Lasciata La Push, Bella va a trovare la sua amica Angela e nota la macchina di Edward che la segue. Un amore di ragazzo, così affezionato e per nulla ossessivo. Sbrigate le quattro inutili chiacchiere con l’amica, mentre pensa a quello stalker del suo moroso, Bella torna a casa e lo trova in camera sua dove le pianta una scenata con tanto di predica.
NOTA: l’immagine di lui che si tura il naso è ridicola, suppongo l’abbia stretto all’altezza degli occhi con espressione corrucciata, ma che il traduttore abbia preso una via inconscia, sopraffatto da cotanta merda.
Col semplice broncio - e un atteggiamento da pezzo di merda - riesce a fare in modo che sia lei a chiedere scusa? Geniale, non c’è che dire. Promosso dal reato di stalking a quello di circonvenzione d’incapace. A pieni voti!
Segue discorso affettuoso ma pur sempre manipolatorio per garantirle che l’ama ancora. Lei si commuove addirittura per la sua apprensione. Poi coccole, strusciamenti e limonamenti. Pace fatta e così via, senonché quando lui riparte – questa volta per davvero – la fa “rapire” da Alice per tutto il week end.
Oh, atroce sofferenza, un pigiama party a casa della migliore amica!
Sì, lo chiamano davvero così, fatevene una ragione, hanno un’età complessiva indefinibile tra i 18 e i 100 anni, ma non si è mai troppo galline per certe cose. A Charlie poi basterebbe questa scusa per convincersi, ma quando gli dicono che Edward è fuori città, manca poco che si offra di farle la borsa per il fine settimana.
A casa Cullen procede tutto bene, Edward è partito davvero ma ha fatto mettere un letto in camera sua, visto che i vampiri non dormono ma gli umani sì, così Bella potrà arrotolarcisi dalla gatta morta che è e sognare il suo amore di gesso.
Qui però devo rubarvi un attimo per dire che questo dettaglio mi fa impazzire: non solo campi a tempo indeterminato, ma non puoi farti nemmeno un pisolino se ti annoi. Che modo insulso di essere immortali è mai questo? Secondo me questa stronzata serviva alla Meyer per giustificare la perpetua presenza di Edward in camera di Bella ad ogni ora del giorno e della notte, tutto lì. Poi ditemi se sbaglio a pensare che sia un maniaco (e la Meyer una deviata mentale). Va beh, comunque mi è passata, perciò fine sfogo.
Intanto però abbiamo finito. Per oggi.
Continua...
Ovviamente lui era lì. Appoggiato alla parete di fronte a me, nell’ombra, accanto alla finestra aperta. La sua espressione era dura, la postura tesa. Mi fissava silenzioso.Ecco che usa il senso di colpa per manipolarla, come al solito.
Rabbrividii, aspettandomi un fiume di parole che non arrivò. Non smetteva di fissarmi, forse era troppo arrabbiato per parlare.
«Ciao», dissi finalmente.
Il suo viso sembrava scolpito nella roccia. Contai fino a cento dentro di me, ma non cambiò espressione.
«Ehm... guarda un po’, sono ancora viva», abbozzai.
Un ruggito cupo risuonò nel suo petto, senza che cambiasse espressione.
«Non si è fatto male nessuno», insistetti scrollando le spalle.
Si mosse. A occhi chiusi, si chiuse le narici con le dita della mano destra.
«Bella», sussurrò. «Hai idea di quanto sono stato vicino a superare il confine oggi? A infrangere il patto per venirti a cercare? Sai che conseguenze ci sarebbero state?».
NOTA: l’immagine di lui che si tura il naso è ridicola, suppongo l’abbia stretto all’altezza degli occhi con espressione corrucciata, ma che il traduttore abbia preso una via inconscia, sopraffatto da cotanta merda.
Bingo!
Boccheggiai e lui aprì gli occhi: freddi e duri come la notte.
