Tre anni fa ho letto il primo volume, finito il quale sono rimasto col languorino per gli altri due che – aspetta aspetta – hanno pensato bene di uscire comodamente quest’anno sotto forma di Trilogia edita da Einaudi al prezzo di € 28,00 in un unico volume di 1064 pagine corredate dalle illustrazioni di Keith Thompson, un buon affare che vi consiglio e che vado a recensire.
Sarajevo, 1914: dopo l’attentato all'arciduca d’Austria scoppia la Prima guerra mondiale. Ma se a combattersi fossero bestie e macchine? Allora sareste nel mondo di Leviathan, Behemoth e Goliath.
Sareste nel mondo di Alek e Deryn.
È come una guerra tra universi differenti.Da una parte, le potenze Cigolanti e le loro macchine. Dall’altra, gli alleati Darwinisti e le loro creature di sintesi. Carburante contro cibo, metallo contro pelle. Alek contro Deryn.Aleksander è il figlio dell’arciduca assassinato, in fuga da un impero di cui nessuno lo vuole erede. Deryn è una ragazza arruolata in vesti maschili nell’Aviazione britannica, decisa a vivere come vuole. Si incontrano per caso ma si alleano per scelta e affrontano il conflitto insieme: da Istanbul a New York, tra battaglie aeree e rivoluzioni, Alek e Deryn impareranno che cosa sono il caos e l’odio, ma anche l’amicizia e la speranza – forse addirittura l’amore.In una trilogia steampunk che incalza il lettore con colpi di scena e scontri all’ultimo sangue, Scott Westerfeld ci regala un viaggio appassionante nelle infinite possibilità della storia: che sia quella del mondo o di ciascuno di noi.
Quello che avete appena letto è il retro di copertina, forse un tantino melodrammatico, della trilogia. Tuttavia, per fortuna i toni del romanzo non sono questi.
Intanto parliamo di loro due, Alek e Deryn.
Niente smancerie, niente colpi di fulmine perché sì, ma un’amicizia che si sviluppa sulla base di eventi e difficoltà, che non nasce dal nulla ma che cambia e cresce in modo logico, e non perché deve esserci la storia d’amore a tutti i costi. No, siamo in guerra e ci sono eventi e forze più importanti a cui badare, responsabilità e ruoli da assumere, perciò qualunque cosa ci sia tra loro due – grazie al cielo – non è la colonna portante di chissà quale storia d’amore adolescenziale, ma un elemento corale della storia.
Questo per tranquillizzarvi, poiché di questi tempi fin troppa robaccia rosa e stereotipata ci viene spacciata per sci-fi allo scopo di abbindolarci. Con Leviathan potete stare tranquilli, il riflettore è puntato sullo scenario e le atmosfere steampunk.
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| Mappa delle potenze Darwiniste e Cigolanti in Europa. |
La Germania, l’Impero Austro-Ungarico e quello Ottomano (che, insieme a tutto l’Islam, aborre le creature di sintesi) sono le tre Grandi Potenze Cigolanti, esperti nella costruzione di macchine incredibili come i camminatori leggeri a due gambe e quelli pesanti a quattro, sei oppure otto, gli zeppelin e gli aerei che conosciamo già, i giganteschi automi di Istanbul, creati a immagine di animali o di creature mitiche, i terribili cannoni Tesla e altro ancora.
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| Istanbul. Un elefante cigolante della corte ottomana, mentre sullo sfondo si notano i golem a guardia del quartiere ebraico. |
Di contro, Inghilterra, Francia e Russia sono le tre Grandi Potenze Darwiniste, maestre nella creazione delle bestie di sintesi, ottenute mediante la manipolazione dei filamenti della vita, ossia i giganteschi mostri marini, i terrificanti orsi da guerra russi, gli elefantiaci per il trasporto pesante e gli equinoidi per quello più leggero – ma soprattutto, ai fini della nostra storia – i respiranti a idrogeno come le meduse Huxley della taglia di una mongolfiera o lo stesso Leviathan, una balena che non è solo una bestia immensa, ma un ecosistema composto da varie creature di sintesi, come i vermi luminosi che garantiscono la visibilità a bordo, gli annusatori di idrogeno che brulicano sulla sua pelle cercano falle nella membrana della bestia d’aria, le lucertole messaggere in grado di mandare interi dialoghi a memoria, i falchi incursori coi loro terribili artigli e le tele di sintesi, i pipistrelli a freccette e il Lori perspicace, tutte creature che scoprirete solo in queste pagine.
Prima di passare ad altro aggiungo un annotazione sugli schieramenti e le tecnologie nel mondo di Leviathan: in realtà anche altre nazioni sono passate alla tecnologia Darwinista, come l’Italia. Altre invece, come la Jugoslavia, sono Cigolanti. Nessuna di queste però è una superpotenza. Alcune poi tengono il piede in due scarpe, come il Giappone e gli Stati Uniti, dove le due tecnologie convivono in modo più o meno armonico.
