Newton Compton, 2009.
Trad. Armando Dominicis.
959 p., brossura.
€ 14,90.
Ieri mi sono preso Le Mille e una Notte, uno di quei libri che ho sempre voluto ma che poi non ho mai acquistato, un po’ perché non l’ho mai trovato in edizione economica e un po’ perché dimentico regolarmente di cercare in modo attivo tutte quelle cose che ormai sono rumore bianco nella mia nebulosa lista dei desideri. Per fortuna era lì, posato accanto al banco informazioni, che mi aspettava. Bene, finalmente mi ha trovato lui.
Tornato a casa erano le tre del mattino, ma il sonno non veniva e dovevo leggere almeno la prefazione. Bene, l’ho letta. Poi anche l’introduzione, la prima storia, la seconda e poi la terza. A pagina trenta mi sono fermato, ma sarei potuto andare avanti. Ora il proposito è questo, leggerne almeno una ogni sera prima di dormire. L’ho già fatto (tra alti e bassi) con la raccolta dei Grimm, perciò vorrei ripetere la bella esperienza.
Come viene detto giustamente nella prefazione, la maggior parte del suo fascino non sta tanto nelle storie in sé – figlie di tempi, luoghi e classi sociali diverse, con racconti che vanno dal classico allo scurrile – ma la possibilità di accedere attraverso questa raccolta alla vita comune di tempi e luoghi lontani, usanze e tradizioni interessanti che suscitano e spero soddisfino la mia curiosità.
La storia mi è sempre piaciuto studiarla così, partendo dagli usi e costumi, calandomi nei panni del periodo e incuriosendomene sempre più come un viaggiatore del tempo impiccione. La storia politica viene dopo, quando entrato nella pelle di una cultura voglio conoscerne la sorte. Certo, questo non è un saggio di storia e quindi il discorso cambia, mancheranno dati verificati eccetera, ma sono favole e a me sta bene. Uno non sa mai come e quando una curiosità si trasformerà in una passione, almeno finché non è troppo tardi, e poi ti ritrovi a cercare titoli, spulciare la rete e raccogliere informazioni come un invasato, ma è bello avere una piccola ossessione, un interesse che ti dia il senso di apprendere qualcosa di nuovo e sconosciuto, per andare là dove non eri mai stato prima. (cit.)

Le Mille e Una Notte sono una mia ossessione da sempre - ne ho una mezza dozzina di edizioni, da quella della Nerbini illustrata in stile anni '30 a quella tradotta da Richard Burton.
RispondiEliminaIn effetti, l'edizione Newton Compton è molto attraente per il prezzo.
Nel caso, consiglio l'eccellentissimo Stranger Magic, di Marina Warner (credo non lo tradurranno mai) - un colossale saggio sui temi delle Notti Arabe, e sul rapporto fra oriente e occidente nella narrativa.
Molto bello.
E buona lettura.
Grazie! Mi ci sto proprio appassionando e fin'ora non ho saltato neanche una serata. Oltre al tema intrigante mi piace anche la formula narrativa della favola. Segno subito Stranger Magic per documentarmi e metterlo in lista di acquisto se saltasse fuori in qualche modo.
Eliminaah, figo, io ce lho, là da qualche parte e penso sempre di fare quella cosa di cominciare e leggere una storia ogni tnato, pure io lo sto facendo coi grimm, si, ma poi ogni tanto mi inceppo. comunque si, mi hai fatto ricordare che pure io voglio fare questa cosa!
RispondiEliminaCoi Grimm anch'io mi sono inceppato qua e là, ma poi ci sono arrivato in fondo. Invece con Le Mille e Una Notte procede tutto liscio, il fatto poi che siano in qualche modo incatenate tra loro nella cornice creata da Shahrazade dà un senso di organicità alla lettura e un ritmo continuativo, te lo consiglio.
Elimina