Da che ricordo, ho sempre avuto un debole per i gatti, tanto che interagire coi cani non mi viene molto naturale. Sospetto che questo handicap canino sia stato causato dall’imprinting (addestramento subconscio) ricevuto dalla mia gatta, dalla quale ho imparato a riconoscere e interpretare molto bene il linguaggio felino. Questa settimana però, non so perché, sono tornati a galla alcuni ricordi d’infanzia legati a un cane. Era un bestione bonaccione, un maremmano-abruzzese appartenuto a un amico di mio nonno, e ricordo ancora distintamente noi ragazzini che in cinque lo tenevamo per il guinzaglio, anche se poi era sempre lui a “portarci a spasso”. Certo, all’epoca andavo alle elementari, quindi è probabile che lo ricordi più colossale di quanto in realtà non fosse, ma in ogni caso i maremmani nani non sesitono, perciò non poteva essere molto più piccolo di quanto lo ricordi (e a me sembrava un pony!). La cosa interessante però – dal mio punto di vista gattaro – è stato il rendermi conto che il primo imprinting non l’ho ricevuto da un micio, ma da un cane. Anzi, da più cani, perché ricordo anche il Corgi – Yes, like Betty’s ones! – d’una coppia di clienti dei miei. Perciò un tempo ero in grado d’interagire tranquillamente col mondo canino senza trovare indecifrabili le sue epressioni e atteggiamenti. Alla luce di questa rivelazione, ho dovuto riconsiderare tutto il lavoro fatto dalla mia defunta gatta, che perciò non mi avrebbe solo addestrato a riconoscere i suoi segnali e desideri ordini, ma avrebbe persino de-programmato e riprogrammato la mia attitudine per i cani su un’onda radio felina sicura, forte e chiara. Beh, tanto di cappello alla micia!, a cui pertanto dedico con affetto questo post semi-inutile.
Wendy AKA Vomitilla
1989 – 2005


Ciao micia di Giuda... sei proprio carina :)
RispondiEliminaSedici anni della mia vita, e fatico a ricordarli senza di lei. Poi mi ha lasciato un allergia ai gatti che non permette eredi al trono, neanche volesse rimanere la sola micia della mia vita.
RispondiEliminaNessun post è mai semi-inutile, forse lo è un non post.
RispondiEliminaSaluti
Forse hai ragione. :)
RispondiEliminaora che mi ci fai pensare, anch'io da bambino avevo un cane, ma lo ricordo principalmente perché me l'hanno riferito. da quando invece i gatti hanno cominciato a orbitari intorno, la mia attitudine ai cani (se mai l'ho avuta) è svanita, anzi, li sopporto male.
RispondiEliminache i felini siano davvero in grado di riprogrammare i nostri rozzi cervelli primati?
Sono la specie dominante del pianeta, controllano la nostra mente facendoci credere di essere liberi mentre in realtà lavoriamo per loro. Altro che Ipnorospo di Futurama e topi della Guida Galattica!, Groening e Adams erano stati manipolati a loro volta per distogliere i sospetti dai veri oscuri signori che ci governano.
RispondiEliminaIo sono gattofilo: bellissima micia:-)
RispondiEliminaDopo l'incontro con il puma che bazzicava qui nella zona, ho sviluppato un insano senso di attrazione/paura. Che dici? E' una sorta di visione del mio animale guida o una semplice premonizxione di una mia partecipazione a un episodio di "Fatal Attraction" di Animal Planet??:))
RispondiEliminaFerruccio: grazie! E aveva anche un bel caratterino (come tutti i gatti) :)
RispondiEliminaRegina: Beh, speriamo sia il tuo totem, perché l’alternativa non te la raccomando! A proposito, mi hai fatto venire in mente The Clan of the Cave Bear (orribilmente tradotto in Ayla, Figlia della Terra), dove la protagonista si beccava una zampata di leone delle caverne (grosso il doppio di uno africano, mi pare) che poi viene considerato il suo Spirito Guida. Meglio che il puma si sia accontentato di sfilare, piuttosto che d’interagire! :D
Ehiii ma che fai sciopero del blog? :)
RispondiEliminaA dir la verità ho iniziato un paio di post, ma quelli richiedono più tempo e li metterò online quando avrò finito, invece a breve potrebbe scapparci un cineracconto, visto che Polideuce mi ha passato un film che… anzi, vado a guardarmelo adesso, così sai che “sto lavorando per voi”. Asd!
RispondiElimina