mercoledì 9 febbraio 2011

«Grazie a Dio, sono ateo»

Il titolo, magari neanche troppo originale, è una citazione di Luis Buñuel, oppure di Woody Allen, a seconda della fonte che trovate in giro. Certo, a me risulta che Buñuel abbia detto più esattamente: «Io, grazie a Dio, sono sempre stato ateo», mentre la versione più nota sarebbe da attribuire a Woody, che ne avrebbe citato il concetto in modo più conciso (e incisivo, a mio parere), ma fate un po’ voi. In ogni caso, l’amletico dubbio non vi rovinerà la lettura di quanto segue.

Qua e là ho spesso infilato accenni al mio rapporto con la religione – o il non-rapporto, per essere più corretti – ma non credo di aver mai affrontato l’argomento in un post specifico. Beh, visto che sto cercando di strisciare fuori da una fase in cui non ho voglia di scrivere neanche la lista della spesa, vediamo se questo tema riesce a scuotermi abbastanza da terminare almeno un post.

Non sono mai stato cristiano, anche se la mia famiglia ci ha provato o ha comunque aderito alla convenzione sociale, e allora: battesimo, comunione, cresima… tutto fatto, ma senza fede né voglia. Il catechismo era una tortura, le uniche volte che mi sono interessato all’argomento è stato quando si parlava di Genesi e Apocalisse. La Bibbia e il Vangelo saranno anche best sellers, ma ve lo dico… a parte l’inizio e la fine, quei libri hanno ben poche attrattive. O almeno quando sei un bambino, e poi un ragazzino costretto a recitare un credo senza significato né valore, soprattutto per te che devi sostenere una parte nella pantomima di un percorso religioso che non ti appartiene (ma d’altronde, a quell’età, come potrebbe?). Ne risulta solo una gran noia.
Comunque sì, ho detto che Genesi e Apocalisse m’interessavano, e questo era dovuto alla presenza del Diavolo (ecco, sento già un vocio al riguardo), che neanche a farlo apposta è il personaggio più interessante e complesso della storia. Dico, l’Arcangelo più splendente del Paradiso che si ribella a Dio e precipita negli Inferi coi suoi compagni… come fa a non esserlo? Poi, dopo una serie di diapositive sulla Caduta che hanno costituito la lezione più interessate di quell’altrimenti inutile “corso”, non potevo che essere suo.  
Drammaturgicamente parlando, si capisce.
«Maestra, possiamo parlare ancora del Diavolo?»
«No, non è nel programma. Studia i Comandamenti!»
E va beh, cerchiamoci un nuovo idolo.
Arriva Caino, che uccide il fratello ma il Sig. Dio lo marchia soltanto, dicendo che chi tocca Caino sono cazzi. Interessante politica: Eva e Adamo mangiano una mela e ricevono lo sfratto, lui lavora con gran sudore e lei partorisce con gran dolore; Caino ammazza il fratello e zaino in spalla inventa il vagabondaggio, ma nessuno gli può torcere neanche un capello. Dio abusa di Prozac, è chiaro. Arrivato a Canaan (o magari era un altro posto, scusate ma non ricordo bene), Caino trova moglie e si sposa.
«Maestra, chi ha creato la moglie di Caino? È sua sorella? Maestra, perché è verde?»
«Zitto!»
Va beh, anche con Caino è andata male.
Poi arrivano i Vangeli e c’è questo tipo, Giuda, che sembra interessante. Non dico simpatico, perché non te lo raccontano così, ma insomma è quello più intrigante, anche perché invece di star lì a far da chorus line a Gesù, ha un suo ruolo. Infatti lo bacia e lo fa arrestare. Ecco, lui sì mi sta simpatico. Anche perché Gesù è un personaggio troppo per benino per essere credibile, o anche solo interessante quanto Giuda o Tommaso, che per dire, almeno a Gesù gli mette il dito nella piaga per vedere se scherza. E poi insomma, se non ci fosse stato Giuda, niente processo e niente croce, magari Gesù non se lo fila nessuno e invece del cristianesimo otteniamo al massimo una setta di ebrei riformati.
Adesso che ci penso, un po’ Giuda mi sta sul culo.
Però ecco, nell’economia della faccenda a me sembrava che Giuda fosse il motore, più che la spina nel fianco. I cristiani ce l’hanno con Giuda, ma è lui che li ha creati, ancor più di Gesù che magari avrebbe fatto e voluto altro.

