ma perché è cool ripetere a pappagallo quel che si dice in giro. Il ragionamento ottuso, ecco, quello non lo accetto.
- Vi piace la fantascienza e siete curiosi? Andateci! Magari vi piacerà oppure no, ma sarà per le vostre ragioni, non per quelle di altri.
- Non amate la fantascienza a prescindere? Siete esonerati. In fondo, se di sci-fi ne sapete e ne avete vista tanta quanto mia madre che sta dietro solo alle fictions RAI, è naturale che vi annoiate.
Online ne potete trovare di pro e contro Prometheus, ma pare che la voce negativa sia la più potente. Nulla di sorprendente se conoscete il Postulato Santini: «Un articolo genera più contatti e commenti se contiene polemiche oppure giudizi negativi». Capite quindi che la cosiddetta inutilità dei blogger è fuffa se la gente arriva a plasmare la propria opinione sulla loro, anche quando – ahimè – lo fa in modo sbagliato.
Verrebbe da dedurne che se volete un’opinione da sfoggiare in giro perché magari ritenete la vostra inadeguata, o perché siete incerti e vorreste conoscere prima quella che va per la maggiore (al fine di trovarvi sempre con la maggioranza come certi politici), dovreste anche essere disposti a pagarla. Invece no. La maggior parte della gente, se ha avuto qualcosa di gratis fino a ieri, non gradisce questa richiesta di un riconoscimento anche simbolico alle fatiche altrui.
Posso solo immaginare la delusione di chi ha fedelmente aggiornato il proprio blog con competenza e passione, anche per anni, nel sentirsi rispondere che il suo lavoro non vale niente, neanche un obolo ipotetico di un euro al mese. Con questo tra l’altro non offendete o fate un dispetto solo ai bloggers di oggi, ma precludete un futuro all’evoluzione della Rete e al blogging in questo Paese.
… ma naturalmente questo è un blog, e si tratta solo di un’opinione mia.


praticamente non abbiamo più soldi E NEMMENO opinioni.
RispondiEliminaBeh, le opinioni ci sarebbero – come i bloggers – sono certi acquirenti che sono tirchi ma intanto si abbuffano al tavolo degli assaggi gratuiti.
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