«Non puoi!», dissi a voce troppo alta. Cercai di abbassarla per non insospettire Charlie, ma avrei voluto gridare. «Edward, per loro ogni scusa è buona per uno scontro. Non vedono l’ora. Non devi mai violare le regole!».Non solo ci riesce, ma la fa anche preoccupare inutilmente per sé. Grande.
«Forse non sono gli unici a cercare uno scontro».... ma ecco che tira troppo la corda.
«Non cominciare», sbottai, «voi avete stretto il patto, voi lo rispettate».
«Se ti avesse fatto del male...».
«Basta!», lo interruppi. «Non c’è niente di cui preoccuparsi. Jacob non è pericoloso».
«Bella». Alzò gli occhi al cielo. «Tu non sei esattamente il miglior giudice per dire che cosa è pericoloso e cosa non lo è».Prenderla per il culo e sminuirla con tono paternalistico? Hm, non funzionerà.
«Di Jake non devo preoccuparmi. E neanche tu».Infatti.
Serrò i denti, aveva le mani chiuse a pugno sui fianchi e restava in piedi contro il muro. Era odioso che mantenesse le distanze.Appunto.
Respirai a fondo e attraversai la stanza. Non si mosse quando lo abbracciai.Cosa!?
Rispetto al caldo del tardo sole pomeridiano che entrava dalla finestra, la sua pelle era di ghiaccio. Anche lui sembrava di ghiaccio, gelido com’era.No... ma è un genio!
«Mi dispiace averti messo in ansia», farfugliai.
Col semplice broncio - e un atteggiamento da pezzo di merda - riesce a fare in modo che sia lei a chiedere scusa? Geniale, non c’è che dire. Promosso dal reato di stalking a quello di circonvenzione d’incapace. A pieni voti!
Segue discorso affettuoso ma pur sempre manipolatorio per garantirle che l’ama ancora. Lei si commuove addirittura per la sua apprensione. Poi coccole, strusciamenti e limonamenti. Pace fatta e così via, senonché quando lui riparte – questa volta per davvero – la fa “rapire” da Alice per tutto il week end.
Oh, atroce sofferenza, un pigiama party a casa della migliore amica!
Sì, lo chiamano davvero così, fatevene una ragione, hanno un’età complessiva indefinibile tra i 18 e i 100 anni, ma non si è mai troppo galline per certe cose. A Charlie poi basterebbe questa scusa per convincersi, ma quando gli dicono che Edward è fuori città, manca poco che si offra di farle la borsa per il fine settimana.
A casa Cullen procede tutto bene, Edward è partito davvero ma ha fatto mettere un letto in camera sua, visto che i vampiri non dormono ma gli umani sì, così Bella potrà arrotolarcisi dalla gatta morta che è e sognare il suo amore di gesso.
Qui però devo rubarvi un attimo per dire che questo dettaglio mi fa impazzire: non solo campi a tempo indeterminato, ma non puoi farti nemmeno un pisolino se ti annoi. Che modo insulso di essere immortali è mai questo? Secondo me questa stronzata serviva alla Meyer per giustificare la perpetua presenza di Edward in camera di Bella ad ogni ora del giorno e della notte, tutto lì. Poi ditemi se sbaglio a pensare che sia un maniaco (e la Meyer una deviata mentale). Va beh, comunque mi è passata, perciò fine sfogo.
Intanto però abbiamo finito. Per oggi.
Continua...
In quel "Boccheggiai" direi che è mirabilmente riassunta tutta, ma proprio tutta, la saga della Meyer
RispondiEliminasono basita! °___°
RispondiEliminaormai passo dal ridere fino alle lacrime a momenti in cui mi sale una carogna tale che vorrei fare del male fisico a questi insulsi personaggi... o alla loro autrice :-P
Negli abissi d’idiozia comica e inquietante tocca boccheggiare per stare a galla, ed è normale restarci di merda o ridere di cotanta variegatura di minchiate.
RispondiEliminaOrco cane, oggi mi sento ispirato, sono un po’ poeta e un po’ minchione.
Uno dei due però ha sempre il sopravvento sull’altro, hm... chissà quale.