Sì okay, tutto questo non l’ho pensato da piccolo, sto mescolando pensieri di allora e considerazioni che sono venute dopo, anche perché è un po’ difficile fare la cronistoria di tutto quello che ho pensato o su cui ho riflettuto da piccolo fino a oggi, e poi ho la tendenza a cambiare idea e approfondire di volta in volta, quindi capitemi.
Per dire, una volta credevo in dio, e non certo grazie al cristianesimo. 
È stato Il Grande Libro della Preistoria (oh, non c’era un’immagine migliore della mia edizione) a illuminarmi, un colpo di fulmine per l’evoluzione. Mi sembrava avesse decisamente più senso, rispondeva alle mie domande invece di chiedermi di credere in qualcosa che puzzava troppo di mitologia. Ecco, e qui va spiegato come tutto ciò sia stato possibile, insomma… perché un ragazzino a cui racconti storie fantastiche (donne create da costole, uomini che camminano sull’acqua e resuscitano i morti, angeli caduti e mostri che salgono dal mare e dalla terra alla fine dei tempi) non dovrebbe crederci? Eh, perché ne ha lette di più belle e sapeva che erano balle (che fa quasi rima).
In principio, fu Il Grande Libro della Mitologia (questo invece non l’ho proprio trovato, urca se sono vecchio), dove leggevo di Zeus e le sue ingroppate di ninfe nubili e regine coniugate, erculee fatiche, argonautiche e omeriche crociere, mostri e divinità, ratti di principi avvenenti e principesse decisamente gnocche. Insomma, quando approdi dalla mitologia classica a quella cristiana è come uscire da un party e finire a un rosario. 
Insomma, ero già smaliziato e la fede (o meglio, l’indottrinamento) non ha fatto il miracolo che si proponeva. Nessun Gesù, per me. Nessuna Madonna salvifica né santo in voga del momento. Dio però – in qualche modo – era un figo (anzi, trovavo che le altre figure fossero inutili e distogliessero la giusta adorazione dall’unico Dio), e in qualche modo aveva senso nel quadro che stavo formando. Se ne stava là, vigilando sulla sua creazione e giocando un ruolo di arbitro ma senza violare il libero arbitrio, un bisticcio di parole che poi è anche quella che allora mi sembrava la politica di Dio. Quello in cui credevo io, per lo meno. Lui/lei/esso era – per me – l’Anima dell’Universo, come la mia lo era del mio corpo. Sì, perché alla fine ho preso quello che mi sembrava avesse senso, riorganizzandolo a modo mio. Come molti altri ho fatto un cocktail di dio e scienza, mi dicevo che nella struggente bellezza dell’Universo c’era la scintilla di divino che nessun testo religioso poteva spiegare o mostrare (bla bla bla), ma solo imbrattare con parole pomposamente vuote e fuori dal tempo (ri-bla bla bla). Okay, magari all’inizio inizio non me lo dicevo esattamente in questi termini, ma è lì che sono andato poi a parare.

