lunedì 11 ottobre 2010

La curiosità, i dinosauri e le ipotesi più assurde

Va beh, questo blog l’abbiamo rimodernato e tanto vale usarlo scrivendoci qualcosa, per esempio ‘sta cosa dei documentari a cui accennavo ben tre post fa. Ecco, da Quark in poi ho preso a seguirli con voracità. Oggi sono un accanito frequentatore di Discovery Channel, National Geographic, History Channel, ecc. Non c’è un film decente? Non una cippa di telefilm che mi scansi la noia? No problem! Saltando da un servizio sugli animali più velenosi del pianeta a un reportage sulle ultime scoperte in campo archeologico biblista, trovo un po’ di tutto. Il fatto è che sono curioso, e se l’argomento mi piglia, son capace di farci notte.

Prendete i dinosauri, io li adoro!
Non perché sono grossi e cattivi o per come si sbranano fra loro, ma per come si sono evoluti e adattati. Certo, magari senza produrre vita intelligente in questi ‘anta milioni di anni... ma perché, poi? In fondo erano perfetti per la loro epoca e il loro ambiante, e una volta che sei funzionale alla vita come la ruota lo è alla strada – tu guarda gli squali – un cervello in grado di recitare poemi e dichiarare guerre ti serve come un accendino in un gasdotto. Infatti hanno dominato comunque il pianeta, anche senza aver vinto una gara di spelling. Non ci sono cavoli: i dinosauri sono affascinanti, ecco perché i bambini li amano (e poi – a volte – diventano paleontologi o nerdoni come me). Vengono da un passato che possiamo solo immaginare e ricostruire con meticolosa (e un filo nerdona) perizia. Così, una delle domande che mi sono sempre posto (e che recentemente Ferruccio mi ha fatto tornare alla mente) è come sarebbe il mondo oggi se non si fossero estinti.
Mettiamo che nessun meteorite sia venuto a pogare con la Terra, che si siano adattati ai cambiamenti del clima e oggi fossero ancora qui... noi ci saremmo? Ma no, manco per il ciufolo! Ai loro tempi – checché ne dicano i film e i cartoni animati – noi non c’eravamo, e i mammiferi più grossi avevano le dimensioni di un gatto, erano notturni e si cagavano in mano (o nelle zampe) ogni volta che un Velociraptor aveva i brontolii di stomaco. Noi siamo qui solo perché loro non ci sono più, e dovremmo venerare quel meteorite come le scimmie di 2001: Odissea nello Spazio facevano col monolito, altro che!

