lunedì 8 ottobre 2012

Il buio si avvicina (Near Dark, 1987)


La Manson Family di Near Dark
Quando vidi questo film per la prima volta – stiamo parlando della Prima Visione TV, quindi fine anni ‘80 inizio ‘90 – mi piacque e impressionò un sacco. Era la prima volta che incontravo vampiri poveracci, brutti, sporchi e cattivi, anziché elegantissimi damerini o signori delle tenebre in smoking e mantello. Non posso giurarci né scommetterci alcunché, perché la memoria mi fa difetto quanto le diottrie, ma credo sia stato quello l’istante in cui i vecchi dandy mi vennero a noia e iniziai a preferire i vampiri moderni. Quello che non ricordavo è che la banda di Near Dark fosse una manica di stronzi, dal primo all’ultimo, ma anche questo fa parte del loro fascino, dalla distanza di sicurezza di una TV.



Caleb – interpretato da Adrian Pasdar molto prima di diventare il Senatore Volante Nathan Petrelli di Heroes – è un giovane cowboy che rimorchia una biondina lunatica di nome Mae (Jenny Wright), che dopo una serata di tira e molla in cui non si capisce se ci sta oppure no, lo morde e scappa. 
Lui, con gli ormoni che segnano fissi le dodici, dice: «Che bacio!» e s’incammina verso casa, ma sorge il sole e inizia a fumare come un sigaro. Intanto, mentre il padre e la sorellina lo vedono tornare alla fattoria avanzando come se gli si fosse rotta la marmitta, arriva un camper coi finestrini verniciati di nero a portarselo via. 

I vacanzieri sono la Manson Family di Mae, che vado a illustrare in base ai ruoli che gli ho attribuito io ma che, se tanto mi da tanto, si chiamavano da sé.
  • Pa’ Manson – Jesse Hooker, ex soldato della Guerra di Secessione interpretato da Lance Henricksen, Bishop in Aliens (1986) – tra le altre cose – che per l’occasione sfoggia un look da vagabondo con delle unghie lunghe inguardabili;
  • Ma’ Manson – Diamondback, che s’intuisce ma non si dice abbia cavalcato tutti i viali e le strade del Sud (ma non a cavallo né in moto), è interpretata dalla sempre tosta Jenette Goldstein, che ricorderete – anche lei – almeno in Aliens nel ruolo di Vasquez;
  • Big Bro’ Manson – Severen, chiassoso e violento oltre che cazzone fatto e finito, è Bill Paxton che – per chi non se lo ricordasse – ai tempi in cui Sean Bean era ancora di là da venire, fu detentore del record Attore che nei suoi film fa sempre una brutta fine;
  • Little Bro’ Manson – Homer, che pur avendo l’aspetto del ragazzino è in realtà molto più vecchio e questo gli causa non poche paturnie, interpretato da Joshua John Miller, che dopo questo film ha fatto più che altro TV.

Insomma, non lo hanno preso per salvarlo ma perché vorrebbero farlo secco, un po’ per sport e un po’ per non seminare indizi sulla loro attività di vampiri vagabondi, ma la biondina dice che forse. Forse, eh (perché Mae ha la spina dorsale di una camola e non è mai sicura di niente). Dicevo, forse lo ha trasformato, e questo cambia le cose. Decidono di dargli una settimana di tempo, ma deve imparare a uccidere. 

Intanto, il padre di Caleb va dallo Sceriffo e denuncia il rapimento. Non c’è il luogo comune dell’ufficiale paffuto con la ciambella in mano e lo zucchero sull’uniforme, ma si capisce che questo qui l’unica cosa che mette in gabbia è il gatto per andare dal veterinario. Il padre lo sa – lo insinua pure – e se ne va con gli speroni girati.

Come potete immaginare, il protagonista buono e bravo ragazzo non gliela fa, perché – appunto – è buono e bravo. Così, quando Mae uccide, e a sentire lei è facile perché: «Non devi pensare di commettere un omicidio. Non pensare affatto. Devi solo seguire il tuo istinto. È come qualcosa che ti ripeti, notte dopo notte. Devi solo stabilire come fare», Caleb beve da lei, che però si indebolisce perché dice che sta diventando ingordo, e questa cosa manda ai matti gli altri che… lo portano al bar. Davvero? Yep!

Al bar fanno una strage, sangue botte e violenza sempre più, roba da ultrà ma con quel retrogusto di emoglobina che fa tutto molto più mortaccino. Dopo l’happy hour, lasciano l’ultimo a Caleb, che però ‘gna fa’ e lo lascia scappare.
Potreste pensare che dopo ‘sta cazzata lo uccidano sul posto, e invece no. 
Partono all’inseguimento del tizio, ma non lo pigliano, e così si vanno a rintanare in un motel, ma naturalmente durante il giorno vengono raggiunti dalla polizia, perché il sopravvissuto – guarda un po’ – è andato a chiamarli, e qui Caleb non ha scelta e deve farsi scendere i testicoli, almeno per Mae, quindi si mette una coperta addosso e corre fuori per prendere l’auto mentre i suoi e la pula si scambiano biglietti da visita di vario calibro. Becca anche diverse pallottole in corpo, ma ormai è in parte e quindi the show must go on. Raggiunge l’auto e con quella sfonda la parete del bungalow, fa salire gli altri che adesso sono tutti pacche sulle spalle e bravo sei un figo, senza riflettere sul fatto che se sono finiti in mezzo a quel merdaio è perché lui non s’è voluto ciucciare il tipo come se fosse un Billy. 
Ma va bene così, il film ha ritmo e queste cose secondarie perdono d’importanza, visto che sono tutti un po’ sciroccati e su di giri. 
Infatti (a proposito di sciroccati) una volta rifugiatisi in un altro motel, Hooker e Severen giocano a Roulette Russa (tanto sono immortali, al limite prendono un aspirina) mentre Caleb e Mae amoreggiano, finalmente sollevati dal fatto che lui è stato accettato.

