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| Sì, ma chi siete voi? E cos’è un blog? |
Non so se capita anche a voi, ma io dimentico le cose. No, davvero. Non so di cosa sia fatta la vostra memoria, ma la mia è marrone, puzza e fa tanto bene alle piante. Dimentico l’ordine dei titoli nelle saghe che leggo, nomi e facce di gente che non vedo abbastanza spesso da causarmi un imprinting da anatroccolo, scordo quasi regolarmente dove ho messo cosa e cosa ho messo dove. Una tragicommedia, ecco. L’ultima è stata sabato: dovevo portare due CD – identici – a un paio di amici, alla fine glieli do e pare fatta. Domenica guardo in borsa e ne salta fuori uno. «E questo da dove è arrivato?», mi domando pur sapendo che non può essere stato gemmato dalla tracolla. Un giro di messaggi per scoprire chi abbia cosa, e alla fine metto insieme il puzzle. In pratica, mentre ero in auto con una dei due, mettiamo su il CD e – inavvertitamente – rimetto la custodia nella borsa. Quando arriviamo al locale ne prendo “un altro” dalla borsa e lo do al secondo amico, ma nel farlo non mi rendo conto che è la custodia vuota di quello rimasto nel lettore dell’altra, ragion per cui adesso ho un CD completo, mentre loro si ritrovano solo metà del pattuito. È andata meglio all’amica che almeno ha il CD e può ascoltarselo, mentre l’altro può al massimo leggersi i titoli. Bene, e questo sarebbe anche un siparietto divertente se si verificasse una tantum, ma qui capita un po’ troppo spesso (anche se in genere queste figure le faccio con me stesso, e ormai mi do anche l’auto-pacca sulla spalla) però di quest’andazzo non vorrei finire col far del cabaret senza neanche accorgermene. Va be’, ridiamoci su, che per fortuna mi viene naturale.

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