Sì, ma se avessero avuto più tempo? Negli anni ‘80, Dale Russell (anche in modo semiserio) ipotizzò un dinosauro umanoide partendo dal Troodon, un parente del Velociraptor con grandi occhi frontali e un grosso cervello (per la media dei suoi contemporanei). Sì, bello e affascinante quanto vogliamo, ma perché evolversi in qualcosa di meno efficace? Guardiamolo... le sue gambe gli fanno perdere velocità e le mani in potenza, inoltre manca l’artiglio a falce sulle zampe posteriori e la potenza di morso – parliamone – passa dal coccodrillo al chihuahua. Un cambiamento del genere ne stravolgerebbe troppo l’anatomia. Sì, i nostri antenati erano simili a scimpanzé, che restano più forti e “efficaci” di noi in campo predatorio (mentre noi abbiamo “scelto” la stazione eretta, che rende possibile l’utilizzo delle mani e quindi la manipolazione di oggetti che porta il ragionamento), ma la struttura anatomica resta analoga. In più, dinosauroide di Russell parte da una stazione che è già bipede per diventare più bipede. Anzi, umanoide. Perché? Se lo chiedete a me, per un capriccio squisitamente umano. Lo stesso che ci fa vedere facce nelle macchie di umido o forme nelle nuvole, ma tutte riconducibili a ciò che conosciamo e vediamo intorno a noi. L’uomo ha evoluto un’abilità talmente acuta nel riconoscere volti e espressioni nei propri simili che lo fa anche con gli oggetti inanimati. È innato e non ci possiamo fare nulla. Mentre guardiamo una data forma, le parti del nostro cervello che si attivano sono le stesse che mettiamo in moto per riconoscere un volto nella folla. Dopo tutto, il senso dominante nell’uomo è la vista (oltre a essere un filo antropocentrico di suo). Così Russell indugia sull’immagine antropomorfa e inventa il “dinosauro intelligente”, ma come ominide rettiliano (non vi dico quanti cospirazionisti hanno goduto in modo anche imbarazzante di fronte a certe immagini).
Qui però sorgono le mie perplessità, quelle che ho avuto fin dall’inizio, ossia: ma se il Troodon era già bipede – e quindi con “mani libere” – perché diventare più bipede? Secondo me, non ce n’era motivo. Forse, se i dinosauri si fossero evoluti in modo analogo a noi (ossia privilegiando lo sviluppo mentale anziché quello puramente predatorio), non avrebbero un aspetto antropomorfo più di quanto noi possiamo (oggi) avere un aspetto rettiliano. Semplicemente, il percorso e l’anatomia porterebbero a “scelte” evolutive imperscrutabili, dettate – come al solito – dall’ambiente e dalle opportunità. Per evolverci da una scimmia arboricola (o semi arboricola) abbiamo avuto un petosecondo del tempo che i dinosauri hanno passato sul pianeta. Perché? E chi lo sa... magari a loro non serviva. Erano grandi e grossi o piccoli e veloci, e quello di cui avevano bisogno se lo prendevano. Noi abbiamo faticato, siamo gli sgobboni del pianeta che in 2 milioni e mezzo di anni lo conquistano e poi si fanno le guerre tra loro (okay, ho detto sgobboni, non furbi).
Questo mi ha convinto (salvo prova contraria) che i dinosauri oggi, vuoi perché il clima, la densità dell’atmosfera, ecc. sono cambiati, sarebbero ancora dinosauri. E, se una specie senziente fosse emersa, non avrebbe aspetto umano. Magari sarebbe un Velociraptor in giacca e cravatta, che so... ma non c’è motivo per cui debbano fare il verso ai Visitors. Comunque, a suo tempo, l’ipotesi di Russell mi divertì, e spero abbia divertito anche voi.

Ecco, una cosa che volevo infilare qua e là nel discorso è l’importanza di farsi un’opinione pur nell’esercizio della curiosità, ascoltare teorie e chiederne le basi, pretendere una logica in esse prima di dire ci credo o mi fido. Insomma, mantenere un atteggiamento critico. Alcune di queste ipotesi oggi sono peregrine e poi si mostrano vere, altre sembrano solide e poi si sciolgono al sole. Altre... beh, restano quel che sono, o erano, o saranno. Le mie opinioni chiedono sempre nuove prove, indizi, ipotesi, verifiche e quant’altro. Amo i documentari perché la conoscenza mi fa sentire vivo, tiene il cervello in fermento (come un vasetto di Activia), ti spinge a collegamenti inaspettati, muove a ipotesi e – spesso – ti (mi) fa venire una gran voglia di porre domande all’esperto di turno. Fermarlo a metà di una frase e chiedere: «Torni un attimo indietro! Cosa diceva prima? Allora sarebbe possibile questa cosa? È stata dimostrata? Aspetti, aspetti, non se ne vada!». Insomma, se la TV fosse davvero interattiva, sarei la piattola dei documentaristi. Magari farei domande cretine (non sono un esperto, solo un nerdone curioso), però se non le facessi (o se non mi documentassi poi per trovare una risposta) non lo saprei mai. C’è tutto un mondo di cose che non so e che passano sui canali tematici, e gente disposta a realizzare, produrre e trasmettere tutto ciò. Sarei pazzo se non ne approfittassi!

