La coppia felice inaugura la casetta trombando fino al mattino seguente, poi si parla di università perché i Cullen vorrebbero trasferirsi nel New Hampshire per ricominciare tutto.
… e qui ci sarebbero due cose da dire:
- questi usano ogni volta i loro veri nomi e nessuno li scopre, roba da far arrossire la sicurezza nazionale;
- perché avevano già iscritto Bella se sapevano che i Neonati sono dei pazzi sanguinari per i primi anni di non-vita?
Molto goffo – as usual – da parte della Meyer.
Comunque la partenza è rimandata, perché salta fuori che Jake ha avvertito Charlie, il quale sta arrivando di gran carriera! Bella si fa raccontare da Jacob quello che si sono detti, per sapere come comportarsi. Il giovanotto gli ha rivelato di essere un licantropo, facendoglielo anche vedere – cosa che per miracolo non gli è costata le coronarie – dopodiché l’ha informato che Bella, per guarire dalla sua misteriosa malattia, è dovuta cambiare a sua volta, ma non è un lupo. A quanto pare, Charlie avrebbe detto di volerne sapere il meno possibile, comunque sta arrivando per scoprire tutto.Solo a me pare una contraddizione? Va be’, andiamo avanti.
Prima che il paparino arrivi, mettono a Bella un paio di lenti a contatto colorate per nascondere gli occhi di bragia alla Caronte, ma può tenerle solo per poco tempo prima che il “veleno” le sciolga. Parrebbe quindi che tutti gli umori corporei contengano la sostanza vampirizzante (che è pure acida), perciò immagino che questo tipo di vampirismo ridicolo sia trasmissibile anche per via sessuale. Una bella malattia venerea, non c’è che dire. A nessuno era venuto in mente prima? Pare di no. Inoltre non si capisce come, trasportando acido in quantità, il “seme” di Ed abbia fecondato Bella piuttosto che ustionarle l’utero. In ogni caso, cercare una logica nelle stupidaggini della Meyer è come pescare tarallucci nel deserto, un concetto surreale che non ci porta da nessuna parte.
Andiamo quindi a vedere Charlie, che una volta giunto a Casa Cullen calza le vesti del padre angosciato nell’atto di recuperare la figlia dalla setta in cui s’è cacciata. Tuttavia, quando vede che da quella campana non c’è rintocco (la testolina di Bella fa sempre lo stesso suono, vuoto e sordo), pur di non perderla del tutto finge di accettare la situazione, nella speranza che quella, prima o poi, ragioni (okay, è evidente che non la conosce) pur preferendo – ancora una volta – di saperne il meno possibile, restando con la speranza che se non ne uscirà, almeno sia felice.
Peccato, la Meyer era partita col ragionamento giusto (padre angosciato, figlia plagiata, setta di minchioni), ma poi, non sapendo come gestire una situazione conflittuale, ha cambiato senza motivo la disposizione del personaggio da padre angosciato a fatalista disinteressato nel giro di poche battute. Non sa scrivere, ma è bravissima a prendere per il culo i lettori. Non ho mai visto tanti trucchetti in un solo libro.
Tornando a Charlie, la cosa inquietante è che per la Meyer sembra giusto così, infatti il decerebrato si distrae grazie alla TV accesa mettendosi a guardare un paio di partite con Emmett, e solo quando gli fanno: «Oh, sloggia che è tardi!», fa per andarsene ma non prima che Bella gli riveli il secondo nome di Rosmerda (ehm, Renesmee) ossia Carlie, da Carlisle più Charlie.
Prima che il paparino arrivi, mettono a Bella un paio di lenti a contatto colorate per nascondere gli occhi di bragia alla Caronte, ma può tenerle solo per poco tempo prima che il “veleno” le sciolga. Parrebbe quindi che tutti gli umori corporei contengano la sostanza vampirizzante (che è pure acida), perciò immagino che questo tipo di vampirismo ridicolo sia trasmissibile anche per via sessuale. Una bella malattia venerea, non c’è che dire. A nessuno era venuto in mente prima? Pare di no. Inoltre non si capisce come, trasportando acido in quantità, il “seme” di Ed abbia fecondato Bella piuttosto che ustionarle l’utero. In ogni caso, cercare una logica nelle stupidaggini della Meyer è come pescare tarallucci nel deserto, un concetto surreale che non ci porta da nessuna parte.
Andiamo quindi a vedere Charlie, che una volta giunto a Casa Cullen calza le vesti del padre angosciato nell’atto di recuperare la figlia dalla setta in cui s’è cacciata. Tuttavia, quando vede che da quella campana non c’è rintocco (la testolina di Bella fa sempre lo stesso suono, vuoto e sordo), pur di non perderla del tutto finge di accettare la situazione, nella speranza che quella, prima o poi, ragioni (okay, è evidente che non la conosce) pur preferendo – ancora una volta – di saperne il meno possibile, restando con la speranza che se non ne uscirà, almeno sia felice.
Peccato, la Meyer era partita col ragionamento giusto (padre angosciato, figlia plagiata, setta di minchioni), ma poi, non sapendo come gestire una situazione conflittuale, ha cambiato senza motivo la disposizione del personaggio da padre angosciato a fatalista disinteressato nel giro di poche battute. Non sa scrivere, ma è bravissima a prendere per il culo i lettori. Non ho mai visto tanti trucchetti in un solo libro.
Tornando a Charlie, la cosa inquietante è che per la Meyer sembra giusto così, infatti il decerebrato si distrae grazie alla TV accesa mettendosi a guardare un paio di partite con Emmett, e solo quando gli fanno: «Oh, sloggia che è tardi!», fa per andarsene ma non prima che Bella gli riveli il secondo nome di Rosmerda (ehm, Renesmee) ossia Carlie, da Carlisle più Charlie.
Ecco, adesso potete farvi il test della glicemia. O vomitare, come volete.
Rosmerda carlino me l'ero dimenticata :asd:
RispondiEliminaE' bello però constatare che Charlie è un po' come le fatine; un pensiero alla volta e che abbia la capacità di attenzione di un ciottolo di fiume :asd:
Poveretto... non è scemo, è che lo scrivono così. Comunque un pensiero alla volta e avanti piano, che qui non si fa mica letteratura. Per fortuna!
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