Col tempo però sono arrivate altre domande, e la fede non è più stata sufficiente. Citando Dogma (Kevin Smith, 1999), Liz diceva: 
«[…] faith is like a glass of water. When you’re young, the glass is small, and it’s easy to fill up. But the older you get, the bigger the glass gets, and the same amount of liquid doesn’t fill it anymore. Periodically, the glass has to be refilled». 
Ecco, il mio bicchiere è diventato più grande quando sono arrivate nuove domande. 
Credo perché sento che è così, o perché mi è stato insegnato a crederlo? Esiste davvero un dio, o è un’illusione che ci rassicura come Babbo Natale? Se accettiamo il libero arbitrio, ha ancora senso credere in una divinità che non ha voce in capitolo? Se l’unica cosa che ne certifica l’esistenza è la religione – che, beh, proviene da una fonte sospetta – mentre tutto il resto non ne mostra traccia, non sarà che semplicemente non esiste? 
Così mi sono detto che dio o non dio, non aveva importanza. Ho riempito il bicchiere con dubbi e ulteriori ragionamenti. Per un po’ sono stato agnostico, lasciando che ognuno credesse come gli pare ma restando dell’idea che l’esistenza di dio fosse ininfluente alla mia. Libero arbitrio, autodeterminazione, siamo lì, e non serve nessun padreterno che ti dica come vivere la tua vita.
Certe regole si sono evolute con noi: non far male al tuo simile, occupati dei tuoi piccoli, proteggi il territorio e aiuta la comunità. Lo fanno anche gli animali; non è dogma, è natura. E non credo proprio che un dio l’abbia scritto nei nostri geni, come piacerebbe credere a molti sostenitori del disegno intelligente e teorie simili.
 
Oggi, dio non ha senso.
Mi manca? No. C’è anzi un certo sollievo nel non dover dipendere da un’entità onnipotente quanto sorda che veglia o forse no da lassù. Ha cambiato qualcosa nel mio modo di essere e comportarmi? Di nuovo, assolutamente no. Giusto o sbagliato non dipende da dio ma dal rapporto causa effetto (comportati bene e gli altri si comporteranno allo stesso modo con te – okay, ci sono gli stronzi, ma a quelli si risponde a tono, altro che porgi l’altra guancia), inoltre non sono diventato un degenerato dalla morale deviata solo perché ho smesso di credere, e nemmeno perché da piccolo trovavo più divertente il Diavolo di Gesù. È normale – soprattutto per i bambini – concentrarsi sui personaggi che hanno più “colore”, e Satana ne aveva parecchio (rosso, soprattutto), ma alla fine era come tutti gli altri personaggi della mitologia classica o delle fiabe, divertente ma bidimensionali.  
Oggi anche dio è rientrato nelle pagine. Il suo era un personaggio che mi è servito a crescere, spingendomi a ragionare su determinate cose da un’angolazione che poi è cambiata, facendo si che vedessi da più prospettive e capissi che il mondo, che tu abbia fede oppure no, è lo stesso, e che se uno la pianta di ossessionarsi solo con un unico punto di vista, la vita scorre meglio. 
Ecco, diciamo che uno indossa una benda tutta la vita e crede che quello sia il colore del mondo, poi se la toglie e vede che ce ne sono molti di più, finché non nota che molti altri indossano bende di colori diversi e tutti sono convinti che quello sia il colore del mondo, che tutti dovrebbero vederlo così e chi dice diversamente è in errore. Beh, meglio non indossarne affatto e vedere le cose come stanno, belle o brutte.  

Forse, chi ha a che fare con questi problemi o è giunto a un’impasse con la propria fede, dovrebbe riflettere su un’altra citazione: «Rispetta la delicata ecologia delle tue illusioni» (Mr. Lies, “Angels in America”, 2003), perché arriva sempre il giorno in cui devi farci i conti.

14 commenti:

  1. beh, essenzialmente abbiamo seguito lo stesso percorso "spirituale". probabilmente la lettura, un vizio che ho avuto fin da piccolo, mi ha aiutato molto a formarmi una mia prospettiva delle cose. e sempre per questo viziaccio maledetto, ogni tanto qualche brandello di bibbia me lo leggo: il qelet non è mica male!

    RispondiElimina
  2. Tu sai che io credo in Dio, ma credo anche che possiamo solo scegliere di cambiare la benda ma non privarcene. La visione che offre ogni benda è equivalente a ogni altra e perciò sono tutte egualmente veritiere e fallaci; non ha senso accapigliarsi perché con una benda diversa sarei egualmente convinto di quello che asserisco.
    Quel che resta da fare è una scelta di vita che rispetti taluni principi che non viola i nostri simili e poco importa se si sceglie di chiamare, o meno, questa scelta "religione"; a Dio andrà bene comunque.
    Del resto possiamo fare solo quello che i nostri mezzi ci consentono di fare nel tempo che abbiamo a disposizione...e accapigliarsi sul chi abbia la Verità è uno spreco di tempo prezioso.

