Anni fa ho letto Il Ritorno delle Gru (Shibumi, 1979) di Trevanian (pseudonimo di Rodney William Whitaker, 12/06/1931 – 14/12/2005) trovandolo affascinante, ma quest’anno, quando ho visto in libreria Satori di Don Winslow, che a Trevanian “fa il verso”, qualcosa in me ha detto no.
«Torna Don Winslow con una magistrale spy story ispirata a un libro di culto, Shibumi. Il ritorno delle gru di Trevanian, di cui Satori costituisce una sorta di prequel. E state certi che, dopo aver letto l’ultima riga del romanzo di Don Winslow, avvertirete il desiderio di leggere cosa ancora rimane della vicenda di Hel nel romanzo di Trevanian».
Perciò, con Satori, Winslow riprende il personaggio di Nicholaï Hel, protagonista eccezionale di Shibumi, di cui racconta una missione segretissima realizzando quella che mi pare più opportunamente definibile come una fan fiction. Magari d’autore, ma sempre fan fiction.
Non sto qui a sindacare sul valore di Satori o sullo stile di Winslow, visto che di suo non ho mai letto nulla, e neppure posso dirmi un fan sfegatato e indignato di Trevanian, avendo letto di suo quell’unico volume (d’altra parte, non è che in Italia i suoi lavori siano di così facile reperimento), eppure questa operazione per certi versi “mi ha turbato”.
Non sto qui a sindacare sul valore di Satori o sullo stile di Winslow, visto che di suo non ho mai letto nulla, e neppure posso dirmi un fan sfegatato e indignato di Trevanian, avendo letto di suo quell’unico volume (d’altra parte, non è che in Italia i suoi lavori siano di così facile reperimento), eppure questa operazione per certi versi “mi ha turbato”.
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| 2011 |
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| 1979 |
Siamo già abituati a prequel, sequel e reeboot al cinema, mentre in letteratura fin’ora capitavano giusto alcuni volumi postumi messi insieme con gli appunti da assistenti e colleghi. Operazioni che in genere, dopo essermi scottato un paio di volte, schivo come le buche per strada. Ho in mente Gary Jennings (che ho amato molto, a partire da L’Azteco) e Marion Zimmer-Bradley, che è stata fan fictionata da qualche collega a cui ha lasciato volontariamente l’ambientazione di Darkover. Sul sito ufficiale di Trevanian leggo che dopo un’iniziale rifiuto, hanno considerato la possibilità di un rilancio delle pubblicazioni passate e di qualche inedito, perciò sembra che sia pace e profitto tra Winslow e gli eredi di Trevanian.
Quello che mi ha lasciato perplesso è lo sdoganamento della fan fiction a livello di pubblicazione editoriale, il gioco del prequel che già al cinema sta facendo i suoi danni, e quale sviluppo futuro comporterà per noi lettori. Sono curioso di sentire le vostre opinioni, perché io temo – nel caso prendesse piede in letteratura così com’è stato al cinema – la morte delle idee, o comunque una prognosi riservata.
Quello che mi ha lasciato perplesso è lo sdoganamento della fan fiction a livello di pubblicazione editoriale, il gioco del prequel che già al cinema sta facendo i suoi danni, e quale sviluppo futuro comporterà per noi lettori. Sono curioso di sentire le vostre opinioni, perché io temo – nel caso prendesse piede in letteratura così com’è stato al cinema – la morte delle idee, o comunque una prognosi riservata.


Sui prequel/sequel e mezzi reboot ne parlavo mezz'ora fa con mia moglie. C'è un autore a me caro, che continua da anni e anni, a scrivere sempre su quei due argomenti, cambiando nome ai personaggi che alla fine sono sempre nipoti o avi di quelli già conosciuti. Una volta era riuscito a scrivere una trilogia se stante, e alla fine ha dovuto collegarla per forza alla sua saga principale. Mia moglie ha detto che sono polemico :-D
RispondiEliminaNo, sei un lettore attento, è un’altra storia! XD
RispondiEliminaMa di chi parli? No, perché io ho letto Follett per un periodo, e ho notato che alcuni libri si clonavano tra loro, cambiava giusto l’ambientazione e qualcosa nella trama, infatti poi ho smesso perché sebbene lo trovassi una lettura rilassante, poi mi dava ai nervi essere preso per i fondelli. Dava l’impressione che avendo fatto ricerca per un libro volesse riutilizzare lo stesso materiale per un secondo, ma alla fine gli scappava lo schema ricorrente.
