giovedì 10 ottobre 2013

Stupidità, riflessioni su un fenomeno di massa


Ieri sera ero profondamente rincoglionito dal sonno – evento che trasforma le mie mani in pasta frolla spettrale, perché non tengono nulla e gli passa attraverso di tutto – così ho fatto cadere il collirio. Mentre ero lì che mi ostinavo a cercarlo nello stesso posto – perché ero cocciutamente convinto che fosse finito dove evidentemente non lo trovavo (in realtà era poco più in là, ben nascosto) – ho iniziato a svegliarmi e riflettere su quanto astiose siano le persone quando non capiscono le cose al volo. 

Gran parte di ciò che osservo: conflitti, aggressioni, polemiche, attacchi e provocazioni sterili – per non dire i soliti luoghi comuni, cliché e modi di dire che si motteggiano quando non si ha nulla di intelligente da aggiungere (ma cascasse il mondo, bisogna dire la propria) – hanno spesso origine dall’incapacità di capire una situazione, una cosa o una persona, che diventa quindi una porta chiusa contro la quale picchiare i pugni e inveire, quando in realtà basterebbe leggere il nome sul campanello o la cassetta della posta, chiedere ai vicini ed eventualmente bussare e presentarsi. 
L’Ignoto spaventa perché diamo a questo termine una connotazione fosca e insondabile, quando in realtà – molte volte – è semplicemente qualcosa su cui non abbiamo fatto lo sforzo di riflettere, interessarci, ragionare o documentarci. 
Lo Stupido – termine che origina da “stupore” – è sempre ignaro di tutto, e se ne sorprende di continuo. Per lui il mondo è Ignoto e insondabile perché troppo pigro per interessarsene davvero, così di fronte all’ennesima batosta è preso da furia cieca. 

Ottuso, rabbioso, egoista, qualunquista, campanilista, fondamentalista e così via, di -ista in -ista, i suoi difetti sono la lista dei mali della società. 

A miliardi, gli Stupidi guardano il mondo come qualcosa di troppo grande e inspiegabile di cui fidarsi, minaccioso e pieno di gente strana e diversa con cui è meglio non aver nulla a che fare, tenere lontana e se necessario attaccare sempre per via di quell’insondabile paura che sta al di là della porta. 

Stupidi però siamo tutti, almeno una volta nella vita (spesso anche di più), quando ci troviamo in determinate situazioni o di fronte a realtà che non sappiamo affrontare, così ci barrichiamo dietro false certezze (nate da luoghi comuni diffusi da altri Stupidi di rango più elevato) e inveiamo contro l’evento scatenante perché – ammettiamolo facilmente – odiamo essere stupidi, ci fa sentire inermi e vuoti. Così attacchiamo, offesi da ciò che ha mostrato i nostri limiti. Non ci piacciono, non li vogliamo, anche se lavoriamo per superarli o impariamo ad accettarli. 
Tuttavia la Stupidità è sempre lì che avvolge il mondo. Un giorno io, un giorno voi, eventi di Stupidità singola o di massa influenzano tutti quanti. 
Stupidità che nasce dall’ignoranza, perché si reagisce in modo stupido quando tutto è ignoto, non si conoscono le situazioni e non si capisce l’altro. Non parlo di cultura, si può essere stupidi e laureati (ne siamo pieni, e ogni giorno varano atti di stupidità di massa dai più illustri scranni del mondo), parlo di curiosità, empatia, pura e semplice apertura mentale. Buon senso, il mai troppo usato e spesso snobbato buon senso. Se cercate una cura assumete questa, e diffondetela.

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