    RispondiElimina
  3. E per la fiera dell'ovvio...
    http://www.youtube.com/watch?v=nZv7qX8uWMY

    ;)

    L'altro giorno mi son trovata in una discussione con una signora cattolica del tipo più tradizionale... ti risparmio il riassunto se no viene un commento enciclopedico, ma SE esiste un Dio, e SE questo Dio mi ha fatto un cervello, ci sarà pure una ragione (che non sia farlo lesso con olio e limone).

    Purtroppo spesso la gente chiama "fede" il proprio bisogno e la propria paura (comprensibilissime e niente affatto da condannare), e trova delle prove interpretando la realtà con qualche licenza poetica...

    Una cosa che mi fa uscire di testa del cattolicesimo è quel CONTINUO ripetere "io non valgo niente, faccio schifo e tu sei tutto, la mia gravissima colpa, sono pentito mica perché ho sbagliato ma perché ho offeso te che sei l'autorità, sia fatta la tua volontà anche se non so nemmeno qual è ma ti do carta bianca" mi fa venire il brutto male!!

    In "Lilim del tramonto" c'è un frate che gioca coi pupazzi del presepe e inventa delle storie.
    Prima di iniziare a giocare prega, perché dice che quelle storie gliele ispira Dio.

    Io non so se c'è un Dio e se c'è, cosa fa. Però prima di mettermi a scrivere prego, prego quel dio lì, quello del frate.
    Non funziona, casomai te lo stesso chiedendo, però mi diverto :)

    A me Dio però un po' mi manca. Mica per le decisioni che voleva prendere lui, non scherziamo, giù le zampe dalla mia vita.
    Ma perché è bello che ci sia qualcosa di più importante della mia vita, appunto.

    Questo tuo modo di vedere è il motivo per cui hai scelto questo nick?

    RispondiElimina
  4. Io ci credo in Dio, anche se sono un cristiano estremamente eterodosso e poco encomiabile. Credo che tuto dipenda dalle proprie percezioni (e esperienze) personali. Io ero giunto a una fase di agnosticismo e di quasi-ateismo, ma esperienze personali mi hanno costretto a ripensare tutta la razionalità tramite la quale mi stavo convincendo che Dio non esisteva.
    E comunque ricorda che la Genesi non va presa alla lettera: una fonte al di sopra di ogni sospetto (un sacerdote che mi insegnava religione alle superiori) era il primo a sostenere che sarebbe ingenuo credere che davvero Dio abbia creato il mondo il mondo in sette giorni nella maniera letterale descritta dalle scritture. Semmai è interessante notare come il percorso della genesi segua quello che poi è stato confermato dalla scienza: luce (big bang?), separazione mare / terra, nascita delle prime forme di vita nel mare, poi sulla terra, e l'uomo che arriva per ultimo.

    RispondiElimina
  5. @Piscu. Sì, la lettura è stata la chiave. Soprattutto l’aver letto il libro giusto al momento giusto. Partendo dalla mitologia, in qualche modo tutto è stato ridimensionato nella sua presentazione. Quella che vedevo io era un’altra serie di miti, l’unica differenza era che in questi c’era gente che ci credeva ancora. Poi l’evoluzione, quell’infarinatura di scienza che può venire dai libri per ragazzi e così via, mi hanno dato le risposte che la religione era incapace di offrirmi.