13 commenti:

  1. Ciao
    Gli studi scientifici contemporanei portano a conclusioni ben più stupefacenti e imprevedibili dell'antropomorfico Homosauro due volte sapiens di Dale Russell. L'origine della linea degli uccelli dai dinosauri è ormai confermata da ogni fronte, non solo palentologico, e quindi se si desidera cercare un qualche dinosauro post-mesozoico che ci piaccia definire "intelligente", basta ritrovarlo in un corvo o in un pappagallo etc. Ne ho parlato un po' sul mio blog, in maniera molto sommaria, rispetto a quello che si potrebbe dire dell'evoluzione dei dinosauri. Sicuramente, il modo in cui vengono solitamente presentati al di fuori del campo accademico(anche da alcuni -non tutti- mediocri documentari in circolazione negli ultimi anni) non aiuta a rivoluzionarne l'immagine e così gli uccelli viventi (ma la maggior parte dei gruppi aviani si estinsero 65 milioni di anni fa, come anche la maggior parte dei gruppi di mammiferi dell'epoca) rimangono "i discedenti", qualcosa che pare sostituire o trascendere la linea dei dinosauri, anzichè proseguirla.

    http://jurassicitalyblog.splinder.com/post/22858442/divulgazione-dinosauri-e-paleontologia-in-italia-prima-parte

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  2. Sul tema trovi varie pagine di approfondimento, incluso un sito italiano, gestito da un ricercatore che si occupa dell'evoluzione dei teropodi:
    http://darrennaish.blogspot.com/2006/11/dinosauroids-revisited.html

    http://scienceblogs.com/tetrapodzoology/2009/11/richard_dawkins_smart_dinosaurs.php

    blog italiano (il post è di carattere fantascientifico, ma per aspetti non speculativi su organismi non immaginari hai l'intero sito da visitare)
    http://theropoda.blogspot.com/2008/12/la-societ-e-la-psicologia-di.html

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  3. Grazie, vado a documentarmi, leggere e spulciare i siti che hai segnalato!

    In effetti, non citare gli uccelli è stata una mancanza di cui mi sono reso conto solo dopo, visto che anch’io, quando penso a un dinosauro evoluto, penso a un corvo o a un pappagallo – il kea (Nestor notabilis) neozelandese, per esempio – e quella è l’idea che ho di un percorso evolutivo non solo possibile, ma evidente. La strada del “dinosauro senziente” sarebbe quindi stata più probabilmente quella del “pennuto pensante”, ma tant’è... il dinosauroide mi ha portato fuori strada, o per lo meno a parlare di un solo pezzo del puzzle. La mia curiosità resta poi il quadro generale, ossia... al di là di un eventuale dinosauro o volatile in grado di creare le basi di una civiltà, come si sarebbero adattate le altre specie? Mi è difficile immaginare i grandi sauropodi nel presente, forse avrebbero ridotto le dimensioni o si sarebbero coperti di piume per adattarsi al clima, o si sarebbero estinti comunque e la mia domanda resterebbe oziosa... va beh, pace. In ogni caso, c’è già tanto che non so su quello che è già stato scoperto, così le mie domande in questo post sono un “di più”, come i “what if...” dei fumetti e le psicopippe in genere. Un divertissement a cui non so rinunciare.

    Ah, e benvenuto!

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  4. Perdonami la lunghezza della risposta, non riesco quasi a mai a ridimensionare i testi.
    "Grazie, vado a documentarmi, leggere e spulciare i siti che hai segnalato!"
    Nei link ritroverai approfondimenti alle curiosità a cui facevi riferimento ;)
    Ne aggiungo un altro, sempre dal bel Tetrapod zoology: http://scienceblogs.com/tetrapodzoology/2008/03/dinosauroids_2008.php

    Avendo anch'io un'insaziabile voglia di "psicopippe", proverò in qualche modo a farne un piccolo quadro di idee in riferimento al tuo interrogativo:

