È arrivata l’estate. Sì, va beh, magari direte che non è ancora il solstizio o il cippirimerlo che vi pare, ma ‘sticazzi. Fa caldo e quindi è estate. Punto. Così, come ogni anno in questo periodo, sto di cacca, sudo come un maiale che vede sfilare i norcini, e l’umore mi si piega al pensiero dei mesi di caldo e umidità che m’aspettano, quindi inizio il lamento. Fateci il callo, perché il poter ripetere “porca di quella stagione porca, maiala infetta, suppurata crosta di un’invereconda troia d’un afa bastarda lurida” è l’unica cosa che mi fa tirare avanti. Dopotutto, domani è un altro... autunno. E vaffanculo.
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