In vista della battaglia, i Cullen decidono di chiamare a raccolta e rintracciare tutti i vampiri che conoscono per chiedere aiuto, poi arriva Jake e anche lui viene informato che si saranno visite. Alice si allontana con Jasper in cerca di quiete per concentrare le proprie visioni, ma il mattino seguente non sono ancora tornati e allora scattano le ricerche.
Che siano stati presi alla sprovvista?
Come no, una che vede il futuro.
Infatti, corri corri, arrivano da Sam che gli dà un messaggio da parte di Alice, scritto su una pagina del Mercante di Venezia che appartiene a Bella.
Che siano stati presi alla sprovvista?
Come no, una che vede il futuro.
Infatti, corri corri, arrivano da Sam che gli dà un messaggio da parte di Alice, scritto su una pagina del Mercante di Venezia che appartiene a Bella.
[…] Non cercateci. Non c’è tempo da perdere. Ricordate: Tanya, Siobhan, Amun, Alistair, tutti i nomadi che riuscite a trovare. Peter e Charlotte li cercheremo noi lungo la strada. Siamo desolati di dovervi lasciare così, senza nemmeno un saluto o una spiegazione, ma era l’unico modo. Con affetto infinito. […]
Visto che non c’è niente altro da fare o dire (a parte due bestemmie per il vandalismo libresco) tornano sui loro passi, ma notano una pista con l’odore di Alice. Bella e Ed la seguono arrivando proprio a casa di Biancaneve – cioè, casa loro – dove scovano il libro mutilato e un fuoco scoppiettante nel camino.
Bella ha una di quelle illuminazioni che le prendono quando la Meyer non sa come far succedere le cose, così – senza un ma o un perché – capisce che deve essere da sola per consultare il libro. Allora chiede a Ed di aspettarla solo trenta secondi. Lui non capisce – dagli torto – ma l’accontenta, allora Bella prende in mano il libro e legge una nota.
Bella ha una di quelle illuminazioni che le prendono quando la Meyer non sa come far succedere le cose, così – senza un ma o un perché – capisce che deve essere da sola per consultare il libro. Allora chiede a Ed di aspettarla solo trenta secondi. Lui non capisce – dagli torto – ma l’accontenta, allora Bella prende in mano il libro e legge una nota.
[…] Accanto allo strappo della pagina mancante, sotto la dicitura «Il mercante di Venezia di William Shakespeare», trovai un appunto:Poi distruggilo.
Seguivano un nome e un indirizzo di Seattle. […]
Edward entra prima del previsto, ma il libro è già tra le fiamme, così pensa che Bella sia incazzata con Alice e il rogo di Shakespeare sia solo uno sfogo di frustrazione. Oh, ma non bastava gettare solo la pagina? Pare di no.
Quando rientrano a Casa Cullen, c’è uno scambio di saluti. Gli altri partiranno in cerca di alleati, mentre Ed e Bella resteranno con Nessie (è il nuovo soprannome di Rosmerda, che essendo un “mostro” tutto nuovo ha lo stesso nomignolo di quello di Loch Ness) per presentarla a quelli che verranno a trovarli. Sì, esattamente come la Natività di Grisù Bambino. Poi avvertono Jake, dicendogli che non sarà granché amato dagli ospiti e di starefuori dai coglioni lontano il più delle volte, e mentre Ed gli chiede di avvertire Sam che ci saranno visite, Bella cerca in rete tale J. Jenks, indicato dal messaggio segreto di Alice. E qui abbiamo una scena meravigliosa di Bella che si avvicina al computer con nonchalance per fare la sua ricerca.
Quando rientrano a Casa Cullen, c’è uno scambio di saluti. Gli altri partiranno in cerca di alleati, mentre Ed e Bella resteranno con Nessie (è il nuovo soprannome di Rosmerda, che essendo un “mostro” tutto nuovo ha lo stesso nomignolo di quello di Loch Ness) per presentarla a quelli che verranno a trovarli. Sì, esattamente come la Natività di Grisù Bambino. Poi avvertono Jake, dicendogli che non sarà granché amato dagli ospiti e di stare
[…] Fissando la foresta feci scorrere le mie dita, come soprappensiero. Chissà se i vampiri agivano soprappensiero, qualche volta? Non pensavo che qualcuno mi prestasse attenzione, ma non mi voltai per sincerarmene. Il monitor s’illuminò. Feci scivolare nuovamente le dita sui tasti. Poi le tamburellai silenziosamente sul piano di legno della scrivania, sempre fingendo un gesto casuale. Poi ripassai sui tasti.