    "Mi è difficile immaginare i grandi sauropodi nel presente, forse avrebbero ridotto le dimensioni o si sarebbero coperti di piume per adattarsi al clima, o si sarebbero estinti comunque e la mia domanda resterebbe oziosa..."
    Lo dici per le dimensioni di alcune specie e la loro "sostenibilità ecologica"? Durante il Mesozoico il gruppo dei sauropodi ha dimostrato una enorme capacità di adattamento; i cosidetti sauropodi hanno coperto un arco di tempo pari quasi a quello dell'intera storia evolutiva dei "dinosauri non neorniti", dal Triassico superiore a fine mesozoico, ovvero 145 milioni di anni. Colonizzarono ogni continente, e il mondo mesozoico era molto meno 'stabile' (anche a livello climatico) di come viene descritto in certi testi classici o divulgativi, senza contare la serie di estinzioni di massa (oltre a quella di fine cretaceo) che hanno più volte sconvolto la biosfera (http://en.wikipedia.org/wiki/Extinction_event). Spesso si immagina un declino dei sauropodi dopo il giurassico, ma è un'idea piuttsto erronea; per l'intero cretaceo, fatta eccezione per il cretaceo superiore in nordamerica (faune da cui comunque i sauropodi non sono sempre assenti), continuarono a sopravvivere nell'intero globo.

    I sauropodi, sempre in termini di economico raggruppamento, presentano una notevola diversità, un esempio immediato (la figura è un po' limitativa ma spero renda l'idea -notare ad esempio il sauropode nano sulla sinistra):
    http://australianmuseum.net.au/Uploads/Images/7918/giants%20club_big.jpg
    Diversità sauropode in crescendo: http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs792.snc4/67282_1645388100541_1412040284_1653022_1111009_n.jpg


    Nel cenozoico i record dei dinosauri terrestri non sono mai stati "superati" dai mammiferi terrestri; il clima qui credo abbia una rilevanza ristretta; con l'inizio del cenozoico furono raggiunte temperature medie globali molto alte, intorno ai 28 °C, superiori a quelle del cretaceo, ad esempio. Il clima si raffredò notevolmente solo varie decine di milioni di anni dopo, e questo non ha impedito la comparsa di mammiferi giganti, anche nelle zone calde (anzi, è proprio in questa fase che si ha la comparsa e la massima diffusione dei proboscidati, il gruppo degli elefanti e simili) o di "rettili" (nel senso comune del termine, ovvero quello più artificiale, che vuole escludere gli uccelli) colossali, per quanto rari (su terra, lo erano anche nel mesozoico, fatta eccezione per i dinosauri). "Solo" qualche milione di anni fa grandi proboscidati e altre forme giganti erano giunte quasi ovunque, e popolavo anche l'Italia, e l'intera Europa (e non sto parlando di Mammut lanosi delle recenti fasi di glaciazione).
    segue...

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  5. continua...

    Comunque, gli elefanti non forniscono un buon esempio per i dinosauri, in quanto sono mammiferi. La biologia dei dinosauri mesozoici è probabilmente la chiave di parte del loro successo, e delle dimensioni di alcune specie. I dinosauri (uccelli inclusi -non mancano forme giganti estinte) sembrano più adatti dei mammiferi al gigantismo (perlomeno escludendo quello marino): dall'anatomia vertebrale dei sauropodi, ad esempio, si può intuire la presenza di sacchi aerei, e dunque di un sistema respiratorio vagamente simile a quello degli uccelli, che, oltre a renderli meno pesanti di quanto si potrebbe immaginare (per tutte le cavità interne delle ossa), avrebbe enormemente contribuito anche alla loro efficienza negli scambi gassosi e nella regolazione della temperatura corporea:
    http://www.nmb.bs.ch/projektseite_abb_2a_englisch.gif
    http://www.jstor.org/pss/4096832