Il quadro che ne emerge mi ha affascinato, incuriosito e coinvolto fino alla fine, facendomi fare anche le ore piccole per non lasciare un’eccitante missione in sospeso o per riuscire a svelare un segreto prima di chiudere gli occhi. Insomma, mi sono immerso con piacere in un misto di storia e fantascienza, futuro e passato, davvero sorprendente, qualcosa, per me, di così nuovo che non mi ritrovavo a leggere in uno stato di tale stupore ed eccitazione da quando ero un ragazzino. Leviathan infatti è il primo caso di steampunk che ho approcciato, ma per dire qualcosa in più a tale proposito (e citandolo dalla postfazione), lascio la parola allo stesso Scott Westerfeld, che ha parole migliori delle mie per spiegare quel che intendo.
«Leviathan, dunque, è una storia imperniata tanto sui futuri possibili quanto sui passati alternativi. Guarda avanti verso un futuro in cui le macchine somiglieranno a creature viventi, e le creature viventi potranno essere fabbricate come macchine. E tuttavia l’ambientazione del romanzo si rifà anche a un’epoca precedente, in cui il mondo era diviso in aristocratici e gente comune, e in molti Paesi le donne non potevano né arruolarsi nell’esercito, né votare. È questa la natura della letteratura steampunk: mescolare futuro e passato».
Bene, ma in conclusione e dopo tanto entusiasmo, sto dicendo che Leviathan è perfetto? No, certo. La rapida ascesa dei Darwinisti è dura da mandar giù anche sforzando la sospensione dell’incredulità, ma sarebbe ancora più stupido privarsi di una così bella idea facendo gli gne gne gne su un’opera che è pura finzione dall’inizio alla fine, e che anche se qualche scricchiolio lo si avverte sta in piedi – o in aria – e riesce a trasportarci lungo il suo viaggio.
Anche il modo in cui è stato presentato Tesla non mi è andato troppo giù, ma non posso fare una colpa a Westerfeld se non gradisce il personaggio. Le simpatie o le antipatie di un autore riguardano solo lui, inoltre non posso e non voglio certo essere lo stupido troll che fa le pulci a qualcosa che in ogni caso funziona.
Veniamo poi al finale, che mi ha lasciato con un senso di insoddisfazione per essere stato abbandonato troppo presto, una sensazione dovuta al fatto che non sarei più uscito da qual mondo ma avrei continuato ad esplorarlo, con Alek e Deryn oppure con altri personaggi, e ce ne sono di davvero affascinanti e singolari. Passato però il momento di delusione devo dire che è giusto così, il fatto che un libro mi lasci col desiderio di averne ancora significa solamente che è un buon libro, non che è finito male. Non in questo caso, comunque.
Tuttavia, per sapere di cosa parlo non vi resta altro che leggerlo. Perciò, buona lettura.







finito di leggere anch'io il mese scorso, e più o meno concordo. non è una saga perfetta, ma comunque ben equilibrata. soprattutto fa piacere che non scada pateticamente nel melenso descrivendo i due personaggi. forse è vero che tesla è stato rappresentato un po' pazzoide (nel senso: uno stronzo) ma tutto sommato è simpatico. in definitiva rimane comunque un grandissimo lavoro di immaginazione, e Westerfeld merita tutti i complimenti.
RispondiEliminaSì, infatti è soprattutto l'ambientazione il suo pezzo forte, e mentre cercavo le immagini ho anche scoperto che è uscita The Manual of Aeronautics: An Illustrated Guide to the Leviathan Series
Eliminaby Scott Westerfeld reperibile anche su Amazon, una bella tentazione. :D
Affascinante l'ambientazione ma mi ha lasciato molti dubbi sia come qualità di scrittura che come svolgimento. In pratica il world building per me regge ma lo svolgersi del conflitto mi ha fatto ridere parecchio.
RispondiEliminaSì, ha le sue belle e ponderose ingenuità, io però sono ancora nella fase luna di miele e non sono riuscito a dirne male. Lo stile invece a me non ha dato problemi, l'ho trovato scorrevole e piacevole. Alla fine è un romanzo per ragazzi grande e grosso, pieno di cose interessanti e favolose ma con una camminata un po' zoppicante sul versante "serio" della storia, però essendo entrato in modalità ragazzino dalle prime pagine me lo sono goduto.
EliminaNominato: http://aislinndreams.blogspot.it/2013/03/liebster-award.html
RispondiEliminaquesto lo compro! di gusto anche! appena lo vedo.
RispondiEliminaGrazie!!!