    @Polideuce. Credo che le bende, al di là delle religioni, molta la gente se le faccia amorevolmente su misura con tante altre cose che possano portargli conforto, soprattutto per guardarsi allo specchio. La fede – secondo me – offre un conforto simile all’immagine distorta che ogni tanto abbiamo di noi stessi, ma si posa sul resto del mondo. Un dio a cui rivolgersi in difficoltà, o solo per sentirlo lì, può essere di conforto, ma se questo non basta più la benda cade da sola. Certo, forse si può sostituire un’illusione con un’altra, ma credo si possano anche togliere tutte (con fatica, magari) perché se no dobbiamo accettare di vivere nel Mondo delle Illusioni (Maya) e allora tanto vale diventare tutti buddisti e mettere la stessa benda in coordinato.
    Ecco, se devo basare la mia vita su una serie di regole logiche e morali, preferisco che sia il Buonsenso, piuttosto che la religione. Intanto si adatta meglio ai tempi e non presenta fastidiosi dogmi o clausole arcaiche, e poi non richiede professioni di fede che vadano al di là di ciò che è ragionevole.
    Ogni conflitto sulla religione parte dalla religione stessa, se io non credo non obbligo nessuno a non credere e non lancio scomuniche o fatwa su chi professa un suo credo, non fa per me e lascio fare… ma non posso non notare l’ipocrisia e lo scarso buonsenso in molte delle loro azioni e chiedere di conseguenza che la mia libertà non sia limitata dalla loro, che è spesso e volentieri molto più ingombrante.

    RispondiElimina
  6. @Michela. Capisco perfettamente il punto e sono d’accordo con te, quella cosa del peccato e dell’inarrivabile piedistallo su cui han messo dio e l’ideale da raggiungere (guarda quanti preti capitombolano malissimo nel tentativo di stare lassù), è la più grossa corbelleria – ecco, diciamo così, va – del cattolicesimo.
    Non conosco quel libro, però l’idea è carina. Un tempo mi sarebbe piaciuta da impazzire, adesso la trovo solo tenera. A me non manca credere in dio, ma ammetto che era confortevole poterglisi rivolgere ogni tanto, adesso invece noto tutte quelle parole e modi di dire dell’uso comune, tipo “oddio”, “addio”, ecc. e rifletto su quanto sia profondamente inculcato nella mente e nella cultura comune, perciò ogni tanto me ne esco con un: «Per l’amor di Darwin!», per pura reazione ironica.
    A dir la verità Giuda era nato per via di un fumetto (Venerdì 12, di Leo Ortolani), e l’appeso gli si è aggiunto poi come l’omonimo arcano maggiore dei tarocchi, proprio per il mio essere sempre un po’ sospeso e in bilico tra più ragionamenti (già, e poi quando mi sono registrato su Forumfree, Giuda era già preso, così ho dovuto per forza di cose modificare il nickname), ma anche l’Iscariota ha la sua parte, come tutti quei personaggi ambigui che ho sempre trovato più interessanti degli altri.

    @Ariano. Sicuramente le esperienze sono fondamentali; che uno creda o meno, è stato il suo percorso a portarlo dove si trova. Io non chiedo a nessuno di non credere, insisto solo sul ragionare con la propria testa, sia all’interno di una religione che al di fuori. Il trovare un proprio percorso come hai fatto tu sarebbe l’ideale, anche perché come dicevi va tutto interpretato. Da bambino mi raccontavano storie che non potevo analizzare in quel modo, solo annoiarmene a morte perché c’era in giro di meglio. Crescendo ho letto Bibbia e Vangeli per curiosità mia, un paio di saggi sulla religione dal punto di vista storico e così via, alla fine mi sono reso conto che più la studiavo e meno credevo. Magari a qualcun altro avrebbe potuto fare l’effetto contrario, sono esperienze. Alle volte, l’ordine in cui scopri o leggi le cose, il tempo e il modo, è tutto o quasi. A me ha offerto uno sguardo scientifico su una materia mistica, trovando una logica che dal punto di vista religioso mi lasciava insoddisfatto. Alla fine ho trovato molto più affascinante lo sviluppo della civiltà umana e l’evoluzione stessa dell’uomo che non la fede in un dio che avevo perso per strada.

    RispondiElimina
  7. Sono arrivato fino a questa frase
    Beh, visto che sto cercando di strisciare fuori da una fase in cui non ho voglia di scrivere neanche la lista della spesa

    E mi sono detto
    ma sto individuo è iscritto alla Royal Rumble?
    E non mi risulta!
    Cioè...
    il più grande evento dell'anno sta per avvenire e tu stai perdendo il treno?
    E hai il coraggio di trovare scuse banali e pinguallere come la teismo per aggiornare il blog?
    ma scherziamo?
    Vai subito a iscriverti alla RR sulla Tela nera
    immadiatamente!
    Altrimenti comincerò a farti avere tanta di quella pressione da gente che nemmeno conosci che te ne pentirai fortemente...