    Poi si potrebbe parlare di altri aspetti, ad esempio legati alla probabile ecologia, crescita e riproduzione, che sembrano permettere forme giganti più "economiche" tra i dinosauri, e dunque meno improbabili e inefficienti. Da quel punto di vista, i mammiferi si sono forse rilevati più adatti sul fronte del gigantismo marino, che è comunque un altro mondo. Ancora oggi, con il loro numero e la loro diversità, i dinosauri continuano a rappresentare la fetta più grande dei tetrapodi esistenti, malgrado gli stereotipi che si trascianano (i mammiferi sono essenzialmente rappresentati da roditori e pipistrelli, ben lontani dalle bestiole della savana cinematografica). Tutto questo per dire: sauropodi post-mesozoici (escludendo l'evento o gli eventi di estinzione di massa che colpirono la biosfera a termine mesozoico), perchè no? ;) Sauropodi piumati? Forse ne troveremo prima o poi una qualche evidenza tra le rocce mesozoiche, non è da escludere. Sauropodi senzienti? Mi sembra una forzatura, ma è divertente immaginarselo! Qualcuno, e di grande talento, ci ha provato:
    http://nemo-ramjet.deviantart.com/gallery/#/d2rtf0j
    Nemo Ramjet è un maestro nelle speculazioni evolutive, e potrai constatarlo visionando i suoi progetti (purtroppo ora il suo sito è inattivo, ma cercando in rete qualcosa trovi... in particolare riguarda ai suoi mondi alieni, analizzati e descritti in ogni dettaglio) - http://nemo-ramjet.deviantart.com/art/The-Best-of-Snaiad-47017753

    Comunque, ti consiglio vivamente di dare un'occhiata a questo divertente progetto: The speculative dinosaur project.
    http://www.unet.univie.ac.at/~a0000265/Spec/

    Ciao!

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  6. Splendido! Grazie ancora, con tutto questo materiale posso chiarirmi un po’ di cose e approfondire le mie curiosità, inoltre mi apri un mondo di ipotesi e psicopippe “What if...?” che non avevo neppure considerato. All’idea del sauropode intelligente non sarei mai arrivato, e su Theropoda ho letto del fanta-therapode Nemoramjetia che trovo a dir poco affascinante. Ecco, questa è quella che chiamo un’ipotesi verosimile.

    Approfitto biecamente della tua presenza per chiedere un ultima cosa: nei documentari sugli pterosauri si parla sempre dell’importanza che avrebbe avuto l’atmosfera del Mesozoico per il loro volo, lasciando intendere che oggi uno Pteranodonte (per fare un esempio di taglia forte) non potrebbe levarsi in volo; mi domando quanto sia corretta questa affermazione e se oggi (per quanto se ne sa) non riuscirebbero davvero a levarsi da terra. Il clima contava fino a questo punto?

    Leggendo i link precedenti ho trovato un tuo impagabile commento a questo blog: http://pterosaurs.wordpress.com/ dove la sparano grossa dicendo che Quetzalcoatlus sarebbe stato addirittura inetto al volo, un’ipotesi che fa ridere anche me (perché sviluppare le ali, allora?), che però mi ha fatto riflettere su quanto poco so della loro meccanica del volo, dovendomi sempre affidare a risposte parziali in documentari che preferiscono soffermarsi su T-Rex, Triceratopi, ecc. in questo modo, la mia curiosità per gli pterosauri (i miei rettili mesozoici preferiti fin da bambino) non viene mai soddisfatta.

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  7. "All’idea del sauropode intelligente non sarei mai arrivato"
    Credo lo abbia realizzato più per svago creativo, che per desiderio "futurologico"

    "nei documentari sugli pterosauri si parla sempre dell’importanza che avrebbe avuto l’atmosfera del Mesozoico per il loro volo, lasciando intendere che oggi uno Pteranodonte (per fare un esempio di taglia forte) non potrebbe levarsi in volo"
    Ad essere sincero non ho mai sentito parlare di una simile "interpretazione", comunque non mi risulta granchè sostenibile...