Lessi sullo schermo con la coda dell’occhio.
Nessun J. Jenks, però c’era una Jason Jenks. Avvocato. Sfiorai la tastiera cercando di tenere il ritmo, come accarezzassi assorta un gatto che mi ero quasi dimenticata di avere in braccio. Il sito dello studio di Jason Jenks era ben fatto, ma l’indirizzo sulla homepage era sbagliato. A Seattle, sì, ma con un codice postale diverso da quanto mi risultava. Presi nota del numero di telefono e ricominciai a battere il tempo con le dita sulla tastiera. Cercai a cosa corrispondesse l’indirizzo, ma non trovai nulla, come se non esistesse. Avrei voluto guardare su una mappa, ma decisi che sarebbe stato troppo rischioso. Un’ultima passata sui tasti, a cancellare tutto…
Continuai a guardare fuori dalla finestra e sfiorai il legno un paio di volte. Udii avvicinarsi passi leggeri e mi voltai con quella che speravo fosse la stessa espressione di prima. […]
Una ninja bianca! Ma dico, non bastava andare su internet per i cazzi suoi senza questa pantomima? Poi, mai una volta che tocchi il mouse o che dimostri di sapere cos’è! Minimo è rimasta al Commodore 64, o manco quello. Tira tasti a caso e becca subito quello che cercava, sempre facendo la ninja bianca che brilla nel buio. Trovate voi le parole, perché io non ne ho o sono finite.
Bella coccola e rassicura la piccola Rosmerda, sperando che almeno lei sappia quello che sta facendo, poi convince Ed a insegnarle a combattere. A lei, non a Rosmerda (che potrebbe anche fare una figura migliore). Lui le spiega che i pericoli maggiori sono Jane e Alec; lei può causare dolore fino alla morte solo a un bersaglio per volta, lui “anestetizza” più nemici contemporaneamente deprivandoli di ogni senso.
Bella coccola e rassicura la piccola Rosmerda, sperando che almeno lei sappia quello che sta facendo, poi convince Ed a insegnarle a combattere. A lei, non a Rosmerda (che potrebbe anche fare una figura migliore). Lui le spiega che i pericoli maggiori sono Jane e Alec; lei può causare dolore fino alla morte solo a un bersaglio per volta, lui “anestetizza” più nemici contemporaneamente deprivandoli di ogni senso.
Bella, che è immune ai poteri altrui, pensa di poterli battere, ma Ed non ne è tanto convinto (infatti possono sempre menarla tutti insieme appassionatamente, ma lei non ci pensa perché è una Neonata culturista).
Poi parlano di Eleazar, che un tempo stava coi Volturi ed è in grado di riconoscere il dono di un vampiro o – con qualche difficoltà in più – quello potenziale di un umano, e passano il tempo così tirandosi, i puntini sulle mosse e i poteri per vedere chi è il powerplaiyer che ce l’ha più lungo.
Per ora è tutto, ci leggiamo lunedì con altre stronzate. Buon fine settimana!

Quando la Meyer parla di computers è come se recitasse un libro che le hanno raccontato; per lei sono equiparabili all'afroamericanomanzia più abbietta e circonvoluta... peggio delle addizioni insomma :asd:
RispondiEliminaSemplicemente sa che ci sono, sa che funzionano, ma non è proprio sicura del come farli funzionare. In un libro, per fare capire ai lettori che aveva imparato bene a spegnere Winzozz, diceva che Bella spegneva il pc seguendo la procedura corretta .asd:
Eleazar; ho scoperto anche come si chiama lo stragista che si tira le pose :asd:
Tra l'altro, una scena che poteva risolvere in; mi allontanai per cercare Jenks sulla rete. Era un avvocato. Segnai l'indirizzo e chiusi il portatile senza farmi notare. Invece ci ha deliziato con questa perla di vaudeville informatico.
RispondiEliminafosse rimasta al commodor64 sarebbe una gran cosa, io ci giocavo a superfrog per ore ed ore...
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