    RispondiElimina
  8. Mi chiedo continuamente perché l'uomo debba affidarsi e «raccomandare il proprio spirito» a entità superiori per andare avanti. E soprattutto perché un non credente debba farsi assalire da dubbi. Non ho mai creduto alle favole di vecchio e nuovo testamento (ma anche gli altri si difendono bene eh), non ho vissuto turbamenti o crisi mistiche, ne ho preso atto. Dio e i suoi compagnucci non mi hanno mai incuriosito. Da adolescente vedevo i religiosi come pigri che fanno "lavorare" l'entità al loro posto. Non è cambiato molto questo punto di vista ma con l'età adulta se non altro è arrivato il rispetto per le convinzioni altrui :)
    Basta che stiano al loro posto però... come i vegetariani :D :D

    Ciao
    Fyaa

    RispondiElimina
  9. Gelo, io non ci ho mai stato in RR, e se non ci saprebbi scrivere? Dovressi leggermi il rigolamento, che non ci capissi gnente. Comunque sei OT come un salame nella macedonia, sappitilo!

    Fyaa, pensa che da piccolino dicevo che da grande avrei voluto fare Dio o il prete, che a me sembravano quasi la stessa cosa perché uno fa ciò che vuole e l’altro, con la scusa del primo, fa lo stesso. Almeno, quella era l’impressione che ne avevo. Ah, un dettaglio che mi ha proprio mandato di traverso la religione sono state storielle raccapriccianti del tipo: «Se non ti confessi prima della comunione e commetti peccato, l’ostia ti va di traverso e muori!». Dimmi tu se un bambino può fidarsi di certa gente.

    RispondiElimina
  10. La confessioooooneee maaammaamiaaaaa raccapricciante... Quando avevo 10 anni frequentavo gli scout agesci purtroppo (agh che brutto passato), e la domenica i capi (dei miei cogl.. stivali), avevano un registro in cui segnavano le presenze in chiesa ma ti rendi conto? O il prete che dal pulpito chiamava le ragazzine "cagnette in calore" e lui si intratteneva diciamo così... Con la sua donna delle pulizie (come si chiama sta figura??), e si giocava i milioni a poker ma de che stamo a parlà??? Buffonate su buffonate. E comunque il crist-cattolicesimo ha dei rituali barbari dal battesimo al funerale... E' tutto così trissshhteee e inquietante. Bah religioni altro che oppio dei popoli, prosciutto direi, da apporre comodamente sulle palpebre.
    Bacioni
    Fyaa

    RispondiElimina
  11. Mmmm...io per me ho coniato l'espressione di Confuscattolica perchè ho serie difficoltà a mandar giù un paio di cosette. Ma volevo farti notare un'altra cosa, non so se hai notato anche tu. Che ai giorni nostri fa moda essere atei. Gente che non si è mai posta il problema si mette in polemica non con la chiesa (che sono sicura ha dei polemisti tra i credenti) ma proprio con la religione e si diverte a diventare blasfema. Giusto per il gusto della polemica e dell'insulto. Secondo me, questa è l'ennesima ricerca d'attenzione dei ragazzini pseudo-intellettuali di oggi che credono di essere liberi, scrivendo cazzate sugli status di facebook. Chiaramente,non è il tuo caso che hai scritto un post veramente su cui riflettere! Ironico al punto giusto!

    RispondiElimina
  12. Fyaa.
    Ho avuto un prete come insegnante di religione alle medie, era talmente preso dagli scout che invece di fare lezione mostrava le loro diapositive (un’ora d’inopinata noia sadica, ecco perché non ci sono mai entrato), poi commentava in classe gli abiti scollacciati delle ragazze coccodè (Indietro Tutta, 1987 – 1988) con troppo “interesse” (va beh, è stato anche coinvolto in uno scandalo di corna in un’altra parrocchia, ma lasciamo stare), fatto sta che mi ha dato un quadro dell’imperfezione umana facendomi riflettere sul piedistallo su cui vengono messi i sacerdoti dalla Chiesa Cattolica. Gli viene chiesto di rispondere a un’ideale talmente alto da essere irraggiungibile, oltre che incoerente con la natura umana. E sono convinto che lo facciano apposta, perché più è sottomesso l’uomo e più è facile dominarlo. I rituali non mi hanno mai conquistato, anzi essendo una costrizione annoiavano e basta.