    Senza contare che di volatori giganti se ne ritrovano anche tra gli uccelli cenozoici, anche relativamente vicini al nostro tempo. _Argentavis_ dovrebbe rendere l'idea (ma non è il solo), avendo una apertura alare paragonabile a quella di _Pteranodon_: http://www.avph.com.br/jpg/argentavis2.jpg
    http://csotonyi.com/Argentavis.jpg

    Comparazioni:
    http://img225.imageshack.us/f/alihl.png/

    http://img63.imageshack.us/img63/135/osteodontornis.jpg

    Riguardo la biologia degli pterosauri, ti consiglio queste pagine (purtroppo in italiano non c'è praticamente nulla di decente sul tema):
    ottimo sito di divulgazione
    http://pterosaur.net/index.php

    volo:
    http://pterosaur.net/flight.php

    Ricostruzioni di un buon paleoillustratore, dedito agli pterosauri:
    http://www.flickr.com/photos/markwitton/sets/72057594082038974/

    Dato che si estinsero a fine cretaceo, più team di collaboratori da campi diversi hanno tentato la realizzazione di modelli biomeccanici da simulazione... qualche esempio:
    http://pterodata.blogspot.com/2009/06/discovering-pterosaur-flight-part-2.html

    2005 PTEROSAUR REPLICA PROJECT Stanford University - National Geographic
    http://pterosaur.stanford.edu/index.html

    Di questo progetto è stato realizzato anche un documentario di National Geographic, uno dei pochi (tra quelli "paleo" degli ultimi anni) che trovo di una certa decenza (fatta eccezione per le ricostruzioni 3d, vomitevoli non solo dal punto di vista anatomico)
    http://www.youtube.com/watch?v=jWwMeI1B1ow&translated=1

    Preferisco non esprimermi invece su prodotti più recenti quali "Jurassic Fight Club" e "Clash of the dinosaurs" (quest'ultimo, tornando al tema dei sauropodi, tra le tante porcate, ha anche deformato le interviste sparse presenti, di semplice apparenza in pratica, in cui venivano tagliate le frasi del ricercatore facendogli affermare che i sauropodi possedevano 2 cervelli!)
    Anche i modelli 3d non aiutano: seguo da alcuni anni gli sviluppi della scultura e animazione 3d, ora sperimentando anche qualche tentativo sui programmi stessi, con cui mi auguro di prendere familiaretà. Di norma, in questi documentari i grafici interpellati non sembrano avere alcuna competenza sul soggetto, e ancora più spesso acquistano i modelli (imprecisi, spesso deformazioni di fanta-dinosauri cinematografici) già fatti e impacchettati, disponibili in "negozi virtuali". Se non mancano queste basi, figurarsi il resto... Seguo anch'io i canali, malgrado questi esempi mi abbiano lasciato un po' scontento (la divulgazione documentaristica, se sfruttata correttamente, arriverebbe a molte più persone, rispetto ad un libro o ad una mostra tematica!). National Geographic ha da poco trasmesso una bellissima serie (purtroppo ad orari un po' impossibili -mezzanotte- , e senza ripetizioni, essendo la seconda messa in onda) dedicata all'anatomia di alcuni animali "giganti" (giraffa, elefante, coccodrillo del nilo e una balenottera), di cui trovi la versione inglese su you tube:
    http://www.youtube.com/watch?v=epwhHCNaMeE

    ciao

    RispondiElimina
  8. scusa, dimenticavo:
    "Leggendo i link precedenti ho trovato un tuo impagabile commento a questo blog: http://pterosaurs.wordpress.com/ dove la sparano grossa"
    La mia critica non era rivolta a questo ottimo blog, ma ad un altro sito... italiano, premiato come miglior sito di divulgazione scientifica nel 2007 (tra gli esempi italiani). Qui forse è più chiaro (il blog di un amico, ma ho detto le stesse cose più o meno)):
    http://gogodinosaurs.splinder.com/post/22898302/sob