E se si trattasse di Clive Cussler? Da anni riscrive gli stessi libri e anche i suoi ghost writers non sono riusciti a inserire niente di nuovo.
RispondiEliminaGiuseppe
Considerando ciò che Brian Herbert e Kevin J. Anderson stanno facendo a Dune, un singolo prequel ad un lavoro di Trevanian non sembra neppure un peccato mortale... ma è indice di una linea ormai stabile.
RispondiEliminaIl sequel di Via col Vento.
I sequel della trilogia di Bourne.
...
Credo che il meccanismo sia lo stesso del cinema - si fa leva sulla popolarità dell'originale, aggiungendo l'illusoone dell'"aggiornamento"...
Quello era buono ma è vecchio... dicono. Questo è nuovo e quindi deve essere meglio, no?
Pauroso.
Parlavo di Brooks, che seguo da quando ero un ragazzino e a cui sono molto affezionato, nonostante ormai i miei gusti si siano ampliati a dismisura rispetto a quel periodo. Oggi leggevo che ha sputato fuori nel 2009, e qui naturalmente arriva tutto dopo, il 6° volume di Landover e ci dobbiamo aspettare una nuova trilogia di Shannara. Dico io, non è ora di cambiare registro? Io dopo un libro odio i miei personaggi, come cavolo fanno loro a scriverne per anni e anni?
RispondiEliminaGiuseppe, non ho mai letto Cussler sia perché come genere non mi attira che per l’impressione di fabbrica di tascabili da ombrellone che mi dà. Potresti avere ragione.
RispondiEliminaDavide, sacrosanto. Fa paura sia per la bestialità dell’affermazione in sé che per le conseguenze a breve e lungo termine. Spazzare i classici sotto il tappeto e mettere le fan fiction in libreria non è “un modo di procedere assennato”, diciamo così.
… poi già mi vedo la figura emergente dell’aggiornatore di classici, in pratica un copista trendy. Ho i brividi.
Marco, Non ho mai letto Brooks, e dopo quello che ho sentito in giro più le tue conferme... diciamo che ho già abbastanza saghe all'attivo, ecco.
RispondiEliminaPoi, come facciano a tirare avanti per anni... oh, sòssoldi! u.u
Brooks va letto all'età giusta, con il tempo giusto e l'entusiasmo giusto. Adesso faccio fatica a riprendere in mano i suoi libri. Quando sarà ora mi auguro che mia figlia li legga però.
RispondiEliminaE hai ragione soccomunquesoldi
Ecco, allora sono fuori tempo massimo.
RispondiEliminaGiuda: Con Cussler non ti sei perso niente.
RispondiEliminaE' un pallone gonfiato presuntuoso e saccente.
I suoi libri sono popolati da personaggi antipaticissimi, i cui dialoghi sembrano quelli del fumetto Tex negli anni sessanta.
Ti ricordo però cosa ti scrivevo sul blog di Gianluca qualche giorno fa.
A dispetto di questo scivolone... "non precluderti la possibilità di conoscere le opere di Don Winslow. La lettura dei suoi libri è piacevolissima. Per cominciare ti consiglierei di partire da "L'inverno di Franke Machine" o dal recente "Le belve".
Winslow merita assolutamente di essere scoperto."
Aggiungo che i diritti di riproduzione cinematografica de "L'inverno di Franke Machine" sono stati acquistati da Robert de Niro che ne trarrà un film, impersonandone il protagonista.
Giuseppe
Giuseppe, allora terrò presente Winslow e manterrò le distanze da Cussler!
RispondiEliminaNon posso che quotare Giuseppe, Don Winslow è davvero bravo. Io l'ho conosciuto proprio con L'inverno di Franke Machine e mi è piaciuto al volo.
RispondiEliminaPer quanto riguarda l'operazione Fan-fiction-vip, ammetto che la cosa mi provoca un certo turbamento e un forte prurito nelle parti basse.