Dopo un po’ di giri a poker, Homer esce a prendere un po’ d’aria. 
… anche se io credevo che i morti viventi non respirassero, ma vedrete che in questo film non è tutto così scontato. 
Tu guarda il culo, due passi in là il giovane vampiro incappa nella sorellina di Caleb, che è proprio nello stesso motel col suo papà sulle tracce del fratello-figlio rapito. 
Ok, avevo detto non tutto. Non, tutto tutto. E comunque dai, è un buco di contea con più campi che case, incontrarsi al motel o all’autogrill non è così impossibile. 
Homer ha un ingrifamento – dopotutto è un vampiro in perpetua pubertà – e la invita al bungalow per vedere la TV. Qui la famiglia si riunisce anche col padre di Caleb, che li raggiunge per “cena”, visto che Diamond è andata da lui con la scusa di dirgli che sua figlia è da lei a giocare col suo bambino – cari, ve’ – e intanto spera di farsi un pasto texano. 
Peccato che c’è anche Caleb, così si riabbracciano e fuggono dai vampiri, Mae inclusa, che resta con la sua famiglia disfunzionale a carattere dietetico monotono. 

Alla fattoria hanno un’idea: il padre fa a Caleb una trasfusione col suo sangue, e lui torna umano. 
Davvero, mica scherzi, anche se sono passati giorni da quando è stato trasformato. Ha senso? Beh, di questi vampiri non sappiamo una beata fava, a parte che per trasformarsi basta ricevere un morso e non serve bere il sangue del loro Sire, Maestro o come vi pare, anche se può essere un modo di nutrirsi per interposta persona come faceva Caleb da Mae. Che altro sappiamo? Che apparentemente temono solo il sole e il fuoco, perciò il dettaglio della trasfusione – che dà fastidio, non dico di no – passa, anche perché all’epoca fu una novità e non una trovata balenga già sentita. 
La vita di Caleb e famiglia sembra tornata normale, anche se in casa tira un’arietta di non detto che te la raccomando, o per meglio dire di so che sono successe cose inquietanti ma per quieto vivere farò finta che ci siamo ubriacati con lo sciroppo per la tosse scaduto da un anno. Uno a caso, il ‘58. 

Tu pensa, una di queste sere con l’imbarazzo a mille, Mae si fa viva.
Viva… e chi lo sa? Son vampiri speciali, questi. 
S’incontrano fuori, solo lei e Caleb. Si scambiano paroline amorose dùdduddù dàddaddà ripetendo quanto sentono l’uno la mancanza dell’altra, ma poi si separano. Intanto Homer rapisce la sorellina che lo attizza, ma Caleb può rincorrerli solo a cavallo, perché gli hanno forati tutte le gomme. Tra l’altro non sveglia suo padre, forse per non metterlo in pericolo. 
And here we are, la resa dei conti. 
Caleb deve essere preso dal sacro fuoco di Van Helsing, Blade, Buffy & Co. o più semplicemente gli girano a cavatappi. Infatti elimina Severen investendolo con un auto articolato, dal quale si lancia prima che esploda tamponato dal rimorchio. Poi c’è uno scontro con gli altri, ma riesce a fuggire con la bimba. Arriva l’alba e Homer crepa sotto il sole per rincorrerli, perché ormai non capisce più niente e la vuole a tutti i costi, rivelando il livello di disperazione e solitudine del personaggio. 
Tra l’altro, una delle scene più belle del film, secondo me. Personaggio tragico, questo ragazzino. L’avessero approfondito di più, non mi sarebbe dispiaciuto affatto.
Hooker e Diamond invece prendono fuoco in auto, che esplode insieme a loro che si tengono per mano, felici comunque di restare insieme anche nella fine.
Ecco sì, una cosa nuova su questi vampiri è che saltano in aria quando muoiono sotto al sole. Anyway, romantici anche loro (e se ne vanno col botto i due eroi di Aliens).
Rimasta senza la sua Manson Family, Mae accetta la trasfusione da Caleb, e guarisce. Vivranno felici e contenti invecchiando fianco a fianco, e i silenzi imbarazzanti a casa con la fidanzata ex vampira e serial killer del figlio saranno per il papà di Caleb una gioia che si potrà esprimere solo con ulcera e gastrite. Almeno, è quel che resta da supporre.
FINE

Conclusioni. 
Anche a distanza di tempo il film mantiene un ritmo che non si è arrugginito. I vampiri brutti, sporchi e cattivi fanno il loro lavoro. L’unico personaggio che non mi è piaciuto è Mae, che si fa tirare di qua e di là senza prendere una posizione, a parte mettersi ogni tanto debolmente in difesa di Caleb quando i Manson ringhiano. L’attrice però ha il viso innocente adatto per la parte, e anche se ti fa girare le scatole, il comportamento di Mae è plausibile, così come il fatto che Caleb, che comunque non è un genio, le vada dietro nonostante appaia palesemente disturbata fin dall’inizio. 
So’ ragazzi, signora mia! 
Insomma, è stato bello riscoprire un film che non vedevo da secoli, e mi ha anche divertito. Il cineracconto l’ho fatto per affetto, non volevo denigrarlo troppo (e spero di non averlo fatto) perché anche se alcuni comportamenti sembrano sciocchi o incomprensibili, riflettete su una cosa: Nella vita avete l’impressione che la gente si comporti sempre secondo logica? Ecco, e allora tenetelo presente ogni volta che un personaggio non si comporta come vorreste voi, perché non è un videogame, è cinema.

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