venerdì 12 ottobre 2012

Black Mirror (2011)



Ieri sera ho visto Black Mirror, questa miniserie inglese in tre episodi, in realtà tre brevi film slegati fra loro. Mi ci sono accostato per curiosità non sapendone nulla, ma neanche un attimo dopo ero incollato allo schermo per vedermeli tutti e tre in stecca. Il tema generale è il potere della tecnologia sulla società nell’accezione più negativa che potreste immaginare. Controllo e alienamento, ma anche manipolazione. Questa volta non farò il cineracconto e ometterò gli spoilers perché ve ne consiglio la visione, d’altra parte qualunque riassunto o bignami non gli renderebbe merito, perciò mi limiterò a riportarvi le trame e le mie impressioni.

The National Anthem 
La Principessa Susannah, membro della Famiglia Reale britannica, viene sequestrata da misteriosi e irrintracciabili rapitori. La richiesta dei terroristi lascia tutti sconvolti, dichiarano che verrà liberata solo dopo che il Primo Ministro avrà consumato un atto sessuale completo con un maiale, rigorosamente in diretta su tutti i canali satellitari e terrestri.
Anche se la premessa parrebbe goliardica e idiota, regia e recitazione creano un senso di angoscia e aspettativa sorprendenti. L’intera vicenda, a partire dai video della rivendicazione, viene diffuso viralmente sulla rete strappando ogni possibilità di insabbiamento dalle mani del governo e il riflettore punta sia sulla società inglese, combattuta tra la morbosa curiosità e il disgusto di un pubblico che rifiuta il ricatto alla nazione, che sul dietro le quinte di Downing Street con le comprensibili tensioni tra il Primo Ministro e la moglie durante il disperato tentativo di risolvere la situazione. 
Senza dubbio è un film o episodio che sa turbare e spingere a porsi qualche domanda. Nella fattispecie, mi sono trovato a riflettere sull’empatia che sussiste realmente fra esseri umani quando un filtro di massa si pone tra loro, creando un effetto branco e riducendo il soggetto dell’attenzione generale a un oggetto spersonalizzato di derisione. Tutto ciò lascia lo spettatore con una bella botta allo stomaco e l’impressione di aver visto qualcosa di brillantemente congegnato e realizzato senza cadere dalla sottile fune sulla quale si tiene in magistrale equilibrio.

Fifteen Million Merits 
In un futuro prossimo la gente vive in minuscole stanze le cui pareti sono fatte di schermi TV che non si possono spegnere. L’unica attività svolta da tutti è pedalare sulle cyclettes per generare energia e accumulare punti coi quali comprare cose di cui non hanno bisogno (come accessori per i propri avatar) o per partecipare a un talent-show in grado di cambiare le loro vite.
Dei tre che ho visto, questo è l’episodio che mi ha turbato di più. Ancora una volta le premesse parevano deboli, e come trama era quello che mi interessava di meno fin dall’inizio, ma una volta entrato nell’alienazione di questo mondo l’ho osservato con curiosità. Il rapporto tra i due protagonisti e la sua evoluzione sono inaspettati, scioccanti e sorprendenti. Spiegarlo mi spingerebbe a postare qualche spoiler, perciò vi invito a guardarlo perché, anche se il tutto è un ingigantimento di meccanismi già noti nei social-networks o tra i fans di reality-shows e programmi simili, proprio per questo motivo crea un effetto lente d’ingrandimento deformante che – alla fine – sa anche intrattenere molto bene mentre vi rifila il secondo cazzotto allo stomaco.

The Entire History of You 
Siamo sempre nel futuro, questa volta però l’umanità è apparentemente simile alla nostra, a parte il diffuso utilizzo di un chip che rende possibile registrare e rivedere i ricordi impressi nella memoria. In apparenza, tutti ne sono talmente condizionati da vedere e rivedere non solo i propri ma anche quelli degli altri, che possono essere proiettati su schermo. Il protagonista ci mostra le difficoltà nel gestire questo potere e il non tanto sottile rischio della paranoia che si nasconde in questa tecnologia.
Anche questo come gli altri non risparmia un certo senso di disagio. Soprattutto, per quanto mi riguarda, grazie al protagonista che riesce progressivamente a calarmi come una mannaia sui testicoli. Ok, non dovevo dirlo, ma è un’opinione personale. Tenete comunque conto del fatto che se un personaggio risulta irritante o sgradevole non è sempre perché è stato scritto o recitato male, ma perché – a volte – è fastidiosamente realistico, almeno quanto una persona che potrebbe urtarvi allo stesso modo nella vita reale. Tenete perciò presente il quadro sociale che vediamo ritratto, ossia quello di una classe agiata e snob. Tutti individui giovani, belli e più che benestanti che conversano in modo disinvolto su quanto il chip faccia bene alle loro vite, anche se una dei presenti lo ha fatto rimuovere e dice di vivere meglio senza. Uno di loro arriva a raccontare di aver talvolta snobbato la sua compagna per soffermarsi sui ricordi più caldi delle sue molteplici amanti passate, lasciando così incidentalmente supporre che abbia trombato più di una prostituta di Saigon a cavallo della guerra. Probabilmente alcuni di voi preferirebbero grattarsi il mento con una .357 Magnum piuttosto che partecipare a quel genere di cene – e io non gli darei torto – ma il punto è proprio questo: osservare una società, non farsela piacere.


In breve, se gli episodi precedenti hanno affrontato il potere dei media che si spinge fino a esporre pubblicamente e ricattare una nazione o la sottomissione a una società pressoché virtuale da parte di un popolo di telespettatori, questo ha a che fare con la paranoia e la gelosia veicolate dalla tecnologia. Provate perciò a immaginare chi spia i messaggi del partner sul cellulare o al computer e aggiungete l’opzione di scavare nella memoria con le funzioni replay, zoom e ricerca, dopodiché ne avrete un’idea. Paura, eh? Beh, dovreste dargli un’occhiata per sapere quanto.

6 commenti:

  1. Fantastico. Vista ieri e parlato del primo episodio oggi.
    Gli altri due a seguire.
    Ottima e angosciante al punto giusto. ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, spettacolare! Bella la tua idea di farne tre post approfondendo gli episodi, io invece volevo promuoverla con entusiasmo senza raccontare troppo. In ogni caso, quando escono programmi fatti così bene più se ne parla e meglio è. :)

      Elimina
  2. Per la serie "English do it better" e non mi riferisco al sesso :-p
    Le serie tv inglesi sono un pezzo avanti. Questa ancora non l'ho vista ma stasera la cerco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, hanno davvero le serie migliori, ho iniziato a innamorarmene anni fa grazie a Canal Jimmy quando le passavano sottotitolate sul satellite, e da lì è stato subito amore. ♥

      Elimina
    2. Stasera mi guardo il primo episodio, poi ti dico

      Elimina
  3. Visto il primo episodio ... che dire? Solo i Britannici possono fare una cosa del genere, in america sarebbe stato stracensurato, anche solo per la trama .... non leggo degli altri episodi per non togliermi il gusto di guardarli le prossime sere

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...