Poco fa mi è passato davanti lo spot col quale Rai Uno annuncia raggiante la Seratona Natalizia Disney col Libro della Giungla, Bambi e il Re Leone. No, non è per fargli pubblicità, è che mi sono ricordato di quando – da bambino – sotto le feste andavo su di giri per simili notizie, era l’occasione d’oro per rivedere i vari Asterix, i film Disney animati o meno e tanta programmazione in più per noi bimbi. Magari, se proprio ci passava una botta di culo, pure qualcosa di nuovo o uscito da relativamente poco al cinema.
Oggi, anche se certe cose mi piacciono ancora – magari più Asterix che Bambi, per dire – l’entusiasmo non è più lo stesso, intanto perché sono cresciuto, ma anche perché oggi ci sono i DVD, il satellite, lo streaming e in fine il download.
Chi se la prende con la tecnologia (specie quella malvagia dell’Infernet) dice che viola i diritti d’autore, danneggia la televisione e magari – visto che è stagione – ruba il Natale come il Grinch, chissà. Il mio punto di vista invece è un po’ diverso. Riflettendo sulla povera TV che s’impegna tanto a trasmettere film che tutti hanno già acquistato o scaricato, mi viene in mente che in fondo campa sul reblogging. Se la televisione italiana vuole offrire qualcosa di unico deve realizzare progetti originali e di qualità, il fatto che poi ci riesca o meno è un altro lungo, tristo e periglioso discorso.

Eh sì, non è più il tempo dell'agenda su cui segnare la maratona dei film su Itttalia1 per il periodo delle vacanze natalizie.
RispondiEliminaDa un pezzo, ormai. Io mi guardo giusto il Cinema di Sky e poi se qualcosa m'interessa e non si trova, muli e torrenti. La Rai non la seguo da secoli e Mediaset pure, a meno che non sia costretto.
EliminaCiò che c'è di nuovo lo si vede sulle TV a pagamento. Infatte quelle generaliste campano sul reblogging, come dici tu :)
RispondiEliminaChe poi è bello che canali come Rai4 trasmettano i vecchi successi degli anni '80, spesso più belli dei film attuali. Però i sei canali generalisti per eccellenza (forse a eccezione di Italia 1) hanno dei palinsesti davvero vergognosi.
Senza dimenticare che la Rai, con le nostre tasse, può quasi essere considerata una pay tv.
Infatti i canali tematici, pur nel loro reblogging, hanno un senso in quanto offrono una raccolta di genere o comunque di recupero del materiale che solitamente non si vede in giro. Quelli generalisti invece, ed è proprio il termine generalisti che mi causa gran stridor di denti, sono più che altro qualunquisti. Si dedicano a un target specifico, producono fictions di santi, poliziotti e dottori sempre con un occhio a chi sanno che poi le seguirà, ma poi non possono piangere miseria o lamentare abbandono da parte del pubblico giovane.
EliminaLa Rai può essere anche considerata una zoccola, ma lasciamo stare.
Intanto noi produciamo serie su Santi, Madonne e affini e se siamo fortunati ci scappa anche la scena pulp del martirio.
RispondiEliminaPer carità; tanta manna che si produce qualcosa, ma sarebbe carino cambiare, ogni tanto, argomento e magari attingere, invece che dalle Vite dei Santi e dalle apologie di Santa Romana Chiesa, anche a qualche bel libro.
Mi accontenterei anche delle repliche degli scenggiati degli anni '60.
Io dei santi in TV non ne posso più, anche se li evito tutti. Non so come fargli capire che non me ne frega niente, ma questi producono roba per un target mediamente anziano e religioso (o che si dichiara tale). Il fatto poi che in altre trasmissioni invece del momento santità ci sia la rissa tra buffoni al talk-show, la tipa mezza nuda messa lì perché sì o un giro di lacrime tanto per, mi fa veramente pensare che il pubblico a cui si rivolgono non solo non abbia niente in comune con me ma che se lo incontrassi per strada cambierei marciapiede.
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