    "Quetzalcoatlus sarebbe stato addirittura inetto al volo, un’ipotesi che fa ridere anche me (perché sviluppare le ali, allora?)"
    Beh, sarebbe interessante capire quanto tempo _Quetzalcoatlus_ trascorresse a terra, più che altro (questa era tra le domande poste nel blog divulgativo pterosaurs.wordpress.com)... Poi, le ali non doveva svilupparle Quetzalcoatlus, in ogni modo, essendo una struttura che contraddistingue, nella varietà delle sue forme, l'intero gruppo degli pterosauri noti, incluse appunto le ultime specie("160 milioni di anni di ali" diciamo). Potevano perdere funzionalità, ma qui si torna al campo dell'evoluzione speculativa, e quindi ti ripropongo altri stimoli:
    http://pterosaur-net.blogspot.com/2010/04/actinopatagia-percussion-and-sketchy.html

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  9. Ad essere sincero non ho mai sentito parlare di una simile "interpretazione", comunque non mi risulta granchè sostenibile...
    Senza contare che di volatori giganti se ne ritrovano anche tra gli uccelli cenozoici, anche relativamente vicini al nostro tempo. _Argentavis_ dovrebbe rendere l'idea


    Sì, infatti la cosa non mi quadrava proprio per questo, mi confermi un sospetto non da poco.

    Preferisco non esprimermi invece su prodotti più recenti quali "Jurassic Fight Club" e "Clash of the dinosaurs"

    Sì, ho visto. =__=

    Grazie ancora per questi link, spremerò il mio inglese fai da te per leggermi tutto. :)

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  10. Oh pero' non dirmi che stai lasciando indietro "Cats 101" o "I shouldn't be alive" dell'Animal Planet??:DDDD

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  11. No, Animal Planet non si molla! Purtroppo, di Cats 101 continuano a dare repliche delle puntate già viste, mentre I shouldn’t be alive lo danno a orari scomodi, e dopo l’ennesimo «Eh, nuotavo al largo della costa australiana e uno squalo mi ha morso. No, dico... ci sono gli squali in Australia! Voi ce lo sapevate?» iniziano a stancarmi un po’, così mi si affila la vena cinica e partono considerazioni sul darwinismo sociale.
    Poi c’è sempre quella pletora di emuli di Steve Irwin (lui m’era simpatico, fuori come una tegola) che vanno in giro a molestare animali pericolosi «Cosa succede se mettiamo una pigna in culo a un caimano? Hm, nessuno l’ha mai fatto... è ora di applicare il metodo scientifico!» allora sono combattuto tra “che boiata” e “non riesco a distogliere lo sguardo”.
    Bear Grills – ma l’hai visto? – invece non lo reggo, si fa mollare in giro per il mondo per far vedere che sopravvivrebbe anche in un vaso di sambuca nutrendosi di olive per un mese. L’ho visto staccare la testa a morsi a povere rane il cui ultimo pensiero dev’essere stato «ma stattene a casa, pirla!» o mangiare scarabei nel deserto e commentarne il retrogusto. Prima che mangi una specie in via d’estinzione per fare vedere che è ganzo, mandatelo a casa!

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  12. No, ma io adesso mi sono accozzata (nel senso di abbarbicata come una cozza;))) a Fatal Attraction - la serie (che e' appena ricominciata) di quelli che vivono con animali pericolosi, come tigri e Comodo dragons...non tutti quelli di cui parlano sono sopravvissuti a raccontarlo...

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  13. Per caso una delle prime puntate era col ricercatore russo che è stato sbranato da un orso che stava pedinando? No, perché allora l’ho vita! È iniziata anche qui, ma non so a che punto siamo perché l’ho beccata per caso... lui c’è rimasto per un eccesso di sicurezza. l’orso gli aveva dato dei segnali (ringhi, finti attacchi dimostrativi, in più lo scansava ogni volta come a dire: «E mollami!»), però siccome questo tizio temeva per la sua carriera e per la fama (non mi ha dato l’impressione dello studioso serio, li avvicinava troppo per poterne studiare il comportamento senza influenzarlo) ha insistito e insistito finché ha trovato l’orso che ha detto no.

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