giovedì 22 ottobre 2009

Ancora la A

Mi sono reso conto di non essere più tornato sull’argomento colleghi di lavoro da quando la A è partita per le vacanze. Ebbene, con mio gran dispiacere, è tornata. Dopo averla tirata in lungo con telefonate dal ritiro estivo, snocciolando date del rientro una più fantascientifica dell’altra, s’è fatta due mesi e mezzo al mare – povera stella – in una villetta affittata all’uopo. Dopodiché, più stordita di una bastonata in fronte, si è rimessa al lavoro. O a quella simulazione che le riesce di mimare del suddetto. In questi mesi ha scazzato più cose, ma non ve la faccio lunga, diciamo che è il solito danno. Di recente, sentendosi molto galla, ha voluto fare i pomeriggi da sola. Non sono durati molto, perché il mattino seguente mi toccava il carico di lamentele e prenotazioni in sospeso che non era stata in grado di erogare nel suo turno. Poveretta. Infatti mi è stato chiesto di prendere in mano il pomeriggio, sempre con la deficiente, e togliere qualche ora al mattino. Va bene, sia la volontà dei capi. Però, dopo un pomeriggio di effettiva attività, il resto si è svolto in una tranquillità che ha dell’ipnotico. Gestibilissimo per chiunque sappia fare il suo lavoro. Frecciatina che le ho appioppato anche oggi ma a cui lei ha risposto come se scherzassi. Okay, sono una persona che fa dell’umorismo una forma di comunicazione, ma in quel frangente ero serio come un neo a forma di teschio. Va beh, la novità è che adesso si lamenta dell’inefficienza e della poca professionalità degli altri, non solo operatori CUP ma anche strutture e medici. Martedì voleva addirittura chiamare un medico e lamentarsi perché nell’impegnativa aveva scritto due volte lo stesso esame (seppure con definizioni diverse). Ma che ti frega? Se non sei un cretino, il doppione lo salti. Ah già, come non detto… Per fortuna l’ho convinta che chi si fa i cazzi suoi campa cent’anni, così non ci siamo impelagati in una bagarre coi medici della mutua e quelli di base. Tanto chi l’avrebbe presa in saccoccia, alla fine della giostra, saremmo stati noi (per colpa dell’irriducibile rimbambita). Oggi si lamentava invece della lentezza del computer, malgrado non ci fosse un briciolo di fila e l’utente fosse rilassato e tranquillo. «Eh, ma io mi agito!», ha detto lei. «Perché prima ero abituata a correre…» Va bene, ma anche mantenere la calma quando non c’è assolutamente nulla per cui essere nervosi, non è una virtù da buttar via. Quando le ho fatto notare che io sono calmo e tranquillo (a parte quando mi fa girare le balle come i seggiolini del calcinculo), ha detto: «Ah, come si vede che non sei sposato e non hai preoccupazioni!». Ma cosa c’entra? Se fossi stato sposato sarei idrofobo ma visto che sono single sono un pezzo di pane? Ha un’idea dello stress matrimoniale che non vorrei mai verificare conoscendo il marito… per di più non hanno figli e a soldi pare stiano a meraviglia, cosa vuole di più? No, è nevrotica e basta. Poi si attacca a dettagli cretini. Per dire, io le faccio presente più volte che deve essere più veloce a prenotare, e magari ricordarsi la procedura senza inciampare su passaggi di una semplicità minimalista, o scoprire link e funzioni che stanno lì da sempre ma che lei nota solo oggi; invece lei perde tempo a leggere la diagnosi sull’impegnativa, in cerca di chissà quale errore del medico o rivelazione misterica, poi ne perde un altro po’ a discutere con l’utente per farsi spiegare bene – ma bene, eh – cose che una persona normale capirebbe in un battibaleno, e con me si concentra sull’arredamento della stanza, il metodo di archiviazione delle prenotazioni in sospeso, ecc. ma dall’orecchio “impara a fare il tuo lavoro e basta” non ci sente. Insomma, facevo prima a scrivere che non è cambiato nulla, ma era bello rendervi partecipi dei dettagli.

2 commenti:

  1. E noi siam sempre contenti di conoscere i dettagli dei cazzi altrui, da bravi pettegoli ;)

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  2. Benissimo, e io non mi faccio pregare! XD

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