Marco mi aveva già detto che è Lammerda®, ma per curiosità mi sono procurato questo Highlander Endgame (2000) e l’ho visto lo stesso. Sì, lo so, la curiosità uccise il gatto e tanto va la gatta al lardo… ma perché la saggezza popolare ce l’ha coi poveri felini, poi? Va bene, in ogni caso questo è quanto.
ATTENZIONE: quanto segue è un riassunto zeppo di spoilers, quindi se volete leggerlo siete avvertiti. Non venite a piangere dopo perché vi ho rovinato il finale, tanto il film è coerentemente brutto dall’inizio alla fine.
La scena si apre su uno dei peggiori dialoghi della storia del cinema, una carrellata di cliché buttati lì, nel ridicolo intento di creare suspense, e portando a casa solo risate e biasimo. In ogni caso, rendendomi conto che questa descrizione poteva essere troppo vaga, ho fatto i compiti e trascritto tutto.
Connor: «Duncan, non puoi venire con me».
Duncan: «Cosa? Aspetta. Mi hai chiamato tu a Parigi, e mi hai detto: dobbiamo incontrarci. E ora all’improvviso hai una commissione da fare? Ma che succede?»
Connor: «Ancora non lo so. Forse… niente».
Duncan: «Tutto a posto?»
Connor: «Sì. È tutto a posto. Sul serio».
Duncan: «Ormai ti conosco troppo bene, Connor. Non ti ho mai visto così».
Connor: «Le persona cambiano, Duncan. Lo imparerai presto».
Duncan: «Benissimo. Potrai raccontarmi tutto stasera, alle otto in punto al bar. E paghi tu».
Connor: «Va bene. Alle otto in punto. E pago io».
Duncan: «Hm hm. Sicuro che non ti serve una mano?»
Connor: «Ma certo. Duncan? Guardati le spalle».
Beh, che vi avevo detto?
Naturalmente, a questo bello scambio di battute, segue un’esplosione nella quale lascia abbondanza di penne il personaggio più bello, Rachel. Ve la ricordate? Era l’assistente di Connor, la bambina ebrea da lui salvata in guerra e cresciuta come una figlia fino a diventare l’elegante e matura signora che lo assiste nel fare l’antiquario. Ecco, questo sacrificio – alla faccia di Isacco – mette in moto la faccenda.
Cerco di farvela breve perché i giri di trama sono uno scomodo flashback.
In pratica abbiamo un cattivo da operetta. Uno cattivo cattivo cattivo, eh. E per essere sicuri che capiate che è cattivo, lo fanno interpretare a Bruce Payne, che ha una lunga esperienza in personaggi malvagi da quando – con ogni probabilità che invento lì per lì – recitò la parte del Lupo Cattivo nell’allestimento di Cappuccetto Rosso della sua scuola elementare.
Questo cattivo si chiama Jacob Kell, e anche lui è un immortale delle Highlands – e siamo già a tre highlanders; sarà l’aria buona? – dove partecipò alla condanna al rogo della madre di Connor voluta dal suo padre adottivo, un sacerdote leggermente fanatico. Connor la prese a male e infilzò il “sant’uomo” facendo girare le scatole a Jacob che giurò vendetta eccetera eccetera.
Insieme a Jacob c’è una squadra di immortali che pare una gang uscita da Mad Max, ma più stilosa. Ne fa parte anche Kate, l’ex moglie highlander e immortale di Duncan – e siamo a quattro; ma allora è vero che c’è l’aria buona! – che però adesso si fa chiamare Faith, ma sticazzi.
Insomma, questi si girano intorno per tutto il film annusandosi come cani, anche con battute imbarazzanti tipo Jacob che, alludendo alla reminiscenza, fa a Connor: «Non mi vuoi dentro di te?» con risultati imbarazzanti inclusi. In più gli fa un discorso barboso rivelandogli che in tutti questi secoli, ogni volta che qualcuno che amava è morto, che qualcosa che desiderava è andato perduto, o che le piante sul balcone e i pesci rossi nella boccia crepavano, dietro c’era lui. Sempre. Insomma, ti ripetono che Jacob è imbattibile, che è pericoloso eccetera – pregando che tu ci creda e non ti metta a ridere sguaiatamente – e per convincerti che è davvero così anche se sembra solo chiacchiere e distintivo, gli fanno fare una strage dei suoi adepti per rubarne la reminiscenza e diventare ancora più potente.
Beh, veramente questi beoni sono seduti a cena e lui passa con due spade a trinciarli come il pollo uno via l’altro, ma visto che si insiste sul fatto che lui è cattivo cattivo cattivo e terribilmente invincibile, tocca credere che si fossero cagati in mano e pietrificati davanti alla sua malvagia malvagità.
Intanto Connor dice a Duncan che nessuno di loro due può battere Jacob, che è davvero il più peggio dei peggio che guarda tu non puoi capire ma fidati, e allora prima gli chiede di ucciderlo per prendere la sue reminiscenza e diventare abbastanza forte da affrontarlo, ma Duncan dice no. Allora si affrontano – come se non fossero già successe abbastanza cose cretine fino a questo punto – e alla fine Duncan decapita Connor.
Sì, avete letto bene. Connor muore. «E il primo film?», chiederete voi. Eh, boh, sticazzi. Che ne so, io? Chiedetelo a Douglas Aarniokoski, che è il regista di questa merda.
Però state tranquilli, che alla fine – come previsto – Duncan ammazza Jacob e siamo tutti più felici e tranquilli adesso che il malvagio e cattivo se n’è andato e trallallà, danziamo come i maramei quando muore la Strega Cattiva dell’Est.
Per di più, pensate, viene fuori che Kate è ancora viva, inoltre sembra che provi ancora qualcosa per Duncan e magari forse un giorno lo perdonerà per averla pugnalata la notte di nozze allo scopo di risvegliare in lei l’immortalità che pare si attivi solo con una morte violenta (o una carta Pokémon), altrimenti invecchiano come tutti gli altri e non sapranno mai di essere dei cacciatori di teste del Borneo delle Highlands.
Così abbiamo anche il mezzo lieto fine della fuffa, tanto per gradire. Sarà il contentino per aver guardato una merda informe? Per me è un po’ pochetto, ma se state buoni mi guardo anche Highlander The Source (2007) e vi dico quanta altra merda si riesce a spremere da questa saga, perciò stay tuned e che l’aria buona delle Highlands abbia pietà di me.

ti leggo, ti leggo e ti rileggo e rido perché sei veramente acuto in tutti i tuoi cineracconti.
RispondiEliminasolo una nota a margine da una fan: il personaggio di Kate è irlandese (aria buona anche lì!) :)
anna