giovedì 20 maggio 2010

Goodbye C.O.

Martedì sono andato alla mia ultima visita di controllo alla Clinica Oculistica, e neanche lo sapevo.
Vado nella mia tradizionale disposizione d’animo, in tranquillità e con la serafica accettazione di vederci come una talpa bendata.
Dopo una serie di esami vari, il mio dottore – che nel 2004 mi ha trapiantato cornea e cristallino e in seguito ha eseguito altre suture e piccoli interventi – dice che va tutto bene. Le cellule del trapianto stanno che è un fiore e anche l’altro occhio è stabile. Anzi, pare non ci sarà bisogno di un secondo trapianto. Dice – ma lo sapevo già – che una vista davvero buona non l’avrò mai, ma che l’occhio è salvo e questo conta. Dopodiché, niente, non c’è bisogno che torni perché il problema è risolto. Adesso mi basta una visita di controllo all’anno con un oculista di mia scelta, con la speranza di non vedere più la Clinica.
Io però, che devo soffrire di una sottile sindrome di Stoccolma per il reparto e la sala operatoria, un po’ mi sono dispiaciuto di perdere quella routine (e la morfina pre o post-operatoria), tutto sommato però... è un bel peso che se ne va.

2 commenti:

  1. Molto bene! Sono contento che la Clinica non faccia più parte della tua vita. Potrebbe accadere anche per la A? Sarebbe un'altra zavorra - non indifferente, direi - scaricata.
    Prima o poi festeggeremo dal vivo. Non scherzo eh! a costo di organizzare il prossimo incontro dodicino a due passi da casa tua.
    Ciao,
    Jakken ;)

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  2. Ciao, Jak!
    Scaricare la A è più difficile che salvare una cornea, ma continuo (inutilmente) a sperare.
    Un giorno ci vedremo, magari come nel finale di LOST. Gratt-gratt!

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