    P.S. La governante del prete è la Perpetua. :)

    Eva Luna.
    Sì, hai ragione, spesso c’è – per esempio – un’ostentazione della bestemmia che a me dava fastidio quando credevo e ne dà ancora adesso. Mi sfugge il senso, voglio dire… se hai fede offendi un’entità in cui credi, se sei ateo offendi qualcosa che per te non esiste. Io continuo a leggere saggi sulla religione (quando posso) perché sono comunque affascinato dal suo sviluppo e dal rapporto col sorgere e il declinare delle civiltà, pur non credendo in nessuna confessione né in dio, e lo faccio perché sono dell’idea che la religione sia comunque interessante in quanto espressione della psicologia umana. Se ne può ridere come si può ridere di tutto, scherzare su qualcosa non è un crimine (a volte porta a una prospettiva più disincantata sulle cose), ma quando diventa una maldestra sbruffonata per farsi notare, non ha senso. Non so perché ma ho in mente un parallelo tra questi ragazzi e quelli che sputano per strada (manco fossero 80’enni coi polmoni fottuti dal fumo), magari perché è un modo altrettanto stupido per fare i fighi (ma dove?), risuntando invece solo ridicoli, se non peggio.

    RispondiElimina
  13. bisogno di sapere che Dio esiste. deve essere insegnato, giustamente, che Dio esiste per credere. analisi:
    ¿uomo fatto Dio? o
    "¿Dio fatto l´uomo?
    rispondi corretto:
    Dio fatto l´uomo.
    questione ¿Chi ha fatto le sculture, le disegni , manichini con le parrucche?
    analisi:
    rispondi:
    l'uomo.
    poi Dio non è fatto da mani d'uomo, allora Dio non è scultura, non dei cartoni .
    NI sculture Ni disegni.
    . Dio non é fatto..

    Dio fatto l'uomo,
    sapere:
    nella Bibbia (la parola di Dio dice che non cambia:)
    Padre nostro che sei nei cieli ...

    analisi:
    Dove è Dio Padre? RPTA: - in cielo.

    analisi:
    Gesù è venuto sulla terra (Dio fatto uomo), Gesù morto e risorto e asceso al cielo e si trova sulla destra del Padre (Dio).
    Dove è Gesù? RPTA: alla destra del Padre nei cieli. È nei cieli (UP):
    Dio Padre e Gesù da sopra le nuvole ......... Dalla cima!
    (Ricordate, Padre nostro che sei in - ° cielo ¨.


    Gesù dopo essere andato in paradiso.
    Chi è venuto?
    lo Spirito Santo.



    spirito è invisibile
    non si vede,

    Dio esiste e invisibile Spirito.

    Dio non è un manichino
    costruiti dalle mani dell'uomo.

    Il vero Dio è Padre e del Figlio in cielo,
    sono invisibili ai nostri occhi, Lo Spirito Santo è venuto sulla terra, ed è invisibile.
    Spirit è un invisibile.
    il vero Dio
    sua altezza ineguagliabile.
    (la Bibbia)
    Esodo 20:4 ^
    Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra;
    Esodo 20:5 ^
    non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano,

    Il vero Dio è incomparabile e invisibile. Come possiamo pregare. Gesù era Dio (in carne)il sangue per noi. Allora Gesù Dio, l'uomo è l'unico intermediario (come Dio e uomo).
    è la seguente:
    Dio in cielo, nel Nome di Gesù Salvatore, ti prego di perdonare i miei peccati.
    atei , Dio essiste,
    e il vero Dio è invisibile non è una bambola fatto da mani umane.
    Dio proibisce l'idolatria.

    RispondiElimina
  14. Fico, ho un bot cristiano che mi risponde ai post. LOL

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...