mercoledì 14 settembre 2011

Breaking Dawn, il Bignami (10 di 19)

Dopo una bella pomiciata (chissà che romantico, accanto alle carcasse della famiglia Bambi) decidono di tornare da Rosmerda. Bella dice che i suoi ricordi umani stanno diventando irreali, come un sogno, e anche la bambina sta scivolando via nella zona “non me ne frega un cazzo”, perciò sarà il caso di fare una specie d’imprinting col suo pulcino. Oh, è proprio un oca! Scusate, ma era servita sul piatto d’argento. Però non sono solo io, eh! Anzi, pare che la mente dei vampiri sia simile a quella dei canarini. O a uno scantinato.
[…] Pensare a Renesmee la riportò al centro della mia mente strana, nuova, spaziosa ma facile alle distrazioni. […]
Insomma, ampio locale luminoso e arieggiato, termo autonomo, no perditempo, chiamare ore pasti, ecc.

Così Edward coglie la palla al balzo e le parla di Rosmerda, per tenere vivo il ricordo. Le dice che la piccola respira, che il suo ritmo cardiaco è più veloce di quello umano e la temperatura più alta (praticamente un toporagno o un altro piccolo animale da vita breve e frenetica), invece la pelle è da vampiro Winx, come papà. Edward è anche incazzato con Jake per qualcosa, ma non vuole dirle perché. 

Sarà mica l’imprinting con Rosmerda? E dai, che l’han già detto! Oh, eppure tra i Cullen – che (adesso è provato) hanno cervelli da canarino – i segreti di pulcinella vanno come il pesce il venerdì.
 
A casa, Jacob li aspetta fuori, per proteggere Rosmerda in caso Bella si fosse fatta venire i cinque minuti da Neonato. Lei però non capisce. Perché adesso jake la vuole proteggere, mentre prima la voleva strozzare? E perché Ed è tanto incazzato? Infatti i due litigano, col vampiro che insulta il lupo.

Bella, al solito, non capisce un cazzo.
[…] «Che succede? Mi nascondete un segreto?», domandai incredula. […]
Certo, come se dall’inizio di questa storia ti avessero detto tutto punto per punto senza trattarti come la deficiente che sei.

Intanto parte una ridicola pantomima per tenere d’occhio Bella e controllare che non faccia del male alla bambina. Sembra basket ai quattro cantoni, con tutti pronti a scattare per impedirle di fare canestro con la testa di Rosmerda nel cestino dell’umido. La bimba, che invece la riconosce subito perché – ricordiamolo – era già un feto autocosciente, vorrebbe andare da lei. Tra l’altro, in questi tre giorni dal parto è cresciuta di qualche mese.

Un attimo!… Cosa?
 
Sì, il genocidio di Bambi ha portato via tre giorni, e Rosmerda – come i toporagni (che campano un anno e mezzo) – ha un metabolismo accelerato. Jacob le sta sempre vicino, in ansia per lei, così finalmente Bella nota questo appiccicume e i suoi sguardi verso la bambina. Il suo cervello di canarino fa uno più uno e capisce: oh mio dio, questo adolescente grosso come un wrestler è in fregola per la mia bimba! Poi s’incazza. 

Litigano per tre pagine buone che potevano condurre a una scena d’azione e violenza inaudite, ma nel capitolo successivo siamo già a cose fatte. Seth con la spalla e la clavicola rotte per essersi messo in mezzo mentre Bella cercava di staccare la testa a Jake, e Ed che si scusa con Seth ma non riesce a nascondere il suo gongolare soddisfatto. Tutto questo ci viene telefonato dopo.
 
Inoltre, per quadrare il cerchio, la Meyer s’inventa qualche informazione utile all’uopo: 
  1. il “veleno” dei vampiri per i lupi è solo veleno, ossia non li trasforma (ma dai!) però brucia un sacco;
  2. per un lupo, uccidere l’oggetto dell’Imprinting di un altro lupo è un delitto da punire con un duello all’ultimo sangue, perciò Sam non può uccidere Rosmerda;
  3. gli Alfa possono parlare telepaticamente tra loro, ma non come prima quando condividevano paturnie e sentimenti, ma solo dicendosi quello che intendono dire, come se fossero faccia a faccia (o al telefono).
No, davvero… non sarà che qui sono tutti amish e non sanno una benedetta cippa frolla di cellulari e XXI secolo in generale? Comunque, ‘sto pippotto di regole tirate fuori all’occorrenza, vi viene offerto dall’incalcolabile talento della Meyer, che faceva meglio a pettinare i girini a casa sua.

3 commenti:

  1. in sostanza, una bella dose di veleno te la potevi fare tu,anzichè concederti questo mattonazzo pieno di minchiate!

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  2. comunque mi hai fatto fare tante risate quindi buon per me ;)

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  3. È che mi costringono a leggere ‘ste boiate, e per fortuna che almeno ci ridiamo su, perché io, mentre ero chino su quelle pagine immonde, piangevo di noia. T__T

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